L'interconnessione tra le nostre scelte alimentari, la salute individuale e collettiva, e la pace nel mondo è un tema di crescente rilevanza. Dalle raccomandazioni nutrizionali per un benessere fisico ottimale alle profonde riflessioni di figure come Madre Teresa di Calcutta sulla dignità della vita come fondamento della pace, emerge un quadro complesso ma coerente di come ogni aspetto della nostra esistenza sia profondamente legato agli altri.
Alimentazione e Salute: Principi Fondamentali per il Benessere
Un'alimentazione equilibrata è la base per la salute del corpo e della mente. Partiamo con l’inserimento delle 5 porzioni quotidiane tra frutta e verdura (400 g), consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per gli innumerevoli benefici che porterebbero. Tuttavia, noi italiani facciamo fatica a rispettarle, come risulta dall’Osservatorio PASSI dell’OMS, secondo il quale solo il 7% degli adulti (18-69 anni) e il 9% degli ultra 65enni raggiungono le 5 porzioni al giorno, mentre il 50% è ferma a 1-2 porzioni giornaliere.

Passiamo poi ai cereali, almeno una porzione al giorno (come suggerito dalla Piramide della Dieta Mediterranea) e meglio se integrali, come consigliato dalle linee guida del WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro). Accanto ai cereali non dobbiamo dimenticare i legumi, la cui importanza è tale per cui la FAO ha istituito un anno a loro dedicato. Questi alimenti sono molto ricchi di proteine e a basso contenuto di grassi per lo più insaturi, con eccezionali proprietà nutrizionali e preventive, da mettere in tavola almeno 2-3 volte alla settimana (ottimale 4-6 volte), sia interi accompagnati da verdura che come condimento del primo piatto.
Un’altra importante fonte di proteine, ma soprattutto di grassi sani, è la frutta secca e i semi oleaginosi. Per molte persone rappresentano un problema perché troppo calorici e ingrassanti; calorici non c’è dubbio, ma proprio grazie al loro elevato contenuto in grassi (e in fibra) svolgono un effetto antifame. Ne bastano 30 g al giorno da suddividere tra colazione e spuntini, ma si possono anche usare interi o in crema (formaggi vegetali) come fonte proteica da abbinare ai cereali e alle verdure nei pasti principali.
Scegliere cosa e come mangiare è il primo passo per avere cura del nostro corpo e della nostra mente. Il nostro stile di vita ed il modo in cui ci alimentiamo sono condizioni imprescindibili per vivere bene, a lungo ed in salute. L'alimentazione sana, naturale, stagionale e soprattutto gratificante, è intesa come prevenzione, cura e vitalità. La scienza degli alimenti, spiegata in un'ottica di salute e sostenibilità, rivela come le nostre scelte abbiano implicazioni ben oltre il singolo individuo.
Il Concetto di "Cibo per la Pace" e la Dieta Sostenibile
Il cibo è il nostro legame più intimo e significativo sia con la natura sia con la nostra eredità culturale. Per evitare la distruzione del pianeta, dobbiamo evolvere. O perire. Cosa c'è di più semplice che mangiare una mela? Eppure, cosa potrebbe esserci di più sacro e di più profondo?
Finché non saremo disposti a riconoscere i legami fra il cibo che mangiamo, le operazioni che sono state necessarie per portarlo sulle nostre tavole e i condizionamenti a cui siamo sottoposti quando lo acquistiamo, lo cuciniamo e lo consumiamo, non saremo in grado di vivere con saggezza e armonia. Se ci rifiutiamo di riconoscere questo collegamento essenziale, condanniamo noi stessi e il prossimo alla sofferenza.
Il cibo e l'impatto ambientale
La soluzione proposta è una sola: abbandonare la tipica alimentazione occidentale, a base di cibo di origine animale, a favore di una dieta a base vegetale, rispettosa dell'ambiente, di tutte le forme di vita e della nostra salute psicofisica. Questo approccio, definito "Cibo per la pace", spiega come raggiungere una comprensione profonda del nostro mondo, riconoscendo le implicazioni di vasta portata delle nostre scelte alimentari. Attraverso esempi di importanti pensatori, insegnamenti tratti dalla mitologia e dalle religioni, e sviluppi recenti della scienza, si offre una serie di principi universali che possono far progredire la nostra coscienza, con un manifesto appassionato a favore dello stile di vita vegano e dei diritti degli animali, includendo informazioni sulle crudeli tecniche di allevamento intensivo per la produzione di carne, latte e uova.
Madre Teresa e il Legame Indissolubile tra Vita e Pace
Nel dicembre di 35 anni fa, Madre Teresa di Calcutta ricevette il Nobel per la pace con la motivazione di aver promosso la pace «nel modo fondamentale», cioè onorando e sottolineando «l’inviolabilità della dignità umana». In quell’occasione, questa straordinaria santa contemporanea, la cui instancabile opera di soccorso ai poveri, ai malati e ai moribondi è quasi universalmente nota, pronunciò un discorso di grande valore che, in alcuni passaggi, spiazzò molti dei presenti.

Con grande coraggio, una donna fisicamente piccola, davanti ad alcuni dei grandi della terra e comunque sotto i riflettori del mondo, disse che oggi «il più grande distruttore della pace è l’aborto». Affermò: «Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla».
È difficile accusare Madre Teresa di essere una teorica insensibile al dolore delle donne, visto che ne ha curate, nutrite, accolte e confortate migliaia. È impossibile accusare di 'ideologia' una donna che si è spesa per tutta la vita a contatto con la concretezza, nel commovente servizio della persona reale, dell’umano fatto di carne e sangue.
La Dignità della Vita come Fondamento della Pace
La logica di questo passaggio del discorso di Madre Teresa è la stessa per cui Benedetto XVI ha scritto: «Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono» (Caritas in veritate, 28). Il cardinal Bagnasco si è espresso in modo simile: «Chi è più debole e fragile, più povero, di coloro che neppure hanno voce per affermare il proprio diritto, e che spesso nemmeno possono opporre il proprio volto?». In effetti, chi è più indifeso dell’uomo e della donna nel grembo della loro madre, che non hanno nemmeno quella forma di richiesta di aiuto che è il pianto del neonato?
Anche per Papa Francesco i deboli, «di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione […] sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana […] togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo» (Evangelii gaudium, 213). Paolo VI ammoniva: «Se vuoi la pace difendi la vita».
Madre Teresa ripeteva: «L'aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo». Qual è questo “principio”? È la sintesi di tre giudizi:
- si può uccidere l'innocente per risolvere i problemi sociali;
- la vita altrui merita rispetto solo se c’è convenienza propria (nelle legislazioni permissive la diversa tutela del feto nei vari periodi di gravidanza è in rapporto alla salute della donna, non al significato del figlio);
- coloro che non si vedono valgono meno di quelli che si vedono (pochissimi eliminerebbero un bambino appena nato, ma molti sono disposti a farlo se è nascosto nel seno materno).
È proprio questo il “principio” che sta alla base di tutte le guerre. Nel concetto di “guerra” c’è l'idea di una collettività che si organizza per uccidere, usando armi, per raggiungere un fine. Se i non nati sono bambini, lo Stato intero si è organizzato per sopprimerli con le sue strutture “sanitarie”, ponendo l'onere economico a carico di tutti i cittadini, reclutando e pagando personale adatto, utilizzando armi sempre più efficaci, che non escludono quelle chimiche (Ru486), ricorrendo persino a censura e propaganda. Riconoscere l'obiezione di coscienza sanitaria, che trova un parallelo solo in quella militare, è, del resto, la spia rivelatrice di ciò che davvero sta accadendo. No, davvero pace e vita non sono separabili. Non sarà un pacifismo verbale e di comodo a dialogare davvero e in profondità con l'anima cristiana ma solo il riconoscimento senza riserve del valore della vita umana, vera garanzia della pace (cfr. Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo).
Anche in questo il tema dell'aborto si rivela vera “pietra di paragone”. La cultura della vita deve accettare la sfida che oggi è posta dalla guerra, una sfida drammatica che non può essere evitata e non può essere affrontata solo all'ultimo momento, quando già situazioni di iniquità si sono incancrenite. Si tratta, invece, di costruire la civiltà dell'amore.
Pianificazione Familiare e Adozione
Tornando a Madre Teresa, è lo slancio dell’amore che l’ha sorretta nelle sue indimenticabili opere. E l’amore coniugale, disse Madre Teresa, richiede come mezzo per prevenire le gravidanze e quindi gli aborti, non la contraccezione, bensì i metodi di regolazione della fertilità: «Stiamo insegnando […] alla nostra gente sulla strada, i metodi naturali di pianificazione familiare». Così, secondo le stime che erano state fatte, nella sola Calcutta erano nati circa 60mila bambini in meno. E, aggiungeva: «Io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi» occidentali, in modo da non dover poi «distruggere la vita che Dio ha creato in noi».
A chi non poteva proprio tenere un bambino, Madre Teresa proponeva di darlo in adozione: «Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, […] per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi […] e troveremo una casa per il bambino».
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