Maricetta Tirrito: Dalla lotta alla criminalità alla condanna per truffa ad anziani

Fino a qualche anno fa, Maricetta Tirrito era un volto noto nelle battaglie contro la criminalità organizzata. Saliva sui palchi accanto ai leader politici per parlare di legalità e giustizia. Oggi, invece, Maricetta Tirrito è stata condannata a otto anni di reclusione per un sistema di truffe e abusi ai danni di anziani incapaci di intendere e di volere. Il verdetto è arrivato dopo un processo che ha svelato una realtà inquietante: nella Silver Cohousing, la struttura gestita da Tirrito, gli ospiti più fragili non ricevevano cure e assistenza, ma venivano sfruttati economicamente.

Maricetta Tirrito su un palco durante un evento pubblico

L'ascesa mediatica e l'immagine pubblica

La parabola di Maricetta Tirrito nel mondo dell’attivismo aveva avuto una forte esposizione mediatica grazie a Matteo Salvini, che nel 2019 la volle al suo fianco sul palco di Bibbiano, nel pieno dello scandalo dell’inchiesta “Angeli e Demoni”. Successivamente, aveva costruito un’immagine di paladina antimafia accanto a don Antonio Coluccia, impegnandosi in iniziative a Ostia e Tor Bella Monaca. La sua visibilità era ulteriormente accresciuta dalla sua vicinanza a esponenti politici di centrodestra, con cui condivideva iniziative e apparizioni pubbliche. Numerose foto testimoniano la sua presenza a fianco di politici di Fratelli d'Italia e la sua partecipazione a eventi promossi dal partito. Nel 2020, era salita sul palco di Bibbiano con Matteo Salvini, sostenendo anche il comitato Flat Tax. Nel marzo dello stesso anno, un suo ordine del giorno sulla silver cohousing, che impegnava il Governo a incentivare queste forme abitative, veniva presentato e promosso da Fratelli d’Italia alla Camera. Più recentemente, le inaugurazioni delle panchine rosse con il presidente del VI municipio Nicola Franco, che la definiva “amica”, dopo un'aggressione subita a Tor Bella Monaca, hanno ulteriormente consolidato la sua figura pubblica.

Matteo Salvini e Maricetta Tirrito sul palco a Bibbiano nel 2019

La svolta investigativa: le truffe agli anziani

Le indagini, però, hanno rivelato un volto ben diverso della donna. Tutto è partito nel marzo del 2022, quando un infermiere, preoccupato per il trasferimento di un anziano ospite, Luigi Bonomo, nella struttura di Ardea, ha denunciato alla polizia le risposte evasive ricevute da Tirrito sulle sue condizioni. Le intercettazioni hanno poi rivelato il modus operandi della Tirrito. Gli anziani venivano isolati dalle famiglie e, in alcuni casi, la donna riusciva a ottenere il controllo dei loro beni grazie a certificati medici falsificati. In tre casi, le sono state riconosciute procure per disporre del patrimonio delle vittime. E quando uno di loro è morto, l'attivista si è subito attivata per incassare una polizza assicurativa da 380mila euro, mostrando rabbia verso l'ospedale che aveva avvisato i parenti: "Fammi sapere per favore chi ha parlato, perché lo devo scrivere in denuncia".

La procura aveva inizialmente chiesto una condanna ben più pesante: 27 anni di carcere, ritenendo Tirrito responsabile anche della morte di Luigi Bonomo, un ospite della struttura. Nonostante il blitz del gennaio 2023, Maricetta Tirrito ha continuato la sua attività pubblica, intensificando le iniziative antimafia, quasi a voler contrastare le crescenti ombre sulla sua figura.

Anzianitalia.it - Informazioni utili - Il Silver Co-housing

Il processo e le condanne dei collaboratori

Nel processo che si è concluso con la sua condanna a otto anni, sono stati giudicati anche i suoi collaboratori. Silvana Loconte è stata condannata a 2 anni e 3 mesi, Marina Endrjievschi a 2 anni e 6 mesi. Fabio Corbo, compagno della Tirrito, è stato invece assolto. Il collegio difensivo ha già annunciato ricorso, dichiarandosi fiducioso di poter dimostrare l'assenza di responsabilità penali per omicidio, ma solo questioni economiche, lamentando il clamore mediatico che ha circondato il caso.

Parallelismi con altri scandali: il caso Bibbiano

Il nome di Maricetta Tirrito è stato associato anche allo scandalo degli affidi di minori a Bibbiano. La donna, in qualità di presidente del Laboratorio Una Donna, aveva espresso preoccupazioni riguardo alle modalità di affido e custodia dei minori, basandosi su presunte incongruenze emerse durante un'audizione in Commissione Affidi della Regione Piemonte. Tirrito aveva dichiarato di aver spiegato nel dettaglio i punti ritenuti oscuri, attirandosi critiche da chi non voleva che si indagasse sul sistema di affidi. Le indagini successive della Procura di Torino hanno portato a perquisizioni e ipotesi di reato per diversi indagati, evidenziando episodi inquietanti come maltrattamenti su minori affidati e allontanamenti arbitrari. Tirrito aveva commentato positivamente queste indagini, ritenendole un passo necessario per fare chiarezza sulle dinamiche economiche e le circostanze di custodia dei minori.

Illustrazione stilizzata di una bilancia della giustizia con libri legali

Un profilo complesso: tra attivismo e attività illecite

Maricetta Tirrito, palermitana di 53 anni, si era trasferita a Ostia, dove si era impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne con l'associazione 'Laboratorio Donna' e come paladina dell'antimafia. La sua figura pubblica, costruita attraverso iniziative sociali, apparizioni televisive e la vicinanza a politici di spicco, nascondeva un lato oscuro. Le indagini hanno rivelato come gestisse un ospizio, apparentemente regolare, dove somministrava farmaci agli anziani prima delle visite dei parenti per mascherare le loro reali condizioni. La verità investigativa ha dipinto uno scenario di sfruttamento, con conti correnti svuotati e ospiti deceduti in circostanze sospette. In circa due anni, Tirrito avrebbe sperperato 385.000 euro non suoi per beni di lusso, viaggi, feste e persino interventi estetici per la figlia, approfittando della fragilità di almeno quattro anziani affetti da demenza senile.

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