Il noto giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti ha rivelato in un'intervista concessa al settimanale "Maria con te" il suo intimo rapporto con la fede e il suo profondo legame con la città di Lourdes, meta di pellegrinaggio da lui frequentata assiduamente per oltre trent'anni.
Le origini di una vocazione
Il percorso spirituale di Giletti è iniziato in tenera età. Ha raccontato di essere stato a Lourdes per la prima volta all'età di 10 anni, accompagnato dalla madre e dalla nonna Bianca Maria. "Rimasi subito colpito da quel luogo", ha affermato, descrivendo come la nonna gli avesse detto: "Andiamo a Lourdes così cominci a capire chi sono gli invisibili". Questa frase ha segnato profondamente il giovane Massimo, portandolo a comprendere in seguito che gli "invisibili" erano le persone che si incontrano nella vita di tutti i giorni e che spesso si preferisce ignorare.
La sua infanzia è stata segnata anche da un periodo difficile legato a una grave forma di scoliosi. Giletti ha dovuto portare corsetti e busti in gesso, subendo diversi ricoveri ospedalieri. In questi momenti di prova, ha trovato un sostegno fondamentale nella figura di Don Primo Zanotti, un sacerdote di campagna che, con la sua saggezza, lo ha guidato e confortato. "Con la semplicità di un parroco di campagna riusciva a dare consigli veri e mi ha aiutato nei momenti difficili della mia vita", ha ricordato Giletti, sottolineando come le fatiche di quel periodo lo abbiano "tempato per il futuro".
Giletti ha anche intrapreso il percorso di chierichetto, guidato da Don Primo Zanotti, che all'epoca non aveva ancora una chiesa propria e risiedeva in una dependance della villa di famiglia a Ponzone, nel biellese. La fede è stata una presenza costante nella sua vita, influenzata anche dalla nonna Bianca Maria, presidentessa della San Vincenzo, che lo portava con sé a distribuire aiuti ai poveri.

Lourdes: un luogo di presenza viva e di incontri
Massimo Giletti descrive Lourdes come un luogo che per lui significa "la presenza viva della Madonna". Nonostante la sua professione giornalistica, che lo ha portato a condurre programmi di successo e a incontrare numerose personalità, Giletti ha sempre cercato di non rinunciare ai suoi viaggi a Lourdes, anche durante gli anni universitari e l'inizio della sua carriera.
Dopo un periodo di interruzione, un nuovo incontro lo ha riportato verso questa meta spirituale. Conoscendo Don Paolo Angelino, presidente dell’OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes), per motivi professionali legati a un programma sulla santità, Giletti è stato convinto a tornare nella grotta circa dieci anni fa. Questo ritorno da adulto e da persona matura ha segnato un'evoluzione nella sua esperienza a Lourdes.
"Per anni ho pensato che andare a Lourdes significasse fare qualcosa per gli altri, in realtà con l’esperienza capisci che è molto di più quello che ricevi", ha confessato Giletti, evidenziando come la maturità porti a una maggiore consapevolezza e a un arricchimento interiore.

Il volontariato e l'esperienza alle piscine
Giletti dedica molto del suo tempo a Lourdes al volontariato, collaborando inizialmente con l'Unitalsi e successivamente con l'OFTAL. Ha trascorso anni a lavorare attivamente nelle piscine, un luogo che descrive come particolarmente emozionante. "Bagnare centinaia di persone, malati e non malati", ha spiegato, mette di fronte a "momenti di grande emozione".
Proprio alle piscine, ha avuto modo di lavorare al fianco di Vittorio Micheli, un "miracolato" ufficialmente riconosciuto, che dopo essere guarito da un brutto cancro negli anni '60, ha continuato a lavorare a Lourdes. Giletti sottolinea la diversità delle persone che si incontrano in questo luogo, dai manager di successo ai giovanissimi, e si dice colpito nel vedere "tanta gioventù a Lourdes, considerando che spesso parliamo dei ragazzi senza ideali".
L'esperienza a Lourdes è per lui un modo per "non essere egoriferiti, per restare coi piedi per terra, per dare la giusta priorità alle cose". Di fronte alle tragedie che si vivono in questo luogo, i propri problemi sembrano insignificanti. La sfida più grande, ammette, è riuscire a "portare Lourdes nella quotidianità, nella nostra vita di sempre".
La fede come dono personale e la critica alla superficialità
Massimo Giletti raramente parla della sua fede, considerandola una "dimensione del tutto personale" che "dovrebbe rimanere dentro a ognuno di noi". Tuttavia, nell'intervista si apre, definendo la fede come "una ricchezza, un dono, o ce l'hai o non ce l'hai". Sottolinea che "Non esiste un luogo ideale, la Madonna, la puoi trovare ovunque".
Nonostante sia un giornalista competente e apprezzato, Giletti afferma che da lui "non ti aspetteresti una forte spiritualità". Non solo si professa cattolico praticante e frequenta la Messa ogni domenica, ma sente il bisogno di dare forma alla sua fede, e questa forma è rappresentata da Lourdes.
Un grande rammarico per Giletti è non aver mai potuto condurre una diretta da Lourdes. Ha cercato in tutti i modi di proporre un grande evento televisivo dedicato a Lourdes in Rai, ma non ci è mai riuscito, nonostante il successo di tutti i programmi da lui condotti.
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Il ritorno in TV e l'impegno sociale
Dopo un periodo di pausa, Massimo Giletti è tornato in onda su Rai 3 con la seconda edizione del suo talk show "Lo Stato delle Cose". Tuttavia, prima di riprendere il suo lavoro televisivo, ha scelto di dedicarsi alla solidarietà, trascorrendo alcuni giorni a Lourdes come volontario. Questo ritorno in Francia, dopo aver saltato l'impegno l'estate precedente a causa di un periodo complicato seguito alla chiusura del suo programma "L'Arena" su Rai 1, è stato un momento di ritrovata serenità.
Nonostante i buoni risultati d'ascolto ottenuti da "Lo Stato delle Cose", il programma subirà una riduzione del numero di appuntamenti a causa dei piani di contenimento dei costi della Rai. Ciononostante, il talk show di Giletti si conferma come uno dei pochi programmi su Rai 3 a raggiungere regolarmente la soglia del milione di spettatori, distinguendosi in un palinsesto spesso dominato da trasmissioni come "Chi l'ha visto?" e "Report".
Giletti invita calorosamente tutti a visitare Lourdes, sottolineando l'importanza di "dare amore" e di essere a contatto con coloro che definisce gli "ultimi" e gli "esclusi". L'OFTAL, con il suo presidente Don Paolo, rappresenta per lui un punto di riferimento fondamentale per avvicinarsi concretamente alla fede e per offrire un servizio di trasporto ai malati verso luoghi di culto.
L'esperienza a Lourdes è descritta come un incontro con qualcosa che chi non crede può valutare con i propri occhi. Giletti cita anche l'emozione provata nell'ascoltare Placido Domingo raccontare della sua fede, trovando in lui "qualcosa in più, molto simile a quello che sento io".
Infine, Giletti sottolinea che, sebbene non ci sia bisogno di recarsi a Lourdes per fare del bene, l'esperienza in questo luogo permette di vivere una dimensione totalmente diversa, entrando in contatto con chi viene spesso "deriso e guardato in modo strano durante l’anno". Il suo augurio è che l'immagine di un ragazzino, accompagnato da lui e Don Paolo, che ha toccato le rocce della grotta sapendo di non poter arrivare alla fine del pellegrinaggio, possa rimanere impressa come esempio di dedizione e speranza.