Altar Knotto: Tra Leggenda, Alpinismo e Sentieri Nascosti

L'Altar Knotto è una grande formazione rocciosa a strapiombo sulla Val d’Astico, situata a 1334 metri di quota nel territorio di Castelletto di Rotzo. Da sempre fonte di miti e leggende per gli abitanti dell'Altopiano dei Sette Comuni, questo masso incredibilmente in bilico sul ciglio della parete, con il suo baricentro evidentemente fuori asse, sfida le leggi della fisica e la gravità.

Mario Rigoni Stern, nel suo libro “L’Altopiano dei Sette Comuni” (ed. Cierre), descrive il luogo così: “Sul monte, dopo i neri boschi d’abete, si apre nel cielo una chiara radura coperta da ginestre e dove affiorano le ossa della Terra: macigni grigi levigati dal Tempo. Sotto precipita una valle con paesi sparsi lungo il fiume e, lontano la pianura fino al mare.” Anche lui lo definisce un "antico sasso in bilico sul baratro".

Veduta panoramica dell'Altar Knotto sulla Val d'Astico, con il masso in bilico e la natura circostante

Come Arrivare all'Altar Knotto e al Giro degli Altari Pagani

L'Altar Knotto fa parte di un suggestivo percorso noto come il "giro degli altari pagani" o "giro degli altari cimbri", un sentiero circolare che permette di esplorare antichi altari con le loro innumerevoli leggende. Il percorso si snoda per la maggior parte nel bosco ed è particolarmente incantevole con il foliage autunnale.

Indicazioni stradali e parcheggio

Venendo dal centro di Asiago, bisogna seguire le indicazioni per Roana e successivamente attraversare Mezzaselva. Poco prima di entrare nel comune di Rotzo, si trova una stradina sulla destra con l’indicazione Altar Knotto, che porta a salire la montagna. Al terzo tornante, detto Curva del Tellale, è possibile parcheggiare l'auto.

Se si imposta sul Google Maps "Curva del Tellale", si riceveranno indicazioni precise. Il parcheggio è libero ma con pochi posti; se non lo si trova sul tornante, si può scendere di poco.

In alternativa, da Rotzo (Vicenza) salire in direzione di Albaredo e, poco prima di quest'ultimo, prendere a sinistra la vecchia strada per Campolongo (ben visibile cartello con indicazioni per Altar Knotto e Altaburg). Raggiunta la Curva del Tellale, si hanno due opzioni per l'accesso:

  1. Parcheggiare nei pressi della curva e prendere il classico sentiero (ben segnalato) per l’Altar Knotto.
  2. Continuare in auto per pochi minuti fino ad incrociare sulla sinistra la Terza Strada (ben visibile cartello per Altar Knotto), percorrerla agevolmente con qualsiasi tipo di auto fino al suo termine (spiazzo per parcheggio). Da qui parte una traccia che si innesta sul sentiero che dall'Altaburg conduce all'Altar Knotto.
Mappa schematica del percorso escursionistico con punti di interesse come Altar Knotto, Altaburg e Alta Kugela

Il Sentiero 802: Percorso e punti di interesse

Dalla Curva del Tellale (a quota 1137 m) inizia l'escursione verso l’Altar Knotto sul sentiero CAI numero 802, ben segnalato. Il percorso è di grande interesse ambientale e storico, immerso in una vegetazione lussureggiante, con suggestivi panorami sulla Val d'Astico e sul versante Sud-Ovest di Cima Campolongo. Partendo dalla curva, si segue inizialmente la strada forestale che, tagliando trasversalmente il pendio, raggiunge la Valle dell’Ulbach. Si sale quindi lungo una vecchia mulattiera, dapprima in direzione Nord-Ovest per poi piegare verso Est, fino a raggiungere il bivio posto nei pressi di Punta Altaburg.

Altaburg: Il Vecchio Castello e le sue Leggende

Salendo in quota, si arriva ad un bivio. Una strada porta ad Altaburg, l'altra a Knotto. Prendendo per Altaburg, ci si trova su uno spiazzo dove sorge una croce. Qui si può salire sulla cima (quota 1301 m) dove sorge la croce eretta nel 1900 dalla popolazione di Rotzo. Altaburg, in cimbro, significa "vecchio castello" e probabilmente qui ne esisteva uno, anche se al momento non ci sono resti. Nell’area dell’Altaburg sono state rinvenute in passato anche monete romane del II secolo d.C.

La leggenda narra che gli abitanti della valle vedessero strani luccichii tra le montagne, monete di gnomi e folletti che abitavano sui monti. Si racconta che tirassero le monete per decidere le sorti delle popolazioni della valle e che, ancora oggi, qualcuno pensi alla malasorte quando vede qualche strano bagliore in quota. Come per molti luoghi di culto pagani, la leggenda si mescola con la religione. Secondo l'abate Dal Pozzo, in questo luogo si svolgevano riti pagani e le croci e le processioni cristiane furono un modo per riconsacrare a Dio questa località.

Questo sito corrisponde al vertice Ovest che, insieme alle altre vette a est (Spitzknotto) e a Nord (Hanepos), forma un triangolo che viene definito magico. Il tesoro dei nani pare sia nascosto sotto la grande pietra (anche se nessuno lo ha mai visto!). Si racconta anche che, quando c’è il sole, i nani escano dal bosco per esporre tutto il loro oro sull’altare per farlo brillare di più. Purtroppo, chi tenta di prendere anche solo una di queste monete rimane con le mani ustionate.

Fotografia della croce sull'Altaburg con panorama circostante

L'Altar Knotto: Il Masso Sacro

Ritornati al bivio di Altaburg, si prosegue in direzione Nord-Est, percorrendo la cresta che precipita sulla Val d'Astico (attenzione ad alcuni tratti esposti) fino a trovarsi di fronte l'imponente masso dell’Altar Knotto (quota 1334 m, raggiungibile in circa 50 minuti dal bivio). È questo uno dei luoghi più suggestivi dell'Altopiano. Si può scendere sul terrazzo dove si trova l’altare, ma è molto pericoloso: si deve attraversare un ripido passaggio tra due rocce a fianco del sentiero, passando sotto al ponticello di legno costruito per unire le due sponde del sentiero. È un tratto molto scivoloso.

La conformazione dell'enorme masso a forma di altare e la sua posizione a precipizio sulla Val d'Astico hanno fatto supporre che in questo luogo gli antichi abitatori dell'Altopiano venissero a pregare le loro divinità, ma ad oggi non sono mai state trovate testimonianze o fonti materiali che attestino una tale ipotesi.

Davanti all'Altar Knotto si apre uno splendido panorama. Verso Sud è possibile ammirare la parte più occidentale della conca dell'Altopiano con le contrade di Treschè Conca. Ad Ovest si possono vedere Tonezza e alle sue spalle le cime del Pasubio e del Carega. Ancora più in là, l’altopiano di Lavarone, il Becco di Filadonna e, sullo sfondo, le dolomiti di Brenta.

Alta Kugela: Il Riparo Ancestrale

Riprendendo il cammino, si prosegue in leggera salita fino a giungere all'Alta Kugela o Kuvola (1380 m), che in cimbro significa "antico riparo". Si tratta di una conformazione rocciosa a forma di “T”, dove l'erosione naturale ha creato una specie di grotta, un riparo che presenta una grossa roccia tonda davanti. Kugela, in cimbro, significa "Palla", da cui probabilmente deriva il nome. Questo sito fu sicuramente un riparo per uomini preistorici e per soldati della Prima Guerra Mondiale.

Da qui, bisogna prestare attenzione e seguire le indicazioni precedenti verso la “Quarta strada”, che non sono sempre ben segnalate. È consigliabile tornare sui propri passi per qualche metro per trovare la strada in salita da imboccare. Appena termina la salita, c'è la strada in piano che poi scende nuovamente alla Curva del Tellale.

Fotografia della conformazione rocciosa dell'Alta Kugela

Informazioni Importanti per l'Escursione

  • Il percorso è adatto a tutti, ma non è accessibile con il passeggino. Per bambini piccoli è necessario lo zaino porta-bebè.
  • La salita è ripida ma non eccessivamente impegnativa, tuttavia è sconsigliata a chi non è allenato o a bambini non abituati a camminare, per evitare che diventi faticosa per tutti.
  • Le scarpe da trekking sono obbligatorie, poiché il sentiero può essere scivoloso in tutte le stagioni. Le suole delle scarpe da ginnastica potrebbero non garantire aderenza sufficiente.
  • È fondamentale portare acqua e pranzo al sacco, in quanto non ci sono fontane o ruscelli lungo il percorso. Sopra Alta Kugela c'è un bel prato dove fermarsi per una sosta.
  • Per la percorribilità dei sentieri, consultare sempre il sito istituzionale di Asiago.

La Diretta Supernatural: Un'Avventura Verticale sull'Altar Knotto

L'Altar Knotto, oltre ad essere un luogo di leggende e sentieri, è anche una meta ambita per gli alpinisti. La “Diretta Supernatural” è un itinerario dalla linea logica, aperto esclusivamente con l’uso di chiodi tradizionali, che raggiunge il leggendario masso vincendo la repulsiva parete che lo sostiene.

ALPINISTI DAL FUTURO (Altar Knotto (Rotzo), 215mt, IX- max.)

La Storia della Prima Salita

La storia della “Diretta Supernatural” è un racconto di passione, amicizia e sfida. La cordata Stefani-Toldo (Marco Stefani e Marco Toldo) sentiva da tempo il richiamo di quella parete strapiombante. A causa degli inevitabili impegni della vita quotidiana, dovettero aspettare fino ad aprile per trasformare il loro sogno in realtà. Senza ispezionare la parete in anticipo e senza calarsi dall'alto per studiare le difficoltà o la roccia, si avventurarono verso l’ignoto. La pioggia cadeva leggera quando, ad orari antelucani, lasciavano le loro abitazioni con zaini pesanti: molti chiodi, corde, una staffa, numerosi friends, ma anche un vecchio e ingombrante stereo, del tabacco e una bottiglia di vino rosso fatto “in casa”.

La “Diretta Supernatural” rappresentava per loro l’essenza stessa dell’avventura condivisa e della semplicità, senza schemi predefiniti o paura di rinunciare. Non piacciono loro gli schemi e non hanno paura delle rinunce. Nel primo giorno di arrampicata salirono quattro lunghezze di corda, alternandosi nel ruolo di capocordata. La loro seconda visita alla parete avvenne dopo pochi giorni. Mentre si avvicinavano all’attacco si resero conto di essere proprio sulla perpendicolare del grande altare.

I giorni di arrampicata scorrevano via velocemente, e nel susseguirsi delle lunghezze di corda, cresceva in loro la certezza di avere successo. Ma la sfida più affascinante e incerta era l’ultima lunghezza che li separava dalla cima. Ogni chiodo piantato era un’opportunità per superare i limiti e l’incertezza. Dopo infiniti passi delicati, si abbracciarono sulla vetta, sentendo che l’ambiente intorno a loro si trasformava.

Miglioramenti e Completamento

La storia della “Diretta Supernatural” non finisce con la prima salita. Dopo qualche giorno dalla loro impresa, Stefani e Toldo tornarono sulla parete per migliorare la linea di salita, rendendola più sicura per i futuri arrampicatori. Con passione e cura, pulirono prese mobili e aggiunsero ulteriori chiodi di protezione. Finalmente, il 9 giugno, completarono la salita, chiudendo così il cerchio di quest’avventura.

Di questa straordinaria esperienza è rimasta la consapevolezza di aver superato le proprie paure, di aver abbracciato l’ignoto e di essersi spinti oltre i propri limiti. L'alpinismo, spesso, è fatto di cose semplici, perché semplici sono le persone che lo praticano. Chi è fortunato, col tempo, riesce ad entrare in possesso delle relazioni perché lentamente le informazioni circolano e i gradi si alzano e si abbassano a seconda delle cordate che vanno a metterci il naso. Gli apritori, M. Stefani e M. Toldo, non parlano quasi mai di quello che combinano sulle montagne, delle vie che aprono o ripetono, rendendo uno scritto di Stefani un documento prezioso, una rarità.

Dettagli Tecnici della Via

  • Materiale: Classico da roccia, una serie di friends.
  • Accesso: Da Rotzo (Vicenza) salire in direzione di Albaredo e, poco prima di quest’ultimo, prendere a sinistra la vecchia strada per Campolongo (ben visibile cartello con indicazioni per Altar Knotto e Altaburg). Raggiunta la Curva del Tellale, si può optare per il classico sentiero per l'Altar Knotto o continuare fino alla Terza Strada. Un centinaio di metri prima di raggiungere il grande masso dell'Altar Knotto, deviare a sinistra su una ripida traccia (ometto) che, scendendo per la Val di Scalon, conduce direttamente all’attacco della via (circa 50 minuti dall’auto).

È importante sottolineare che non si tratta di una via plaisir e va affrontata da cordate che hanno dimestichezza con questo tipo di roccia e difficoltà.

Dettaglio di un chiodo da roccia o un'attrezzatura alpinistica sulla parete dell'Altar Knotto

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