La vicenda di Assunta Santarsiero, madre della nota cantante italiana Arisa (Rosalba Pippa), ha catalizzato l'attenzione mediatica in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, denominata "Il Canto delle Sirene". Questa indagine ha svelato un vasto scandalo legato a presunte truffe ai danni dell'INPS attraverso la compravendita di falsi certificati medici e attestati di invalidità. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che la posizione della Sig.ra Santarsiero si è conclusa con un decreto di archiviazione, che ha accertato la sua completa estraneità ai fatti contestati.
L'Inchiesta "Il Canto delle Sirene": Contesto e Meccanismo

L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Potenza e condotta dalla Squadra Mobile della Questura locale, ha avuto origine da indagini su un incendio doloso. Durante queste attività, gli inquirenti si sono imbattuti in intercettazioni telefoniche che rivelavano l'esistenza di un'organizzazione criminale dedita a frodare l'INPS. Questo sodalizio criminale era composto da faccendieri, medici compiacenti e avvocati, ognuno con un ruolo preciso nell'istruire pratiche per il riconoscimento indebito di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento.
Il sistema prevedeva che alcuni membri reclutassero persone, spesso anziane, interessate a ottenere assegni fittizi. Altri si occupavano di creare la falsa documentazione medica, pagando i medici fino a mille euro per le certificazioni, e fornendo l'assistenza legale necessaria. L'inchiesta ha coinvolto un totale di circa 40 persone, portando all'esecuzione di diverse misure cautelari, tra cui arresti domiciliari e interdizioni dai pubblici uffici. Il danno complessivo all'INPS, dal 2018 al momento dell'avvio delle indagini, è stato stimato in oltre 530.000 euro.
1. Il Canto delle Sirene
Le Accuse Iniziali Contro Assunta Santarsiero
Assunta Santarsiero, all'epoca 62enne e residente a Pignola (Potenza), era stata accusata di truffa in concorso per aver percepito un'indennità di accompagnamento che, secondo l'accusa, non le spettava. Il danno all'INPS calcolato dai magistrati sarebbe stato di 24.156 euro, corrispondente a un assegno mensile di 805,23 euro percepito dal 2017.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la signora Santarsiero si sarebbe presentata in tribunale, nel 2017, accompagnata dal marito e in sedia a rotelle davanti al perito del Tribunale, Luigi Chiarappa. L'obiettivo sarebbe stato quello di "fingersi affetta da gravi patologie" tali da renderla incapace di provvedere ai suoi bisogni primari e di svolgere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continuativa. Questo atteggiamento avrebbe indotto in errore il perito, che documentò la sua incapacità di essere autonoma senza un'assistenza continuativa.
Già nel 2015, la madre di Arisa si era rivolta ai giudici, assistita dall'avvocato Anna Santarsiero (anch'essa indagata nell'inchiesta), per ottenere il riconoscimento dell'invalidità permanente. In quell'occasione, la donna aveva avuto ragione e così l'INPS le aveva riconosciuto un arretrato di 8.709,35 euro e un assegno mensile di 805,23 euro.
Le Indagini e le Prove Contraddittorie

La Squadra Mobile di Potenza, diretta da Donato Marano, avrebbe accertato che le condizioni della signora Santarsiero non erano tali da giustificare i benefici di legge per l'invalidità e l'accompagnamento. Attraverso filmati, intercettazioni e appostamenti, i poliziotti avrebbero verificato che la donna era in grado di muoversi autonomamente, svolgendo lavori nei campi e uscendo di casa da sola senza l'ausilio di accompagnatori, "senza documentare difficoltà di deambulazione".
Il Gip Lucio Setola, nell'ordinanza, aveva definito l'uso della sedia a rotelle come "evidente messinscena". Gli investigatori avevano sottolineato che, mentre la signora Assunta si dedicava al giardino, "camminava tranquillamente e non dava alcun motivo per pensare che non fosse autosufficiente". Anche alcuni compaesani di Pignola avevano sostenuto di vederla spesso girare per il paese, caratterizzato da salite e discese, e di non averla mai incontrata in sedia a rotelle o con difficoltà di deambulazione, affermando: "Cammina bene".
Le intercettazioni avevano anche rivelato conversazioni tra indagati, come Annina Di Giacomo e l'avvocato Anna Santarsiero. In una di queste, si faceva riferimento al comportamento della madre di Arisa con frasi come "Vediamo se la figlia canta e non la pagano", o "Voglio vedere se la figlia va a cantare e non la pagano" e ancora "pensano che la gente lavora gratis per loro", suggerendo un contesto di risentimento o pressioni.
La Difesa e le Dichiarazioni di Assunta Santarsiero
Assunta Santarsiero aveva parlato pubblicamente dei suoi problemi di salute, affermando a Mattino Cinque: "Non sto bene, Io sto combattendo contro la ‘Bestia'", riferendosi a un tumore. Riguardo alla sedia a rotelle, aveva dichiarato: "La uso un po’ sì e un po’ no. La prendo sempre quando esco di casa". Tuttavia, in un'occasione, la signora era stata osservata rincasare claudicante.
Risultava anche alla polizia che la madre di Arisa negli ultimi tempi avesse avuto seri problemi causati da un cancro, la "Bestia" come la donna ha chiamato la sua malattia. Tuttavia, secondo gli inquirenti, ciò non avrebbe avuto nulla a che fare con i mezzi con cui avrebbe ottenuto l’invalidità civile, che sarebbe stata invece conseguita con l'aiuto di un avvocato e di un intermediario, come emerso dalle intercettazioni in cui si parlava anche di soldi.
L'Archiviazione del Caso
Nonostante le iniziali accuse e le indagini approfondite, la Procura della Repubblica di Potenza, dopo aver letto tutti gli atti del procedimento penale a carico della Sig.ra Santarsiero, ivi compresi quelli difensivi, ha richiesto lo stralcio della posizione in essere. Il Giudice per le indagini preliminari (GIP), in accoglimento della richiesta, ha emesso il 15 dicembre 2020 il decreto di archiviazione.
Questo provvedimento ha stabilito che Assunta Santarsiero è stata riconosciuta "completamente estranea ai fatti contestati", di fatto scagionandola da ogni accusa di truffa nell'ambito dell'inchiesta "Il Canto delle Sirene".
La Reazione di Arisa
La notizia del coinvolgimento della madre aveva destato scalpore, e Arisa, da personaggio pubblico, era stata subito interpellata. In merito all'indagine, la cantante si era espressa con un tono sereno, affermando all'Adnkronos: "Io faccio la cantante, non sono preoccupata. Il fatto che io sia un personaggio pubblico significa che alla gente piace quello che faccio". E ancora, con il suo tipico umorismo, aveva ribadito: "Io faccio musica".
Arisa ha anche rivelato, in diverse occasioni, la difficile battaglia della madre contro la malattia: "Mia mamma si è ammalata. Ha avuto due tumori uno dietro l’altro". La cantante si è mostrata sempre molto legata alla sua famiglia e ha sostenuto la madre durante questo periodo difficile, sia dal punto di vista giudiziario che di salute, affermando: "Mia mamma è una persona fragile".
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