Nel 2012, in occasione di un incontro tenuto da Andrea Lonardo presso la chiesa di Santa Maria dell'Anima, furono messe a disposizione registrazioni e testi commentati su Martin Lutero e la Riforma Protestante. Questo materiale, inizialmente concepito per una valutazione futura dell'utilizzo di file audio, offre uno spaccato approfondito sulla figura del riformatore e sul contesto storico e religioso del suo tempo.
Il Viaggio di Lutero a Roma: Fede e Delusione
Nel 1510, Martin Lutero intraprese un viaggio che lo portò a Roma. Con la semplicità di un pellegrino medievale e un profondo sentimento religioso, giunse nei pressi della Città Eterna. Dalle alture di Monte Mario, contemplò Roma con commozione, esclamando: "Salve, o santa Roma! Sì, veramente santa, perché è intrisa del sangue dei santi martiri". Questa espressione richiama antichi inni dei pellegrini medievali, come "O Roma nobilis, orbis et domina", che celebravano la grandezza della città.
Lutero discese la collina, attraversò il Tevere e si avvicinò alle mura di Aureliano, per poi entrare nella città attraverso Piazza del Popolo. La prima chiesa che incontrò fu Santa Maria del Popolo, accanto alla quale sorgeva il convento dei frati agostiniani. È probabile che Lutero sia stato ospitato in questo convento, data la stretta relazione tra la Congregazione dell'Osservanza tedesca e quella lombarda.

Il motivo principale del viaggio di Lutero a Roma era la ricerca di una completa confessione per liberarsi dalle sue angosce interiori. Tuttavia, l'esperienza romana fu segnata da delusioni. Lutero criticò l'incompetenza e l'ignoranza di alcuni sacerdoti italiani, sebbene in passato avesse riconosciuto la presenza di uomini dotti tra i cardinali romani. Questa discrepanza nelle sue affermazioni solleva interrogativi sulla sincerità delle sue critiche successive, forse influenzate dalla passione antiromana.
Lutero riportò anche episodi che, sebbene non sempre verificabili, dipingevano un quadro di pratiche religiose discutibili. Raccontò di aver visto celebrare sette messe in un'ora sull'altare di San Sebastiano, un'affermazione ritenuta impossibile dai messali dell'epoca, e di aver assistito a celebrazioni simultanee sullo stesso altare. Queste esperienze alimentarono la sua crescente insoddisfazione nei confronti della Chiesa.
Deluso dalla confessione, Lutero si dedicò alla ricerca di indulgenze per sé e per i defunti, visitando chiese e catacombe con una "fede folle". Egli stesso ammise di essersi comportato come un "santo matto", credendo a tutte le storie che venivano raccontate. Il desiderio di liberare i suoi genitori dal purgatorio attraverso le sue messe e preghiere testimonia la profonda pietà che lo animava, ma anche la sua ingenuità di fronte alle pratiche religiose dell'epoca.
La maestosità delle basiliche romane, come San Pietro in Vaticano e San Paolo fuori le Mura, lasciò un'impressione di immensa grandezza, paragonabile a quella delle cattedrali di Colonia e Ulm. L'esperienza di vedere migliaia di fedeli inginocchiarsi davanti al velo della Veronica, cantando l'inno "Salve, sancta facies nostri redemptoris", fu uno spettacolo commovente. Tuttavia, Lutero non ebbe modo di conoscere le opere d'arte che i grandi maestri italiani come Michelangelo e Raffaello stavano creando in quel periodo.

Un episodio significativo del suo soggiorno romano riguarda la Scala Santa, che Lutero salì in ginocchio, recitando un Pater Noster per ogni gradino, nella speranza di liberare un'anima dal purgatorio. Tuttavia, giunto all'ultimo gradino, fu assalito dal dubbio: "chi sa se sarà vero?". Questo momento di incertezza rivela la sua crescente inquietudine e il suo bisogno di certezze basate sulla Scrittura.
Lutero trovò un ambiente più accogliente nella chiesa nazionale dei tedeschi, Santa Maria dell'Anima, dove si sentì quasi come a casa. Nonostante questo, il suo incontro con la Roma rinascimentale non fornì la spinta decisiva per la sua lotta contro la Curia. Lutero trovò a Roma ciò che cercavano gli altri pellegrini devoti del suo tempo, e l'impatto negativo fu limitato dalle sue stesse aspettative e dalla sua profonda religiosità.
Martin Lutero: Dalla Vocazione alla Riforma
Martin Lutero nacque il 10 novembre 1483 a Eisleben, in Germania. Nel 1501 iniziò gli studi all'Università di Erfurt, dove nel 1505 conseguì il titolo di magister e successivamente iniziò a studiare giurisprudenza. Già in giovane età, il giovane Lutero si dedicò intensamente allo studio della fede e della Bibbia durante il suo soggiorno in monastero e nei primi anni di insegnamento.
La Riforma Protestante, uno scisma epocale nel mondo cristiano, ebbe inizio il 31 ottobre 1517. In quella data, il monaco agostiniano Martin Lutero rese pubbliche le sue celebri 95 tesi, affisse, secondo la tradizione, alla porta della chiesa del castello di Wittenberg. Queste tesi contenevano una dura critica al commercio delle indulgenze, pratica con cui la Chiesa raccoglieva fondi per la costruzione della Basilica di San Pietro.

Le 95 tesi provocarono un'enorme disputa e Lutero ricevette un ultimatum da Roma. Nel gennaio dell'anno successivo, fu scomunicato. Nell'aprile dello stesso anno, l'imperatore Carlo V lo convocò alla Dieta imperiale di Worms per interrogarlo. Grazie a un salvacondotto concesso dall'Elettore di Sassonia, Federico il Saggio, Lutero si presentò all'imperatore. Interrogato sulla possibilità di ritrattare i suoi scritti, Lutero rispose di no, a meno che non gli fosse stato dimostrato, sulla base della Sacra Scrittura, che aveva sbagliato. Concluse il suo intervento con le celebri parole: "Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen".
Sulla via del ritorno da Worms, Federico il Saggio organizzò un finto assalto per salvarlo, nascondendolo nel castello di Wartburg sotto il nome di Junker Jörg. Qui, Lutero intraprese la traduzione del Nuovo Testamento dal greco in tedesco, un'opera fondamentale per la diffusione delle idee riformate.
Successivamente, Martin Lutero tornò a Wittenberg per sedare le agitazioni provocate da alcuni sostenitori radicali, come Andreas Carlostadio. Negli anni seguenti, Lutero si dedicò intensamente alla predicazione e all'attuazione pratica dei suoi insegnamenti. Riformò la liturgia del culto, riorganizzò la scuola e introdusse una cassa comunale per l'assistenza sociale.
Questi anni furono anche caratterizzati dalla necessità di differenziare la sua teologia da movimenti paralleli. Le divergenze sull'interpretazione della Santa Cena con Ulrich Zwingli portarono a una spaccatura nel mondo evangelico, dando origine a due correnti principali: luterani e riformati.
La Riforma fu anche segnata dalla rivolta dei contadini, spinti da riformatori radicali come Thomas Müntzer. Sebbene Lutero inizialmente sostenesse le loro richieste, rifiutò ogni forma di protesta disordinata. Quando i contadini presero le armi, Lutero invitò i principi a intervenire, e la rivolta fu soffocata nel sangue, lasciando un pesante fardello sulla coscienza del riformatore.
Nel 1525, Lutero pubblicò "De servo arbitrio", segnando un distacco dall'umanesimo. Sotto l'impressione della rivolta contadina, e sorprendendo i suoi amici, sposò l'ex monaca Katharina von Bora. Questo matrimonio rappresentò per Lutero un segno di speranza in un mondo che sembrava precipitare nel caos.
Il matrimonio cambiò profondamente la vita di Martin Lutero. Il monaco e riformatore divenne padre di sei figli. Katharina von Bora si rivelò un sostegno fondamentale, gestendo la casa e amministrando il patrimonio, dato che Lutero non era particolarmente pratico in questioni economiche e amava ospitare numerosi amici, studenti e la sorella di Katharina con i suoi figli. Durante i pasti si discutevano spesso questioni teologiche e problemi attuali, e le parole di Lutero venivano annotate da ammiratori e studenti, tramandate nei "Tischreden" (Discorsi a tavola).
Lutero affrontò un'enorme quantità di lavoro, dovendo organizzare la chiesa, risolvere problemi politici e gestire dispute teologiche. La Riforma Protestante, dunque, non fu solo un evento religioso, ma ebbe profonde ripercussioni sociali e politiche.
La Riforma Protestante in Europa e le Sue Conseguenze
La Riforma Protestante si diffuse rapidamente oltre i confini della Germania, assumendo forme diverse. In Svizzera, le dottrine di Ulrich Zwingli a Zurigo e, soprattutto, quelle di Giovanni Calvino a Ginevra, proposero un'interpretazione più rigorosa del principio di predestinazione. Il calvinismo trovò seguaci in Scozia, in alcune regioni della Francia e in altri territori europei.
In Inghilterra, nel 1534, avvenne lo scisma anglicano, con cui il re Enrico VIII rifiutò l'autorità del papa e adottò alcuni principi della Riforma.
L'Europa, di conseguenza, perse la sua unità religiosa. La Riforma si affermò nei Paesi del Nord, in parti della Germania e della Francia, in Svizzera e in Gran Bretagna. Circa un terzo della popolazione europea aderì alle confessioni riformate, non riconoscendo più l'autorità della Chiesa di Roma.
La Riforma rappresentò la più grave scissione del cristianesimo dopo lo Scisma d'Oriente del 1054, che diede origine al cristianesimo ortodosso. Il papato rispose con la Controriforma, o riforma cattolica, cercando di correggere i malcostumi all'interno della Chiesa e modificando la liturgia.
Le guerre di religione tra Paesi protestanti e cattolici insanguinarono l'Europa per oltre un secolo, terminando solo con la Guerra dei Trent'anni nel 1648.
Caritas Pirckheimer e le Clarisse di Norimberga: Una Resistenza Umanista

La Riforma Protestante ebbe un impatto significativo anche sulla vita di comunità religiose come quella delle Clarisse di Norimberga. La città era governata da un Consiglio composto dai rappresentanti delle grandi famiglie patrizie, molte delle quali avevano membri che studiavano nelle università europee. La famiglia Pirckheimer, a cui apparteneva Caritas, era una di queste.
Caritas Pirckheimer, divenuta badessa delle Clarisse di Norimberga, ricevette un'educazione umanistica di alto livello, conoscendo il latino, un po' di greco, la letteratura e la musica. La sua cultura religiosa e umanistica era solida, e il suo convento sceglieva predicatori di qualità, come il francescano Etienne Fridolin.
La comunità delle Clarisse viveva in stretta osmosi con la classe umanista della città. Le famiglie delle monache condividevano con loro la passione per il sapere. Il canonico Tücher, zio di Caritas, le scrisse numerose lettere in latino, che furono poi tradotte e pubblicate. Willibald Pirckheimer, fratello di Caritas, le dedicò la traduzione delle Opere di Plutarco, e il poeta umanista Conrad Celtis le dedicò la sua edizione delle opere di Hrotswitha von Gandersheim e un poema in onore di Norimberga.
Caritas stessa, divenuta abbadessa nel 1503, dimostrò un'acuta curiosità intellettuale e religiosa, acquistando a Venezia un esemplare del Pentateuco in ebraico per offrirlo a un francescano che studiava la lingua.
Quando la Riforma giunse a Norimberga, le suore non furono colte impreparate. Dimostrarono una notevole capacità di riflessione, argomentazione e conoscenza, mettendosi alla pari con i loro interlocutori.
Nel 1527, Caritas si rivolse ai Consiglieri della città, affermando: "Ho letto molto, ho ascoltato tante cose da quando sono nata...". Gaspard Nutzel, curatore delle Clarisse, tradusse dal latino in tedesco le tesi di Lutero, che furono stampate e diffuse, suscitando grande interesse in città. Inizialmente, il dibattito rimase confinato alla sfera intellettuale, ma le idee si propagarono rapidamente, portando a divergenze sempre più marcate.
La maggior parte delle famiglie delle monache iniziarono a simpatizzare per le nuove idee. Willibald Pirckheimer, inizialmente scomunicato insieme a Lutero, prese le distanze dai riformatori più radicali, mostrando un sostegno fedele alle suore.
Le suore lasciarono una cronaca delle loro dispute con la città, ormai luterana, che copre i primi quattro anni, dal 1524 al 1528. Caritas descrive come la dottrina di Lutero abbia causato "crudeli discordie", la "mutilazione delle cerimonie" e l'abbandono del sacerdozio da parte di molti preti, attratti dalla promessa di "libertà cristiana". Questo portò molti monaci e monache a lasciare i chiostri, a sposarsi e a vivere secondo la propria volontà.
Le suore subirono le conseguenze di questo "ribaltamento", con potenti e temibili personaggi che visitavano le loro amiche, cercando di convincerle che lo stato religioso fosse "uno stato di dannazione". Molte famiglie tentarono di far uscire le loro figlie, sorelle o parenti dai conventi, con minacce o false promesse.
La Riforma nella Cultura Popolare e il suo Messaggio Duraturo
Per commemorare i 500 anni dall'inizio della Riforma Protestante, le chiese protestanti hanno affiancato alle riflessioni teologiche un approccio umoristico e autoironico, riflettendo sugli spunti umoristici presenti nella Bibbia e sulle parole del teologo Karl Barth: "Un cristiano fa della buona teologia quando, in fondo, è sempre lieto, sì, quando si accosta alle cose con umorismo".
Questa scelta si manifesta in diverse forme di "cultura pop": dai fumetti disegnati da Filippo Cenni alle confezioni di minestre con l'effige dei riformatori, fino a giochi come "95 crêpes" al posto delle "95 tesi". Questi elementi, apparentemente leggeri, servono a riproporre l'attualità del messaggio della Riforma e dei suoi principi fondamentali, come la salvezza per fede attraverso la grazia ("Sola gratia" e "Sola Fide"), il ruolo esclusivo della Bibbia come fonte normativa ("Sola scriptura") e la centralità di Cristo ("Solus Christus").

L'iniziativa di due pastori protestanti svizzeri, Heinz Wulf e Karolina Wuber, di creare la "Minestra della Riforma" con le immagini dei riformatori, sottolinea come la Riforma si sia diffusa nel XVI secolo "insieme con l'odore della minestra". Questo approccio mira a contrastare l'iconografia austera e severa di Lutero, che spesso non rende giustizia alla sua personalità.
Un pupazzetto di plastica di Lutero, sorridente e simpatico, con una penna in una mano e la Bibbia nell'altra, rappresenta un modo gioioso di celebrare l'anniversario. Allo stesso modo, il grande "Happening protestante 2017" a Milano, organizzato da diverse chiese protestanti, ha previsto animazioni, momenti musicali, cortei e momenti di culto ed evangelizzazione.
Il messaggio centrale della Riforma, la "salvezza per grazia" per ogni uomo e donna, è intrinsecamente gioioso e deve essere rappresentato in modo altrettanto gioioso, per non dimenticare l'ammonimento di Barth: "Bisogna guardarsi dai teologi di cattivo umore! Guai ai teologi noiosi!". Così, tra pupazzetti, happening e cartoon, l'anniversario della Riforma promette di non essere affatto noioso.
Martin Lutero rivoluzionò il cristianesimo con le sue 95 tesi, dando inizio alla Riforma Protestante. Contestò la vendita delle indulgenze e sostenne la salvezza per grazia, il primato della Bibbia e il sacerdozio universale.
Una storia divertente e animata della Riforma e dell'uomo che diede inizio a tutto | Vetrina di c...
tags: #martin #lutero #storia #animazione