La Riforma protestante ebbe inizio nel 1517, data convenzionale segnata dall'affissione delle 95 tesi di Martin Lutero, teologo e uomo di fede, sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg. Sebbene la storiografia indichi spesso la vendita delle indulgenze come la causa principale, questa fu in realtà un pretesto occasionale; la radice profonda del movimento risiedeva nella crisi morale della Chiesa del XV secolo e nel tormento esistenziale dello stesso Lutero.

Le origini del conflitto: Alberto di Hohenzollern e le indulgenze
L'evento scatenante che spinse Lutero a emanare le sue tesi fu strettamente legato ad Alberto di Hohenzollern. Quest'ultimo chiese al Papa di acquisire il vescovato di Magonza - carica fondamentale in quanto legata all'elezione dell'imperatore secondo la Bolla d'Oro - ma per ottenere la dispensa necessaria doveva versare somme ingenti. La Chiesa, per finanziare la costruzione della basilica di San Pietro, concesse l'appalto della vendita delle indulgenze, una pratica che Lutero ritenne dannosa per la spiritualità cristiana.
Lutero si chiedeva se il denaro versato per le indulgenze non dovesse essere destinato ai poveri e se fosse lecito che il Papa rimettesse le pene divine. Per il riformatore, la pratica della compravendita del perdono era una forma di corruzione che svuotava il significato della fede.
La crisi interiore di Martin Lutero
La teologia luterana nacque da una profonda crisi personale. Lutero era tormentato dal timore costante di trovarsi nel numero dei dannati. Nonostante le confessioni, i digiuni e le penitenze, egli sentiva di non poter resistere all'inesorabile maestà di Dio.
- La scoperta della Grazia: Riflettendo sulla Lettera ai Romani di San Paolo, Lutero comprese che il "giusto vivrà per la fede".
- Sola Fide: La salvezza non deriva dalle opere umane, intrinsecamente peccaminose, ma dalla fede nei meriti della morte in croce di Cristo.
- Concupiscenza: Per Lutero, il peccato originale è un tarlo insuperabile che perdura anche dopo il Battesimo.
Documentario ITA - Martin Lutero
Il confronto con la Curia Romana
Dopo la pubblicazione delle 95 tesi, la reazione di Roma fu inizialmente cauta. Tuttavia, quando Lutero rifiutò di ritrattare, la Chiesa si mobilitò per difendere la propria dottrina. Nel 1520, il Papa pubblicò la bolla Exsurge Domine, che condannava 41 proposizioni tratte dagli scritti di Lutero, definendole eretiche. Lutero, dal canto suo, iniziò a vedere nel Papa l'Anticristo, arrivando a contestare il sacramento dell'Ordine e sostenendo il "sacerdozio universale" dei fedeli.
Le tappe dello scontro:
| Data | Evento |
|---|---|
| 1517 | Affissione delle 95 tesi a Wittenberg |
| 1518 | Convegno di Heidelberg e interrogatorio con il Cardinale Caietano |
| 1520 | Pubblicazione della bolla Exsurge Domine |
| 1521 | Dieta di Worms: Lutero rifiuta di ritrattare davanti a Carlo V |
Le conseguenze sociali e la diffusione del pensiero
La Riforma non rimase un dibattito accademico. Grazie alla stampa, le idee di Lutero si diffusero rapidamente in tutta la Germania. Il movimento riformatore, pur non avendo avuto in origine l'intenzione di fondare una nuova Chiesa, finì per scatenare cambiamenti radicali:
- I laici iniziarono a ricevere la comunione sotto le due specie.
- Molti sacerdoti e monaci si sposarono, rifiutando il celibato obbligatorio.
- Si scatenarono rivolte sociali, come quella dei contadini, che Lutero tuttavia condannò aspramente, sostenendo l'ordine istituito dai principi.
Con il tempo, la Riforma si articolò in diverse correnti, tra cui quella dei riformati guidata da Huldrych Zwingli e il calvinismo di Giovanni Calvino, che accentuò il concetto di predestinazione. Il Concilio di Trento, nel tentativo di preservare la purezza del Vangelo, rispose a queste sfide ribadendo il valore della Tradizione e l'importanza delle opere, segnando una frattura definitiva tra cattolici e protestanti.