Papa Francesco ha compiuto una visita storica al tempio valdese di Torino, segnando la prima volta che un pontefice entra in un luogo di culto riformato. Durante la cerimonia, ha espresso un messaggio di perdono da parte della Chiesa cattolica per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani e non umani avuti in passato nei confronti dei valdesi. Questo evento sottolinea l'importanza del dialogo ecumenico e della comprensione reciproca tra le diverse confessioni cristiane.

Chi sono i Valdesi?
I valdesi sono cristiani che credono in Gesù Cristo e professano la stessa fede cristiana universale espressa nel Credo apostolico. Il cristianesimo viene paragonato a un grande albero con numerosi rami principali: la Chiesa cattolica-romana, le Chiese evangeliche (o protestanti) e le Chiese orientali ortodosse.
Origini del nome "Valdese"
Il nome "valdese" deriva da Valdo (in latino Valdesius), un ricco mercante di Lione, in Francia. Intorno al 1170-75, a seguito di una profonda crisi spirituale, Valdo cambiò radicalmente vita, distribuendo i suoi beni ai poveri e iniziando a predicare il Vangelo al popolo. I suoi seguaci si chiamarono semplicemente "Poveri" e cercavano di vivere secondo gli insegnamenti evangelici e l'esempio degli Apostoli. I loro oppositori li soprannominarono "Valdesi", dal nome del loro fondatore. Nonostante le sanguinose persecuzioni, il movimento si diffuse in diverse parti d'Europa, inclusa l'Italia, con significative presenze in Lombardia e nelle valli alpine piemontesi.

Le Chiese Evangeliche e il termine "Protestante"
Il termine "protestante" fu storicamente attribuito ai Luterani che, nel 1529, protestarono contro la decisione della Dieta di Spira, la quale negava loro gli stessi diritti di libertà religiosa concessi ai cattolici. Sebbene l'epiteto possa suggerire un carattere di opposizione, i protestanti utilizzarono il termine "protestare" nel senso positivo di "attestazione a favore" del Vangelo, che intendevano professare a costo della propria vita. L'accento, quindi, non era tanto sulla protesta contro l'ingiusto, quanto sull'affermazione della verità evangelica.
Le chiese evangeliche sono sorte nel XVI secolo a seguito della predicazione di Martin Lutero, un biblista agostiniano che rivendicava la necessità di una riforma della Chiesa cristiana basata sulla Scrittura, un ritorno alla Chiesa apostolica. Lutero e i suoi seguaci si definirono "evangelici" per sottolineare la loro volontà di ritorno al Vangelo. La Chiesa cattolico-romana, con il Concilio di Trento, condannò le tesi protestanti, portando alla necessità per queste ultime di darsi una propria organizzazione.
Il termine "evangelico" ha un carattere teologico, indicando il riferimento fondamentale delle chiese della Riforma all'Evangelo. Inizialmente, si riferiva a chiunque volesse riportare la fede cristiana a un fondamento biblico più evidente rispetto alla teologia medievale. Successivamente, si restrinse a indicare i seguaci dei riformatori, che ponevano la Bibbia al centro della loro riflessione per ricercare l'autenticità della fede primitiva e vivere un cristianesimo più legato alla predicazione di Gesù, libero dalle tradizioni accumulate nei secoli. Tutte le chiese protestanti si definiscono "evangeliche" e spesso questo termine compare nei loro nomi.
Più recentemente, soprattutto nel mondo anglofono, il termine "evangelico" è stato adottato da alcuni movimenti protestanti per distinguersi da un cristianesimo definito "liberale". Gli "evangelicals" costituiscono un movimento transdenominazionale che condivide una lettura spesso letteralista della Bibbia, ne sostiene l'inerranza, sottolinea la necessità di una conversione personale ("nuova nascita") e la priorità dell'evangelizzazione, proponendo un'etica basata su valori morali conservatori. Questo movimento, sviluppatosi principalmente negli Stati Uniti, ha avuto un impatto significativo anche in America Latina, Africa e Asia, e in misura minore in Italia e in Europa.

Valdo e le Origini della Chiesa Valdese
Le origini della Chiesa Valdese risalgono al Movimento valdese, nato a Lione intorno al 1174 grazie a Valdo. Quest'ultimo, dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri, visse in povertà e semplicità seguendo l'Evangelo. A differenza di Francesco d'Assisi, Valdo non fondò un ordine monastico, ma continuò a vivere tra la gente come laico, leggendo e predicando passi della Bibbia tradotti in volgare. Questo lo portò alla scomunica e alla nascita del movimento dei "Poveri di Lione". Nonostante le persecuzioni, il movimento si diffuse in Europa e in Italia, dove fu conosciuto come "Poveri Lombardi". Nel 1532, i Valdesi aderirono alla Riforma, organizzandosi come Chiesa evangelica valdese.
La Chiesa valdese è erede spiritualmente del movimento dei "Poveri" medievali, nato dalla testimonianza di Valdo di Lione, che decise di dare i suoi beni ai poveri per vivere secondo il Vangelo e l'esempio dei discepoli di Gesù. Al sorgere della Riforma, i valdesi vi aderirono, adottando l'organizzazione delle Chiese riformate, dette anche protestanti. Le comunità dell'area alpina piemontese subirono secoli di repressioni fino al 1848.

Differenze Fondamentali tra Chiesa Valdese e Chiesa Cattolica
Tra la Chiesa Valdese e la Chiesa Cattolica esistono differenze notevoli che le distinguono, derivanti da divergenze fondamentali nell'interpretazione della fede.
Riconoscimento del Papa
I valdesi non riconoscono il papa. Essi ritengono che l'autorità assoluta del vescovo di Roma si sia costituita gradualmente nel tempo, attraverso un processo storico legato alle vicende del mondo occidentale. La Chiesa Valdese non riconosce l'autorità del papa romano e non ha una struttura gerarchica con un capo terreno; è organizzata secondo un ordinamento sinodale-assembleare dove tutti i membri e i ministri hanno uguale dignità e potere.
Ruolo della Bibbia e delle Opere
Un elemento distintivo tra le due Chiese è il posto che la Bibbia occupa nelle rispettive confessioni. Per i valdesi (e gli evangelici in generale), la Bibbia rappresenta la sola fonte d'ispirazione per la Chiesa e per la vita cristiana. La salvezza e la speranza degli uomini sono riposte esclusivamente nell'opera di Cristo. Essere cristiani significa avere piena fiducia in Cristo e vivere in comunione con Lui. La salvezza è un dono gratuito della grazia divina, non può essere acquisita tramite meriti derivanti da buone opere.
Preghiere e Devozioni
Poiché Gesù Cristo è considerato l'unico Mediatore tra Dio e gli uomini, i valdesi escludono preghiere e atti devozionali rivolti alla madre di Gesù (la Madonna) e ai santi. Essi nutrono massimo rispetto per queste figure e cercano di imitarne la fede e la santità di vita, ma ritengono che solo a Cristo debbano essere rivolti ringraziamento, lode e benedizione. Le pratiche religiose come messe di suffragio, indulgenze e intercessione dei santi sono considerate prive di fondamento scritturale.
Sacramenti
Per cattolici e ortodossi, i sacramenti sono azioni con il potere di trasmettere la grazia divina. Nella Chiesa Valdese, si mantiene il concetto di "sacramenti" come "segni visibili della grazia invisibile", ma si riconoscono solo il Battesimo e la Comunione (Santa Cena), poiché sono gli unici gesti esplicitamente ordinati da Gesù Cristo nel suo nome. Questi sacramenti possono essere amministrati da ogni credente, uomo o donna.
La Chiesa antica definiva "sacramenti" alcuni atti particolari della liturgia che definiva "segni visibili della grazia invisibile". Dei sette sacramenti cattolici, gli evangelici hanno mantenuto solo il battesimo e la comunione, poiché sono quelli che Gesù ha esplicitamente indicato di compiere nel suo nome. Questi gesti possono essere compiuti da ogni credente, uomo o donna.
Maria e i Santi
Per quanto riguarda Maria, madre di Gesù, i valdesi la considerano un grande esempio di fede e obbedienza a Dio, come descritto nel Vangelo e nel Magnificat ("io sono la serva del Signore"). Tuttavia, non recitano l'Ave Maria poiché ritengono che la salvezza e il perdono siano esclusivamente opera di Dio in Cristo, e non cercano intercessori. Maria è vista come la Vergine del Vangelo, un esempio di fede, ma non come oggetto di venerazione.
La parola "santo" nella Bibbia indica una persona o un oggetto appartenente a Dio. Gli apostoli chiamavano "santi" i credenti. La "santificazione" implica il vivere in obbedienza a Dio. Sebbene alcuni credenti possano essere di esempio e stimolo per altri, nessuno raggiunge la perfezione nella santificazione. I valdesi non hanno santi o beati a cui rivolgersi in preghiera, ma invocano solo Cristo Signore, l'unico mediatore perfetto.
Il Crocifisso e la Laicità dello Stato
I valdesi ritengono che lo Stato debba essere laico, senza privilegi per alcuna confessione religiosa. Si sono espressi fermamente contrari all'esposizione del crocifisso e di altri simboli religiosi in luoghi pubblici. La Chiesa cattolica usa il crocifisso come simbolo della fede, mentre la maggioranza delle chiese evangeliche preferisce la croce spoglia, poiché la vita di Gesù non si conclude con la morte, ma con la resurrezione. Cristo è visto come nuova vita da incontrare, e la croce senza il corpo sofferente ricorda meglio la divinità di Cristo.

Il Messaggio Predicato
Il messaggio predicato dai valdesi e dagli evangelici invita all'accoglienza della fede in Gesù Cristo, che si manifesta in un cambiamento di mentalità e di vita, e nell'impegno a operare come testimoni dell'opera di redenzione nel mondo. La fiducia in Gesù è considerata il centro della religione e l'unica cosa che Dio richiede. Questo non implica licenza di peccare, poiché chi ha fiducia in Gesù desidera esserne degno.
Il messaggio evangelico assicura che tutti i peccati sono stati espiati da Gesù Cristo sulla croce, e il suo perdono è gratuito, pieno e totale. Pertanto, non ci sono più peccati da scontare, né in questa vita né dopo la morte. Questo esclude la credenza nel purgatorio, nelle messe di suffragio, nelle indulgenze e nell'intercessione dei santi.
Posizione su Temi Etici
I valdesi hanno favorito il dibattito su temi etici come l'omosessualità, l'aborto, il testamento biologico e l'eutanasia. Sono favorevoli ai registri per il testamento biologico e nella Chiesa valdese contemporanea prevale un'apertura verso l'omoaffettività. Il Sinodo valdese ha deliberato a favore della benedizione delle coppie omosessuali e la Chiesa si impegna attivamente nella lotta contro l'omofobia e nel supporto alle persone LGBT. Esiste un gruppo minoritario di dissenzienti che si oppone a queste posizioni, considerandole contrarie ai principi originari della confessione di fede.
L'ubbidienza a Dio, secondo la visione valdese e metodista, non può essere imposta da esseri umani, poiché Dio stesso non la impone ma la indica. L'Evangelo è vissuto nella realtà concreta, non in un'ascesi separata dal mondo. Di fronte a questioni etiche complesse, si cerca di accettare la realtà e vivere l'Evangelo in essa, evitando giudizi affrettati su scelte individuali difficili.
Organizzazione della Chiesa Valdese
La Chiesa Valdese è organizzata secondo un sistema sinodale, basato sul principio che la chiesa è retta dall'assemblea dei credenti e non dall'autorità dei suoi ministri. Ogni chiesa locale ha le sue Assemblee, composte da tutti i suoi membri, per deliberare sulle questioni che la riguardano. I Consigli di Chiesa includono i pastori, ma senza un primato gerarchico. Le chiese di una certa circoscrizione territoriale formano un Circuito, con proprie Assemblee circuitali e Consigli di Circuito. A un livello territoriale più vasto vi sono i Distretti, con Conferenze distrettuali e Commissioni Esecutive Distrettuali. Sul piano nazionale, il Sinodo (o Assemblea generale) si riunisce annualmente a Torre Pellice, con deputati eletti dalle chiese locali, dai Circuiti e dai Distretti. Il Sinodo esamina tutte le materie relative alla fede e alla vita delle Chiese valdesi a livello generale e le sue delibere sono vincolanti per tutte le chiese locali. È il superiore organo di governo, al di sopra del quale vi è solo l'autorità della Parola di Dio.
Tra un Sinodo e l'altro, l'organo esecutivo è la Tavola Valdese, un comitato amministrativo centrale composto da sette membri eletti annualmente dal Sinodo.

Mezzi di Sostentamento della Chiesa Valdese
La Chiesa Valdese si mantiene esclusivamente con i propri mezzi, ovvero con le offerte e le contribuzioni volontarie dei suoi membri. Dal 1993, le chiese valdesi e metodiste hanno scelto di avvalersi della legge per la riscossione dell'otto per mille dell'IRPEF. I fondi così ottenuti non vengono utilizzati per fini di culto, ma esclusivamente per progetti di natura assistenziale, sociale o culturale, con una quota riservata a progetti nel Terzo Mondo. Vengono accolti solo i contributi derivanti da preferenze espresse dai contribuenti.
La Chiesa Valdese ha recentemente accettato di partecipare anche alla ripartizione dell'otto per mille dell'IRPEF non espressamente destinato a confessioni religiose o allo Stato.
Le Chiese Valdesi e Metodiste
Le chiese valdesi e metodiste sono realtà che, pur con storie e origini diverse, condividono un profondo legame fraterno nel cristianesimo. I valdesi sono credenti che hanno vissuto la pienezza del Vangelo da prima della Riforma, mentre i metodisti sono nati da un Risveglio nel '700, contribuendo significativamente alla coscienza cristiana in Inghilterra, Stati Uniti e molti paesi anglofoni africani.
Il Nome "Metodista"
Il nome "metodista" deriva dal loro approccio "metodico" alla vita cristiana. Intorno al 1730, un gruppo di giovani protestanti inglesi si riuniva per studiare la Bibbia e impegnarsi in una vita cristiana regolata. I fratelli Wesley furono figure centrali in questo movimento, predicando il Vangelo in modo diretto e concreto, aiutando i bisognosi e visitando i malati. A causa della resistenza del clero anglicano, predicarono spesso all'aperto. Il movimento si estese rapidamente in America e ebbe un ruolo importante nella vita sociale, contribuendo alla formazione dei primi sindacati.
Unità tra Valdesi e Metodisti
In Italia, gruppi metodisti si formarono nell'Ottocento. Oggi, la Chiesa Metodista è diffusa in tutto il mondo e in Italia è unita alla Chiesa Valdese nello stesso Sinodo. Le chiese valdesi e metodiste si considerano un'unica Chiesa, in piena comunione a partire dalla Concordia di Leuenberg del 1974, a cui si sono unite le chiese metodiste nel 1997, formando la Comunione di Chiese protestanti in Europa (CPCE).
Le pratiche cultuali e le liturgie possono variare, ma queste differenze sono considerate una ricchezza. La preghiera comune è ampiamente possibile anche con cattolici, ortodossi e altre correnti evangeliche. Gli sforzi ecumenici mirano al pieno riconoscimento reciproco e alla piena comunione, come dimostrato dalla Dichiarazione comune sulla giustificazione firmata con Roma nel 1999.
Laicità, Etica e Apertura
I valdesi e i metodisti, come tutti gli evangelici, non si definiscono una setta con dottrine particolari sull'imminenza della fine del mondo o sui miracoli in sé. Il loro fondamento è l'Evangelo, il messaggio cristiano che Dio si è rivelato in Gesù Cristo per la salvezza dell'umanità. I miracoli descritti nei racconti biblici sono visti come segni concreti della bontà e della potenza di Dio, in particolare nell'opera di Gesù, che annunciavano la presenza del Regno di Dio.
La Chiesa Valdese rifiuta l'approccio letteralista o fondamentalista alla Bibbia, preferendo il metodo storico-critico. Ha sempre sostenuto la piena laicità dello Stato e si è opposta all'esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici. Il Sinodo valdese ha deliberato a favore della benedizione delle coppie omosessuali e si impegna attivamente nella lotta contro l'omofobia e nel supporto alle persone LGBT.
La decisione di non dare direttive specifiche su questioni politiche o etiche sessuali deriva dalla convinzione che la Bibbia sia sufficientemente chiara per chi possiede lo Spirito, e che la responsabilità delle scelte spetti al singolo credente nel suo rapporto intimo con il Signore. Questo non implica la mancanza di principi fondamentali come l'antirazzismo, il rispetto della vita e la democrazia.

Il Culto e la Vita Comunitaria
Il culto valdese si svolge di norma la domenica mattina ed è pubblico, aperto a tutti. Consiste nella lettura e nell'esposizione esegetica di testi biblici, generalmente tenuta dal pastore. Altri momenti importanti della vita ecclesiale includono la scuola domenicale per bambini, il catechismo per ragazzi, lo studio biblico per adulti, incontri di fraternizzazione come i bazar e le agapi comunitarie.
La mancanza di immagini nelle chiese, il matrimonio dei pastori, la comunione con pane e vino, e il rifiuto delle reliquie sono tutte conseguenze dei principi fondamentali valdesi: la Scrittura come unica fonte, Cristo come unico mediatore e la salvezza per fede.
La comunità cristiana è vista come incontro e comunione dei credenti, più che come organizzazione gerarchica, riflettendo una sensibilità democratica e non clericale. Non esiste un'autorità intermedia tra Cristo e la Chiesa; il popolo dei credenti è guidato dallo Spirito del Signore.
Breve storia dei valdesi
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