La figura di Salvatore Fiume, illustre pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo italiano, si lega indissolubilmente alle celebrazioni del Giubileo attraverso opere di profondo significato spirituale e artistico. Le sue creazioni, insieme alle medaglie commemorative coniate dall'Antica Zecca di Lucca, offrono uno spaccato unico sulla rappresentazione della fede e dell'unità.
Salvatore Fiume: Un Artista Poliedrico tra Sacro e Profano
Nato a Comiso, in Sicilia, il 23 ottobre 1915, Salvatore Fiume ha lasciato un'eredità artistica vasta e riconosciuta a livello mondiale, con opere conservate in musei prestigiosi come i Musei Vaticani, l'Ermitage di San Pietroburgo e il Museum of Modern Art di New York. Fin da giovane mostrò una spiccata promessa artistica, vincendo a sedici anni una borsa di studio al Royal Institute for Book Illustration di Urbino, dove perfezionò le sue abilità nelle tecniche di stampa come l'acquaforte e la litografia. Completò gli studi a ventun anni e si trasferì a Milano, dove si mescolò a noti intellettuali e artisti, tra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri.
Nel 1938, Fiume divenne direttore artistico di Tecnica e organizzazione, una rivista culturale sponsorizzata da Adriano Olivetti, e nel 1943 pubblicò il suo primo romanzo, Viva Gioconda!. Nonostante il successo letterario, sentì una vocazione più forte verso la pittura. Nel 1946, si trasferì in una filanda della seta del XIX secolo a Canzo, vicino a Como, intraprendendo un'esplorazione multiforme dell'espressione pittorica, scultorea e architettonica.
La prima grande mostra di Fiume ebbe luogo nel 1949 alla Galleria Borromini di Milano, con opere come Isole di statue e Città di statue, che ottennero notevole attenzione e portarono ad acquisizioni da parte di istituzioni come il Museum of Modern Art di New York. Nel 1950, fu invitato a esporre alla Biennale di Venezia, presentando il suo trittico Isola di statue, che gli valse un articolo sulla rivista Life. In collaborazione con l'architetto Gio Ponti, Fiume creò un'opera monumentale per il transatlantico Andrea Doria, intitolata Le leggende d'Italia, che raffigurava una città immaginaria del Rinascimento. Nello stesso periodo, iniziò una serie di grandi dipinti commissionati dall'industriale Bruno Buitoni Sr., riflettendo il suo fascino per artisti del Rinascimento come Piero della Francesca e Paolo Uccello.

La carriera di Fiume prosperò con numerose mostre e viaggi internazionali, arricchendo la sua visione artistica con diverse influenze culturali. Le sue opere fecero il giro di diversi musei tedeschi nel 1962 e continuarono a ottenere riconoscimenti, inclusa una notevole esposizione al Palazzo Reale di Milano nel 1974, dove espose la Gioconda Africana, ora parte della collezione dei Musei Vaticani. Come scenografo di talento, Fiume lavorò in prestigiose sedi come il Teatro alla Scala di Milano e il Covent Garden di Londra tra il 1950 e il 1960. Come scrittore, produsse numerosi romanzi, racconti, una commedia, una tragedia e raccolte di poesie, ricevendo una laurea honoris causa in Lettere moderne dall'Università di Palermo nel 1988.
Gli ultimi anni di Fiume lo videro immergersi nella scultura, con la sua mostra di debutto nel 1994. Realizzò personalmente grandi sculture, tra cui Le tre grazie, dimostrando il suo impegno per l'arte nonostante i problemi di salute. Le sue opere scultoree, create da vari materiali come pietra, bronzo e resina, possono essere trovate in spazi pubblici, incluso il Parlamento europeo a Strasburgo e gli ospedali di Milano e Roma. Salvatore Fiume, nato nel 1915 a Comiso, è scomparso a Milano nel 1997.
Il Bassorilievo per il Giubileo 2000: La Madonna di Salvatore Fiume
In occasione delle celebrazioni del Giubileo del 2000, Salvatore Fiume realizzò un significativo bassorilievo. Protagonista di quest'opera è l'iconografia della maternità, che si ricollega direttamente al soggetto della Madonna col Bambino. Questa è probabilmente una delle iconografie più popolari in tutta la storia dell’arte, sia occidentale che orientale. La Madonna col Bambino compare fin dagli albori della pittura medievale e rimane un soggetto costante finché i temi religiosi sono stati prevalenti nella produzione artistica, ovvero fino al XIX secolo, quando cominciarono a essere introdotte tematiche ispirate al vivere quotidiano.
L’opera di Fiume fa parte di una serie di bassorilievi, dedicati a temi religiosi o mitologici, in cui l'artista si ispira alla cultura classica, con una conseguente ricerca di naturalismo ed equilibrio compositivo. Le corporature statuarie dei soggetti, che si intuiscono nonostante le piccole dimensioni dell’opera, sono ben proporzionate e le loro fisionomie sono individuate. Le composizioni sono sempre equilibrate e impostate su ritmi fluidi e sinuosi dettati dalle linee dei corpi e dei panneggi. In questa serie di bassorilievi, lo spazio è equilibrato e il soggetto è in perfetta posizione centrale e frontale, nel pieno rispetto dei principi di armonia e simmetria. Nonostante le figure abbiano una connotazione monumentale, prevale un certo carattere arcaico e iconico nella rappresentazione.

La Spiritualità nell'Arte di Fiume: Una Conversazione con il Divino
L'arte di Salvatore Fiume non si è caratterizzata come un'arte religiosa impregnata di messaggi o protesa in una ricerca spirituale; per decenni il suo estro si è dilettato con i miti mediterranei, nelle rivisitazioni storiche di personaggi ed eventi, attraversato da una vena ironica ha folleggiato con i simboli, misurandosi con stili e stilemi di altri tempi e di altre culture. Tuttavia, il suo approccio ai soggetti sacri rivela una dimensione più profonda. Interrogato sulla possibilità di pregare mentre dipingeva una crocifissione o una Madonna, Fiume rispose: “Sì, ma non è una vera e propria preghiera: è una conversazione pacata, come parlare al telefono con un amico. Non sento Dio sulla tela o nei colori, me lo ritrovo a fianco: una presenza discreta, che a volte suggerisce una soluzione pittorica e spesso tace, come chi sta a guardare e sorridere quando sbagli. Io penso che Dio sia un gigante che gioca a bocce con le stelle e i pianeti; la Terra è il suo boccino ma, quando si china sull’uomo, lo rende protagonista e questo minuscolo essere illuminato dalla sua attenzione diventa un santo, un eroe, un artista capace di inventare il bello.”
Questo testimonia un'interpretazione personale e intima del sacro, dove la creazione artistica diventa un dialogo, un'espressione della grandezza umana stimolata dalla presenza divina. La sua carriera pittorica fu comunque rivolta a una rielaborazione del classicismo, in particolare della pittura rinascimentale e di Piero della Francesca, elementi che si ritrovano anche nelle sue opere di ispirazione religiosa.
La Medaglia del Giubileo 2025 dell'Antica Zecca di Lucca
La Medaglia del Giubileo 2025 celebra un evento straordinario, simbolo di fede, unità globale e tradizione spirituale. Coniata dall'Antica Zecca di Lucca, riproduce quattro figure che rappresentano l’Umanità tutta, proveniente dai quattro angoli del mondo. Queste figure protendono in alto le braccia, quasi a volersi slanciare verso la Croce, un simbolo non solo di fede che accoglie, ma anche di speranza che consola. L’immagine sottolinea che il cammino del pellegrino non è un percorso solitario, ma comunitario, con un movimento progressivo verso la Croce. Quest’ultima sovrasta il paesaggio su cui si intravede la cupola della Basilica di San Pietro e si mostra all’Umanità, quasi a volerle andare incontro, offrendo la certezza della sua presenza.

La Medaglia del Giubileo 2025 è impreziosita dalla perfezione del conio e dalla sapiente arte orafa dell'Antica Zecca di Lucca. Coniata utilizzando i due metalli più nobili, l’oro e l’argento, questa medaglia rappresenta una sintesi perfetta di estro artistico e perizia tecnica, frutto della maestria artigianale e delle tecniche di lavorazione tramandate nei secoli.
Disponibilità e Dettagli
- È disponibile una versione in argento 925 millesimi con placcatura in oro 750 millesimi, diametro di 40 millimetri.
- È disponibile anche una versione in argento 925 millesimi naturale, con identico diametro.
La presentazione della Medaglia del Giubileo all’Arcivescovo di Lucca, S.E. Mons. [Nome non specificato nel testo originale], sottolinea l'importanza di questa commemorazione. Il merito della creazione di queste collezioni d'arte sacra e della loro accessibilità ai fedeli si deve in parte alla sensibilità artistica e alla lungimiranza di Mons. Pasquale Macchi, allora segretario particolare di Paolo VI, che permise a splendide collezioni di oli di varcare la soglia dei Musei Vaticani, destinate ai cultori d’arte e ai cristiani di ogni tempo, che nell’arte sanno trovare una traccia di Dio, una via dell’Assoluto.