Padre Gabriele Amorth: Vita, Missione e Visioni su Maometto e l'Islam

La Vita e l'Eredità di Padre Gabriele Amorth

Formazione e Carriera Sacerdotale

Padre Gabriele Pietro Amorth, celebre esorcista, nacque a Modena il 1° maggio 1925 e morì a Roma il 16 settembre 2016. La sua vita fu profondamente legata al cattolicesimo: proveniente da una famiglia impegnata nell'Azione Cattolica, fu membro della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) in gioventù, dove si formò insieme a futuri grandi nomi della scena democristiana. Prima di intraprendere la vita sacerdotale, Amorth si distinse anche come partigiano nelle frange modenesi della Brigata Italia durante la guerra, ricevendo una medaglia al valor militare a conflitto concluso.

Laureato in giurisprudenza, entrò a far parte della Società San Paolo e fu ordinato presbitero il 24 gennaio 1954 a Roma dall'allora vescovo di Norcia Ilario Roatta. In origine, la sua passione principale era la mariologia, un settore della teologia dedicato allo studio della Vergine Maria. Fu direttore della rivista "Madre di Dio" e membro della pontificia accademia mariana internazionale.

Il Ruolo di Esorcista della Diocesi di Roma

Nel 1986, all'età di 61 anni, Padre Amorth ricevette l'incarico di esorcista nella diocesi di Roma per mandato del cardinale vicario Ugo Poletti. La sua formazione in questo campo avvenne alla scuola di padre Candido Amantini, per molti anni l'esorcista più autorevole della Scala Santa a Roma. Nel 1990, fondò l'Associazione Internazionale degli Esorcisti, di cui fu presidente fino al 2000, mantenendo poi il titolo di presidente onorario fino alla sua morte.

Nel 2000, in un'intervista al Sunday Telegraph, Padre Amorth dichiarò di aver effettuato più di 50.000 esorcismi. Precisò tuttavia che molti di questi duravano pochi minuti, mentre altri diverse ore. Nei suoi libri e in altre interviste, affermò che solo un centinaio dei casi trattati rappresentavano vere possessioni demoniache, mentre i restanti erano da attribuire a "disturbi" demoniaci o malattie mentali. Nonostante la natura straordinaria del suo ministero, egli asserì di aver visto più di una volta un posseduto levitare.

Le Affermazioni Controversi

Nel corso degli anni, Padre Amorth si rese protagonista di numerose affermazioni che suscitarono ampio dibattito. Definì "messaggeri del demonio" figure pubbliche come Beppino Englaro, Beppe Fiorello, Maurizio Crozza e Nichi Vendola. Sostenne inoltre che Mario Monti e Giorgio Napolitano sarebbero stati manovrati dal diavolo. Una delle sue dichiarazioni più discusse fu quella in cui affermò che Maometto ne sarebbe stato addirittura posseduto.

Tra le altre posizioni controverse, ebbe a dichiarare che l'omosessualità sarebbe "contronatura". Sostenne che al 90% le vessazioni diaboliche sono conseguenze di malefici, ovvero causate da persone che, per vendetta o rabbia, si rivolgono a maghi e occultisti legati a Satana, i quali, profumatamente pagati, attivano l'intervento del maligno.

La sua schiettezza non risparmiò neanche fenomeni culturali contemporanei. Innescò polemiche sulla festa di Halloween, definendola un "osanna al diavolo", poiché se adorato anche per una sola notte, il maligno "pensa di vantare diritti sulla persona". L'esorcista si scagliò anche contro pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga, giudicandole "subdole e pericolose", in quanto, pur fatte per scopi distensivi, "portano all'induismo". Similmente, l'idolo letterario e cinematografico Harry Potter, nonostante fosse venduto anche nelle librerie cattoliche, era considerato da Amorth un veicolo che "porta alla magia e, quindi, porta al male".

Gli Avvertimenti di Padre Amorth sul Demonio e la Chiesa

Padre Gabriele Amorth ha lasciato una significativa eredità nel campo della lotta contro il demonio, sintetizzata in diversi avvertimenti basati sulla sua lunga esperienza. Egli sottolineava che "Satana è sempre attivo. È il tentatore fin dall'inizio", operando affinché l'uomo pecchi, pur chiarendo che è l'uomo a decidere liberamente le proprie azioni. Accanto all'azione ordinaria, esiste anche un'azione straordinaria del maligno, ovvero la possessione diabolica.

Nel libro "L'ultimo esorcista", scritto con il vaticanista Paolo Rodari, Amorth affermava che "il mondo è sotto il potere del diavolo" e, insieme a Satana, agiscono molti "falsi profeti" che portano alla menzogna. Questi individui, presenti sia fuori che dentro la Chiesa, sono riconoscibili perché "dicono di parlare a nome della Chiesa ma parlano a nome del mondo", esigendo che la Chiesa "assuma i ruoli del mondo", confondendo i fedeli e conducendo la Chiesa "in acque che non sono le loro", bensì "le acque del Maligno".

Amorth osservava inoltre che "Satana attacca soprattutto il Papa", esprimendo un "odio feroce" per il successore di Pietro, un'esperienza che egli stesso constatò nei suoi esorcismi. Dopo il Papa, il maligno "attacca cardinali, vescovi e tutti i sacerdoti e religiosi", poiché sono chiamati a una "dura lotta spirituale".

L'esorcista considerava l'invocazione di San Giovanni Paolo II "efficace contro il demonio". In un'intervista del maggio 2011, Amorth riferì di aver chiesto al diavolo il motivo di tale paura, ottenendo due risposte: "perché ha disarmato i miei piani" (interpretata come la caduta del comunismo in Russia e nell'Europa orientale) e "perché mi ha strappato molti giovani dalle mani", riferendosi alle numerose conversioni o ritorni alla pratica religiosa grazie al Papa polacco.

Amorth denunciava anche che "il diavolo vuole la morte della Chiesa perché è la madre dei santi", usando i sacerdoti per incolpare l'intera istituzione, sebbene "con la Chiesa non ha nulla a che fare". Egli ricordava che anche i sacerdoti, pur avendo l'aiuto divino, sono uomini e possono cadere in tentazione. L'intercessore più efficace di tutti, secondo Amorth, era la Vergine Maria. Egli raccontò di aver chiesto a Satana perché temesse più l'invocazione della Madonna che quella di Gesù Cristo, e la risposta fu: "Perché mi umilia più essere sconfitto da una creatura umana che essere sconfitto da Lui".

Per Amorth, il diavolo è presente in "tutto ciò che nega Dio". Ricordava di aver risposto a un cardinale che dubitava dell'esistenza del diavolo suggerendogli di leggere il Vangelo. L'esorcista ammoniva che "Satana è sempre nascosto e la cosa che desidera di più è che non si creda alla sua esistenza", studiando ogni individuo per suscitare tentazioni in base alle inclinazioni al bene e al male. Sottolineò inoltre l'importanza della preghiera e della messa per tenere il demonio lontano, poiché "non appena individua uno spiraglio per entrare, lui si infila".

Tra le sue opere di successo figurano "Più forti del male. Il demonio, riconoscerlo, vincerlo, evitarlo" e "Memorie di un esorcista". Le sue esperienze con il frate stigmatizzato di San Giovanni Rotondo, Padre Pio, furono anche un elemento importante della sua missione sacerdotale, come descritto in un'intervista esclusiva pubblicata postuma.

La Morte di Padre Amorth

Padre Gabriele Amorth morì il 16 settembre 2016, all'età di 91 anni. La sua morte fu per cause naturali e non ebbe alcun legame sovrannaturale o con il suo lavoro di esorcista.

"L'Esorcista del Papa": Realtà e Finzione Cinematografica

L'Esorcismo - Ultimo Atto | Trailer Ufficiale

Il film "L'esorcista del Papa", che narra di un esorcismo compiuto da Padre Amorth in Spagna nel 1987 contro un potente demone di nome Asmodeus in un'abbazia di San Sebastian, ha suscitato curiosità sulla sua veridicità. La produzione ha utilizzato due libri autobiografici del sacerdote, "Un esorcista racconta" e "Nuovi racconti di un esorcista", per caratterizzare il personaggio interpretato da Russell Crowe.

Tuttavia, è fondamentale distinguere tra realtà e finzione cinematografica. L'intreccio mostrato nel film, ideato dagli sceneggiatori Michael Petroni ed Evan Spiliotopoulos, non corrisponde a eventi reali. Padre Amorth non ha mai compiuto un esorcismo nell'abbazia di San Sebastian, non ha mai collaborato con un prete di nome Esquibel e non ha mai affrontato un demone chiamato Asmodeus. Inoltre, il vero Amorth non dichiarò mai di essere stato posseduto da alcun demone, a differenza del personaggio di Crowe nel film.

Le vere possessioni da lui affrontate, sebbene fossero testimoniate, si discostano dalle rappresentazioni "marvelliane" del film. Nonostante ciò, Padre Amorth asserì di aver visto più di una volta un posseduto levitare, elemento che potrebbe aver ispirato alcune licenze narrative.

Maometto e l'Islam: Tra Storia, Fede e Preconcetto

Il Libro "Maometto. L’inviato di Dio" di Massimo Campanini

Il libro "Maometto. L’inviato di Dio", scritto da Massimo Campanini e pubblicato da Salerno, si propone di esaminare la figura del Profeta dell'Islam da una prospettiva storica, dichiarando fin dalle pagine iniziali di non voler essere un "manuale catechetico" né un testo apologetico teso a dimostrare una verità teologica. L'autore confessa che avrebbe preferito intitolare il libro "Muhammad" anziché "Maometto", ritenendo che ciò "avrebbe significato rispettare maggiormente la figura" dell'uomo e l'avrebbe collocata immediatamente "nel suo contesto storico appropriato". Campanini sottolinea inoltre un particolare fondamentale: "i musulmani si considerano musulmani e non maomettani, visto che non adorano Muhammad", a differenza dei cristiani che adorano Cristo.

Nel suo lavoro, Campanini adotta un approccio che prescinde dalle credenze religiose, sostenendo che figure come Mosè, Gesù e Muhammad dovrebbero essere studiate alla stregua di "personaggi storici", e non come "uomini straordinari prescelti da Dio" (come Mosè e Muhammad) o "consustanziali all’essenza divina" (come Gesù).

Copertina del libro

La Storicità dei Grandi Profeti: Mosè, Gesù e Muhammad

Campanini evidenzia come la conoscenza di figure come Mosè e Gesù sia "essenzialmente quel che la tradizione ci ha tramandato". Per Mosè, non esiste alcuna "definitiva o convincente prova documentaria esterna" alla Bibbia che ne attesti l'esistenza, al punto che storici come Mario Liverani definiscono la sua storia "fiabesca". Anche Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman osservano che la narrazione biblica "non corrisponde se non in minima parte" ai dati offerti dalla ricerca oggettiva.

Per Gesù, la situazione storica non è molto diversa. I Vangeli offrono una "documentazione interna" alla tradizione cristiana, mentre la "documentazione esterna" è "poverissima e molto vaga". I riferimenti a gruppi che si riconoscevano nella fede in Cristo sono successivi al I secolo. Le testimonianze più o meno coeve sono limitate a quattro fonti:

  • Un passo impreciso nelle Vite dei dodici Cesari di Svetonio.
  • Un cenno alla persecuzione dei cristiani sotto Nerone negli Annali di Tacito.
  • Una lettera a Traiano di Plinio il Giovane.
  • Una descrizione più precisa dello storico ebreo Giuseppe Flavio.

Nonostante la storicità di Mosè sia "assai dubbia", di Gesù si può affermare che "è certamente esistito". Tuttavia, "nulla dal punto di vista storico ci dimostra apoditticamente che Gesù sia stato 'diverso' rispetto ai non pochi profeti annunciatori del Regno di Dio (tra cui il Battista, di cui viene descritto come discepolo) che percorrevano la Palestina negli anni di Erode".

Per Muhammad, la situazione è differente. Le testimonianze esterne coeve riguardanti la sua figura sono "ben più numerose", sebbene non necessariamente "più conclusive" di quelle su Gesù. Campanini osserva che "i profeti, impostori o meno, non scarseggiavano in Arabia", e vi erano grandi aspettative per l'arrivo di un profeta arabo.

Evoluzione del Monoteismo e la Percezione dell'Islam

Giovanni Filoramo, nel suo libro Ipotesi Dio, ha evidenziato che la religione nei primi secoli dell'Impero Romano era caratterizzata dalla tendenza a "gerarchizzare il mondo degli dèi tradizionali, sottomettendoli al comando di un Dio supremo". Nel Tardo Antico, lo spartiacque per il mondo romano in via di cristianizzazione fu l'epoca di Costantino. Campanini non condivide l'immagine di Costantino come un "sincero cristiano" o un "crociato" ante litteram, offerta da Garth Fowden, trovando più appropriata e equilibrata la visione di Andrea Marcone.

La Formazione del Pregiudizio Occidentale su Muhammad

Il pregiudizio negativo nei confronti di Muhammad e dell'Islam ha radici profonde. Nel Medioevo, il mondo cristiano era pressoché unanime nell'avversione all'islamico. Nel Seicento, tuttavia, questo odio si era attenuato. È nel secolo successivo che Voltaire (François Marie Arouet), con la sua tragedia del 1736 Mahomet ou le fanatisme, ebbe una grande parte nel ridefinire questo giudizio nell'età moderna, riproponendo sostanzialmente gli stereotipi della Chiesa medievale.

Sul piano politico, in Europa si conservava una polemica che mirava a sottolineare la superiorità delle istituzioni europee su quelle "orientali", il primato della libertà dell'Europa cristiana contro il "fanatismo musulmano". Anche tra gli intellettuali più progressisti del XVIII secolo, come sostenuto da Albert Hourani in L’Islam nel pensiero europeo, si manifestò l'attitudine a utilizzare la figura di Muhammad come pretesto per "criticare il cristianesimo", sia pure in modo indiretto. Muhammad veniva talvolta presentato "come un esempio degli eccessi del fanatismo e dell’ambizione", i suoi seguaci "come esempi dell’umana credulità"; in alternativa, poteva essere visto "come uno che predicava una religione più razionale o più vicina a una fede puramente naturale di quanto non fosse il cristianesimo". Montesquieu, ad esempio, vedeva nell'Islam un "rapporto funzionale tra il dispotismo e la disposizione fatalistica dei musulmani a sottomettersi al potere". Questo modo di considerare l'Islam si ripropose, salvo poche eccezioni, nell'Ottocento e nel Novecento.

Critica Storiografica e Nuove Interpretazioni

Campanini si mostra critico nei confronti di molti libri su Muhammad scritti nell'ultimo secolo. La biografia di Andrae, un vescovo luterano, è definita "simpatetica con il suo personaggio, ma... narrata attraverso gli occhi di un cristiano militante", offrendo una "lettura deformata e non sempre corrispondente ai dati e ai criteri storici e storiografici". Il "Maometto" del marxista Maxime Rodinson è considerato "fondamentale" ma presenta "i pregi, ma soprattutto i molti difetti di un’interpretazione marxistico-storica" che, applicata a tematiche religiose, risulta "insoddisfacente o addirittura improduttiva", poiché Muhammad rimaneva per Rodinson "il rappresentante esemplare del fanatismo, della tirannia, dell’intolleranza".

Anche grandi studiosi come Francesco Gabrieli (con "Maometto e le grandi conquiste arabe") e Bernard Lewis, pur essendo "grandi studiosi", sono ritenuti da Campanini "viziati da un pregiudizio negativo rispetto al loro oggetto di studio". La "penna sempre brillante di Gabrieli", ad esempio, non celava il suo "pregiudizio sostanzialmente negativo" verso la civiltà arabo-musulmana.

In contrasto con queste visioni, Campanini definisce "credenti" autori come Tariq Ramadan ("Maometto") e Martin Lings ("Il profeta Muhammad. La sua vita basata sulle fonti più antiche"). Ramadan, sebbene di origine araba ma svizzero, avrebbe scritto un saggio "affascinante e molto accurato", seppur "di parte", tratteggiando la figura del Profeta dal punto di vista etico ed esemplare. Lings, inglese convertito all'Islam, propone una narrazione tradizionale, non critica ma rigorosamente fondata sulle fonti primarie della storiografia musulmana e sul Corano.

L'interpretazione di Fred Donner in "Maometto e le origini dell'Islam" depone a favore dell'autenticità del Corano e della verosimiglianza dei tratti essenziali della vita di Muhammad. Tuttavia, Campanini evidenzia che Donner "non recepisce tutta la narrativa tradizionale". La sua ipotesi che la consapevolezza di un gruppo religioso autonomo sia maturata tra i musulmani solo mezzo secolo dopo la morte di Muhammad, nonostante un vero e proprio Corano circolasse già durante il suo regno, è considerata non accettabile dal punto di vista tradizionale. L'ipotesi di Donner, pur "condotta con argomentazioni solide", suggerisce che il Corano possa essere considerato il documento fondativo dell'Islam nascente solo in maniera retrospettiva, introducendo una complicazione per l'esame storico.

Le Visioni di Monsignor Andrea Gemma sull'Islam e il Maligno

L'Esorcista Vescovo e la Lotta al Demonio

Anche Monsignor Andrea Gemma, vescovo emerito della diocesi di Isernia e Venafro, attivo come esorcista settimanale dal 1992, ha espresso posizioni nette sull'operato del maligno nella storia. Con 84 anni di età, Gemma è considerato uno degli ultimi vescovi esorcisti d'Italia a combattere il demonio "faccia a faccia" con la forza del Crocifisso.

Monsignor Gemma ha una visione chiara di come il maligno operi nella storia: "Senza dubbio - dice - l'irruzione dell'islam nella storia ha offerto a Satana uno spiraglio. Il maligno si è servito di Allah e del suo profeta, Maometto".

Il compito dell'esorcista non è facile e talvolta pericoloso. Gemma racconta di un esorcismo difficile durato un'intera Quaresima con un ragazzo veneto, che richiedeva l'intervento di tre persone per essere tenuto fermo a causa di urla, contorsioni e parole blasfeme. Egli sottolinea che "nessuno si deve illudere che basti una sola seduta per sconfiggere il demonio" e che la vocazione gli venne ascoltando una predica di Giovanni Paolo II sul maligno.

Foto di Monsignor Andrea Gemma

Segnali di Possessione e Consigli contro il Male

Monsignor Gemma avverte che "siamo tutti a rischio" di possessione, per questo è fondamentale "pregare e andare a messa: affinché il demonio rimanga al suo posto. Non appena individua uno spiraglio per entrare, lui si infila". Spiega che la possessione non implica necessariamente che l'individuo sia un peccatore, ma può essere "una permissione di Dio per provare la santità stessa", come accaduto a diversi beati e a Padre Pio, che fu "profondamente vessato dal demonio".

Riconoscere una persona posseduta è complesso, ma esistono segnali rivelatori. Il primo è una "grave e ripetuta avversione per tutto ciò che è sacro: immagini, luoghi, sacramenti". Il posseduto non può sostenere lo sguardo su un crocifisso o un'immagine sacra. Gli esorcismi di Monsignor Gemma non prevedono "stregonerie" come nei film, ma semplici preghiere e comandi invocando Dio e la "milizia celeste" per rinchiudere Satana e gli altri spiriti maligni nell'inferno.

tags: #maometto #padre #amorth