La vita della comunità di Garbagna, spesso riferita anche come Garbagna Novarese nel contesto delle nomine ecclesiastiche, è stata scandita dalla presenza e dal ministero di numerosi parroci. Questa panoramica ripercorre i nomi e le vicende dei sacerdoti che hanno guidato la parrocchia, dagli eventi più recenti alle figure storiche che hanno lasciato il segno.
I Parroci Recenti e le Nomine Attuali
Don Fulvio Berti e la Commemorazione del 4 Novembre
Nel contesto della commemorazione del 4 novembre a Garbagna, la figura del parroco don Fulvio Berti è stata centrale. Egli ha celebrato la messa in ricordo dei Caduti, un evento che ha visto la partecipazione degli Alpini del gruppo Val Grue, della scuola primaria del paese e di numerosi cittadini. La cerimonia, organizzata alle 8:30 a causa della disponibilità del parroco, è stata seguita da un momento di raccoglimento davanti alla lapide e un rinfresco presso la sede degli Alpini.
Il primo cittadino in carica, Davide Ravera, ha espresso gratitudine per la partecipazione, pur riconoscendo le sfide legate all'orario e all'assenza delle forze dell'ordine per un imprevisto. L'ex sindaco Fabio Semino ha criticato l'organizzazione della ricorrenza, pur avendo partecipato personalmente per deporre un cero davanti al monumento ai Caduti.

Le Nuove Nomine e i Trasferimenti a Garbagna Novarese
Il panorama ecclesiastico diocesano è regolarmente interessato da nuove nomine e trasferimenti sacerdotali. Nelle messe prefestive di sabato 1 e domenica 2 giugno, sono state comunicate ai fedeli le decisioni del vescovo Franco Giulio Brambilla, in accordo con il Consiglio Episcopale Novarese.
Tra queste importanti disposizioni, Don Salvatore Gentile, già parroco di Boccioleto, Rossa e Rimasco in Valle Alto Sermenza, è stato nominato nuovo parroco di Garbagna Novarese e di Nibbiola, nella Bassa Novarese.
In concomitanza con questo avvicendamento, Don Diego Lauretta ha lasciato gli incarichi di Garbagna Novarese e Nibbiola per assumere la responsabilità delle parrocchie di Cannero Riviera e di Trarego Viggiona, sul lago Maggiore.
Don Salvatore Gentile, originario di Varallo e ordinato sacerdote il 24 ottobre 2009, aveva precedentemente guidato le parrocchie di Maggiora e Cureggio per cinque anni, e prima ancora quella di Pogno sul lago d’Orta, prima di servire in Valsesia.
La Visione Pastorale di Don Salvatore Gentile
In occasione della sua omelia come nuovo parroco, Don Salvatore Gentile ha commentato il vangelo della domenica, ricevendo un sentito applauso dalla chiesa gremita. Ha introdotto la sua riflessione sottolineando come il compito più grande sia quello di portare pace, condividendo poi la sua esperienza personale riguardo alla missione del prete e del parroco.
Ha spiegato che la sua presenza nelle nuove comunità è frutto di una chiamata del Signore: “Chiamati perché amati. Amati perché mandati”, evidenziando che il Signore sceglie alcuni per amore del suo popolo. “Il posto non l’ho scelto io, perché in genere chi sceglie un posto ha un interesse per quel posto”, ha aggiunto, rimarcando la natura della sua vocazione.
Rifacendosi a Papa Francesco, ha descritto la Chiesa come una Comunità cristiana che necessita di nutrirsi del pane eucaristico. La missione, ha enfatizzato, non si compie in solitudine: “Il missionario è sempre con qualcuno, non è un supereroe. È lo spirito il protagonista della missione, per questo mi permette di fare sonni tranquilli”.
Sull'invio dei discepoli a due a due, ha correlato questo concetto all'espressione familiare odierna di marito e moglie, anch’essi “amati perché svolgano la loro missione: mandati a tutti quelli che si incontrano”. Ha ribadito la visione di Papa Francesco, secondo cui “la chiesa o è missionaria o è una Ong”. Il vangelo, ha proseguito, “ci offre con una duplice prospettiva una tentazione e nello stesso tempo la missione”, invitando a vigilare sul cuore e a non dividere le persone. Ha ammonito: “Il Diavolo crea sempre sospetti per dividere le persone. Per superare questo bisogna essere umili: Gesù non è venuto per giudicare ed escludere ma per superare la tentazione di separare buoni e cattivi. Lo Spirito Santo vuole apertura e non chiusure. Invece di giudicare tutti, stiamo attenti a noi stessi”, come ricorda il Papa.
Don Salvatore ha anche condiviso le sue esperienze pastorali precedenti in Val Sermenza, dove “le Comunità si stanno assottigliando”. Lì ha potuto mettere in pratica il principio della sinodalità, organizzando messe con poche persone e promuovendo l'unione di più Comunità per la celebrazione dell’eucarestia. Nelle otto parrocchie precedenti, ora riunite in tre, hanno iniziato a celebrare un unico triduo pasquale. Ha sottolineato il valore di una “dimensione di vita del prete in mezzo alla gente”, libera dalla frenesia di continue iniziative. “La prima cosa è che devo reimparare dalle persone che incontrerò; per questo vengo ‘aperto e curioso’”, ha concluso.

Cronistoria dei Parroci di Garbagna (XVII - XX Secolo)
La parrocchia di Garbagna vanta una lunga successione di figure sacerdotali che hanno guidato la comunità attraverso i secoli, lasciando un'impronta indelebile nella sua storia spirituale e sociale. Le memorie storiche rivelano una ricca galleria di nomi e ruoli.
Dal Seicento al Settecento
- Nel 1603 e ancora nel 1615, il parroco di Garbagna era il Cocciola. Del periodo successivo, fino al 1636, non si hanno memorie specifiche.
- Nel 1636, la guida pastorale era affidata a il Colli, che potrebbe essere stato in carica anche in precedenza.
- Tra il 1689 e il 1690, la parrocchia vide l'opera di due Vice Parroci: Giacomo Antonio Baldino, forse fratello del parroco e in seguito Rettore di Nibbiola, e G. Bat. Bertollio, probabilmente fratello del Fedele e già dimorante in parrocchia.
- Un sacerdote, noto come "Parroco - Priore", fu in seguito nominato Parroco Canonico della Cattedrale di Novara. Morì intorno al 1740, lasciando un piccolo legato per Garbagna. Sotto il suo ministero, Francesco Maria Cardano ricopriva il ruolo di Cappellano.
- Il Plantanida, originario di Novara, deceduto a Garbagna il 23 dicembre 1735, fu sepolto nella Chiesa parrocchiale. In precedenza, era stato Vice Parroco del suo predecessore, di cui forse era nipote.
Dallo Stato d’Anime del 1723, la popolazione di Garbagna risultava di 421 abitanti.
Diciottesimo e Diciannovesimo Secolo
- Nel 1792, il Cappellano Giacomo Antonio Aghirdino redasse un'interessante relazione per la Visita Pastorale.
Dallo Stato d’Anime del 1780, gli abitanti erano 525.
- Successivamente, tra i Cappellani si annoverano Malusaroli Giacomo Antonio, poi Modesto Zorzolli (fratello del Parroco), e in seguito Carlo Legnazzi, originario di Romagnano Sesia.
Dallo Stato d’Anime del 1837, la popolazione raggiunse i 690 abitanti.
- Nel 1849, un parroco di cui non è menzionato il nome si ritirò in Patria, dove morì nel 1850, lasciando un modesto legato per i poveri di Garbagna.
- Il suo successore come Vice Parroco fu Carlo Giovanni Vellini, affiancato dal Cappellano D. Di Massiola.
- Precedentemente, il ruolo di Vice Parroco era stato ricoperto da D. Francesco Gavinelli di Bellinzago, che fu Cappellano dal 1853 e morì a Garbagna nel 1907. Nel 1898, la Chiesa parrocchiale fu oggetto di un significativo ampliamento e abbellimento.
- Ancora prima, Angelo Fossati fu Vice Parroco.

Il Novecento e Oltre
- Don Luigi, il parroco deceduto a Miasino il 6 agosto 1997, la cui salma fu trasportata nella Parrocchiale, è ricordato per un singolare evento: la sera prima delle esequie, un forte temporale si scatenò su Garbagna e un fulmine si scaricò inspiegabilmente sulla lavatrice di Don Luigi, situata nel bagno della Casa Parrocchiale adiacente alla Chiesa, nonostante le tapparelle di plastica fossero chiuse.
- Un parroco originario di Magenta, classe 1929, giunse al sacerdozio a 61 anni, dopo una vita dedicata all'impegno laicale, inclusa la vicepresidenza dell'Ospedale di Magenta e numerosi viaggi missionari in Africa come volontario. Fu parroco di Soriso e della Baraggia di Gozzano, e ricoprì il ruolo di Sindaco dell'Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero. Ammalato, lasciò la parrocchia al compimento del 75° anno e morì nella sua città natale, Magenta, il 26 febbraio 2005. Le sue esequie furono celebrate dal Vescovo di Novara Renato Corti nel Duomo di Magenta, gremito di fedeli.
- Un sacerdote originario di Gravellona Lomellina, che fu coadiutore a Romagnano Sesia, ha servito sia a Garbagna che come parroco di Nibbiola.