La Celebrazione Eucaristica Conclusiva
La basilica di San Pietro ha ospitato domenica 27 ottobre, alle ore 10, la Messa a conclusione dell’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi dedicata all’Amazzonia. La celebrazione è stata presieduta da Papa Francesco.
L’incontro di chiusura è stato aperto da un breve intervento a due voci, letto da una donna e da un uomo, rappresentanti dei popoli indigeni. Per loro tramite, hanno espresso gratitudine al Papa per la convocazione del Sinodo e hanno chiesto aiuto per attuare il loro desiderio di garantire una vita serena e felice ai propri popoli, prendendosi cura della propria terra e proteggendone le acque, affinché i discendenti possano goderne.
Papa Francesco ha rivolto ai presenti alcune parole, sottolineando come il Vangelo sia come un seme che cade nella terra che trova, e cresce con le caratteristiche di questa terra. Con riferimento alla regione Amazzonica, il Pontefice ha evidenziato ancora una volta i pericoli di nuove forme di colonizzazione.
Contesto e Rilevanza Liturgica
L’Eucaristia unisce il cielo e la terra, abbraccia e penetra tutto il creato. Per questo motivo, può essere «motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il creato». Quindi, «non fuggiamo dal mondo né neghiamo la natura quando vogliamo incontrarci con Dio».
Questo consente di raccogliere nella liturgia molti elementi propri dell’esperienza degli indigeni nel loro intimo contatto con la natura e stimolare espressioni native in canti, danze, riti, gesti e simboli. Già il Concilio Vaticano II aveva richiesto questo sforzo di inculturazione della liturgia nei popoli indigeni, ma sono trascorsi più di cinquant’anni e i progressi in questa direzione sono stati limitati.

Eventi di Contorno al Sinodo
La conclusione del Sinodo è stata preceduta da altri appuntamenti significativi che hanno arricchito il percorso di riflessione e sensibilizzazione sulla regione panamazzonica.
La Via Crucis per l'Amazzonia
Sabato 19 ottobre, uno degli appuntamenti in programma è stata la Via Crucis, partita alle ore 9 da Castel Sant’Angelo per arrivare a piazza San Pietro. Leader indigeni, padri sinodali ed esperti giunti da ogni parte del mondo per partecipare al Sinodo per l’Amazzonia hanno ripercorso insieme le stazioni della passione e morte di Gesù lungo via della Conciliazione. L’obiettivo era «far dialogare il racconto evangelico con il grido che oggi sale dall’Amazzonia».
«Seguendo la logica e la struttura del cammino cattolico della croce - ha spiegato suor Maria Eugênia Lloris Aguado, tra gli organizzatori di “Amazzonia: Casa Comune” - l’idea è stata quella di inserire in ogni stazione le problematiche dei popoli indigeni: emarginazione, disuguaglianze sociali, espropriazione dei territori, indifferenza, danni all’ambiente saranno il filo rosso del percorso che ci condurrà lungo le quindici stazioni fino a piazza San Pietro».
Nel cammino sono state presenti alcune immagini della Via Crucis Latinoamericana, realizzata dall’argentino Adolfo Pérez Esquivel nel 1992 per ricordare i 500 anni dall’inizio della conquista delle Americhe, che si sono alternate a quelle dei tanti martiri, su tutti Oscar Arnulfo Romero, morti per difendere la Casa comune. Il missionario comboniano Antonio Soffientini ha sottolineato: «Per molti popoli dell’Amazzonia, la vita sembra proprio una Via Crucis. Ogni giorno è una stazione in cui sperimentano la sofferenza della croce».

Seminario su "Le Sfide della Regione Panamazzonica"
Sempre il 19 ottobre, nel pomeriggio, a partire dalle ore 16 nell’atrio dell’Aula Paolo VI, si è svolto un seminario dal titolo “Le sfide della regione panamazzonica: cooperazione necessaria tra gli organismi internazionali e la Chiesa cattolica e leadership etica”. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, è stata organizzata insieme alla Segreteria del Sinodo, in collaborazione con l’osservatore della Santa Sede presso le Organizzazioni internazionali presenti a Roma (Fao, Ifad, Pam), e con l’Istituto “Razón abierta” di Madrid. L'evento ha goduto dell’appoggio della Fondazione Templeton, nell’ambito di un progetto che mira alla formazione alla “Leadership etica” (Virtuous Leadership).
L’incontro ha avuto inizio con i saluti del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, e l’introduzione del cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, presidente delegato del Sinodo e presidente vicario della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam). Sono seguiti gli interventi degli esperti, moderati da padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Le conclusioni sono state affidate a monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Pam.