Michelangelo: L'Interprete Biblico nell'Arte

L'Impatto di Michelangelo sulle Scritture

Michelangelo Buonarroti, genio in pittura, scultura e architettura, ha rappresentato un mutamento, per alcuni aspetti irreversibile, nella nostra percezione di figure ed eventi legati alle Sacre Scritture. Una svolta che, a buon diritto, lo fa rientrare nel novero dei grandi interpreti occidentali della Bibbia. Tra le sue opere più celebri che attingono ai temi biblici figurano il David, gli affreschi della Cappella Sistina e il Mosè. Un esempio della sua profonda rilettura dei testi sacri è ravvisabile in un importante rilievo che esamina attentamente l'iconografia cristiana.

Il Rilievo della Madonna col Bambino: Profondità Iconografica

Il rilievo in questione risale agli anni in cui Michelangelo stava lavorando al David (1501 - 1504), periodo in cui trovò il tempo di dedicarsi anche a qualche remunerativa commissione privata. Nell'esecuzione di quest'opera e di altre dello stesso periodo, Michelangelo dovette essere influenzato dall'esposizione del cartone di Leonardo, purtroppo andato perduto, per la Sant'Anna, Madonna con Gesù Bambino che gioca con l'agnello (1501), ammirato dall'artista al suo rientro da Roma. Infatti, Michelangelo colse qui l'occasione di studiare il problema del rapporto tra le figure e lo spazio, argomento che emergeva con forza dal disegno leonardesco, cercando un maggior legame e interazione tra i personaggi e graduando i piani dello stiacciato alla ricerca di quel legante atmosferico tipico di Leonardo.

Il fulcro dell'opera è la figura di Maria, seduta su un blocco cubico. La Vergine, pur piegando braccia e ginocchia per adattarsi allo spazio limitato del rilievo, sembra voler uscirne con forza, incarnando il profondo mistero del "Verbo che si fece carne". Come recita la Scrittura: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità."

Foto ravvicinata del rilievo della Madonna col Bambino di Michelangelo (es. Tondo Pitti o Tondo Taddei), evidenziando il blocco cubico e la figura di Maria

La "Pietra" Messianica e le Profezie

Nella lettura iconologica dell'opera, ha particolare interesse il blocco, perfettamente squadrato e levigato, su cui siede Maria. Questo elemento allude a una delle promesse messianiche riportate da Isaia: "Ecco io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata: chi crede non vacillerà" (Is 28,16). Il Nuovo Testamento, menzionando questa pietra simboleggiante Gesù, ricorda anche che essa è "La pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo" (At 4,11). L'allineamento del blocco con la sovrastante figura di san Giovannino, futuro profeta del sacrificio di Cristo, suggerisce la misura in cui i suoi non l'hanno accolto. Inoltre, san Pietro esorta i cristiani: "Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo" (1Pt 2,4-5).

Michelangelo | Tondo Doni

Contesto Storico e Provenienza

Il rilievo, le cui dimensioni sono h. 91 cm; l. 14, fu commissionato privatamente. Il tondo, tuttavia, non rimase per molto tempo nella casa del committente, poiché fu donato da suo figlio, fra' Miniato Pitti, monaco a Monteoliveto, a Luigi Guicciardini (1487 - 1551). Successivamente, nel 1823, l'opera fu acquistata dal governo lorenese per duecento scudi nella bottega dell'antiquario Fedele Acciai.

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