La Pieve di San Pietro in Sylvis: Architettura, Storia e il Maestro degli Affreschi

Introduzione: Un Gioiello Protoromanico in Romagna

La Basilica di San Pietro in Sylvis è la più antica e meglio conservata tra le pievi di Romagna, databile attorno al VII secolo e considerato un perfetto esempio di architettura protoromanica. Questo gioiello architettonico si trova a Bagnacavallo, nella periferia nord della città, poco distante dall’oasi naturalistica del Podere Pantaleone.

L'edificio fu edificato in un’ampia area boschiva su un sito religioso di epoca romana dedicato a Giove, come testimoniano le iscrizioni marmoree qui rinvenute. La pieve di San Pietro in Sylvis sorge dove un tempo esisteva un tempio pagano ed è ritenuta la pieve più antica e meglio conservata non solo del Ravennate, ma per alcuni addirittura di tutta la Romagna.

Sita a un chilometro ad ovest di Bagnacavallo, la pieve si trovava sul cardine massimo della centuriazione faentina, in un luogo già frequentato in epoca romana per la presenza di acque salubri.

Esterno della Pieve di San Pietro in Sylvis a Bagnacavallo

Architettura e Struttura della Pieve

L'edificio risale al VII secolo e rappresenta un tipico esempio di architettura esarcale. La sua facciata, semplicissima e a forma di capanna, è quella originale. L'orientamento è tipico delle basiliche cristiane, con la facciata a ponente e l'abside a levante.

La pieve si erge su una pianta rettangolare divisa in tre navate, di cui la centrale è più alta rispetto alle due laterali. Internamente, le navate sono delimitate da otto pilastri a “T” per parte, che sostengono nove arcate a tutto sesto. Il soffitto della navata centrale è di legno scuro, a doppia capriata. La ripartizione delle navate è ripresa anche nella facciata esterna tramite quattro lesene, mantenendo un aspetto immutato rispetto all'epoca della sua costruzione. La semplicità dell’aspetto esterno, in mattoni rossi, dell’abside poligonale e della facciata a capanna tripartita da lesene, trova continuità nello spazio interno suddiviso da pilastri disadorni e privi di capitello.

L’abside è semicircolare all'interno e poligonale a sette lati all'esterno. L'esterno inferiore è ritmato da lesene, mentre nel corpo superiore, con ritmo più fitto, si trovano archetti pensili che attorniano sette finestre ad ogni lato. Sul lato nord sorge un campanile, frutto del restauro della pieve avvenuto nel 1933.

Il presbiterio è sopraelevato rispetto al livello della chiesa ed è accessibile tramite due scalette laterali o scale di mattoni. Al centro si trova un pregevole altare a cippo in marmo greco, databile tra la fine del VI e il VII secolo. La cripta, nella quale sono incorporati marmi tardoromani, può essere datata tra la fine del X e gli inizi del XII secolo.

Interno della Pieve di San Pietro in Sylvis con focus sulle navate e pilastri

La Storia e il Contesto Territoriale

La pieve di San Pietro in Sylvis, come già accennato, fu edificata su un sito religioso romano. Nel periodo altomedievale, essa costituì un polo di attrazione fondamentale per l'organizzazione del territorio, favorendo maggiori addensamenti demici. Il pievato di San Pietro in Sylvis era il più esteso di tutti, avendo una superficie di 60 km2.

L'edificio riprende lo stile delle grandi basiliche ravennati e quindi può datarsi agli inizi del VII secolo. Il più antico documento scritto in cui viene citata la pieve è una lettera datata 881, firmata da papa Giovanni VIII.

13 - Le pievi nel Medioevo - Le pievi della diocesi del Montefeltro

Gli Affreschi del Maestro Pietro da Rimini

Notevoli sono gli affreschi che decorano la pieve, databili tra il 1320 e il 1325, o più precisamente eseguiti nel terzo decennio del XIV secolo. Questi affreschi, con scene della Crocifissione di matrice giottesca, sono attribuiti al pittore Pietro da Rimini, attivo in questa sede nel secondo decennio del XIV secolo.

In particolare, gli affreschi del catino absidale, sottoposti negli anni ’70 ad una campagna di restauro che ne ha eliminato i rifacimenti sovrapposti nel corso dei secoli, hanno restituito i loro colori originali. L’opera, che risente degli influssi del Giotto padovano, presenta il ciclo pittorico della Rivelazione divina del Cristo attraverso il Suo Vangelo.

Nonostante alcuni brani siano andati irrimediabilmente perduti, si possono ancora ammirare l'immagine del Pantocratore (purtroppo privo di volto), recante in mano un libro aperto e affiancato dagli Evangelisti, di cui sono ancora leggibili le figure di Matteo e Marco con i rispettivi simboli dell’angelo e del leone. Frammenti di affreschi raffigurano anche otto figure di carattere devozionale della Vergine, che compare sempre incoronata. Tracce di affreschi più tardi si riscontrano anche all’ingresso, dove è ancora visibile una Deposizione del XV secolo.

Dettaglio degli affreschi del catino absidale di San Pietro in Sylvis

San Pietro Apostolo: Il Fondatore della Chiesa

La Pieve porta il nome di San Pietro Apostolo, la cui figura è centrale nella cristianità. Ogni 29 giugno, la Chiesa universale celebra la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. San Pietro, indubbiamente, è entrato maggiormente nella pietà popolare e a lui sono state dedicate numerose chiese, con abbondanti rimandi iconografici.

Il Martirologio Romano ricorda così il suo percorso: “Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro.” Simone era un umile pescatore della Galilea, nato alcuni anni dopo Gesù a Betsaida. La sua vita cambiò quando Gesù lo avvicinò sulla sua barca, dicendogli di seguirlo perché avrebbe fatto di lui un “pescatore di uomini”. Simone seguì il Maestro, diventando suo apostolo.

Il pescatore si dimostrò fragile la sera dell’arresto di Gesù, rinnegando per tre volte di conoscere il Maestro, proprio come predetto. Tuttavia, nonostante le sue debolezze umane, l'apostolo fu perdonato. Gesù, infatti, nel cambiare il nome di Simone in Pietro, gli disse la celebre frase: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.” San Pietro possedeva solo una tonaca, si cibava di pane e verdure, era povero e non istruito, eppure viaggiò instancabilmente per convertire quante più persone possibile, battezzando e compiendo miracoli, divenendo la "pietra" su cui è stata fondata la Chiesa.

Iconografia di San Pietro Apostolo

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