Nell’immaginario collettivo, quando si parla delle Canarie, si pensa subito a vacanze o a turismo. Le isole che formano questo arcipelago sono località di tale bellezza naturale da essere ambite da turisti di tutto il mondo. Non per nulla, la risorsa più consistente deriva dall’industria del turismo. Le Isole Canarie sono un arcipelago composto da sette isole, che come perle galleggianti nell’Oceano Atlantico si situano di fronte alla costa occidentale dell’Africa. Le isole sono di origine vulcanica e risalgono, secondo alcuni studiosi, a circa 30 milioni di anni fa. Nella letteratura greca, ne parla Platone, rifacendosi a un mito secondo cui al di là delle Colonne d’Ercole esisteva Atlantide, una località famosa per ricchezze favolose. Di qui, la credenza di considerare quelle terre isole fortunate. Le isole si chiamano: Palma, Gomera, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote, Hierro.
I primi abitatori dell’arcipelago sono stati i Guanci, che risalgono al 200 a.C. Questi, secondo gli antropologi, vivevano essenzialmente di agricoltura, di pastorizia e di caccia. Le loro abitazioni erano ricavate in caverne e seppellivano con molta attenzione i loro morti utilizzando un processo di inumazione simile a quello che gli antichi Egizi riservavano ai faraoni. Gli europei, spinti dalla bramosia di allargare il dominio, fecero a gara per colonizzare l’arcipelago. All’inizio del Quattrocento giunsero i Normanni e in seguito gli Spagnoli. Fu un periodo segnato da continue lotte e massacri, e gli aborigeni vennero fatti prigionieri e venduti come schiavi. La situazione politica in questi ultimi decenni è cambiata. Dal 1982, l’arcipelago (1.640.000 abitanti) costituisce una regione autonoma della Spagna.
Le Origini della Madonna Nera: La Leggenda della "Chaxiraxi"

Il pellegrino che arriva a Tenerife ha un desiderio profondo nel cuore: sostare in preghiera davanti alla statua di una Madonna nera con una mezzaluna ai piedi, la Patrona delle Isole Canarie. Secondo un’antica tradizione, all’origine del santuario si colloca un racconto avvincente e insieme intricato. Nel 1392, o all'incirca nel 1390, qualche decennio prima dell’arrivo degli spagnoli e cento anni prima della conquista di Tenerife, due pastori guanci di Tenerife, camminando lungo la spiaggia nei pressi di Chimisay, l’attuale Güímar, scorsero sopra una roccia una strana immagine. Incuriositi, i due aborigeni la presero e la portarono con sé. Poi, osservandola attentamente, ebbero il sospetto di trovarsi di fronte a uno spirito maligno.
I guanci, che ovviamente non erano cattolici prima della conquista spagnola, veneravano le divinità del Sole e della Luna e le forze della natura. Ma quando la statua della Madonna Nera venne trovata nel mare, la venerarono chiamandola "Chaxiraxi", che significava "madre del Sole, o madre degli dei" o "Signora del mondo". Solo dopo l’arrivo degli spagnoli si convinsero che quell'immagine era come un segno di Dio. La statua, sempre secondo la tradizione popolare, diede inizio a numerosi avvenimenti miracolosi e alla conseguente conversione della popolazione alla religione cristiana. Intorno ad essa, col passare degli anni, si sviluppò un centro abitato che assunse il nome di Candelaria, una cittadina mariana, come Loreto in Italia.
Il Simulacro della Madonna Nera
La statua raffigura la Madonna che con il braccio destro mantiene il bambino Gesù e con la mano sinistra regge una candela accesa. Non è interamente scolpita: lo sono solo il volto e le mani. Il resto è coperto con mantelli di vari colori a seconda del calendario liturgico. Ai piedi ha una mezzaluna che fa riferimento all’Apocalisse di Giovanni. La Candelaria è anche conosciuta con l'appellativo popolare "la Morenita", che l'accomuna alle numerose immagini di Vergini nere presenti in Italia, Francia, Polonia, Russia, Brasile, Turchia, Stati Uniti e Messico. L'immagine della Vergine della Candelaria possiede una singolarità che trascende il religioso, diventando un simbolo culturale. Questa caratteristica distintiva ne esalta l'importanza e la differenzia da altre devozioni mariane, segnando una pietra miliare nell'iconografia religiosa e nella percezione popolare.
La Scomparsa e la Nuova Effige
L'antica immagine originale scomparve a causa di un’alluvione nel 1826. Il 7 novembre 1826, l’effigie rinvenuta sulla spiaggia si perse a seguito di un temporale. L'effige mariana che oggi si venera nella basilica non è quindi l'originale di cui si parla nella leggenda, ma una copia eseguita nel 1827 dallo scultore canario Fernando Estévez. I Domenicani, custodi del santuario, commissionarono a lui una nuova statua.
La Basilica di Nostra Signora della Candelaria

Il Santuario della Madonna della Candelaria si trova a Tenerife, l’isola più grande e cosmopolita delle Canarie, nel comune di Candelaria, situato a circa 20 chilometri a sud di Santa Cruz di Tenerife, la capitale dell'isola. Dal 1526 l'immagine della Madonna della Candelaria è rimasta nel santuario che fece costruire il secondo governatore, Pedro Fernandez de Lugo. La costruzione dell’attuale basilica iniziò nel 1949 su progetto dell’architetto Enrique Marrero Regalado e terminò nel 1959, grazie all'iniziativa del vescovo di Tenerife, Domingo Perez Caceres, nativo della valle di Güimar.
Il santuario-basilica è ritenuto uno dei più importanti monumenti architettonici delle Canarie e ha una capienza di 5mila persone. È un moderno edificio realizzato con candidi intonaci e pietra grigia lavorata. Di stile regionalista o ispirata alla tradizione architettonica popolare canaria, a prima vista richiama qualcosa di tipico delle chiese spagnole. La facciata in stile classico appare come protetta da due torrioni campanari alti 35 metri. Mentre la fiancata laterale confinante col piazzale che fiancheggia il mare si distingue per un campanile alto 45 metri. La chiesa dispone di due portali d’ingresso: uno nella facciata principale e l’altro in quella laterale che immette nel piazzale. Sulla facciata principale ci sono dei pilastri in stile dorico tra i quali si trova un arco in rilievo la cui chiave di volta è decorata da un medaglione con un basso rilievo.
Interni e Dettagli Architettonici
L’interno è a tre navate. La navata centrale è ampia e raccolta con eleganti colonne sormontate da archi a tutto sesto. La basilica è decorata in stile dorico e i tetti imitano lo stile arabo cristiano (mudéjar). Ha una cupola di 25 metri di altezza che sormonta la volta a crociera. Intorno alla base della cupola, o sul tamburo, sono raffigurati gli stemmi delle sette isole dell’arcipelago. La cappella delle confessioni è particolarmente impreziosita da un crocifisso realizzato nel 1936 dallo scultore Ricardo Rivera Martínez, che si è ispirato alla Sindone di Torino. All'interno ospita affreschi di José Aguiar e opere del pittore Martín González. Qui si trovano anche il Cristo della Riconciliazione, un ostensorio barocco lavorato alle Canarie nel XVIII secolo e un fonte battesimale di grande valore storico risalente al XVI secolo.
La cappella maggiore conserva l'immagine della Madonna della Candelaria, proclamata nel 1599 patrona delle Canarie da Papa Clemente VIII, titolo ratificato nel 1867 da Pio IX. Vicino alla Basilica si trova la Sorgente dei Pellegrini. Di fianco alla Basilica si innalza il convento dei Domenicani, costruito nel 1803 in seguito a un incendio che aveva distrutto il convento originario. Il convento è gestito dai Domenicani, che dal 1530 sono i cappellani della Candelaria. Una volta oltrepassato il convento, si arriva alla Grotta di Achbinico o di San Blas, dove i Guanci collocarono la loro Madonna, di notevole valore archeologico. Vicino alla Plaza de la Patrona de Canarias si innalza il gruppo bronzeo scultoreo di grandi dimensioni Menceyes Guanches, dello scultore oriundo José Abad.
Festività della Candelaria: Fede e Tradizione
Virgen de Candelaria
A Tenerife si celebrano soprattutto due feste: il 2 febbraio e il 15 agosto. La festività liturgica di Nostra Signora della Candelaria si celebra il 2 di febbraio (festa della Candelora), mentre il 15 agosto si celebra la sua apparizione. Queste date, segnate nel calendario liturgico, sono un punto di incontro per fedeli e visitatori, che si radunano per onorare la patrona dell'arcipelago. In questa epoca, accorrono in peregrinazioni genti da tutte le parti dell’isola e da tutto l'arcipelago. La sera del 14 agosto i pellegrini si riuniscono sulle spiagge del paese e attendono l'alba svegli, tra canti e balli. Ogni 14 e 15 agosto la Basilica si riempie di devoti che vogliono festeggiare nella città mariana la festa della Madonna. La statua della Candelaria si trova su un altare al quale i fedeli possono accedere solo in alcuni momenti della giornata e solo dopo la celebrazione della Santa Messa.
Candelaria: Oltre il Santuario
La Candelaria è anche un luogo di culto di primaria importanza nelle Isole Canarie ed è considerata una delle destinazioni di pellegrinaggio più significative in Spagna. È un luogo ricco di storia, con le sue radici che affondano nelle antiche tradizioni guanci, i nativi delle Canarie. Oltre alla sua storia ricca di fascino, La Candelaria vanta anche una natura incontaminata e paesaggi spettacolari. È una delle città più conosciute per la sua tranquillità e la sua bellezza naturale.
Spiagge e Attrazioni Locali

Una spiaggia di sabbia nera che con l’acqua cristallina forma un contrasto unico è particolarmente indicata per la sua balneabilità, in quanto essendo più riparata presenta delle acque calme dove poter nuotare, adatta quindi per le famiglie e per i bambini. Inoltre questa spiaggia ha anche diversi servizi, come bar, ristoranti, negozi di souvenir e noleggio di attrezzature per gli sport acquatici. Un luogo che si consiglia di non perdere è Playa del Alcalde, una piccola spiaggia a ferro di cavallo, riparata dalle onde con frangiflutti alle due estremità. Questa caratteristica la rende ideale per le famiglie con bambini al seguito e godersi quindi una giornata di relax nell’oceano.
Il Porto e la Tradizione Marittima
Il porto di La Candelaria è situato di fronte al Municipio e alla Playa del Alcalde. La sua diga, lunga circa 200 metri, offre protezione alle imbarcazioni e aggiunge un elemento scenografico al paesaggio portuale. Di fronte al porto c’è Plaza de Los Pescadores che offre una finestra aperta sulla storia marittima e sulla tradizione della pesca nell’area. Infatti, anticamente, questa piazza era il cuore pulsante del mercato del pesce di Candelaria. Per ricordare queste azioni di vita quotidiana del passato, è stata realizzata una statua in bronzo composta da tre figure principali: tre donne di età diverse, che cercano di rappresentare l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia. Con questa scultura si vuole ricordare un legame con la storia e con le donne del comune, nobilitando la loro pratica professionale e recuperando il ruolo della pesca artigianale e del mare come fonte di cibo e risorse economiche.
Artigianato e Cultura Locale
La Candelaria è conosciuta anche per la produzione della ceramica tradizionale, della filatura e della tessitura. Infatti, in questa città è presente il Centro de Ceramica, Casa Las Miquela, situato in una casa tradizionale, dove vi è la possibilità di conoscere la storia e lo stile di vita dei ceramisti. Queste sono solo alcune delle principali attrazioni che si possono visitare a La Candelaria. Si invita a immergersi nella cultura locale, provare la gastronomia tipica e godere dei paesaggi che questa città, come del resto tutta l’isola di Tenerife, sa offrire.
Questa devozione mariana, radicata nella cultura e nella storia canaria, rappresenta non solo la devozione religiosa, ma anche una parte integrante dell'identità dell'arcipelago. L'etimologia del nome "Candelaria" deriva da "candelabro" o "candela", simboleggiando la luce che guida verso la redenzione e rafforza la fede in Dio. La Basilica di Nostra Signora della Candelaria è il primo tempio mariano di tutte le isole canarie.