Via Sant'Isaia a Bologna: Storia, Architettura e Accessibilità

La Via Sant'Isaia, una delle arterie storiche di Bologna, si estende dalla porta della città fino alla Seliciata di S. Felice. La sua lunghezza originaria era di 155,9 pertiche, con una superficie di 206,7 pertiche quadre. Già nel 1135, un rogito di Rolando Guarini del 10 dicembre menziona una casa con orto situata presso la Porta Sant’Isaia, fuori dal serraglio nel Borgo dei Palj, come testimoniato anche nel contesto del convento di San Giovanni Battista.

Mappa storica di Bologna con evidenziata Via Sant'Isaia e le sue porte

Accessibilità e Raggiungibilità dell'Area

L'area di Via Sant'Isaia è facilmente raggiungibile attraverso diversi mezzi di trasporto, a seconda del punto di partenza:

Dal Centro (es. Piazza XX Settembre o Piazza delle Medaglie d’Oro)

  • A piedi (circa 1,5 - 1,6 Km): Da Piazza delle Medaglie d’Oro o Piazza XX Settembre, proseguire in Via Amendola (o Via Gramsci), poi in Piazza dei Martiri, Via Marconi fino a Piazza Malpighi; da lì, svoltare a destra in Via Sant'Isaia.
  • In autobus (circa 10-15 minuti):
    • Da Piazza delle Medaglie d’Oro: prendere il n. 21 o la navetta D e scendere alla fermata S. Isaia.
    • Da Piazza XX Settembre: prendere il n. 11 o 27 (direzione centro) e scendere alla fermata Via Rizzoli; dall’altro lato della strada, prendere l'autobus n. 14 e scendere alla fermata S. Isaia.

Dall'Aeroporto (Aerobus BLQ)

Con l'Aerobus BLQ (circa 20 minuti), scendere alla fermata Ugo Bassi; sull’altro lato della strada, prendere la linea n. 14 e scendere alla fermata Sant’Isaia. In alternativa, è possibile percorrere un breve tratto a piedi (circa 1,5 Km) dalla fermata Ugo Bassi.

Evoluzione Storica delle Porte Cittadine e della Via

La storia di Via Sant'Isaia è strettamente legata all'evoluzione delle porte cittadine di Bologna, che hanno influenzato la comunicazione della contrada con la campagna circostante.

La Porta di Sant'Isaia e la Porta di San Mattia

Il 3 agosto 1340, la porta della città detta di San Mattia fu chiusa in occasione della transazione fra la Santa Sede e Taddeo Pepoli. Lo stesso provvedimento fu adottato per le porte di Saragozza, del Pradello, di S. Felice, delle Lame, del Borgo di Galliera, della Mascarella e di S. Donato. Successivamente, il 4, 5 e 6 agosto, furono chiuse anche le porte di San Vitale e Castiglione. Il 22 agosto 1340, le chiavi delle porte furono consegnate dal Legato Beltramino a Taddeo Pepoli, il quale le fece riaprire tutte, nominandole ad una per una, ma non si fa menzione della riapertura di quella di San Mattia. Nonostante la porta di San Mattia non sia ricordata direttamente nelle storie locali, osservando che tutte le altre porte della città sono nominate nell’opera suddetta ad eccezione di quella di Sant’Isaia, si è portati a concludere che la porta di Sant'Isaia sia in realtà la medesima Porta di San Mattia.

Antica incisione della Porta di San Mattia o Porta Sant'Isaia

Chiusura dell'Antica Porta del Pradello e Apertura della Nuova Porta Pia

Questa contrada rimase senza immediata comunicazione con la campagna dal luglio del 1445 al maggio del 1568. Questo periodo di isolamento fu causato dalla chiusura dell'antica porta del Pradello, da dove fuggirono i Canetoli e altri assassini di Annibale I, ucciso il 24 giugno 1445. La situazione si sbloccò con l'apertura della nuova Porta Pia, avvenuta il 23 maggio 1568 in onore di Papa Pio V dei Ghisilieri, un ramo della stessa famiglia che ebbe parte nella morte del Bentivoglio. La prima pietra di Porta Pia fu posta l'11 novembre 1567, e per le Rogazioni minori dell'anno successivo fu aperta al pubblico, con la processione della Beata Vergine di San Luca che fu la prima a transitarvi. Riconosciuta l'angustia della strada vicina a detta porta, fu ampliata con 43 pertiche e 80 piedi somministrate da Urbano de Plodio, e con 38 pertiche e 85 piedi dall'Ospedale della Santissima Trinità, altrimenti noto come della Montanara, unito a quello di San Giovanni in Monte. Un decreto del Cardinal Paleotti, vescovo di Bologna, del 18 settembre 1571, diede facoltà al Reggimento di occupare una certa parte di terreno dell’ospedale di San Bartolomeo di Reno, ossia della Santissima Trinità. Questo decreto suggerisce che nel 1571 la porta non fosse ancora del tutto ultimata.

Il Borgo di Sant'Isaia: Vita Sociale e Edifici Storici

Il borgo di Sant'Isaia ha rappresentato un centro di vita sociale e religiosa fin dai tempi antichi. Già nel 1256, la pubblicazione dei bandi avveniva davanti al trebbo della chiesa di Sant’Isaia, situata nel borgo stesso, e davanti alla casa di Guido.

Edifici di Rilievo lungo la Strada Sant'Isaia

Lungo la storica Strada Sant'Isaia si sono insediati numerosi edifici di grande importanza, testimoniando la ricca storia della zona:

  • Civici N.451, 452, 453, 454 (Sinistra, dalla Porta alla Seliciata di S. Felice): In quest'area si trovavano la Chiesa e il convento delle monache Domenicane, note come di San Giovanni Battista.
  • Civici N.413, N.414, N.415 (Via Sant’Isaia 12, 14, 16, 18, 20, 22): Questi numeri identificano la Chiesa e il convento delle monache Domenicane dette di San Giovanni Battista. In particolare, il civico Via Sant’Isaia 18 rientra in questo complesso storico-religioso.
  • Civici N.411, N.412 (Via Sant’Isaia 10): Qui era situato l'Orto dei Padri di San Giovanni Battista.
  • Civici N.469, N.470 (Via Sant’Isaia 77/2): Ospitavano la Chiesa e la compagnia delle Stimmate di San Giuseppe.
  • Civico N.520 (Via Sant’Isaia 5): Indica la Chiesa di Santa Maria della Carità.
Foto attuale di Via Sant'Isaia a Bologna con edifici storici

Tracce di Storia Immobiliare in Sant'Isaia

Le compravendite notarili offrono uno spaccato interessante della vita e dell'economia del borgo di Sant'Isaia attraverso i secoli. Di seguito alcuni esempi significativi:

Compravendite Notarili

  • 1352, 22 dicembre: Bartolomeo di Cambio Zambeccari vendette a Bartolomea Bolognetti una casa e una casetta situate sotto Sant’Isaia per un valore di 50 lire.
  • 1422, 25 febbraio: Bonifacio del fu Carlo Zambeccari vendette a Galeazzo Gessi tre delle quattro parti di una casa in Sant’Isaia per 200 lire.
  • 1528, 8 febbraio: Giorgio di Francesco Ghisilieri acquistò da Michele del fu Girolamo Guastavillani una casa in Sant’Isaia (o, più probabilmente, sotto Sant’Isaia) per 2500 lire. Il rogito, redatto da Filippo Bombelli, indica come confinanti il venditore, Giovanni di mastro Cristoforo da Carpi a mezzogiorno (in strada Sant’Isaia il mezzogiorno è esposto alla via), le suore di San Lodovico e Girolamo Laffi beccaro. Questi Laffi confinavano con i Tanara, che a loro volta confinavano con il Guastavillani, verificando così la posizione di questa casa nel Borghetto di San Giovanni.
  • 1531, 25 gennaio: Angelo Michele Guastavillani acquistò da Giuseppe dalla Torre una casa sotto Sant’Isaia per 3000 lire.

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