La curiosità è un motore fondamentale per la ricerca, accompagnata da studio, dedizione e costanza. Superare i propri limiti e uscire dalla "comfort zone" sono elementi essenziali per un vero ricercatore. La fortuna può giocare un ruolo, ma deve essere riconosciuta e valorizzata.
Federica Scognamiglio, studiosa di filologia greca e bizantina, laureata alla "Federico II" di Napoli e dottoranda alla Normale di Pisa sotto la guida dei professori Luigi Battezzato ed Enrico Magnelli, è un esempio di come la curiosità possa portare a scoperte significative. Durante la sua ricerca per il dottorato su Ignazio Diacono, ha scoperto, tradotto e studiato una preghiera inedita rivolta all'angelo custode, lunga 456 versi giambici. La prima edizione a stampa di questa preghiera è stata pubblicata sulla rivista tedesca "Byzantinische Zeitschrift".
La Scoperta della Preghiera Inedita
Chi era Ignazio Diacono?
Ignazio Diacono è stato un poeta bizantino del IX secolo, attivo durante la seconda iconoclastia (dall'815 all'843), un periodo caratterizzato dalla lotta per le icone. Ha authored vite di patriarchi e altre opere. Federica Scognamiglio, mentre preparava l'edizione critica delle sue opere, ha avuto modo di esaminare tutti i manoscritti medievali dell'autore, scoprendo un testo mai edito prima d'ora.
Come è avvenuta la scoperta?
La scoperta è avvenuta durante lo studio approfondito di un codice laurenziano, segnatura Plut. 9.18, conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze. In alcune pagine iniziali, lasciate vuote durante la copiatura originale nel XII secolo, sono state aggiunte successivamente, tra il XIII e il XIV secolo, diverse opere in versi. Tra queste, Federica ha trovato una poesia di Ignazio Diacono e, nella pagina accanto, questo lungo testo inedito.
Caratteristiche del codice
Il codice, realizzato in pergamena nel XII secolo nell'area calabrese, è di ottima fattura. Contiene altre opere e presenta una grafia ordinata e un bell'aspetto. Le pagine iniziali, dove è stata trovata la preghiera, sono state purtroppo rovinate dal tempo e da alcune macchie, rendendo difficile la lettura di alcuni punti. A volte è stato necessario utilizzare una lampada a raggi ultravioletti per decifrare il testo. Il codice non presenta illustrazioni, ma solo lettere, in alcuni casi miniate, evidenziando il notevole costo della sua produzione.
Difficoltà di lettura e traduzione
Il testo è per la maggior parte integro, salvo alcuni versi sul foglio quattro recto che hanno richiesto una ricostruzione per congettura a causa dei danni. I casi di corruzione del testo sono pochi e non compromettono la chiarezza o la coerenza stilistica e metrica dell'autore. La traduzione si è rivelata una vera sfida, non solo per la mancanza di punteggiatura precisa e coerente, una prassi comune nei manoscritti bizantini, ma anche per la complessità della lingua. Si tratta di un greco molto classico, arricchito però da significati cristiani e teologici derivanti da secoli di tradizione cristiana. L'assenza di un autore esplicito ha portato Federica Scognamiglio a denominare l'autore della preghiera come Pseudo Mauropode, in quanto imitatore di Giovanni Mauropode, uno dei principali poeti bizantini dell'XI secolo.
L'angelo Custode 👼🏼 Chi è? Cosa Fa? Come Si Chiama?
Contenuto e Significato della Preghiera
La natura della preghiera all'angelo custode
La preghiera è una confessione e al contempo un'invocazione all'angelo custode che accompagna ciascuno di noi durante la vita. Il titolo greco sul manoscritto la descrive quasi letteralmente. Dopo momenti di "mea culpa" in cui l'autore ammette di aver peccato massimamente, egli si dichiara alla fine della propria vita. Le invocazioni all'angelo sono richieste d'aiuto affinché il peccatore possa affrontare il tempo restante della sua vita in serenità e senza peccare più. Questo aspetto è cruciale, poiché la preghiera non chiede perdono per un singolo peccato, ma per tutti i peccati commessi nell'arco dell'intera esistenza, rendendola estremamente intensa e riassuntiva di una vita intera.
L'età dell'autore e il suo messaggio
È molto probabile che l'autore fosse anziano, e questa potrebbe essere una delle sue ultime opere. In tre punti del testo, con una certa enfasi, egli afferma: "Io mi trovo proprio alla fine della vita, mi ritrovo proprio nell'ultimo momento prima di passare all'altro cammino". L'autore intendeva sottolineare, che fosse realmente morente o meno, che questa preghiera era particolarmente adatta a chi si era pentito dei peccati di tutta la propria vita.
L'immagine dell'angelo custode bizantino
Analizzare le caratteristiche dell'angelo in questi versi richiede cautela, considerando la trattatistica bizantina sugli angeli, che si spera sarà oggetto di future ricerche. È importante ricordare che l'iconografia e i testi presentano a volte immagini diverse. L'angelo custode della preghiera si inserisce pienamente nella tradizione bizantina riguardo le figure celesti, una tradizione che affonda le radici nell'epoca tardo antica. Dimenticando per un momento le caratteristiche degli angeli secondo le liturgie occidentali, la principale peculiarità degli angeli bizantini, sia dal punto di vista letterale che dogmatico, è la loro immaterialità, intangibilità e incorporeità. Queste caratteristiche stimolano ulteriormente l'atto di fede, poiché l'angelo custode è invisibile e immateriale, eppure una presenza fedele e costante nel corso della vita. È proprio in questa presenza nell'invisibilità che risiede la poesia e l'atto di fede.
Lo stile e le immagini poetiche
Il testo è di notevole bellezza, con immagini poetiche che denotano una notevole capacità e preparazione da parte dell'autore. L'alternarsi stilistico di momenti incalzanti e pacati rende il carme degno di nota in tutte le sue parti. Un verso che colpisce particolarmente descrive l'angelo come un "rapido aiuto nei pericoli".

La Preghiera e la Spiritualità Quotidiana
Per coloro che hanno famiglia, lavoro e impegni parrocchiali, i tempi lunghi per la preghiera possono essere difficili da trovare. Spesso, si riesce a ricavare solo brevi momenti durante la giornata, ad esempio per recitare preghiere di 10-15 minuti, come le preghiere del mattino o le orazioni di San Giovanni Crisostomo. L'aggiunta di una corona del Santo Rosario è un altro esempio di come si possano integrare momenti di preghiera nella routine. La questione sorge quando un fedele ha a disposizione mezz'ora o un'ora da dedicare alla preghiera quotidianamente: come scegliere le preghiere più appropriate? Esistono delle priorità o suggerimenti?
Non sempre ciò che è oggettivamente migliore è il più adatto per ogni singolo individuo. È una buona pratica recitare il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria per diverse intenzioni. È vero che i meriti di Cristo possono essere applicati anche semplicemente recitando un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria. Tuttavia, non è opportuno indicare ulteriori priorità, poiché per il nutrimento dell'anima vale lo stesso criterio che per il nutrimento del corpo: "de gustibus non est disputandum", non si può discutere sui gusti personali.
Preghiera prima dei pasti
Una preghiera comune prima dei pasti recita in latino: "Benedic, Domine, dona tua, quae de tua largitate sumus sumpturi. Per Christum Dominum nostrum. Amen" (Benedici, Signore, i tuoi doni, che dalla tua generosità stiamo per ricevere. Per Cristo nostro Signore. Amen). Molti vi aggiungono anche: "e aiutaci a darne a chi non ne ha". Questa aggiunta è lodevole, poiché la preghiera assume così un respiro più ampio. Diventa un momento in cui la famiglia, riunita alla presenza del Signore, lo ringrazia per tutto ciò che riceve da Lui, estendendo il significato del pane a un simbolo di condivisione e carità. La presenza di un familiare in "Memores Domini" è considerata una benedizione per tutti, e di questo si ringrazia il Signore.
La venerazione dell'Angelo Custode
La pratica dei "nove martedì dell’angelo custode" dedica un giorno specifico della settimana, il martedì, alla venerazione del proprio angelo per nove settimane consecutive. Don Marcello Stanzione, nel suo libro "I nove martedì in onore del tuo angelo custode" (edizioni Segno), fornisce indicazioni sulle preghiere più efficaci per mantenere vivo questo "dialogo" con il proprio spirito celeste.
È importante ricordare che gli angeli sono una parte separata della creazione di Dio, e gli esseri umani non diventano angeli custodi dopo la morte.