Riti Papali e Omaggio a San Pietro: dall'Inizio del Ministero ai Funerali del Pontefice Emerito

La Basilica di San Pietro e il suo sagrato sono da secoli il cuore pulsante delle celebrazioni più significative della Chiesa cattolica, ospitando sia i solenni riti di inizio del ministero petrino, sia gli ultimi saluti ai Pontefici. Questi luoghi, carichi di storia e fede, in particolare la tomba di San Pietro, sono fulcro di tradizione e devozione, testimoniando la continuità della missione papale attraverso i secoli.

Mappa del Vaticano con Basilica e Sagrato di San Pietro evidenziati

La Messa di Inizio del Ministero Petrino di Papa Francesco

La “Messa di inizio del ministero petrino del vescovo di Roma”, che segna l’inizio solenne del servizio del Papa alla Chiesa universale, si svolge tradizionalmente «tra la tomba di San Pietro e il sagrato» della Basilica, luogo che la tradizione identifica con il martirio di Pietro.

La Processione e l'Omaggio alla Tomba di San Pietro

Il Papa, lasciando Casa Santa Marta, si reca sulla jeep o sulla papamobile per un lungo giro intorno alla piazza, salutando i fedeli. La cerimonia incomincia alla tomba di San Pietro, nel centro della Basilica, sotto l’altare centrale, e si estende sulla piazza, che secondo la tradizione era anche il luogo del martirio di San Pietro, poiché il Circo di Nerone occupava anche questa zona. Nel percorso dalla sagrestia alla tomba di San Pietro, il Pontefice è accompagnato dai patriarchi e arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche, dieci in tutto, inclusi quattro cardinali. Dopo l’omaggio e la preghiera alla tomba, presso la quale sono conservati l’anello e il pallio - i due segni del ministero petrino - il Papa e i patriarchi, in processione con tutti i cardinali e i concelebranti, si muovono dal centro della Basilica verso la porta e sul sagrato. Durante questa processione, viene cantato il Laudes Regiae, un canto di litanie e invocazioni in onore di Cristo, durante il quale «si invocano molti santi», come ricordato dal portavoce vaticano.

Illustrazione storica della Messa di inizio del ministero petrino

I Segni del Ministero Petrino: Pallio e Anello

Una volta che la processione esce dalla Basilica, i primi riti sul sagrato sono la consegna al Papa del pallio e dell’anello, i due segni distintivi del ministero petrino. Il pallio viene consegnato e imposto al Papa dal cardinale protodiacono, Jean-Louis Tauran, ed è «lo stesso che aveva Benedetto XVI». Segue una preghiera recitata dal cardinale protopresbitero, il primo dell’Ordine dei presbiteri. La consegna dell’anello è affidata al cardinale decano, Angelo Sodano, il protoepiscopo, cioè il primo dell’Ordine dei vescovi. In sintesi, i tre cardinali primi dei tre ordini consegnano il pallio, pregano e danno l’anello. Papa Francesco, in particolare, ha indossato un anello del pescatore, opera dell'artigiano italiano Enrico Manfrini, un modello presentato al Papa dal maestro delle cerimonie liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, che lo aveva ricevuto da uno dei segretari di Paolo VI, monsignor Macchi.

Il Rito dell'Obbedienza e le Peculiarità Liturgiche

L’ultimo rito introduttivo della cerimonia è la cosiddetta “obbedienza”, ovvero l’omaggio e la promessa di obbedienza da parte di sei cardinali (due per ciascuno degli Ordini dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi) al nuovo Papa, che segue la consegna del pallio e dell’anello. I rappresentanti delle altre componenti del “popolo di Dio” faranno l’obbedienza in un secondo momento, quando il Papa prenderà possesso della Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano.

Una particolarità della messa è il canto del Vangelo in greco. Questa tradizione, presente nelle grandi celebrazioni come la Pasqua, serve a ricordare la Chiesa d’Occidente e la Chiesa d’Oriente, le due grandi dimensioni della tradizione ecclesiale. Per semplicità, il Vangelo viene cantato solo in greco, bilanciando l'ampio uso del latino nel resto della messa. Durante la celebrazione, il Pontefice non distribuisce personalmente la Comunione; a farlo sono i diaconi e circa 500 sacerdoti dislocati in tutta la piazza. Per la musica, si alternano il Coro della Cappella Sistina e il Coro dell’Istituto di Musica Sacra. All’offertorio viene eseguito un «pezzo molto raro», il “Tu est pastor ovium” (“Tu sei il pastore delle pecore”), composto da Pierluigi da Palestrina per l’inaugurazione del pontificato.

Il Motto e lo Stemma Papale

Il Papa ha deciso di mantenere il motto che aveva come arcivescovo, Miserando atque eligendo, tratto dalle omelie di San Beda il Venerabile. Questo passo, commentando l’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, recita: «Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me» («Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi»). Questo motto ha un significato profondo nella vita e nel percorso spirituale del Papa, poiché nella festa di San Matteo del 1953, il giovane Jorge Bergoglio, a 17 anni, sentì in modo particolare la presenza amorosa di Dio e la chiamata alla vita religiosa.

Anche lo stemma papale conserva «nei tratti essenziali» quello che aveva come arcivescovo, caratterizzato da una lineare semplicità. Lo scudo blu è sormontato dai simboli della dignità pontificia, identici a quelli voluti da Benedetto XVI. In alto campeggia l’emblema della Compagnia di Gesù: un sole raggiante e fiammeggiante con le lettere rosse Ihs, monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce, e in punta si trovano tre chiodi neri. In basso, la stella e il fiore di nardo. La stella, secondo l’antica tradizione araldica, simboleggia la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa; mentre il fiore di nardo indica San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, spesso raffigurato nella tradizione iconografica ispanica con un ramo di nardo in mano.

Stemma di Papa Francesco

L'Addio a Papa Emerito Benedetto XVI: Omaggio e Funerali

Dopo un rito privato, le spoglie del Papa emerito Benedetto XVI sono state traslate dal Monastero Mater Ecclesiae, dove aveva vissuto dal suo ritiro nel 2013, alla Basilica vaticana, all'Altare della Confessione. Vi sono rimaste esposte per tre giorni, fino ai funerali del 5 gennaio.

La Traslazione e l'Esposizione della Salma in Basilica

La salma di Benedetto XVI è stata portata in San Pietro alle 7:00, giungendo in Basilica alle 7:15. Il corpo del Pontefice emerito, vestito con paramenti sacri bianchi e rossi e la mitra, è stato collocato su un catafalco rivestito di tessuto ocra, con al fianco due Guardie Svizzere. Un anello con l'effige di San Benedetto, donatogli da monsignor Gino Reali, vescovo emerito della diocesi di Porto-Santa Rufina, è stato indossato al dito, per decisione del segretario particolare monsignor Georg Gänswein, a ricordo del legame del Papa emerito con il santo di Norcia. Questa esposizione è avvenuta esattamente come per le esequie di Giovanni Paolo II. Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, ha presieduto il rito di traslazione, durato dalle 7:15 alle 7:40, dopo che le spoglie erano state trasferite con un trasportino dai sediari pontifici attraverso la Porta della Preghiera.

Foto della salma di Papa Emerito Benedetto XVI esposta nella Basilica di San Pietro

L'Afflusso dei Fedeli e le Misure di Sicurezza

L'affluenza per rendere omaggio al Papa emerito è stata massiccia. Già dalle 5 del mattino, i primi fedeli erano in fila a via di Porta Angelica per entrare in Basilica. La fila si estendeva fino a Piazza Risorgimento e sul lato di Piazza del Sant'Uffizio. Le stime iniziali della Gendarmeria del Vaticano parlavano di circa 10.000 persone nelle prime ore, salite a 40.000 dopo cinque ore dall'apertura e 65.000 a chiusura della giornata. La Prefettura di Roma ha previsto un afflusso di 30-35 mila persone al giorno per il saluto dei fedeli e 50-60 mila per le esequie. Circa mille agenti delle forze dell'ordine sono stati dislocati tra Piazza San Pietro, Via della Conciliazione e vie limitrofe, con zone di prefiltraggio e controlli di polizia, inclusi metal detector. Il flusso di fedeli è rimasto costante e regolare, con ingressi ai due lati della Basilica e un canale di uscita centrale. Curiosamente, bottigliette d'acqua di plastica, vetro o metallo sono state "sequestrate" ai fedeli prima di accedere in piazza San Pietro per motivi di sicurezza.

Ratzinger, fedeli in coda a Piazza San Pietro per l'ultimo saluto

Le Delegazioni e le Reazioni Internazionali

Numerose personalità e delegazioni hanno reso omaggio al Papa emerito. Il primo ad entrare nella Basilica vaticana, prima dell'apertura al pubblico, è stato il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Hanno pregato e reso omaggio alla salma. Subito dopo, sono giunti il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, Alfredo Mantovano e Francesco Lollobrigida. Tra le due delegazioni ufficiali presenti ai funerali, l'Italia e la Germania, è stata notata anche la partecipazione del presidente polacco Andrzej Duda, che ha voluto «sottolineare sia l'attaccamento alla Chiesa cattolica sia alla personalità di Papa Benedetto da parte dei polacchi». Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha definito Benedetto XVI «un pontefice che ha accompagnato la costruzione dell'Ue ricordando sempre i valori fondanti e costitutivi della società europea».

In Vaticano sono giunte 132 delegazioni di Paesi, con 31 Capi di Stato, e 33 delegazioni di Chiese e confessioni cristiane. Il Papa saluterà le prime all’altare centrale, dopo essere rientrato in Basilica e aver deposto le vesti liturgiche. Le delegazioni delle varie Chiese cristiane e delle altre religioni saranno ricevute in un secondo momento. Tra le personalità religiose, erano presenti il patriarca Bartolomeo del Patriarcato ecumenico, il catholicos armeno di Echmiadzin Karekin II, il metropolita Hilarion per il Patriarcato di Mosca, e rappresentanti di altre fedi, tra cui una delegazione ebraica di 16 membri, musulmani, buddisti, sikh e giainisti. Il Dalai Lama ha espresso la sua tristezza per la scomparsa di Benedetto XVI, ricordando un incontro in cui avevano concordato su «valori umani, armonia religiosa e ambiente» e pregando per il «fratello spirituale».

Foto di Capi di Stato e delegazioni religiose a Roma

I Funerali Solenni e la Tumulazione nelle Grotte Vaticane

Giovedì 5 gennaio si sono celebrati i funerali presieduti da Papa Francesco, un evento storico essendo la prima volta che un Papa celebra i funerali di un altro Papa. Decine di migliaia di fedeli hanno atteso sin dalla mattina in Piazza San Pietro per assistere alla Messa esequiale, officiata all'altare dal cardinale decano, Giovanni Battista Re, con Francesco che ha pronunciato un'omelia breve. La giornata, avvolta dalla nebbia, ha visto la bara in cipresso con le spoglie del Papa emerito trasportata sul sagrato poco prima delle 9, annunciata dalle campane a lutto e seguita dalla recita del rosario. Sul feretro, il segretario particolare monsignor Georg Gänswein e il cerimoniere pontificio monsignor Diego Ravelli hanno adagiato il Vangelo. Monsignor Gänswein si è inginocchiato e ha baciato la bara. Prima della chiusura, è stato letto il rogito deposto nella bara di cipresso, evidenziando l’impegno di Benedetto XVI «di fronte al relativismo e all'ateismo pratico sempre più dilaganti» e la sua «fermezza contro i crimini commessi da rappresentanti del clero contro minori o persone vulnerabili».

La tumulazione di Benedetto XVI è avvenuta nelle Grotte Vaticane, nella tomba dove era precedentemente sepolto Papa Wojtyla (Giovanni Paolo II), le cui spoglie erano state poi spostate in Basilica nel 2011 dopo la sua beatificazione. Gli operai del Vaticano hanno sistemato gli ultimi dettagli nell'area, preparando il luogo di riposo finale. Le esequie e la sepoltura hanno segnato la conclusione dell'addio al Papa emerito.

Vista aerea della folla a Piazza San Pietro durante un funerale papale

Riflessioni e Ricordi di un Pontificato

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha ricordato come Benedetto XVI, in occasione del 50° anniversario del Concilio, «registrò una attenuazione dell'entusiasmo legato a quelle novità e ci invitò a vivere con una 'sobria ebbrezza' la sfida di una Chiesa che doveva cambiare». Questa prospettiva, ha aggiunto Zuppi, «ha preparato il terreno per l'attuale pontificato di Papa Francesco. Una Chiesa in viaggio è per forza una Chiesa in uscita». Riguardo alle dimissioni di Benedetto XVI, Zuppi ha inizialmente accusato un senso di smarrimento, ma poi ha compreso che fu un gesto di generosità, un modo diverso di servire la Chiesa per il bene di tutti.

Benedetto XVI viene spesso descritto come un pontefice conservatore, ma è stato anche un custode dell'ortodossia cattolica che recuperava aspetti della tradizione liturgica e pastorale senza ideologie, sempre con un occhio rivolto alla modernità e ai suoi problemi. Un aspetto meno ricordato del Pontefice emerito è la sua ironia e il suo «umore bavarese», come ha confidato monsignor Stefan Oster, vescovo di Passau e vicino a Ratzinger. Oster ha ricordato Benedetto XVI come «gentile, premuroso e spiritoso ma anche molto debole» nella loro ultima conversazione.

Nonostante la sua morte, l'azione legale intentata contro Papa Benedetto XVI presso il tribunale di Traunstein in Germania proseguirà «a carico degli eredi», come confermato dalla portavoce Andrea Titz. La folla presente ai funerali ha invocato «santo subito», come fu per Giovanni Paolo II, mentre la gente giunta dalla Baviera ha reso onore alla memoria del conterraneo suonando brani del repertorio tradizionale.

Nella chiesa di St. Oswald, a Marktl am Inn in Baviera, luogo di nascita di Ratzinger, il libro delle condoglianze è rimasto aperto, e cerimonie locali come un rosario e la lettura di frammenti del suo testamento spirituale si sono tenute in suo onore.

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