Il Centro Educativo Italo Svizzero (CEIS) di Rimini, ufficialmente "Remo Bordoni", è un "villaggio educativo" che accoglie bambini dai 2 ai 14 anni. Fondato il 1° maggio 1946 a Rimini, la sua nascita è stata il risultato di un'azione di solidarietà internazionale promossa dal Soccorso Operaio Svizzero. Questo centro rappresenta un modello educativo non solo per i bambini, ma anche per i genitori e per tutti coloro che lo frequentano, con un profondo significato nel termine "Villaggio" che lo definisce e lo autodefinisce.
Il Contratto Integrativo di Secondo Livello al CEIS
Mercoledì pomeriggio 4 febbraio è stato siglato, presso la Direzione del Ceis, il primo contratto integrativo di secondo livello. Questo accordo coinvolge oltre 170 dipendenti, inclusi i servizi del Villaggio e le scuole dell’infanzia comunali gestite in appalto.
Dettagli e Benefici dell'Accordo
L'accordo è stato raggiunto dopo un'articolata trattativa tra la delegazione datoriale, composta dal presidente del Cdda Romano Filanti, dalla direttrice Ilaria Bellucci e dalla responsabile dei servizi in appalto Rosa Tudisco, e i rappresentanti sindacali aziendali Andrea Caputo, Martina Mancini, Floriano Ugolini, insieme alle sigle Flc Cgil e Cisl Fsur.
I sindacati hanno espresso soddisfazione per questo accordo atteso e fortemente voluto, che riconosce appieno la specificità del Ceis e il suo approccio pedagogico nell'articolazione dell’orario di lavoro. Il contratto rafforza le attività di programmazione e progettazione e riduce i carichi di lavoro frontali, salvaguardando interamente sia l’orario delle lezioni che le compresenze.
Tra gli aspetti acquisitivi si includono:
- L’indennità di malattia interamente retribuita fin dal primo giorno di assenza.
- Un’indennità di disagio per le trasferte.
La costruzione di relazioni sindacali stabili è considerata centrale per affrontare insieme le sfide future, come il calo demografico, la crescente richiesta di qualità e inclusione nei servizi educativi e di istruzione, dalla sezione primavera alla scuola primaria.
Margherita Zoebeli e le Radici Pedagogiche del CEIS

La figura e l'opera di Margherita Zoebeli, ostinatissima e libera educatrice svizzera, sono fondamentali per comprendere l'identità del CEIS. L'orizzonte storico in cui si formò e costruì l'ossatura di una delle più importanti imprese pedagogiche italiane del secolo scorso, il Centro italo-svizzero di Rimini, era più vicino all'epoca d'oro del movimento socialista europeo che all'Italia del boom economico, periodo in cui il suo esperimento pedagogico e sociale raggiunse il pieno sviluppo.
Contesto Storico e Ideali
Margherita Zoebeli operò in un contesto di fortissima spinta propulsiva alla ricostruzione post-bellica, come evidenziato da Goffredo Fofi. Il movimento che animò maestri ed educatori alla fine della seconda guerra mondiale, e di cui il Ceis fu uno dei più importanti centri propulsori, si riconobbe nel comune desiderio di reagire allo sfascio delle strutture civili e al degrado della cultura italiana uscita dalla dittatura fascista. Zoebeli si distinse per la sua profonda ispirazione socialista, coniugata con i desideri e i bisogni dei bambini e delle bambine accolte al Villaggio.
Il suo socialismo era personale, con venature libertarie, antidogmatico, vicino a un certo anarchismo anglosassone, e riconducibile al socialismo utopistico e al movimento cooperativistico ottocenteschi (alla Landauer, alla Kropotkin, alla Buber). Questa impostazione politica era caratterizzata da un'idiosincrasia per posizioni unicamente ideologiche, privilegiando il pragmatismo, lo sperimentalismo e lo spirito di ricerca.
La "Riforma Pedagogica" Mancata e l'Approccio Zoebeli
Il lavoro di Margherita Zoebeli e la sua libertà nel conciliare l'ispirazione socialista con i bisogni dei bambini testimoniano, per contrasto, l'assenza nella storia della scuola italiana di una "riforma pedagogica" reale, capace di opporsi all'ancien régime della pedagogia "classica" e autoritaria. Come mostrato da Lamberto Borghi in Educazione e autorità nell’Italia moderna, vi è stata una continuità evidente tra le filosofie dell'educazione e le riforme scolastiche dal Risorgimento all'Italia repubblicana, spesso improntate al principio di autorità.
Margherita Zoebeli aveva una certa sfiducia nei confronti delle visioni totalitarie e "rivoluzionarie" limitate al piano delle idee. Per lei, ogni radicalità era inutile se non generava azione e cambiamento. La cultura dell'educazione, fatta di relazioni tra esseri umani, non può essere distrutta dall'oggi al domani, ma si trasforma contraendo forme di relazione diverse, comportandosi in modo diverso. Il suo approccio si basava sull'idea che nella società esistano già forme liberate di organizzare le relazioni, a cui i bambini sono naturalmente orientati. Il compito dell'educatore era osservare e sperimentare forme di relazione e di insegnamento che alimentassero la tendenza alla libertà dei bambini.
La pedagogia, per Margherita, era un nucleo di analisi e sperimentazioni volte a risolvere problemi pratici, legati all'apprendimento, alla salute del corpo e della mente del bambino. Sosteneva che "educare" fosse un termine molto «delicato», distinguendo chiaramente tra insegnare (per fornire gli strumenti dell'autonomia) e istruire (per costringere in un modello confacente al gruppo). Era fortemente influenzata dalla psicologia individuale di Alfred Adler, che poneva l'accento sul diritto ineliminabile di ogni persona a essere tutelata nel suo bisogno di espressione.
Il CEIS come "Villaggio Educativo" Oggi

Oggi, il CEIS continua a incarnare l'idea di un "Villaggio" attraverso i volti di tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a creare un luogo unico di crescita, educazione e rispetto. La proposta educativa del CEIS è considerata ineguagliabile e rappresenta un modello da salvare, preservandolo da eventuali tentativi di spostamento o alterazione della sua natura.
Programmi e Inclusione
Il CEIS offre un percorso di apprendimento innovativo e individualizzato, motivato dagli interessi dei bambini. La Sezione Primavera "ARCOBALENO", ad esempio, accoglie 24 bambini dai 24 ai 36 mesi, con fondamentali pedagogici incentrati su una scuola innovativa.
Il Centro è anche particolarmente impegnato nell'acquisto di materiali per l'apprendimento dei bambini con autismo, data la diagnosi di disturbo dello spettro autistico che richiede la disponibilità di molto materiale specializzato per il lavoro educativo e scolastico.
Autonomia e Apprendimento Ludico
Molti consigliano il CEIS perché i bambini diventano autonomi e imparano nel modo più ludico possibile. Sono i primi attori della loro crescita, "guardati da un occhio di regia competente e attento". L'ambiente è descritto come un "bellissimo luogo dove antico e moderno dialogano in perfetta armonia".