Il Simbolismo degli Oggetti e Attributi degli Apostoli nel Cristianesimo

La nozione di «simbolo» è complessa e il suo significato varia a seconda dei contesti, delle discipline o degli autori. Il simbolo è un segno di riconoscimento, un operatore di alleanze. Nella tradizione cristiana, questi simboli non sono solo segni, ma veicoli di significati profondi che permettono di comprendere meglio la fede e le figure che l'hanno incarnata. Gli apostoli, figure centrali della Chiesa primitiva, sono stati associati a una ricca simbologia attraverso oggetti e attributi che ne riflettono la vita, il martirio e il messaggio spirituale. Questa simbologia offre una chiave di lettura per apprezzare il loro posto nella fede cristiana e gli insegnamenti che hanno trasmesso.

San Giovanni Evangelista: Un Esempio Emblematico

San Giovanni Evangelista, uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo, è una figura emblematica del cristianesimo. Attraverso il suo ruolo nelle Scritture, i suoi scritti teologici e il ricco simbolismo che lo circonda, egli incarna valori spirituali profondi e universali. Gli attributi a lui associati nell'arte e nella tradizione riflettono queste qualità e forniscono una migliore comprensione del suo posto nella fede cristiana.

Simbolismo Spirituale di San Giovanni

  • Amore e Fedeltà: San Giovanni è spesso chiamato "il discepolo che Gesù amava", espressione che testimonia il suo legame profondo e privilegiato con Cristo. Egli è il modello dell'amore cristiano, fedele fino alla crocifissione e ricettivo alla missione affidatagli da Gesù di prendersi cura di Maria, la madre di Dio. Questo amore si riflette nei suoi scritti, dove proclama che "Dio è amore" (1 Giovanni 4,8). Il suo amore incondizionato e universale è un invito a seguire Cristo con un cuore puro e disinteressato, rimanendo fedeli a Dio nei momenti difficili.
  • Luce e Verità: Nel suo Vangelo, Giovanni si concentra su Gesù come "Luce del mondo". Utilizza contrasti simbolici tra luce e tenebre per spiegare la vittoria del bene sul male e l'importanza della fede. San Giovanni è quindi il simbolo della ricerca della verità divina. La luce rappresenta la conoscenza di Dio, la sapienza spirituale e la salvezza.
  • Contemplazione e Profondità Mistica: San Giovanni è considerato anche un mistico, capace di contemplare ed esprimere profonde verità su Dio e su Cristo. Il suo Vangelo, ricco di simboli e riflessioni teologiche, invita i credenti a entrare in un rapporto intimo e contemplativo con Dio. San Giovanni incarna la ricerca spirituale e la capacità di cogliere i misteri divini, approfondendo la propria fede e ricercando la verità divina come cammino verso un rapporto intimo con Dio.

Gli Attributi Iconografici di San Giovanni

Gli attributi di San Giovanni nell'arte sacra e nella tradizione cristiana aiutano a identificarlo e a comprendere gli aspetti specifici del suo ruolo e del suo messaggio.

  • L'Aquila: L'aquila è il principale attributo di San Giovanni, soprattutto nell'iconografia cristiana. Rappresenta l'altezza e la profondità del suo pensiero teologico. Così come l'aquila vola alta nel cielo, il Vangelo di Giovanni si slancia verso verità celesti e contemplative. Il Vangelo secondo Giovanni inizia con una riflessione mistica sul Verbo ("In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio"), e questo volo verso il cielo simboleggia l'elevazione spirituale.
  • Il Libro o il Rotolo: San Giovanni è spesso raffigurato con un libro o un rotolo in mano, a simboleggiare il suo ruolo di autore ispirato. È tradizionalmente considerato l'autore del Vangelo secondo Giovanni, delle tre epistole di Giovanni e dell'Apocalisse. Il libro o il rotolo ricordano il suo ruolo nella trasmissione degli insegnamenti di Gesù e nell'approfondimento della fede cristiana.
  • La Coppa Avvelenata: In alcune raffigurazioni, San Giovanni tiene in mano una coppa avvelenata da cui fuoriescono serpenti o draghi. Questa immagine si riferisce a una leggenda in cui si dice che sia sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento grazie alla sua fede. La coppa simboleggia la vittoria sul male e la protezione divina concessa a chi crede in Dio.
  • Il Giovane: In contrasto con altri apostoli raffigurati come figure più anziane, San Giovanni è spesso rappresentato come un giovane barbuto e dall'aspetto gentile. Ciò riflette la sua relativa giovinezza all'epoca in cui seguì Gesù e la purezza del suo cuore. La giovinezza di San Giovanni simboleggia la vitalità della fede e l'innocenza necessaria per comprendere e vivere i misteri divini.
San Giovanni Evangelista con aquila, libro e coppa avvelenata

Simboli Cristiani Comuni

Oltre agli attributi specifici degli apostoli, i primi cristiani si servivano di vari simboli per esprimere e manifestare la loro fede, soprattutto durante i periodi di persecuzione. Questi simboli, dipinti sulle pareti delle catacombe o incisi sulle tombe, erano carichi di significati teologici e spirituali.

Simboli Zoomorfi e Naturali

  • Il Buon Pastore: Con una pecora sulle spalle rappresenta Cristo salvatore e l’anima che ha salvato. Gesù è il buon pastore dei suoi fedeli, come i pastori lo sono per il proprio bestiame, custodendo il suo gregge giorno e notte e radunandolo nell’ovile per proteggerlo. Gesù rappresenta il protettore amorevole e il custode del suo gregge.
  • La Fenice: Mitico uccello d'Arabia che, secondo la credenza degli antichi, dopo un dato numero di secoli risorge dalle sue ceneri, è il simbolo della risurrezione. Nei primi anni del cristianesimo, quando il mondo viveva in funzione della vita materiale, con scarse preoccupazioni per la vita eterna, il misterioso uccello divenne un simbolo cristiano raffigurato anche sulle monete coniate da Costantino il Grande e suo figlio, alludendo anche alla rinascita dell’impero. A partire dal IV secolo se ne trovano raffigurazioni su sarcofagi, mosaici, bassorilievi, significando la risurrezione. Dal VI secolo i cristiani hanno talvolta attribuito all’aquila e al pavone il potere di sopravvivenza della fenice, forse per liberare la Chiesa dalla mitologia antica.
  • La Colomba: Con il ramoscello d’olivo nel becco è il simbolo dell’anima nella pace divina. Nella Bibbia la colomba è il simbolo della fine del diluvio universale, essa porta a Noè un rametto d’olivo nell’Arca. Al battesimo di Gesù nel fiume Giordano una colomba scende sul suo capo.
  • Il Pellicano: Simboleggia Cristo che dona il proprio corpo come cibo e il proprio sangue come bevanda durante l’ultima cena. Questo uccello marino trattiene il cibo pescato in una sacca sotto il becco e, giunto al nido, nutre i piccoli curvando il becco verso il petto per estrarne i pesciolini.
  • Il Pesce (Ichthys): Quando erano minacciati dai Romani, nei primi secoli dopo Cristo, i Cristiani marcavano posti di riunioni e tombe con il classico segno del pesce e lo usavano anche per distinguere gli amici dai nemici. Il pesce aveva anche tanti toni teologici, perché Gesù sfamò 5000 persone con 2 pesci e 5 pani. Un’interpretazione ulteriore deriva dalle determinazioni astrologiche proprie dell’era dei pesci. La congiunzione tra Giove e Saturno nell’anno 7 a.C. per tre volte nel segno zodiacale dei Pesci, e l’equinozio di primavera in questo segno, portò a vedere in Gesù la prima incarnazione dell’età del mondo posta sotto il segno dei Pesci. In riferimento all’Ichthys, le persone da poco convertite al Cristianesimo erano definite pesciculi e il pesce stesso veniva considerato, insieme al pane, come il simbolo del pasto divino.
  • La Palma: L’antica simbologia della palma del martirio e, in generale, la palma intesa come simbolo del Cristianesimo, si collega all’Oriente, cioè alla terra dove maggiormente si trova questo albero slanciato e vigoroso con possenti pennacchi di foglie disposti a raggio come quelli del sole. Il suo significato è quello della vittoria, dell’ascesa, della rinascita e dell’immortalità. Si collega anche alla fenice e ha la funzione di albero della vita. Nella Domenica delle Palme la simbologia rimanda all’entrata trionfale di Gesù Cristo in Gerusalemme (Vangeli, Giovanni 12,13) prefigurando in anticipo la Resurrezione dopo la morte. Simbolo della risurrezione e della vita eterna.
Mosaico con simboli cristiani antichi: buon pastore, pesce, colomba

Simboli Altri

  • L'Orante: Questa figura rappresentata con le braccia aperte è simbolo dell’anima che vive già nella pace divina. Il modello iconografico della Madonna dalle braccia alzate in preghiera trova la sua origine nelle catacombe di Roma. Il simbolismo delle braccia alzate esprime il desiderio del distacco, dell'elevazione a ciò che è "altro", distacco da ciò che è terreno per innalzarsi con tutto l'essere verso il celeste. Nel corso del tempo, l'immagine della Vergine purissima intercedente è associata all'immagine della Chiesa, sposa di Cristo.
  • Il Chi-Rho: È formato da due lettere dell’alfabeto greco, la x (chi) e la P (ro), intrecciate insieme. Le due lettere alludono alla divinità di Gesù Cristo. Talvolta sotto la gamba della P si trova una S, ultima lettera del nome 'Χριστός'. Attorno al monogramma viene inoltre disegnata una corona d'alloro, segno di vittoria. Il simbolo ha origine nella parte orientale dell'Impero romano, nella quale la lingua usata, e quindi l'alfabeto, era quella greca.
  • INRI: È il Titulus crucis, un acronimo ottenuto dalla frase latina Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, che significa: Gesù di Nazaret, re dei Giudei. Nelle rappresentazioni artistiche della crocifissione si riporta tradizionalmente come titulus le sole quattro lettere INRI. Secondo i vangeli, in realtà, il cartiglio apposto sulla croce riportava come motivo della condanna: "Questi è Gesù, il re dei Giudei" (Matteo 27,37 e Luca 23,38) oppure "Gesù Nazareno, re dei Giudei", secondo il Vangelo secondo Giovanni (19,19); tale vangelo aggiunge che era scritta in ebraico, latino e greco (19,20).
  • Alfa e Omega: Sono la prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, indicano che Cristo è l’inizio e la fine di tutto secondo la citazione dell’Apocalisse. Giovanni ebbe un’esperienza celeste con il Signore mentre si trovava nell'isola di Patmos, dove Cristo si rivela come Colui che è dal principio, presente e sarà sempre l'Onnipotente.
  • L'Ancora: La forma antica dell’ancora cristiana è quella delle prime ancore marine con due bracci che si incrociavano, a volte con un anello alla sommità dove si passava la corda. Per i primi tre secoli la troviamo raffigurata spessissimo sulle tombe e sugli epitaffi, ma dopo Costantino sparì quasi del tutto sostituita apertamente dalla croce. Nel Rinascimento prima e nell’Umanesimo dopo, riappare con significato diverso e divenendo simbolo della seconda virtù teologale: la speranza cristiana.
  • La Nave: Il passaggio di senso e di significato al Nuovo Testamento, con Cristo che placa le acque tempestose del mare di Galilea, e poi alla Chiesa tra le tempeste delle persecuzioni dei primi secoli è abbastanza immediato. Inizialmente la nave è l’oggetto della salvezza: una salvezza che viene dall’Alto, tramite l’intervento miracoloso di Gesù, che la conduce al porto sicuro del Regno messianico.

Gli Attributi Caratteristici degli Apostoli e Evangelisti

Nell'iconografia cristiana, gli apostoli e i principali evangelisti sono spesso raffigurati con attributi specifici che ne permettono l'identificazione e narrano aspetti della loro vita o del loro martirio.

  • San Pietro: È spesso raffigurato con chiavi (quasi sempre due), una croce e una rete da pesca. Le chiavi simboleggiano l'autorità datagli da Gesù di "legare e sciogliere" e di aprire le porte del Paradiso.
  • San Luca: Il suo simbolo è il toro. Questo simbolo deriva dal fatto che il primo personaggio descritto nel Vangelo di San Luca è Zaccaria, padre di Giovanni Battista, che era un sacerdote del tempio e offriva tori in sacrificio. Altri simboli sono gli arnesi da pittore (pennelli e tavolozza), poiché è patrono degli artisti, ed un libro in quanto evangelista e uomo di cultura.
  • San Paolo di Tarso: I suoi simboli sono il libro (o anche un rotolo di carta o una semplice lettera), la fune, la cesta e la spada. Viene identificato anche come uomo di bassa statura e calvo. La spada è l'attributo più comune, riferito sia al suo martirio per decapitazione, sia alla "spada dello Spirito" di cui parla nelle sue lettere.
  • San Matteo: Viene rappresentato come anziano e barbuto. I suoi simboli sono l'Angelo (il suo tetramorfo), un libro dei conti, la spada e il portamonete, in riferimento alla sua precedente professione di pubblicano.
  • San Mattia: Secondo Atti 1,15, Mattia prende il posto di Giuda per completare il numero dei dodici apostoli. Secondo la tradizione venne lapidato e poi decollato con l'alabarda, che diviene il suo attributo principale.
  • San Giovanni: I suoi attributi, già menzionati, sono l'aquila, il pentolone d'olio (riferimento a una leggenda in cui fu immerso nell'olio bollente senza subire danni) e una coppa (la coppa avvelenata).
  • San Giacomo il Maggiore: Fratello di Giovanni apostolo, è stato un pellegrino e si ritiene abbia raggiunto Santiago de Compostela, dove è sepolto. I suoi simboli sono il cappello da pellegrino, la conchiglia, lo stendardo e il bastone.
  • San Giacomo di Alfeo (il Minore): Si hanno scarne notizie su questo apostolo e non ci sono simboli caratteristici largamente accettati. Sussiste l'ipotesi che sia stato lapidato nel 62 d.C.
  • San Filippo: Verosimilmente svolse il suo apostolato in Turchia. Il suo martirio viene indicato come inchiodato ad un tronco a testa in giù. I suoi simboli sono la croce o semplicemente un palo, e i pani e i pesci (in riferimento al miracolo della moltiplicazione). I santi Filippo e Giacomo il minore sono spesso raffigurati assieme.
  • Sant'Andrea: Il suo simbolo è la croce decussata, cioè una croce a forma di X, sulla quale si dice sia stato martirizzato.
  • San Tommaso detto Didimo: Era uomo di cultura e architetto. Il suo attributo principale è una squadra da architetto o una lancia (con cui sarebbe stato martirizzato), e a volte una cintura (in riferimento alla leggenda della consegna della cintura della Vergine).
  • San Simone (detto lo Zelota o il Cananeo): Il simbolo principale è la sega, perché venne martirizzato con questo strumento.
  • San Giuda Taddeo o Taddeo: Venne martirizzato assieme a Simone a colpi di lancia, mazza o sassate. Il suo attributo più comune è un'alabarda o un bastone.
  • San Bartolomeo: Secondo la tradizione è stato scorticato. Viene rappresentato con la sua pelle in mano. Così è stato raffigurato da Michelangelo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina. Solitamente è rappresentato come un uomo anziano con barba e capelli bianchi e tiene in mano un coltello, lo strumento del suo martirio.
Illustrazione degli apostoli con i loro rispettivi simboli iconografici

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