La presente biografia si focalizza su Maria Elena Stevani, figura politica attiva nel Comune di Recetto, e sulle esperienze formative e professionali che ne hanno contraddistinto il percorso. I dati qui presentati si riferiscono all'ultimo aggiornamento rilasciato dal Ministero dell'Interno relativo agli Amministratori del Comune di Recetto.
Dati Anagrafici e Carriera Politica
Nascita ed Elezione
Maria Elena Stevani è nata a Novara (NO) il 19 ottobre 1967. È stata eletta Consigliere il 9 giugno 2024, assumendo un ruolo all'interno della Giunta del Comune di Recetto.
Ruolo e Affiliazione Politica
Svolge il ruolo di Consigliere presso la Giunta del Comune di Recetto. Il suo partito o schieramento politico è "Un Progetto Per Recetto".
Formazione e Professione
Durante la propria esperienza formativa, ha conseguito il titolo di studio di Istruzione secondaria di secondo grado. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno, la categoria professionale di appartenenza di Maria Elena Stevani è generica, indicata come ".".
La Giunta Comunale di Recetto
Composizione della Giunta
La Giunta del Comune di Recetto è composta da un totale di 12 persone che ricoprono cariche di Assessori e Consiglieri comunali. Oltre a Maria Elena Stevani, tra i Consiglieri figurano Christian Bottinelli, Riccardo Cappato, Simona Cavagnino, Marco Chiaverano, Tiziano Grassi, Monia Mantovani, Viviana Mauro e Gian Luca Sassone.

Contesto della Partecipazione Femminile in Politica e Società
La partecipazione di donne come Maria Elena Stevani agli organi di governo comunale si inserisce in un più ampio contesto storico di impegno femminile, che ha radici profonde nella storia italiana, in particolare nel periodo della Resistenza.
Donne e Resistenza: Un Precedente Storico
Il 24 marzo 1945, alla vigilia della Liberazione, donne di ogni fascia sociale ed età parteciparono attivamente alla lotta, agendo in modi sia tradizionali che alternativi per un ripensamento degli stereotipi sociali. Le donne furono infermiere negli ospedali clandestini, si occuparono del razionamento delle risorse, si mobilitarono per impedire i rastrellamenti, sfamarono i disertori, rammendarono stracci, percorsero chilometri per consegnare messaggi programmatici, imbracciarono armi, lavorarono mentre gli uomini erano al fronte e si presero cura della casa e dei figli. L'esperienza della Resistenza non si concluse con la fine della guerra, ma proseguì nell'impegno educativo e civile, con la scuola che divenne uno spazio privilegiato per continuare la lotta in forma nuova, con una continuità tra lotta politica ed educazione.
Esempi di Impegno Femminile nella Storia
- Angela Maria Colantoni Stevani: co-fondatrice dell'Unione femminile nazionale, insegnò filosofia nelle scuole superiori e fu assistente di Storia della filosofia e di pedagogia.
- Dina Bertoni Jovine: allieva di Lombardo Radice, fu ispettrice didattica degli istituti italiani al Cairo fino al 1940 e negli anni '50 diresse con Ada Gobetti "Educazione democratica", fondò inoltre "Riforma della scuola" e si occupò di tematiche legate all'educazione e alla scuola sulle più importanti riviste pedagogiche nazionali. Per lei, educare era una questione politica, un'altra via per continuare la battaglia intrapresa durante la Liberazione.
Progetti Educativi e la Memoria della Resistenza
"Abbecedario della Cittadinanza Democratica"
Il percorso per l'Abbecedario delle Partigiane si inserisce all'interno di un progetto di ricerca interdipartimentale avviato dall'Università degli Studi di Bari nel 2022, in collaborazione con scuole e associazioni territoriali pugliesi. Il progetto più ampio, intitolato "Abbecedario della cittadinanza democratica", ha tra gli obiettivi la virtuosa mescolanza di saperi e generazioni. In quattro mesi di lavoro, studenti e studentesse hanno realizzato elaborati grafici confluiti in una mostra finale.
Il Metodo Abbecedario
Il metodo Abbecedario è un lavoro di "ricerca-azione di tipo partecipativo" che si focalizza sul ruolo delle parole e sulle loro ricadute sulla cittadinanza democratica, partendo dai contesti concreti in cui si vive questa cittadinanza, in particolare dalle scuole. Storicamente, l'Abbecedario tiene in sé più livelli di interpretazione:
- Un primo livello etimologico (da abecedarius, abecedarium) che permette di organizzare la scelta dei termini secondo una precisa scansione alfabetica.
- Un secondo livello, di derivazione ottocentesca, che consente di raccogliere immagini e informazioni essenziali su un dato tema.
- Un terzo livello più concettuale, che si rifà all'Abécédaire di Deleuze, un film-conversazione che, seguendo un andamento rizomatico, consente la connessione tra parole appartenenti a territori differenti e privi di centro.
Nelle sperimentazioni scolastiche, si è dato rilievo alla terza modalità, seguendo il principio di connessione ed eterogeneità delle parole selezionate dagli studenti per evidenziare il percorso creativo.
Fasi del Progetto con le Scuole
Scuola Primaria
Il progetto con la scuola primaria è stato realizzato in 6 fasi, da ottobre a marzo 2025.
Fase 1: Introduzione ai Concetti di Resistenza
È stato consegnato alle classi quinte l'albo illustrato Partigiane. Si è portata all'attenzione degli studenti il significato delle parole Resistenza, Liberazione e Partigiani/e, stimolando una discussione sui contesti italiani, le differenze di genere e di ruoli. Associazioni chiave alla parola Resistenza includevano: Ribellione, Montagne, Lotta contro il fascismo; a Liberazione: Libertà, Fine della guerra; a Partigiani/e: Coraggio, Staffette, Pistole. È emersa la riflessione che la liberazione "non finisce mai" perché "può sempre succedere di doversi ribellare a delle cose che non ci piacciono e che non sono giuste". Si è discussa l'importanza del paesaggio nella Resistenza e il ruolo delle donne, con la considerazione che "è più facile immaginare una donna su una bici che con una pistola".

Fase 2: Lettura e Produzione Creativa
Nei due mesi successivi (da novembre a gennaio), le classi, guidate dalle insegnanti, hanno proceduto con la lettura integrale dell'albo, l'elaborazione di disegni, la scrittura di testi poetici e di domande per gli studenti più grandi.
Fase 3: Laboratori Philosophia Ludens
Sono stati realizzati incontri laboratoriali con metodologia Philosophia ludens, durante i quali studenti del liceo scientifico-linguistico "Federico II di Svevia" hanno coordinato i lavori di gruppo. Il gioco è inteso come "agon" in cui i bambini collaborano e gareggiano in una dimensione creativa. I bambini sono stati guidati nell'elaborazione di domande sempre più "difficili" da inserire su una scala che riproduce il vestito della "Signora Filosofia".
Fase 5: Confronto e Restituzione
A chiusura del percorso, si è svolto l'incontro con Annalisa Caputo, Professoressa di Filosofia Teoretica e di Didattica della filosofia all'Università di Bari e responsabile del progetto. Questo momento ha permesso un confronto più ampio sulla scelta delle parole chiave e gli elaborati realizzati. Ogni classe ha esposto e motivato i propri lavori, e gli altri studenti sono intervenuti per commentare e votare secondo criteri prestabiliti.
Scuola Secondaria di Primo Grado
Nella secondaria di primo grado si è scelto di lavorare a partire dal racconto illustrato Fiore e partigiano. Una storia d'amore e di guerra di Paola Zaccheo.
Fase 1: Lettura e Drammatizzazione
Lettura in classe del racconto e raccolta delle parole chiave, raggruppate in categorie: Emozioni, Valori, Luoghi, Azioni. Si sono alternati momenti di drammatizzazione, in cui i ragazzi si sono immedesimati nei protagonisti della storia, ad esempio immaginando di prendere parte alla Resistenza e motivando la scelta alla madre, o interpretando una staffetta che attraversa un posto di blocco. Si è discusso sul peso della libertà rispetto alla paura.
Fase 2: Installazioni e Mostra Finale
Attraverso la lettura come percezione, ragazzi e ragazze hanno materializzato le parole chiave selezionate realizzando installazioni di episodi del racconto e libri pop-up, esposti nella mostra finale. Le installazioni dei lavori della secondaria di primo grado sono state esposte l'8 marzo 2025.
Scuola Secondaria di Secondo Grado
Le quattro quinte liceali sono state coinvolte nel progetto con un PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) di 30 ore.
Fase 1: Laboratori Storici e Metodo Abbecedario
La fase 1 ha previsto laboratori pomeridiani sulla storia della Resistenza e sul metodo Abbecedario, includendo la ricerca delle fonti e la consultazione di materiale d'archivio, articoli e biografie. Agli studenti divisi in gruppi sono state assegnate parti selezionate di Diario partigiano, con discussioni collettive e brevi relazioni.
Fase 2: Collaborazione con la Scuola Primaria
Nella fase 2 si sono svolti i laboratori con le classi quinte della primaria, dove gli studenti del liceo hanno affiancato i gruppi nella compilazione degli abbecedari e nella realizzazione degli elaborati per la mostra finale.
Fase 3: Preparazione dell'Evento Finale
Nell'ultima settimana di febbraio, ci si è concentrati sulla preparazione, prove di lettura e musica per l'evento finale. Gli studenti sono stati divisi in tre macro-gruppi: allestimento della mostra, reading del testo di Ada Gobetti, e produzione e interpretazione di un brano musicale ispirato alle storie delle partigiane.
L'Evento Finale e l'8 Marzo
L'8 marzo, i locali dell'ex Conservatorio Santa Croce, allestiti grazie al contributo degli studenti del Liceo, sono stati aperti alla cittadinanza per l'esposizione di tutti i lavori realizzati durante l'anno. Circa 200 studenti si sono riuniti per discutere con tre professoresse dell'Università. Oltre alla Prof.ssa Caputo, ha partecipato Lea Durante, Professoressa di Letteratura italiana.