La santità non è una condizione isolata, né un traguardo puramente individuale; è una realtà che unisce profondamente la Chiesa in un unico corpo. Come sottolineato dal Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica Lumen Gentium, la chiamata alla santità è universale e trova il suo fondamento nell'essenza stessa della Chiesa, che è santa per partecipazione alla natura divina.

La vocazione universale alla santità
Nel magistero conciliare, il termine "santità" denota non tanto il frutto di scelte virtuose umane, quanto la qualità dell'essere della persona, un dono che deriva da un atto di Dio. Ogni battezzato, non in base alle proprie opere ma al disegno della grazia, è reso partecipe della natura divina. Questa "passività" nel ricevere il dono implica un'attività costante: il fedele deve mantenere e perfezionare tale santità attraverso l'esercizio della libertà, guidata dallo Spirito Santo.
Il Concilio precisa che la santità si vive "nella" Chiesa e non solo "della" Chiesa. Essa è una una sanctitas - un'unica santità - che si esprime in forme diverse a seconda dei generi di vita e dei compiti di ciascuno. In questo contesto, la santità del laico si realizza proprio dentro le pieghe della quotidianità, trasformando le realtà secolari in un'offerta gradita a Dio.
La comunione dei santi: un legame indissolubile
La "comunione dei santi" non indica che i santi facciano la comunione, ma che la Chiesa stessa è una comunità di peccatori salvati, uniti dal legame della fede. Come spiegato da Papa Francesco, questo legame che ci unisce tra noi e con Cristo ha un nome specifico. I santi non operano miracoli per potere proprio, ma sono canali della grazia di Dio che agisce attraverso di loro.
- Chiesa militante: i fedeli che vivono il cammino terreno.
- Chiesa purgante: le anime che attendono la pienezza della visione di Dio.
- Chiesa trionfante: coloro che già godono della presenza divina in Cielo.
7 - Il dogma della comunione dei Santi - parte 2 - padre Pellegrino Ernetti O.S.B.
Il ruolo dello Spirito Santo e la vita ecclesiale
L'unità della Chiesa è garantita dallo Spirito Santo, che ne è l'anima vivificante. San Tommaso d'Aquino, nella catechesi sul Simbolo degli Apostoli, paragona la Chiesa a un corpo naturale: pur essendoci diverse membra, l'operazione di ciascuna confluisce nel bene dell'intero organismo. Allo stesso modo, ogni azione del cristiano, sostenuta dalla grazia, comunica benefici all'intera comunità.
Il discernimento spirituale, fondamentale per il cammino del credente, non può avvenire al di fuori di questo Corpo. Sant'Ireneo di Lione sottolineava che la Chiesa è stata piantata come un giardino unico; al di fuori di esso, lo sforzo spirituale rischia di disperdersi. La vera santità è dunque sempre ecclesiale: è il tentativo di vivere, in ogni istante, la presenza di Cristo che diviene habitus cosciente.
La testimonianza nel mondo
Essere santi oggi significa testimoniare il mistero ineffabile dell'amore divino. Come ricordato durante il Giubileo dei giovani, la pienezza dell'esistenza non dipende da ciò che accumuliamo, ma da ciò che condividiamo. La santità si manifesta nella carità, nella tenerezza, nell'umiltà e nella pace, rendendo ogni battezzato "sale della terra" e "luce del mondo".
| Concetto | Descrizione |
|---|---|
| Una sanctitas | L'unità della santità cristiana, radicata nella partecipazione alla vita divina. |
| Vocazione laicale | La divinizzazione delle attività umane e della quotidianità. |
| Comunione dei beni | La condivisione spirituale tra i membri del Corpo di Cristo. |
In definitiva, la santità è il segno tangibile che un mondo differente è possibile. Essa è il cammino che, attraverso la preghiera, l'adorazione e la carità generosa, permette a ogni uomo di spalancare il cuore a Dio, avventurandosi verso gli spazi eterni dell'infinito.