Maria di Magdala: Una Genealogia Apostolica

I percorsi che si rifanno a Maria di Magdala, pur non essendo in partenza molto diversi dalle genealogie di Pietro, Paolo o Giovanni, presentano invece, nonostante la loro potente forza ideale e simbolica, successioni con larghi tratti interrotti. Questa problematica è al centro di studi approfonditi che collocano in tale prospettiva alcuni tasselli del mosaico, attingendo sia dagli scritti più antichi che le chiese hanno posto a fondamento della fede professata lungo i secoli - ovvero i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni - sia da quelli consegnati nella forma di una "genealogia di Maria" da scritti databili tra il II e il IV secolo. Tra questi ultimi spiccano il brevissimo Vangelo di Maria e il complesso Pistis Sofia, spesso indicati come "apocrifi". Questo studio attraversa inevitabilmente la realtà delle donne e degli uomini e l'immaginario del maschile e del femminile, nella loro concreta interazione.

Maria Maddalena: L'Apostola degli Apostoli e Prima Missionaria

Maria Maddalena è già conosciuta nelle chiese orientali come "l’apostola degli apostoli". A lei si propone il titolo di "prima missionaria" poiché è stata, secondo l’attestazione concorde dei quattro evangelisti, la prima testimone della risurrezione di Gesù, evento da cui ha avuto inizio la missione cristiana. Il movimento missionario nasce infatti dall’annuncio che Gesù è risorto, fatto da Maria Maddalena agli apostoli, come riportato in Giovanni 20. Questo annuncio scaturisce dall’incontro tra Gesù e Maria Maddalena presso il giardino del sepolcro, un incontro che rivela una grande familiarità e una profonda amicizia tra i due.

La chiesa romana le ha riconosciuto occasionalmente il titolo di Apostola degli Apostoli, ma è stato papa Francesco, solo nel 2016, a elevare la celebrazione liturgica di Maria Maddalena da memoria a festa, come avviene per gli apostoli. Maria di Magdala è, inoltre, una figura paradigmatica del discepolato femminile. A differenza di altre donne dei Vangeli, Maria Maddalena non è definita in relazione all'uomo della sua vita, indicando una figura indipendente e autonoma.

Ritratto di Maria Maddalena con aureola, vesti semplici, in atteggiamento contemplativo, come 'Apostola degli Apostoli'.

Il Significato del Nome "Maddalena"

Il termine "Maddalena" deriva, secondo la gran parte degli autori, dal suo luogo di provenienza, Magdala. Secondo altri, come Valentina Alberici, "Maddalena" è un aggettivo che descrive una "torre fortificata", evocando così la fortezza e l’indipendenza di Maria. Una donna che "sta in piedi da sola, senza un uomo", indipendente e libera, come lo era Gesù di Nazareth.

Le False Identificazioni e la "Questione delle Tre Marie"

Purtroppo, la figura di Maria la Maddalena è stata sessualizzata, almeno nella rappresentazione occidentale, stravolgendo il senso del suo rapporto con Gesù. Invece di essere ricordata come apostola e missionaria, è stata tramandata, soprattutto nella tradizione occidentale, come pubblica peccatrice; una volta pentita, si sarebbe dedicata alla penitenza per i suoi gravi peccati sessuali. Le rappresentazioni iconografiche di Maria, spesso mezza scoperta o in contemplazione di un teschio, hanno contribuito a un immaginario collettivo religioso che collega le donne ai peccati sessuali, considerati gli unici ad essere davvero gravi.

In realtà, Maria non era una prostituta convertita: l’errore, che ha percorso la rappresentazione di Maria Maddalena nell’arte e nella letteratura occidentale, risale a papa Gregorio I. Egli raggruppò nella stessa figura tre donne evangeliche: Maria Maddalena (o di Magdala), discepola di Gesù fin dalla Galilea; la peccatrice in casa di Simone il fariseo, descritta nel capitolo sette di Luca; e Maria di Betania che profuma i piedi di Gesù, episodio riportato da Giovanni nel capitolo 12. Questo errore ha ridotto la storia di Maria al sesso e alla penitenza, operazione che l'ha svuotata della sua dignità di discepola e missionaria. Gesù, infatti, aveva una grande considerazione per le donne destinate alla prostituzione, pur non essendo questa la condizione di Maria di Magdala.

La Confusione con Maria di Betania e la Vita Contemplativa

L’errata identificazione della Maddalena con Maria di Betania, la sorella di Lazzaro e Marta, ha generato anche una seconda interpretazione: quella di Maria come prototipo della vita contemplativa. Ciò deriva dal fatto che Maria di Betania ascolta Gesù mentre sua sorella Marta si occupa di servirlo. Questo ha portato a raffigurare la Maddalena come contemplativa in molte rappresentazioni visuali. Le Chiese orientali, tuttavia, non hanno mai identificato la Maddalena né come prostituta né come contemplativa, mantenendola nel ruolo di Apostola degli apostoli.

L'Analisi della "Questione delle Tre Marie"

Con l’espressione "questione delle tre Marie" la critica denomina il problema dell’identità delle tre donne che compaiono nei testi evangelici e che la Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia: Maria di Betania, l’innominata peccatrice (Lc 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala. I versetti di Luca 8, 1-3, dove si nomina Maria di Magdala come donna guarita da Gesù "dalla quale erano usciti sette demoni", si trovano subito dopo l’episodio della donna innominata che unge i piedi di Gesù. Questo episodio di unzione è presente anche in Marco (14, 3-9) e Matteo (26, 6-13), che lo collocano a Betania, in casa di Simone il lebbroso, senza nominarla. In Giovanni (12, 1-8), l'unzione è narrata sempre a Betania, identificando Maria, sorella di Lazzaro, come la donna che unge Gesù. Un riferimento ulteriore in Giovanni 11,2 complica ulteriormente la questione.

I problemi principali posti da questi testi sono:

  • Gv 11, 2 si riferisce all’unzione narrata in 12, 1-8 o a quella di Lc 7, 36-50?
  • C'è stato un solo episodio di unzione o due?
  • Chi è la donna senza nome di Lc 7, 36-50?
  • Quale interpretazione dare all’espressione "erano usciti sette demoni" riferita a Maria di Magdala?

Le diverse risposte a questi interrogativi hanno molteplici conseguenze per le identità delle donne. L'interpretazione che identifica Gv 11, 2 con Lc 7, 36-50 porta a considerare Maria di Betania e la peccatrice di Luca come la stessa persona. Allo stesso modo, ritenere che Gesù sia stato oggetto di un'unica unzione (quella in Gv 12, 1-8 e Lc 7, 36-50) rafforza questa identificazione. Inoltre, l'interpretazione del "demonio" come causa di peccato ha portato a identificare Maria di Magdala, dalla quale "erano usciti sette demoni" (Lc 8, 2), con la peccatrice di Luca 7, 36-50. Questi procedimenti, sebbene separati, confluiscono, portando a identificare Maria di Magdala con Maria di Betania e la peccatrice, riducendo di fatto tre donne a una sola.

Questo travisamento esegetico ha fatto sì che Maria di Magdala, la prima donna nominata nel seguito di Gesù, venisse considerata una prostituta e ricordata come tale per secoli nel culto, nella letteratura e nell’arte. Questi percorsi di errata interpretazione si sono sviluppati nell’arco della storia dell’esegesi, forse a partire da Girolamo che per primo accostò il concetto di possessione a quello di peccato. In Oriente, invece, è stata mantenuta la distinzione, riconoscibile anche dalle tre diverse date in cui vengono celebrate le feste: la peccatrice innominata di Lc 7, 36-50 il 31 marzo, Maria di Betania il 18 marzo, e Maria di Magdala il 22 luglio.

Illustrazione storica che raffigura le

Il Ruolo di Maria di Magdala nei Vangeli Canonici

Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti "sette demoni" (Lc 8,2), è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù a essere nominata nel Vangelo di Luca. La si ritrova sempre tra le prime nelle liste dei sinottici quando viene descritta la crocifissione, come parte del gruppo di donne, fedeli seguaci del Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assistono alla Passione (Mc 15,40; Mt 27,56; Lc 23, 49-55; 24,10). Nel racconto giovanneo è menzionata sotto la croce con la “madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa” (Gv 19,25). Se nelle altre liste ha il privilegio di essere la prima, qui ha quello di essere associata al gruppo delle parenti strette. Dalla lettura di questi primi testi biblici emergono elementi che indicano un primato di Maria di Magdala nel gruppo: è il solo nome a essere comune a tutte le liste, mentre le altre donne ricordate cambiano, lei sola è presente in tutte le fonti. Che questi dati presuppongano anche un rapporto particolare e privilegiato con Gesù è confermato dal seguito delle narrazioni evangeliche.

Maria Maddalena è inconfondibilmente "presso la croce di Gesù", poi in veglia amorosa "seduta di fronte al sepolcro", e infine, all’alba del nuovo giorno, è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove rivede e riconosce il Cristo risorto dalla morte. Maria ha seguito Gesù fin dall’inizio della missione pubblica, insieme ad altre compagne. È stata la prima testimone della Risurrezione, l’unica persona nominata da tutti e quattro gli evangelisti come presente presso la tomba vuota e al momento dell’annuncio della Risurrezione. Maria fu la prima ad incontrare Gesù risorto ed è la prima a cui lo stesso Gesù ha dato una missione da compiere: "va’ ad annunciare!".

Secondo la narrazione di Giovanni, dopo la visita al sepolcro vuoto, Pietro e il discepolo amato tornano sui propri passi. Maria invece "sta sul pezzo", non se ne va senza aver capito, senza aver saputo. L’affezione di Maria per Gesù è caparbia: non si rassegna alla sua scomparsa. Così incontra Gesù senza riconoscerlo. Egli le chiede conto della sua tristezza: "perché piangi?". La precisione e l’enfasi con cui Giovanni descrive le lacrime e l’emotività di Maddalena danno l’idea della carica emozionale del momento e del sentimento che lei prova per Gesù, un sentimento di profonda amicizia. Il rapporto tra Gesù e la Maddalena è innanzitutto un rapporto di discepolato, ma è anche la storia di due persone che si vogliono bene, di due amici. Nel dialogo brevissimo, ma dalla fortissima caratura emotiva e affettiva, Maria Maddalena non riconosce Gesù con gli occhi, ma è colpita dalla voce, dall’essere chiamata per nome. Essere chiamata per nome indica che per Gesù lei è speciale e unica. Maria riconosce l’amico che ha dato senso alla sua vita e smette di piangere. Gesù l’aveva già liberata da una profonda prostrazione emotiva e affettiva. Così si possono spiegare i "sette demoni" da cui Maria fu liberata secondo il racconto di Luca (affermazione ripresa nella seconda finale di Marco). "Sette" è un numero simbolico che indica qualcosa di "molto grave". Nel vangelo e nella cultura tradizionale, essere posseduti da un "demonio" non significava essere peccatori, ma piuttosto vittime di una grave malattia o di una profonda prostrazione, quasi sempre di natura psichica o emotiva. Quando incontrò Gesù per la prima volta, si può immaginare che Maria non trovasse pace perché afflitta per un grave lutto o una tragedia. I pianti di Maria al sepolcro indicano una persona molto sensibile agli affetti, che piange intensamente forse perché teme di perdere ancora una volta una persona carissima.

Maria ritrova l’amico, e con l’amico la gioia, e smette di piangere. Da quel momento Maria diventa una persona nuova e una missionaria entusiasta, la prima missionaria, l’Apostola degli apostoli. L’amicizia con Gesù non può essere chiusa, deve essere liberante e missionaria: "Non mi trattenere, ma va’…". Questo significa "non tenermi per te", ma "va’ ad annunciare". I legami migliori sono quelli senza l’ossessione del possesso e del controllo sull’altro. Maria dà una direzione nuova alle sue lacrime e alla sua tristezza, diventando una donna con una causa: annunciare la gioia che Gesù, il suo amato amico, è vivo. La missione inizia così.

Gesù di Nazareth - Maddalena

Il Vangelo di Maria di Magdala e Altri Scritti Apocrifi

Maria Maddalena (o Maria di Magdala) ha una storia descritta in modi diversi a seconda delle epoche e degli autori. Nel 1896 lo studioso tedesco Carl Reinhard comprò a Il Cairo un manoscritto su papiro del V secolo, scritto in lingua copta. Più tardi comparvero altri due frammenti (in greco) che si aggiunsero ai temi trattati nel precedente papiro. Il papiro contiene quattro scritti gnostici: il Vangelo di Maria, l’Apocrifo di Giovanni, la Sofia di Gesù Cristo, gli Atti di Pietro. Il Vangelo di Maria è il più breve e il più danneggiato del codice, incompleto nelle prime sei pagine e nelle pagine 11-14. Il luogo di provenienza del papiro è ignoto, ma si ipotizza che provenga dalla regione di Nag Hammadi. Naturalmente il Vangelo di Maria non rientra nella storia che il cristianesimo ha costruito e quindi non passa come documento riconosciuto dalla Chiesa, né come Vangelo Apocrifo.

Estratti dal Vangelo di Maria

  1. Riguardo alla materia, il Salvatore rispose: "Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l’una nell’altra e l’una con l’altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle radici della sua natura."
  2. Pietro gli chiese: "Giacché ci hai spiegato ogni cosa, spiegaci anche questo. Che cosa è il peccato del mondo?" Il Salvatore rispose: "Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate il peccato allorché compite azioni che sono della stessa natura dell’adulterio, che è detto ‘il peccato’. E proseguì dicendo: "Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo."
  3. Il Salvatore disse: "La pace sia con voi! Che la mia pace si estenda in voi! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: ‘Vedete qui’ o ‘Vedete là’. Il germoglio della vera Umanità è infatti dentro di voi. Seguitelo! Andate, dunque, e predicate la buona novella del Signore Divino."
  4. Dopo che Gesù ebbe pronunciato queste parole, quelli che erano presenti restarono afflitti e si lamentarono amaramente, dicendo: "Come possiamo andare per il mondo dai gentili e predicare loro il Vangelo del Regno del Figlio della Vera Umanità? Se essi non risparmiarono lui, come saremo risparmiati noi?" S’alzò allora Maria di Magdala, salutò tutti i presenti, e disse ai suoi fratelli: "Non piangete, non vi affliggete, e non albergate dubbi nel vostro cuore. La sua grazia discenderà su di voi e vi proteggerà."
  5. Pietro disse a Maria: "Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci e che noi non conosciamo per non averle ascoltate."
  6. Maria rispose: "Io vidi il Signore in una visione, e gli dissi: ‘Signore, oggi ti ho visto in una visione’. Egli mi rispose e disse: ‘Beata, tu che non ti sei turbata alla mia vista. Là, infatti, ove è la mente, quivi è il tesoro’."
  7. In una parte danneggiata, l'anima risponde al Desiderio: "Io ti ho veduta, mentre tu non mi hai né vista né conosciuta. Hai confuso i vestiti [che porto] con il mio vero essere, e non mi hai riconosciuta."
  8. Più avanti, l'anima, dopo aver superato la terza Potenza celeste (l'Ignoranza), descrive la quarta Potenza con sette forme: oscurità, bramosia, ignoranza, emozione della morte, regno della carne, stolta saggezza della carne, sapienza dell’iracondo. L'anima afferma: "Ciò che mi possiede è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato annientato, la mia bramosia è finita e la mia ignoranza è morta. Mi hanno fatto cadere da un mondo ad un altro mondo, e ad un archetipo da un archetipo superiore, dalla catena dell’oblio, che soggiace al tempo."
  9. Allora Andrea replicò: "Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò." Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro affermando che anch’egli sospettava che tali insegnamenti fossero veri, interrogando: "Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei?" Maria allora pianse e disse a Pietro: "Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore?" Levi replicò a Pietro dicendo: "Tu sei sempre stato un uomo irascibile, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro questa donna come se fosse un avversario. Ma se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu per respingerla? Non v’è dubbio che il Salvatore la conoscesse profondamente. Per questo amava lei più di noi."

Questi testi suggeriscono che Gesù aveva in Maria di Magdala una prima interlocutrice a cui rivelava i suoi pensieri più reconditi, delegandole la spiegazione agli apostoli. Vi si adombrano rapporti d’amore più profondi di Gesù per Maria di Magdala di quanti ne potessero esistere con gli apostoli, e Maria è in qualche modo assunta a coordinamento e guida dell’opera degli apostoli.

La "Compagna" e le Tradizioni Apocrife

Nei vangeli di Marco e Matteo si legge che quando Gesù fu nella casa di Simone Lazzaro a Betania, gli si avvicinò una donna con un contenitore d’alabastro, che unse la sua testa con nardo, un unguento prezioso (Mc 14,3; Mt 26,7). Nella tradizione ebraica, sumera, babilonese e cananea, l’unzione rituale del re è eseguita esclusivamente dalla sacerdotessa reale o dalla sposa reale. Solo dopo quest’unione rituale con la sacerdotessa il re assume il proprio ruolo di messiah, "l’unto".

Un altro vangelo apocrifo, non riconosciuto dalla Chiesa, il Vangelo di Filippo (rinvenuto nel 1945 presso Nag Hammadi, in Egitto), propone un legame tra Gesù e la Maddalena che andava ben oltre quello discepolo-maestro. In questo testo si legge: "Tre persone camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei e la Maddalena, detta sua compagna. Maria infatti si chiamava sua sorella, sua madre e sua compagna" e più oltre: "La compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca." Secondo tale tradizione, da Maria e Gesù sarebbero nati tre figli, dando luogo a una dinastia che si protrarrà nei secoli.

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