La Madonna della Salute: Il Profondo Significato dell'Invocaione "Prega per Noi"

La tradizione della Chiesa ha da sempre riconosciuto nella Madonna la nostra avvocata e mediatrice presso il Figlio Gesù. La Madre, infatti, porta al Figlio e ce lo indica come unica via alla salvezza. Un fedele culto mariano non può che indirizzare a Colui che è «la via, la verità e la vita». L'invocazione "Madonna della Salute, prega per noi" racchiude l'essenza di questa intercessione materna.

Da Te impariamo a rendere grazie per il dono della salvezza accolto nel Battesimo. Insegnaci a glorificare il Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo, in atteggiamento di amore nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore, perché raggiungiamo la statura dell’uomo perfetto nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Aiutaci ad aspettare come salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, che trasfigurerà il nostro corpo mortale per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose. Amen.

La Devozione Mariana nella Storia e nella Letteratura

Una incursione nel territorio della letteratura alta ci permette di rilevare come nel corso del Medioevo la devozione mariana sia centrale e diffusa nel popolo dei credenti come in quello degli intellettuali e dei letterati. Con l’avvento dell’Umanesimo e del Rinascimento prima e della Modernità poi, invece, si crea una frattura tra il popolo che continua ad essere devoto alla Madre di Dio e il mondo dei letterati che in rarissimi casi le dedicano componimenti.

Rappresentazione della devozione mariana medievale (affresco o statua)

Lo Stabat Mater Dolorosa: La Compassione di Maria

Partiamo nel nostro percorso dallo Stabat Mater Dolorosa. Madre e figlio sono i due termini su cui il testo insiste continuamente, sono le due espressioni che attestano anche il rapporto di Maria con noi. Chi di noi non soffrirebbe, si chiede Iacopone, vedendo la madre di Cristo, ma anche madre nostra, soffrire in maniera così atroce. Lo scrittore chiede di poter condividere, compatire la pena per la crocefissione di Cristo, finché sarà in vita.

L’amore o si offre in forma totale, integrale, o non è vero amore. L’amore, dono commosso di sé agli altri, ci fa desiderare di aiutare Maria a portare la sua croce, di compatire con Lei, lì ai piedi della croce. Allo stesso modo, desideriamo un giorno gioire con Lei anche nel Paradiso: «Quando il corpo morirà/ fa’ in modo che all’anima/ sia donata/ la gloria del Paradiso».

Dipinto dello Stabat Mater con Maria ai piedi della croce

Dante Alighieri e l'Intercessione della Vergine

Qualche anno dopo lo Stabat Mater, il più grande autore della nostra letteratura mostrerà come la compassione della Madonna per il Figlio Gesù è diventata simpatia (nel senso etimologico del termine, «soffrire con») per tutti noi: la Madonna, prevenendo la richiesta di Dante, gli ha inviato in aiuto Santa Lucia. Questa chiederà in soccorso Beatrice, che, a sua volta, si recherà da Virgilio.

Il Viaggio di Dante: Miseria e Mendicanza

Nell’Inferno Dante vedrà tutto il male di cui l’uomo è capace, che lui stesso potrebbe compiere. Sperimenterà la necessità di qualcuno che vada incontro alla sua miseria e che lo guidi. Come tutti noi, però, anche Dante sperimenta l’inanità della vita, il non senso che avanza nelle giornate, quando si esclude il Mistero. Ma il Mistero bussa sempre e nuovamente alla nostra porta con infinita misericordia.

E così, mentre Dante sprofonda verso l’abisso, il fondo della valle, risospinto dalle tre fiere, «dinanzi agli occhi» gli viene «offerto chi per lungo silenzio» pare «fioco». Virgilio induce Dante a divenire consapevole della necessità di un aiuto. Così, l’homo viator verifica che l’unica condizione che davvero lo eleva e lo rende protagonista della propria storia è quella della mendicanza.

Nel Purgatorio Dante vedrà, poi, la bellezza della comunione e della condivisione delle anime purganti, che procedono tutte insieme per «ire a farsi belle». L’unica differenza è la certezza della salvezza che già inonda di gioia le anime purganti, certezza che, invece, la chiesa militante deve ancora conquistare. Umiltà e contrizione (cioè vero pentimento) contraddistinguono la condizione che Dante (e quindi ognuno di noi) deve assumere per poter realmente salire.

Nel Paradiso, infine, Dante vedrà uomini pienamente compiuti, definitivamente e pienamente felici, le anime dei santi. Per salire di cielo in cielo fino alla visio Dei Dante dovrà sostenere degli esami, dovrà rispondere alle domande sulla fede, sulla speranza e sulla carità. Risposte esatte significano esame superato, ma Dante non può ancora vedere Dio. Quando Dante decide finalmente di gridare «Miserere di me», mentre è risospinto nella selva oscura «là dove ‘l sol tace», in realtà la Madonna ha già visto le sue difficoltà e gli ha già inviato proprio quel Virgilio cui lui rivolge la sua richiesta di aiuto.

Il "Memorare": Fiducia nell'Aiuto di Maria

Entra, quindi, in scena la figura di S. Bernardo, grande santo e mistico del Duecento, l’autore di una delle più belle preghiere mariane, quel Memorare che rappresenta il vertice della fiducia nella Madonna come corredentrice e soccorritrice dell’umanità sofferente. Tradotto dal latino, il testo suona così:

  • «Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi.»

Il Memorare ci insegna la virtù della mendicanza e della preghiera. La Madonna è, qui, presentata in tutta la sua umanità di madre, mamma di Gesù, ma anche nostra. S. Bernardo, subito dopo, vuole spiegare alla Madonna le ragioni che hanno indotto Dante a compiere questo viaggio. Ovviamente, Lei già le conosce, ne sia prova il fatto che è intervenuta in soccorso del poeta ancor prima che lui chiedesse aiuto. Elevandosi sino alla visio Dei, Dante non deve, però, perdere le facoltà intellettive o sensitive; deve, infatti, poter raccontare quello che ha visto, ovvero Dio.

Rappresentazione di San Bernardo e la Vergine Maria

Maria Corredentrice: Il "Fiat" e la Collaborazione Divina

Oltre che madre, la Madonna è stata colei che ha contribuito alla redenzione dell’umanità attraverso l’incarnazione di Cristo. Il fiat che Maria rivolge all’Angelo è il mezzo grazie al quale Dio si è fatto carne. La Madonna ha collaborato alla redenzione del mondo, in un certo modo è corredentrice. Dio ha voluto tutta la disponibilità dell’uomo, Dio ha bisogno degli uomini come recita il titolo di un famoso film di Jean Delannoy (1950).

Francesco Petrarca: L'Inno alla Vergine e la Redenzione Personale

Come Dante ha concluso la Commedia, così anche Petrarca terminerà il suo capolavoro con un inno alla Vergine Maria. La lode alla Vergine che conclude l’opera è segno di omaggio al Sommo poeta, senz’altro, ma ancor più di indefettibile amore per Maria. Anche il percorso del Canzoniere appare salvifico, in un certo modo simile a quello della Commedia. È una traiettoria di ascesi, delineata in maniera inaspettata, perché noi tutti, che abbiamo letto le poesie in cui l’autoascultazione e il compiacimento per la propria situazione sembrano trionfare sull’adesione al bene e al vero, mai ci saremmo aspettati una conclusione così consapevole e perentoria, una posizione così categorica che sembra sconfiggere e annichilire ogni accidia e pigrizia. La sensibilità del Poeta, infatti, emerge in maniera antifrastica rispetto a quella di Dante.

I due poeti che saranno considerati nella storia della letteratura italiana successiva come paradigmi di due modalità diverse, quasi opposte, di far poesia si trovano accomunati da un medesimo afflatus religioso, che non ha dubbi sulla bellezza del Cielo e della sua Regina. Il Cantore di Laura non ci presenta come primo tratto la maternità della Madonna (come fa Dante), bensì la sua bellezza con un tocco di sensualità e, nel contempo, memore dell’Apocalisse. La tradizionale invocazione alle muse tipica della poesia epica è qui sostituita dalla richiesta di aiuto alla Vergine perché il Poeta possa incominciare la sua poesia.

Petrarca sente tutta la sproporzione tra la sua pochezza e caducità e la grandezza di Maria, regina del cielo. Nel contempo, Petrarca cerca di colmare questo senso di sproporzione tra la sua piccolezza e la Regina del Cielo con un’invocazione lunga e che, in un certo senso, riasserisce con insistenza gli stessi concetti. La canzone petrarchesca si dispiega, così, in ben dieci stanze. La Vergine è dapprima apostrofata come una delle «vergini prudenti», dai «begli occhi/ che vider tristi la spietata stampa» dei chiodi della croce.

Il dantesco «Vergine Madre, figlia del tuo figlio» si traduce in Petrarca in «del tuo parto gentil figliola e madre», mentre le bellissime espressioni dantesche «qui … meridiana face/ di caritate, e giuso, intra’ mortali… di speranza fontana vivace» sono diventate due azioni di Maria («Allumi questa vita e l’altra adorni»). Petrarca rimpiange di aver perseguito per tanti anni «mortal bellezza, atti e parole», che gli hanno «tutta ingombrata l’alma» fra «miserie e peccati». Così, alla Vergine «umana e nemica d’orgoglio», la creatura umile per eccellenza, Petrarca rivolge alla fine l’ultima invocazione: «Miserere d’un cor contrito, umile,…/ raccomandami al tuo Figliuol, verace/ omo e verace Dio,/ ch’accolga ’l mio spirito in pace». La Madre non può che condurci al Figlio, al vero Redentore dell’Umanità, Gesù Cristo.

Manoscritto o ritratto di Francesco Petrarca

Giovanni Boccaccio: La Madonna "Terrena" nel Decameron

Non sarà un caso se anche il terzo capolavoro del Trecento, il Decameron, presenta un percorso di redenzione che, in qualche modo, richiama quelli della Divina Commedia e del Canzoniere. Si apre, infatti, con il più grande peccatore del mondo, quel Ser Ciappelletto che perfino in punto di morte ha il coraggio di sfidare Dio e di rilasciare una confessione che è un capolavoro di retorica assoggettata al male.

Certamente, Boccaccio non può concludere una «commedia» umana e mondana come il Decameron con la Madonna, Madre di Dio. L’autore pone, quindi, a degno congedo del corpus novellistico una Madonna tutta terrena, che presenta, senza dubbio, somiglianze con Maria. Basti pensare che Gualtieri, prima di sposarla, chiede a Griselda «s’ella sarebbe obbediente, e simili altre cose assai». Lei risponde «sì» come la Madonna all’angelo.

«Di persona e di viso bella», Griselda risponde al marito che vuole sperimentare la sua virtù: «Fa’ di me quello che tu credi che più onore e consolazion sia, ché io sarò di tutto contenta […]; io non era degna di questo onore al quale tu per tua cortesia mi recasti». La donna emerge in tutta la sua umiltà e pazienza. L’ultima prova cui Griselda è sottoposta è quella di acconciare la novella sposa di Gualtieri. Solo a questo punto Gualtieri rivela che il suo comportamento è stato messo in atto ad arte per sperimentare la virtù di lei, che si è dimostrata la moglie migliore che uomo possa avere, «sopra tutti savissima», l’unica che avrebbe potuto sperimentare le «rigide e mai più udite prove da Gualtieri fatte».

Illustrazione dal Decameron raffigurante Griselda e Gualtieri

L'Invocaione "Madonna della Salute, Prega per Noi": Significato e Preghiere

L'invocazione «Madonna della Salute, prega per noi» racchiude una profonda richiesta di intercessione e aiuto divino attraverso la Madre di Dio. Questa supplica si manifesta in molteplici forme di devozione e preghiera, che sottolineano il ruolo di Maria come protettrice, guida e fonte di speranza per l'umanità sofferente.

Maria, Madre di Pace e Guida nella Vita

Invocazioni come "Madre di Pace, donaci la Pace" esprimono il desiderio di stabilità e serenità in un mondo travagliato. Ci rivolgiamo a Te con occhi di amore, con mani libere e cuori ardenti. Ci rivolgiamo a Te per poter vedere il tuo Figlio, nostro Signore. Innalziamo le mani per avere il Pane della Vita, dato al mondo, affinché il mondo stesso possa rinascere. Tu conosci tutto di me perché mai mi perdi di vista, tu mi sei sempre accanto. O Maria, nei deserti del nostro tempo, mostraci il Frutto del tuo grembo, poiché senza il Figlio tuo siamo perduti. Luminosa Stella del Mare, guidaci!

Guariscimi o Vergine Maria Preghiera alla Madonna della Salute

Preghiere per la Salvezza, la Concordia e la Guarigione

Alcune preghiere alla Beata Vergine della Salute recitate a Verona, ad esempio, esprimono la supplica per la conservazione nella concordia e nell’amore, con il vigore della speranza e il servizio generoso. Di fronte alle sofferenze, anche quelle peggiori, la Vergine viene invocata con occhi benigni. La preghiera ci porta a chiedere: "Dalle insidie del nemico infernale in vita e in morte, salvateci tutti, che periamo!". "Aiuto dei Cristiani, proteggici!". Tu vuoi i frutti della Redenzione operata dal tuo Dio e Figlio Gesù. Tu ascolti anche ogni mio sospiro e ogni mio pensiero. Il continuo ricorso a Maria si manifesta anche nella ripetizione dell'Ave Maria, che recita: «il Signore è con te. Gesù. adesso e nell ' ora della nostra morte».

In queste preghiere, la Madonna è riconosciuta come vita, dolcezza e speranza nostra, invocata in questa valle di lacrime, con gli occhi misericordiosi che mostrano il frutto benedetto del Suo Seno.

Il Mistero della Parola Fatta Carne

La profonda consapevolezza della fede ci porta a riconoscere in Maria la profondità della Parola fatta carne. È il fondamento della pace e della luce preparato in Colui che ha calmato le acque. Anche quando le onde sono alte e noi siamo lontano da casa, la verità di Dio regni nei cuori dei popoli ed essi trovino pace nel Salvatore del mondo.

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