Luigi Gaspari e il "Quaderno dell'Amore": Messaggi di Padre Pio per il Mondo

L'Ambasciatore di Padre Pio: Origini e Vocazione di Luigi Gaspari

Luigi Gaspari, definito l’Ambasciatore di Padre Pio, nacque a San Felice sul Panaro (MO) il 9 aprile 1926, ultimo di dieci figli. Ereditò dalla madre una forte devozione per Padre Pio, che lei definiva "un Santo Profeta".

La storia della famiglia Gaspari si intrecciò con quella di Padre Pio in un periodo di grave difficoltà economica. I genitori di Luigi, Augusto Gaspari e Ida Tebaldi, gestivano un mulino a San Felice sul Panaro, ma un dissesto finanziario li portò ad affrontare serie problematiche. La signora Ida, donna di grande fede, inviò una lettera a Padre Pio, esponendo la difficile situazione familiare. La risposta del frate di Pietrelcina fu breve, consigliando alla famiglia di trasferirsi da San Felice sul Panaro a Pavignane, sempre nel modenese.

Sette anni dopo, nel 1933, Padre Pio fece pervenire alla signora Ida una seconda lettera, suggerendo un ulteriore trasferimento a San Matteo della Decima, una frazione del comune di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Da allora, lo "stigmatizzato" seguì costantemente le vicende della famiglia di Luigi, la cui situazione economica tornò pian piano a essere florida e prospera. Nel 1949, Ida Gaspari si recò a San Giovanni Rotondo per ringraziare Padre Pio.

Il 15 marzo 1940, Luigi Gaspari, all'età di 14 anni, insieme alle sue sorelle Gabriella e Anna, incontrò Padre Pio nel convento di Santa Maria delle Grazie. Il "Profeta" lo avrebbe accolto come figlio spirituale. Dopo aver conseguito il diploma nel 1943 e la laurea in Farmacia nel 1950 presso l’Università di Bologna, il “dottore”, come lo chiamava il religioso, nel 1954 si stabilì a San Matteo della Decima con la madre, rimasta vedova l'anno precedente.

Luigi avrebbe desiderato sposarsi, ma Padre Pio gli rivelò che Dio gli aveva affidato una missione da compiere. Per molto tempo, Gaspari si mise a disposizione del santo frate. Per 14 anni, aiutando il mistico, operò a Roma, dove la baronessa Bianca Biffoli Remy, una nobildonna conosciuta anni prima alla stazione di Foggia e anch'ella figlia spirituale di Padre Pio, gli aveva messo a disposizione la sua casa e le sue conoscenze. La baronessa Remy, pittrice e miniaturista, aveva maturato esperienze artistiche anche a Parigi e Londra.

La Nascita del "Quaderno dell'Amore"

Verso la fine del 1967, Gaspari era in confessionale con Padre Pio, quando il santo gli fece una rivelazione: “Preparati, perché nel 1968 non avremo più tempo da perdere. Dovremo lavorare molto!” Le parole si impressero nella mente del suo figlio spirituale, che in quel momento non le comprese appieno.

Nell’aprile 1968, Padre Pio ispirò Luigi a scrivere un libricino, dicendogli: “Le parole che scriverai nel quadernetto sono scritte in Cielo!” Alla fine dello stesso mese, Gaspari fece pervenire al cappuccino una copia manoscritta di quello che sarebbe diventato il Primo Quaderno dell’Amore. Il mistico di Pietrelcina desiderava un altro titolo per il piccolo manoscritto: "Testamento-Promessa di grazie", intendendo riferirsi alle grazie promesse da Gesù agli uomini che avrebbero accolto lo spirito delle parole trascritte nel libretto.

Padre Pio voleva che il libretto giungesse in America entro il 25 maggio 1968, per una grande festa in onore del Sacro Cuore di Gesù a Saint Louis. Incaricò un suo figlio spirituale, il direttore d’orchestra messicano Alfonso D’Artega, ma questi non poté partire e il quadernetto non arrivò nella città del Missouri. Il frate ne fu molto addolorato, affermando che le parole del libricino erano una promessa di grazie del Cuore di Gesù offerte al mondo senza pace.

Una prima edizione incompleta del manoscritto, senza prefazione, fu stampata a Roma nel giugno 1968 da Ugo e Cecilia Ammassari e Michele Famiglietti, amici di Gaspari. La seconda edizione, completa, uscì nell’agosto 1968.

Le Rivelazioni Spirituali: Il Cuore dei Messaggi di Gesù

Il "Quaderno dell'Amore" contiene una serie di rivelazioni di Gesù, ispirate a Luigi Gaspari da Padre Pio, riguardanti temi spirituali, l'amore divino e la provvidenza. Le trascrizioni di Gaspari, datate 14 aprile 1968, riportano le parole di Gesù:

  • “Stasera ti devo parlare e tu ascoltami! È importante quello che voglio dirti. È dell’amore, è di Me che ti devo far capire. Io sono nel cuore di tutti e nei cuori degli uomini vive il mio amore. Sono felice di abitare dove sono accolto con calore. Sono Io che vi conduco a conoscere l’inutilità delle vostre brame, dei vostri desideri. Voglio farvi capire che tutto quello che cercate è solo in Me. Affannarsi di che? Perché? Venite da Me solamente e troverete tutto il bene che volete. Io sono generoso più di quanto credete e vi dò molto di più di quanto chiedete. Che volete da Me? Domandate ed otterrete. Che domandate? Un vero bene. Ve lo concedo subito. Un bene che non è un bene? Non posso darvelo perché vi voglio bene. Quale bene vi darei? Vi darei tutto se voi foste capaci di donarmi tutto il vostro cuore, ma il vostro cuore non è mai tutto per Me. Una parte lo date spesso a Me, ma un’altra parte lo tenete di riserva per le vostre brame, per le vostre ricerche fuori di Me. In quell’angolo che mi serbate Io adesso mi nascondo e sto a guardare. Che volete da Me? Io posso darvi tutto perché tutto è mio, Io ho creato tutto. Vi vedo affannati, stanchi, delusi e scontenti. Siete sempre angosciati e non volete capire il perché. Il perché è l’assenza di Me. Perché vi chiedo amore? Per aumentare la vostra felicità. Più mi amate più mi conoscerete. Ciò che voi donate a me è niente. Ciò che Io dono a voi è tutto. Perché vi agitate? Voi avete tutto quello che ho Io.”
  • “Io sono risorto per portare al Padre Mio la vita di tutti voi. Vi ho riconciliati con Lui ed ho portato per ognuno di voi l’offerta del Mio sacrificio. Il Padre ha accettato l’offerta e nella mia Resurrezione ha resuscitato voi tutti da morte. Il mio Cuore ha sanguinato e cessato di vivere per dare vita al vostro. L’amore del Padre per Me si è fatto amore per ognuno di voi. Tutte le cose create sono rientrate nell’amore assieme alle vostre vite, alla mia vita in voi. È per questa ragione che tutti potete ottenere vivendo a Me uniti. La Resurrezione mia per voi vi ha dato il diritto di chiedere e di offrire, di chiedere e di ricevere, di offrire il poco che già possedete per avere in cambio beni inesauribili. Sono morto in croce per voi, per soffrire al posto vostro, per avere diritto di chiedervi di amarmi, per tutto l’amore che ho saputo dimostrarvi. Sono risorto non per allontanarmi da voi ma per farvi risorgere insieme a Me. Sono ritornato nel Regno del Padre per approntarvi le sedi più belle, ho ripreso il Mio posto per aiutarvi ad occupare il vostro. Il mio ritorno tra voi, come è stato già, sarà un ritorno per chiedervi di tenermi con voi. Per farvi risorgere vi ho mandato un uomo che è già risorto, un uomo che vi insegnerà a risorgere ogni volta che avvertite di volermi, di farmi risorgere. Il mio risorgere, il vostro risorgere, è fare rivivere la mia vita nella vostra. Se voi non mi chiamate direttamente Io arrivo per altra via.”
  • “Io so chi siete, da dove venite, dove dovete andare, perché la vostra vita è energia emanata dalla mia volontà di donare quello che Io sono, quello che possiedo. Io posso farvi conoscere in un giorno, in un attimo, tutto quello che non riuscireste a conoscere in una intera vita. La conoscenza di voi stessi è possibile solo nel contatto diretto con Me. Spesso non mi riconoscete e non mi vedete perché agisco per mezzo di un uomo. Ma in quell’uomo sono Io, il vostro Dio!”
Illustrazione delle rivelazioni mistiche di Gesù, con un'immagine astratta che simboleggia l'amore divino e la ricerca interiore

Gli Ultimi Giorni di Padre Pio e la Profezia a Gaspari

Qualche giorno prima della morte di Padre Pio, un amico di Gaspari, Primo Capponcelli, si recò in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per consegnare al frate numerose copie definitive dello stampato e farle benedire. Era il 20 settembre 1968, e Gaspari, su consiglio di Padre Pio, non era presente, essendosi recato a Chianciano-Terme con il suo amico di Roma, Michele Famiglietti.

Verso le ore 18 del 21 settembre 1968, Padre Pio apparve a Gaspari in bilocazione, dicendogli: “Devo anticipare la mia partenza per il Cielo per salvare il salvabile. Qui, sulla terra, non mi ascoltano più, neppure molti che si proclamavano miei fedelissimi. Non piangere! Io ti seguirò dal Cielo. Anche se la fede non c’è stata nelle parole a te date, parole che io ti dissi di chiamare Testamento-Promessa di Grazie il manoscritto, quello che si poteva salvare per mezzo del libricino lo scorso giugno, ora non si può più salvare. Gli scritti serviranno ugualmente a beneficio delle anime che lo leggeranno!” Padre Pio avrebbe desiderato un titolo diverso per il libricino, tuttavia assicurò che gioverà ugualmente alle anime che lo leggeranno.

Il giorno successivo, 22 settembre 1968, Gaspari rimase in albergo, assalito da un’infinita tristezza. Nel pomeriggio, verso le 17, riposando nella sua stanza, sognò Padre Pio, tutto splendente di Luce che, in mezzo a un esercito innumerevole di bellissimi Angeli, avvicinandosi a lui e abbracciandolo gli disse: “Non piangere per la mia morte che ieri ti ho annunciato, resta forte e sereno nella mia gioia, io metterò a tua disposizione il mio esercito di Angeli ed essi ti obbediranno in tutto. Io ti sarò sempre vicino e ti dirò quello che dovrai fare e dire per il bene tuo e di tutti coloro che vorranno accogliere le parole tue e mie. Porterò in Cielo il pensiero tuo, lascerò a te il pensiero mio!” Il sogno continuò: Padre Pio strinse tra le sue mani la testa di Gaspari, avvicinandola alla sua. A quel contatto, Gaspari avvertì come uno svuotamento della sua testa che, invece, si stava riempiendo di una sostanza nuova. Gaspari trascorse la notte tra il 22 e il 23 settembre 1968 sentendo nel cuore la voce di Padre Pio che gli sussurrava di rileggergli il Quaderno dell’Amore, poi si addormentò. Era il 23 settembre 1968. Alle ore 07:00 di mattina, una telefonata da Roma raggiunse Gaspari e lo informò che Padre Pio era morto.

Lo stesso frate profetò a Luigi Gaspari che un giorno il ‘Quaderno dell’Amore’ sarebbe stato letto da eminenti teologi, dalla gerarchia ecclesiastica e da un Papa. Quel Pontefice, leggendolo, avrebbe compreso tutto.

La Ricezione del "Quaderno dell'Amore" e l'Apostolato di Gaspari

La profezia si avverò. Il 17 ottobre 1968, il libricino giunse nelle mani di Paolo VI. Circa 10 giorni dopo, infatti, Papa Montini, tramite Monsignor D’Andrea, ringraziò Gaspari affermando queste parole: “È alta mistica. Che bello questo amore tra il Padre e il Figlio! Non c’è nessuna parola da togliere!” Il Pontefice aveva compreso il contenuto del piccolo quadernetto. Alla mente di Luigi Gaspari ritornarono le parole di Padre Pio: “Ricordati. Non devi piangere per me. L’Angelo di Dio ti sarà sempre ed in tutto di scorta, di sostegno e di guida!” Secondo altri, più probabilmente, il commento di "alta mistica" fu attribuito a Mons. V.

Il "Quaderno dell’Amore" è stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo e inglese, e si è diffuso in molte nazioni.

Dopo la scomparsa del santo di Pietrelcina, Luigi Gaspari presenziò a molte conferenze, parlando delle rivelazioni contenute nel libricino non solo in Italia, ma anche all’estero, a Parigi, Mosca e Vienna. Gaspari, trasferitosi a Bologna in Via San Felice 83 (oggi “Casa Gaspari”, centro di documentazione e diffusione delle sue opere), svolse fino alla sua morte un’intensa attività di apostolato, ricevendo i lettori del "Quaderno dell’Amore" e recandosi in luoghi di apparizioni mariane e ovunque si riunivano fedeli cattolici, in particolare all’interno dei gruppi di preghiera di Padre Pio.

Nel 1994, monsignor Riccardo Ruotolo, direttore generale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, inviò ai capi gruppo di preghiera di Padre Pio una lettera nella quale affermava che Luigi Gaspari non aveva alcuna autorizzazione dalla Casa Sollievo della Sofferenza per svolgere riunioni e conferenze a nome del Centro Gruppi. Nonostante ciò, Luigi Gaspari, “messaggero dell’amore”, è considerato da coloro che si impegnano per la diffusione delle sue opere il privilegiato figlio di Padre Pio, al quale è stata affidata una grande opera di rinnovamento spirituale.

Luigi Gaspari morì a Cesenatico il 18 novembre 1995, nella sua abitazione.

Luigi Gaspari figlio spirituale. padre Pio ha scelto Berlusconi Taormina lugli 1994

Padre Pio da Pietrelcina: Cenni Biografici e Contesto dei Fenomeni Mistici

Francesco Forgione, conosciuto come Padre Pio, nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento, da una famiglia di proprietari terrieri. Battezzato il giorno successivo, gli fu dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a San Francesco d’Assisi. La sua formazione religiosa fu profondamente influenzata dalla madre, una cattolica molto devota. Non frequentò le scuole in maniera regolare a causa del lavoro nei campi, ma a dodici anni iniziò a studiare assiduamente sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani.

Il desiderio di diventare sacerdote fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone. Le pratiche per l’entrata in convento iniziarono nella primavera del 1902; il 22 gennaio 1903, a 15 anni, vestì i panni di novizio cappuccino, iniziando a usare il nome Fra’ Pio. L'8 settembre 1911 diede comunicazione per la prima volta delle stimmate provvisorie al suo padre spirituale, un fenomeno che, a suo dire, si ripeteva da quasi un anno e che aveva tenuto nascosto per "quella maledetta vergogna". Oltre alle stimmate, cominciarono a circolare voci riguardo a un inspiegabile profumo di fiori che emanava dalla sua persona, percepito in modi diversi dai fedeli.

Il 10 agosto 1910 fu ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento. Dal 1916 si stabilì nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo. Nell’agosto del 1918 Padre Pio affermò di aver avuto delle visioni che lo avrebbero trafitto con una lancia (transverberazione) e, il 20 settembre, ricevette le stimmate permanenti, che, secondo le sue parole, non sarebbero più scomparse per cinquant'anni. Tali lesioni furono oggetto di varie interpretazioni: come segno di una particolare santità, come patologia della cute (ad esempio piaghe da psoriasi), o come auto-inflitte. I pellegrini gli attribuirono conversioni e guarigioni "inaspettate".

Ritratto di Padre Pio con le stimmate, in un'illustrazione che evoca spiritualità

La popolarità di Padre Pio e di San Giovanni Rotondo crebbe rapidamente, attirando un numero crescente di visitatori. La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica, che temevano una macchinazione o interessi economici. Diverse indagini furono avviate:

  • Il professor Luigi Romanelli, primario dell’ospedale civile di Barletta, esaminò le ferite nel maggio 1919, rilevando che non erano superficiali e presentavano un "vuoto" al tatto.
  • Il professor Amico Bignami, ordinario di patologia medica all’Università di Roma, arrivò a San Giovanni Rotondo nel luglio 1919 con considerazioni simili.
  • Nel 1920, padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant’Uffizio, fu incaricato di un esame clinico. Padre Pio rifiutò la visita, chiedendo un'autorizzazione scritta del Sant'Uffizio. Gemelli, irritato, abbandonò il convento e lo definì "isterico, psicopatico, autolesionista e imbroglione", giudizi che influenzarono pesantemente le vicende del frate.

Come risultato di queste vicende, il 31 maggio 1923, arrivò un decreto del Sant’Uffizio che dichiarava il non constat de supernaturalitate circa i fatti legati alla vita di Padre Pio ed esortava i fedeli a non credere al frate e a non recarsi a San Giovanni Rotondo. Questo decreto fu pubblicato da L'Osservatore Romano il 5 luglio successivo.

L’inchiesta sul frate si chiuse con il quinto decreto di condanna (23 maggio 1931), con l’invito ai fedeli di non considerare soprannaturali le manifestazioni. Tuttavia, i sostenitori di Padre Pio non considerarono il divieto vincolante. Lo storico Luzzatto sottolinea che il Sant’Uffizio dovette scontrarsi con il forte slancio devozionale di stampo “clerico-fascista” che raggruppava diverse figure importanti a San Giovanni Rotondo.

Nel luglio del 1933, Papa Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a Padre Pio, con alcune fonti che riportano che il Papa avrebbe affermato che Padre Pio era stato "più che reintegrato", e che era "la prima volta che il Santo Uffizio si rimangiava i suoi decreti". A San Giovanni Rotondo accorreva gente comune e personaggi famosi, tra cui reali d'Europa. Nel 1950, il numero di persone che desideravano confessarsi dal frate era tale che fu organizzato un sistema di prenotazioni. Il 9 gennaio 1940 iniziò la costruzione del grande ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.

All'inizio degli anni '60, Papa Giovanni XXIII ordinò ulteriori indagini su Padre Pio, inviando monsignor Carlo Maccari, con l'intento di intervenire contro forme di fede popolare considerate arcaiche, come testimoniato dalle informazioni raccolte da monsignor Pietro Parente sulle donne vicine a Padre Pio. Nonostante le continue prove e indagini, la figura di Padre Pio mantenne e accrebbe la sua influenza spirituale fino alla sua morte nel 1968, il che rende il suo rapporto con Luigi Gaspari e il "Quaderno dell'Amore" un capitolo significativo nella sua storia postuma.

Mappa del Gargano con evidenziati i luoghi legati a Padre Pio e Luigi Gaspari

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