Questo dizionario tematico è stato compilato sulla base dei volumi I-XIX di Giovanni Battista Lemoyne, Angelo Amadei e Eugenio Ceria, con un indice anonimo per i volumi I-VIII.
A - Abbandonare
Il concetto di abbandono emerge in diverse sfumature all'interno della narrazione. Si manifesta nel contesto della cura dei fanciulli poveri e abbandonati, dove l'obiettivo è offrire loro una carriera onorata e sottrarli a una vita di strada.
Don Bosco stesso, in momenti di difficoltà, esprimeva la sua fiducia in Dio, affermando: "Tutti mi abbandonano, ma ho Dio con me... l'opera è sua... ed Egli penserà a condurla avanti". Questa frase sottolinea la profonda fede che lo sosteneva anche quando si sentiva solo.
Vi è anche il tema dell'abbandono da parte di collaboratori, descritto come una mancanza di spirito comune o di legami speciali con Don Bosco. Tuttavia, anche in queste circostanze, la figura di Maria viene evocata come colei che "non abbandona chi in Lei confida", offrendo guida verso un porto sicuro.
Il dizionario registra anche casi di insegnanti che abbandonavano le case per desiderio di libertà o profitto, e tentativi di indurre membri a lasciare la Congregazione. Si menziona anche un "povero prete solo, abbandonato da tutti, anzi peggio che solo, perché dispregiato e perseguitato", sottolineando la solitudine e la sofferenza che possono accompagnare la dedizione spirituale.
In un contesto più personale, alcuni giovani esprimevano fedeltà a Don Bosco, rifiutando di abbandonarlo o tradirlo, anche a fronte di tentazioni materiali.

A - Abito
L'abito, in particolare quello ecclesiastico, assume un significato simbolico importante. Viene sottolineato che non è l'abito in sé a onorare lo stato di una persona, ma la pratica della virtù. Si raccomanda vivamente di non disonorare tale abito.
Il dizionario riporta episodi in cui sacerdoti desideravano deporre l'abito clericale, mentre Don Bosco invitava alla prudenza e alla virtù. Si fa riferimento alla toga romana come simbolo di scienza e virtù, applicando questo concetto all'abito ecclesiastico che dovrebbe rappresentare le stesse qualità.
Si menziona anche la frequente deposizione dell'abito chiericale, attribuita all'influenza dei tempi, dei libri e dei giornali. In alcune regioni, come la Sicilia, l'abito ai religiosi espulsi veniva vietato, mentre in altri contesti si assisteva a tentativi di proibire l'abito ecclesiastico al clero.
Un'annotazione interessante riguarda la scarsa percentuale di giovani che, intraprendendo gli studi ecclesiastici, arrivano effettivamente a indossare l'abito, e la raccomandazione di guardarsi dall'abitudine di indossare abiti logori.
Infine, si evidenzia come l'abito chiericale rappresenti la rinuncia al mondo e ai suoi allettamenti.
A - Abitudine
Le abitudini sono un tema ricorrente, con un'enfasi particolare sulla necessità di guardarsi dal contrarre abitudini di qualsiasi genere, anche quelle apparentemente indifferenti. Viene sottolineato che le abitudini cattive possono essere superate con buona volontà, ma che un mal abito inveterato rende la conversione un vero miracolo.
Si menziona la difficoltà di adattamento a nuove routine, come quella del collegio a 17 anni, e la raccomandazione di non prendere abitudini dannose. Tra le abitudini riprovate, si cita quella di andare a letto dopo pranzo. Tuttavia, si incoraggia la pratica quotidiana della Santa Comunione, anche se qualcuno teme che possa diventare un'abitudine priva di significato.
Il concetto di abitudine si lega anche alla perseveranza e alla fedeltà, distinguendo tra un'abitudine meccanica e un impegno consapevole.
A - Abnegazione
L'abnegazione è presentata come una virtù fondamentale per i discepoli di Gesù Cristo. Si cita il passo evangelico "Si quis vult venire post me, abneget semetipsum, tollat crucem suam", evidenziando che seguire Cristo implica rinunciare a se stessi e portare la propria croce.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice vengono citate come esempio di umiltà e spirito di abnegazione. Si sottolinea come i soci stiano acquisendo il vero spirito della Congregazione, caratterizzato da disinteresse eroico, abnegazione della propria volontà e un'obbedienza commovente.
Anche i novizi, entrando nella Congregazione, necessitano di essere plasmati nello spirito di abnegazione, per liberarsi delle scorie del passato.

A - Abusi
Il tema degli abusi viene affrontato con un monito a fuggire dall'abuso del superfluo, ricordando che ciò che si possiede appartiene ai poveri. Si afferma che chi abusa della misericordia del Signore per offenderlo non merita compassione.
Si raccomanda a un prefetto di essere intrepido nell'opporsi agli abusi e agli sprechi, sottolineando la necessità di un uso oculato delle risorse.
A - Accademia
Le accademie sono menzionate in diversi contesti. Vi sono accademie interne, celebrazioni in onore del Papa, e la posa della prima pietra di chiese dedicate a San Francesco. Si parla anche di inni musicati in occasione di eventi e dell'onomastico di Don Bosco.
Don Bosco stesso, inizialmente, non desiderava accademie o teatrini, per non perdere tempo, ma in seguito accettò di preparare e tenere una conferenza presso l'Accademia dell'Arcadia, dimostrando una certa flessibilità.
Il dizionario registra anche la concessione di diplomi di membro di accademie e l'invito a far parte di accademie di Storia Ecclesiastica.
A - Accettare (Accettazione)
L'accettazione è un concetto chiave, trattato sotto vari aspetti. Si sottolinea l'importanza di accettare sempre le correzioni e gli avvertimenti, anche se con cautela e gradualità, specialmente quando si tratta di adattarsi a un nuovo genere di vita.
Si raccomanda di essere "molto facile nel concedere l'uscita", affinché coloro che rimangono siano di buona volontà. Vi sono criteri specifici per l'accettazione di giovani, come il non accettare allievi espulsi da altri collegi o coloro che non hanno dato buona prova in precedenza.
Don Bosco desiderava fare tutto il bene possibile ai giovani che accettava. Tuttavia, si registrano anche situazioni in cui un funzionario raccomanda l'accettazione di un giovane, mentre altri esprimono riserve sull'accettazione di individui "rozzi" o con "cervello ottuso", capaci di comportamenti inappropriati.
L'accettazione è anche legata alla speranza di vera obbedienza e alla necessità di essere rigorosi riguardo alla moralità dei candidati.

A - Accordo
L'accordo è fondamentale per la buona riuscita delle opere. Si raccomanda la vera amicizia e confidenza tra i superiori e si auspica che l'accordo regni nelle case. Viene incoraggiata la promozione congiunta delle cose buone, indipendentemente da chi provenga l'iniziativa.
A - Acqua
L'acqua appare in un episodio in cui un bambino, dopo aver rifiutato di bere per capriccio, chiede dell'acqua e poi chiede perdono. Si menziona anche la pratica di bere vino annacquato solo come rimedio, come proposizione fatta alla prima Messa.