Luigi Cancrini e il "Caso Bibbiano": Un'Analisi Critica e la Difesa di Claudio Foti

Introduzione al "Caso Bibbiano" e il Ruolo di Luigi Cancrini

Il cosiddetto "Caso Bibbiano" ha rappresentato uno spartiacque significativo nel dibattito sulla tutela dei minori in Italia, coinvolgendo professionisti, magistrati e politici in un'inchiesta complessa. Al centro di questa vicenda giudiziaria e mediatica si è trovato Claudio Foti, psicoterapeuta e direttore scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel onlus, accusato di affidi illeciti di bambini. Un ruolo cruciale nella comprensione critica di questo caso è stato svolto da Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta di fama, che ha offerto un "parere pro veritate" non richiesto né retribuito, fondato sulle sue convinzioni e in difesa dell'azione di Foti e, soprattutto, dei bambini.

Cancrini, socio del Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia), ha sottolineato come la vicenda abbia colpito gli operatori dedicati alla prevenzione e al contrasto della violenza sui minori, evidenziando un attacco mediatico e politico all'impegno per la tutela dei bambini e alla psicoterapia del trauma. La sua analisi si estende alla critica di approcci scientifici ritenuti controversi, come le linee di indirizzo del Cismai e la Carta di Noto, che criticano il cosiddetto "metodo Foti", sostenendo che tali questioni dovrebbero essere dibattute in ambito accademico piuttosto che giudiziario.

Luigi Cancrini in una conferenza

La Storia di Claudio Foti: Dalle Accuse all'Assoluzione Definitiva

Claudio Foti, nato il 19 giugno 1951 a Pinerolo, laureato in Lettere e psicoterapeuta, è stato fondatore e direttore scientifico dal 1988 del Centro Studi Hansel e Gretel onlus, specializzato nelle tematiche minorili. La sua carriera include anche tredici anni come giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Torino e la partecipazione all'Osservatorio Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Il "caso Bibbiano" è esploso nel 2018 con l'inchiesta della Procura di Reggio Emilia su presunti affidi illeciti e abusi sessuali su minori. Foti, inizialmente condannato a 4 anni di reclusione in abbreviato, è stato successivamente assolto dalla corte d'Appello di Bologna e tale assoluzione è stata confermata in via definitiva dalla Cassazione il 10 aprile, dopo un limbo di 1.749 giorni.

Durante questo periodo, Foti ha affrontato un'esperienza profondamente logorante. «Quando mi hanno arrestato ho pensato a Enzo Tortora: lo stress da ingiustizia giudiziaria è una delle forme più logoranti, e avevo paura di ammalarmi». Ha trovato rifugio nella pratica del buddhismo e in ore di meditazione quotidiana per mantenere un assetto mentale stabile. Nonostante la tempesta, Foti ha continuato a lavorare e a scrivere, pubblicando tre libri, tra cui "Lettere dal trauma" e "Sopravvissuto. Il dramma di Bibbiano", quest'ultimo con prefazione di Luigi Cancrini. Ha raccontato di aver pianto molto, senza vergogna, e di aver imparato a tenere a bada la rabbia, mantenendo la fede nei propri valori e nell'autostima, nonostante la «rappresentazione calunniosa» della sua immagine.

Per Foti, le accuse di essere il «lupo di Bibbiano» e il «boss degli affidi» hanno avuto un impatto devastante sulla sua vita personale e professionale, portandolo a momenti di difficoltà anche nel semplice uscire di casa. Ha subito aggressioni fisiche e la demonizzazione mediatica, con la sua attività e i conti bancari del centro Hansel e Gretel bloccati. Nonostante tutto, ha dichiarato di essere sopravvissuto alla tempesta cercando di non provare rabbia. La sua storia, come quella di altri professionisti indagati, è diventata emblematica degli effetti devastanti del "caso Bibbiano" sul sistema pubblico di protezione dei bambini.

Claudio Foti in un momento di riflessione

L'Analisi Critica di Luigi Cancrini sul Processo Giudiziario

Luigi Cancrini ha espresso profondo sconcertamento leggendo le carte del caso. La sua critica si è concentrata in particolare sulle consulenze tecniche richieste dal PM, che a suo dire ponevano un «quesito assurdo»: chiarire se i minori avessero subito «disfunzioni psicologiche e relazionali» o «un’alterazione nel normale sviluppo della personalità» a causa dell'allontanamento dai genitori. Per Cancrini, l'errore fondamentale stava nella domanda stessa, che avrebbe dovuto piuttosto indagare se quegli allontanamenti avessero o meno ragione d'esistere.

Cancrini ha evidenziato come i consulenti abbiano operato in piena adesione alla tesi dell'accusa, utilizzando solo i documenti da essa forniti, senza alcun contraddittorio o analisi degli atti dei servizi sociali coinvolti. Ha anche smentito l'assunto di partenza dell'accusa, secondo cui ci sarebbe stato un numero di allontanamenti in Val d'Enza superiore alla media regionale, definendola una notizia «del tutto falsa» e sottolineando che, con 40 anni d'esperienza, vi sono casi in cui l'allontanamento è «non solo opportuno, ma assolutamente necessario».

Un altro punto cruciale della sua critica riguarda l'assenza di indagini tecniche per valutare l'opportunità degli allontanamenti, basandosi invece su testimonianze di genitori «arrabbiati con i servizi», intercettazioni e alcuni testimoni. Cancrini ha inoltre rilevato che le consulenze sono state affidate a periti che avevano manifestato idee diverse da quelle dei servizi, rendendo le conclusioni «scontate». L'idea del dolo gli è apparsa incomprensibile: «C’era forse un premio in denaro per il terapeuta che otteneva false dichiarazioni?». Ha inoltre ritenuto «assolutamente ridicole» le accuse a Foti di aver indotto ricordi non esistenti, dato che le dichiarazioni della ragazzina in seduta erano già state rese anni prima.

Schema di funzionamento del sistema giudiziario minorile

Il Contesto Culturale, Politico e Mediativo della Vicenda

Il "Caso Bibbiano" si è caratterizzato per una "costruzione di un mostro", come lo ha definito il Partito Radicale, attraverso un processo mediatico antecedente e parallelo a quello giudiziario. Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, ha sottolineato come si sia tentato di processare la scienza, con una sentenza già emessa dall'opinione pubblica.

Claudio Foti è stato posizionato al centro dell'inchiesta e definito il «guru di Bibbiano», accusato di ogni fatto contestato, anche se il suo ruolo era quello di psicoterapeuta per la cura del trauma, non di affidamento dei bambini. L'avvocato Giuseppe Rossodivita, difensore di Foti, ha denunciato la divulgazione pubblica di intercettazioni coperte da segreto, anche relative alla vita privata, prima che giungessero alle difese, definendo la situazione come «abissi mai visti».

Il caso è stato ampiamente strumentalizzato politicamente. Cancrini e Foti hanno evidenziato l'offensiva politica del centro-destra, il cui interesse era la vittoria alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, associando Foti a un sindaco del Partito Democratico. Personaggi come Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Luigi Di Maio hanno tenuto comizi con «affermazioni false e ingiuriose» nei confronti dei professionisti della Val d'Enza. Foti ha anche ricordato con amarezza la dichiarazione di Ornella Vanoni, che auspicava il carcere senza processo per i coinvolti, e la frase del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla possibilità che «magistrati si inventino inchieste per costruire reati».

Foti ha espresso il desiderio di un «risarcimento culturale» per la sua immagine, profondamente danneggiata. La vicenda ha rivelato, secondo Cancrini, una tensione tra diverse scuole di pensiero in psicologia e un tentativo di portare acqua al proprio mulino, strumentalizzando le accuse. L'omicidio dell'anima, la manipolazione dello stato psicologico di una ragazza, e l'arricchimento illecito attraverso il "rapimento" di bambini si sono rivelati accuse infondate, con Foti che in tre anni aveva ricevuto compensi per soli 12mila euro, spese incluse.

Marco Scarpati, avvocato indagato e poi prosciolto, ha testimoniato la continua «gogna» mediatica, con notizie false sulla sua detenzione ai domiciliari o la sua presunta ammirazione per Foti, nonostante le posizioni spesso opposte.

La videoricostruzione del caso dei bambini di Bibbiano

Implicazioni per la Tutela dei Minori e il Sistema Sociale

Gli effetti del "caso Bibbiano" sono andati ben oltre il destino dei singoli indagati, coinvolgendo il futuro e il funzionamento di intere parti dello Stato e del sistema pubblico di protezione dell'infanzia. Il dott. Foti e i 24 indagati dei Comuni della Bassa Val d'Enza sono stati accusati di reati gravissimi che si stanno rivelando inesistenti, arrecando un danno di rilievo nazionale.

Si è generato un clima nazionale di intimidazione verso chi opera per la tutela dell'infanzia, con un atteggiamento diffuso di omertà, che i medici chiamano «medicina difensiva». Psicologi, assistenti sociali, medici e insegnanti, prima di segnalare un bambino abusato o in stato di incuria, ci pensano «molto a lungo e se possono si astengono ("non vedo, non sento, non parlo")». Questo disinvestimento nel welfare state e nei servizi sociali e sanitari degli ultimi vent'anni ha aggravato la situazione.

Per Cancrini, il concetto fondamentale è che «sono i bambini che vanno difesi, non l'idea di famiglia». Ha criticato la tendenza a privilegiare la famiglia rispetto ai suoi membri più deboli, i bambini. La sua analisi si spinge a collegare la vicenda Bibbiano con la struttura socioeconomica della società occidentale industrializzata, in cui la cultura del narcisismo e l'esaltazione dei diritti del singolo (soprattutto economici) prevalgono sui diritti e i beni comuni, inclusi i bambini. Questo si riflette in una legislazione che permette a genitori conflittuali di continuare a litigare anche davanti ai figli, lasciando i bambini con una difesa più formale che sostanziale. La decisione di chiudere i Tribunali per i Minorenni, tradizionalmente più preparati a occuparsi dei bambini, in favore del Tribunale Ordinario, è un sintomo di questa involuzione.

Il personale della ASL e dei Comuni, così come le convenzioni con i privati, sono soggetti a rigidi controlli gerarchici e amministrativi, rendendo quasi impossibile commettere reati con decine di professionisti coinvolti senza che nessuno se ne accorga, come ipotizzato dall'accusa. La manipolazione dei bambini con "strane macchine ad energia elettrica" o l'interpretazione del gioco terapeutico come pressione violenta sono state smentite o ritenute assurde da chi opera nel settore.

Bambini in un ambiente di gioco sicuro

La Visione di Cancrini e Foti: Meditazione e Valori Profondi

Luigi Cancrini ha sempre sottolineato l'importanza di credere nei propri valori e di mantenere un contatto con essi, specialmente quando si è sotto attacco. Per Claudio Foti, la pratica della meditazione buddhista è stata una "disciplina mentale" essenziale per superare gli anni di calvario giudiziario, imparando a «esternare la sofferenza e tenersi lontano dalla rabbia e dal risentimento», poiché «sofferenza e rabbia logorano chi ce l’ha».

Foti, nel suo libro, cerca di dare spiegazioni su come fedeli servitori dello Stato deputati alla tutela dei minori siano stati accusati di far del male ai bambini, individuando sei congiunture che avrebbero contribuito al "mito del lupo di Bibbiano", senza che vi fosse un complotto orchestrato, ma piuttosto un effetto domino. Ha messo in discussione l'ideale della famiglia patriarcale, sostenendo che l'intervento dello Stato per proteggere i bambini in famiglie disfunzionali mette in discussione un'autorità paterna arcaica, un concetto che la politica del centro-destra, secondo Cancrini, cerca di conservare.

La sua incredulità per l'azione della Procura di Reggio Emilia si è trasformata in indignazione per le strumentalizzazioni politiche e per le «perizie per nulla scientifiche» di alcune colleghe. La vicenda, secondo Cancrini, ha colpito tutti gli operatori nel settore della tutela minori a livello nazionale.

La videoricostruzione del caso dei bambini di Bibbiano

La Ripartenza e le Questioni Ancora Aperte

A distanza di sei anni dall'inizio del "linciaggio", i Magistrati di Corte d'Appello di Bologna e di Cassazione hanno riconosciuto l'inesistenza dei reati attribuiti al dott. Foti. Tuttavia, il lavoro sistematico di distruzione perpetrato nei primi due anni di questa vicenda ha lasciato rovine in tutte le province d'Italia. Nonostante l'assoluzione definitiva di Foti, 17 professionisti che hanno dedicato la vita alla tutela dell'infanzia sono ancora sotto processo con accuse che si stanno rivelando inverosimili.

Cancrini evidenzia che rimangono aspetti cruciali da chiarire: cosa ha indotto la Procura di Reggio Emilia ad avviare un'azione giudiziaria che si è rivelata un «colossale abbaglio»? E perché i Magistrati minorili del Tribunale di Bologna, i veri responsabili degli allontanamenti di bambini da famiglie palesemente disfunzionali, hanno taciuto e continuano a tacere, non fornendo la dovuta protezione ai professionisti sociosanitari?

È invece più chiaro, secondo l'analisi, il ruolo di alcune testate giornalistiche conservatrici che si sono scagliate sul caso con un «giornalismo miserabile». Come sostenuto da Simona Musco, è fondamentale continuare a parlare di Bibbiano, un caso in cui molti bambini, giustamente allontanati, sono stati restituiti ai genitori, mentre professionisti dedicati alla tutela dell'infanzia sono ancora sotto processo. Un pensiero di incoraggiamento va alle 17 colleghe e colleghi, dirigenti e amministratori locali che, avendo scelto il rito ordinario, sono ancora sotto processo dopo sei anni.

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