La Natività nella Cappella Sistina: Un Omaggio tra Arte e Fede

La Cappella Sistina, celebre per i suoi capolavori rinascimentali e per essere sede del Conclave, accoglie in determinate occasioni anche il suggestivo allestimento della Natività. Questo evento offre ai visitatori l'opportunità di contemplare il mistero della nascita di Gesù in un contesto di inestimabile valore artistico e spirituale.

Foto panoramica del presepe allestito nella Cappella Sistina

Il Presepe "Raffaellesco" di Giuseppe Passeri

Un notevole esempio di queste installazioni è stato il presepe di stile e soggetti rinascimentale e raffaelliano, allestito nella Cappella Sistina. Quest'opera artigianale, realizzata in nove mesi da Giuseppe Passeri, misurava 3 metri di lunghezza e 2 di profondità.

Ispirazione e Dettagli Artistici

Concepita nel 2020 come omaggio al genio di Raffaello Sanzio in occasione del 500° anniversario della sua scomparsa, la sua presentazione slittò di un anno a motivo dell’emergenza Covid. Il contesto in cui è rappresentata la Natività si ispirava a Villa Adriana. Sul timpano del presepe era riprodotto in miniatura l’affresco con la Scuola di Atene di Raffaello, il cui originale si trova a pochi metri di distanza, nella Stanza della Segnatura.

Tra i personaggi dell'opera, per celebrare nel 2021 i 700 anni dalla morte del poeta della Divina Commedia e il 450° anniversario della nascita del pittore, erano inserite citazioni artistiche relative a Dante e Caravaggio. In cima alla "grotta" della Natività si poteva osservare Caravaggio intento a dipingere, con Dante Alighieri alle sue spalle. Sulla soglia della casa accanto, Raffaello era raffigurato mentre completava il suo autoritratto.

Il Contributo della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti

Questo specifico progetto fu finanziato interamente dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus. La Fondazione dedicò l'iniziativa alla memoria di Giulio Sacchetti, scomparso nel 2010, già delegato speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Fu proprio Giulio Sacchetti a firmare, nel 1980, il contratto per la pulitura e il restauro degli affreschi di Michelangelo. I Sacchetti, famiglia famosa fin dai tempi di Dante Alighieri, figurano nella Divina Commedia nel XVI canto del Paradiso, elencati tra le famiglie fiorentine «nobili di sangue e di animo».

VIDEOCORSO - FACCIAMO INSIEME IL PRESEPIO - PUNTATA 1 - PRESENTAZIONE E IDEAZIONE

La Natività di Ispirazione Napoletana

In un'altra occasione, la Cappella Sistina ha ospitato una Natività che si distingue per la sua profonda ispirazione alla scuola napoletana. Quest'opera, ambientata sulle rovine di un tempio pagano romano, era costruita interamente in legno e sughero a mano. Fu progettata e costruita dagli artisti Giuseppe Passeri, Eva Antulov e Alfonso Pepe, con la supervisione di mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Pontificie.

Caratteristiche e Materiali

Il presepe napoletano mostrava alcune tra le figure più rappresentative della tradizione partenopea, come i pastori che dormono, gli animali, la lavandaia, il cacciatore, i venditori di cibo e il mendicante, oltre ai tradizionali Magi. I vestiti dei personaggi erano confezionati con stoffe preziose provenienti dall’India, con bordi e decorazioni dalla Cina. I colori dello sfondo, raffigurante il golfo di Napoli con il Vesuvio, erano ricavati dalla macinazione di lapislazzuli afghano. L'intero presepe era colorato in tonalità ocra, ottenuto con ocra rossa e gialla proveniente da una cava della Toscana.

La struttura poggiava su un piano di costruzione dove lastre di legno di faggio fungevano da fondamenta per le piccole case e gli ambienti, realizzati con mattoni di sughero, senza l'utilizzo di polistirolo o cartone.

La Visione degli Artisti

Gli artisti si sono immersi nelle scene di vita quotidiana di Napoli, "in quell’aria antica che ancora si respira nelle vie, nelle botteghe e negli anfratti più nascosti della città, dove le professioni si mescolano con i profumi e gli aromi di un tempo che sembra essersi fermato", come ha affermato il maestro presepista Giuseppe Passeri a Radio Vaticana Italia. Passeri ha sottolineato l'importanza del presepe per la storia dell'arte, affermando che "senza il presepe intere pagine dell’arte non sarebbero mai state scritte. Si pensi agli affreschi, all’arte pittorica, a tutto quel mondo artistico che ruota intorno alla nascita di Gesù. Ecco perché è stata scelta la Cappella Sistina che è il ‘messaggero’ mondiale di questa pagina di storia universale che è l’inizio della nostra fede”.

Dettaglio del presepe con le figure dei pastori

La Cappella Sistina: Un Santuario di Teologia e Storia dell'Arte

La Cappella Sistina, parte del Palazzo Apostolico della Città del Vaticano, è una delle meraviglie del Rinascimento e un tesoro inestimabile. Il suo nome deriva da Papa Sisto IV della Rovere (pontefice dal 1471 al 1484) che ne ordinò il restauro tra il 1473 e il 1481, trasformando l'antica Cappella Magna in ciò che oggi conosciamo.

Dalla Sua Fondazione alle Opere di Michelangelo

Durante il pontificato di Sisto IV, un gruppo di straordinari pittori rinascimentali, tra cui Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Luca Signorelli, fu chiamato a decorare le pareti con affreschi che illustravano le Storie di Mosè e di Cristo, accompagnate dai ritratti dei Pontefici. L'esecuzione di questi affreschi iniziò nel 1481 e fu completata nel 1482. Il 15 agosto del 1483, Sisto IV consacrò la nuova cappella dedicandola all'Assunta.

Successivamente, Papa Giulio II della Rovere (nipote di Sisto IV), tra il 1508 e il 1512, affidò a Michelangelo Buonarroti l'incarico di affrescare la volta con la serie delle Sibille e dei Profeti, i Progenitori e le Storie della Genesi, un'opera senza precedenti che avrebbe cambiato il corso dell'arte occidentale. Michelangelo, guidato dalle parole della Genesi, fece della Cappella Sistina "il santuario della teologia del corpo umano".

Molto più tardi, nel 1533, Papa Clemente VII richiamò Michelangelo per la decorazione della parete di fondo con il Giudizio Universale. Questa grandiosa opera, iniziata nel 1536 e completata nel 1541 sotto il pontificato di Paolo III, comportò la perdita degli affreschi quattrocenteschi del Perugino. L'affresco rappresenta il ritorno glorioso di Cristo, fungendo da giudice. Le verità della fede, così come il genio umano ispirato da esse, si manifestano in queste forme di ineguagliabile bellezza. Gli affreschi della Cappella Sistina hanno subito un completo restauro tra il 1979 e il 1999, rivelando i colori originali, precedentemente offuscati da secoli di depositi di fumo.

Sezione della volta della Cappella Sistina affrescata da Michelangelo

La Cappella Sistina e il Conclave

Oltre alla sua funzione artistica e liturgica, la Cappella Sistina è anche il luogo in cui, fin dal 1870, si tiene il Conclave, l'incontro in cui il Collegio dei Cardinali elegge il nuovo Sommo Pontefice. Questo ruolo sottolinea la primaria importanza della Sistina nella vita della Chiesa, come evidenziato dalle parole di Papa Giovanni Paolo II: "La Cappella Sistina è il luogo che, per ogni Papa, racchiude il ricordo di un giorno particolare della sua vita [...] Proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i Cardinali, aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del Successore di San Pietro". Una volta eletto, il nuovo Papa viene condotto nella "Stanza del Pianto", situata a sinistra dell'altare, sotto il Giudizio Universale.

Interno della Cappella Sistina durante una celebrazione

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