L'Ostia nel Tabernacolo: Presenza Reale e Storia Sacra

L'ostia contenuta nel tabernacolo è per definizione consacrata, rappresentando il cuore vivente di ogni chiesa. Una chiesa senza la presenza eucaristica è in qualche modo "morta", anche se continua a invitare alla preghiera. Questo perché Cristo, anche dopo l'offerta del sacrificio e la conservazione dell'Eucaristia nelle chiese o negli oratori, è veramente l'Emmanuele, cioè il "Dio con noi".

La parola "ostia" deriva dal latino hostia, che significa "vittima". Questo termine è intrinsecamente legato al suo significato teologico, in quanto il pane consacrato rappresenta nell'Eucarestia il corpo di Gesù Cristo, offerto come vittima sacrificale per la redenzione dell'umanità. Secondo la dottrina della Chiesa Cattolica, durante la celebrazione eucaristica, l'ostia diventa, in un evento definito "consacrazione del pane", il corpo di Gesù Cristo.

rappresentazione della presenza reale di Cristo nell'Eucaristia

La Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia

Nella celebrazione della Messa, vengono gradualmente messi in evidenza i modi principali della presenza di Cristo nella Chiesa. Egli è presente in primo luogo nell'assemblea stessa dei fedeli riuniti nel suo nome; è presente nella sua parola, allorché si legge in chiesa la Scrittura e se ne fa il commento; è presente nella persona del ministro. Infine, e soprattutto, è presente sotto le specie eucaristiche: una presenza, questa, assolutamente unica, perché nel sacramento dell'Eucaristia vi è il Cristo tutto e intero, Dio e uomo, sostanzialmente e ininterrottamente. Proprio per questo la presenza di Cristo sotto le specie consacrate viene chiamata reale, non per esclusione, come se le altre non fossero tali, ma per antonomasia.

Questo intento è importante: esso vuole mettere in luce le varie forme della presenza del Signore nelle azioni liturgiche e dare a ciascuna la possibilità di essere percepita e valorizzata. L'ostia consacrata viene in particolare chiamata Santissimo Sacramento, in quanto in essa è presente realmente il corpo di Cristo e per questo riceve la stessa adorazione (latría) dovuta a Dio.

3MC 38 - Cos’è l’Eucaristia?

Storia della Conservazione Eucaristica e l'Evoluzione del Tabernacolo

La conservazione dell'Eucaristia al di fuori della Messa, sia per la comunione che per l'adorazione, è sempre stata una pratica presente nella prassi liturgica della Chiesa fin dalle sue prime manifestazioni. Inizialmente, la custodia eucaristica nasceva nelle case dei cristiani per conservare con circospezione il Santo Sacramento. Quella cura e riverenza con cui conservavano e ricevevano il Pane santo non era altro che quell'adorazione intima e profonda che già San Paolo esigeva (cfr. 1 Cor 11,27-29).

Dalle Case alle Chiese: La Nascita del Luogo Sacro di Custodia

In analogia con le case private, anche le chiese necessitavano di un luogo per la conservazione dell'Eucaristia, una necessità che crebbe con il progressivo abbandono dell'uso domestico. Fin dall'inizio, il pane con cui veniva celebrata l'Eucaristia era piuttosto piatto, trattandosi di pane azimo, non lievitato, che non si gonfiava con la cottura. A partire dal IV secolo dopo Cristo, con la diffusione dell'uso di custodire il pane consacrato in chiesa, l'ostia divenne probabilmente più sottile e più piccola per facilitare la sua conservazione.

Le Forme Storiche del Tabernacolo

  • Dopo il IX secolo: In seguito alla prescrizione di conservare la pisside eucaristica sull'altare, si affermò la necessità di racchiuderla, per sicurezza, entro un contenitore chiuso che alla fine del XIII secolo venne chiamato Propitiatorium. Spesso si trattava di un tabernacolo piccolo e mobile, adottato soprattutto in Francia e in Italia. È da evidenziare che, in questo periodo, il termine tabernaculum era usato, particolarmente in Francia, per indicare il tendaggio che ricopriva la colomba eucaristica o il tabernacolo pensile.
  • XII-XV secolo: Tabernacoli Murali: All'inizio del XII secolo apparvero i tabernacoli murali, molto frequenti dal XIII al XV secolo, soprattutto in Italia e Germania. Si trattava di edicole nel muro vicino all'altare, in cornu Evangelii o nel coro, con uno sportello munito di serratura e decorate da una mostra, generalmente in marmo, con figurazioni a rilievo allusive all'Eucaristia.
  • XIV-XVIII secolo: Edicole del Sacramento: Alla fine del XIV secolo, nel nord dell'Europa si diffuse l'uso di strutture architettoniche verticali, dette Edicole del Sacramento, erette a fianco dell'altare. Queste erano munite di una grata attraverso la quale era visibile l'ostia consacrata posta in un ostensorio, un uso che si mantenne radicato sino al XVIII secolo.
  • XVI secolo: Il Tabernacolo Fisso sull'Altare: Alla metà del XVI secolo, il vescovo di Verona, Gian Matteo Giberti (1524 - 1543), introdusse l'uso del tabernacolo eucaristico fisso al centro dell'altare, chiuso da una solida serratura per evitare furti sacrileghi. I tabernacoli a muro, non più adibiti alla custodia della riserva eucaristica, furono impiegati per riporre i vasetti degli oli santi.
cronologia delle tipologie di tabernacolo (pensile, murale, sull'altare)

Architettura, Materiali e Collocazione del Tabernacolo

Il tabernacolo può essere realizzato in materiali nobili come marmo, pietre dure, bronzo, legno dipinto o dorato. L'interno deve essere rivestito di materiale che respinga l'umidità, dorato e foderato di seta bianca (o rossa nel rito ambrosiano).

Il Rapporto tra Altare e Tabernacolo

L'altare e il tabernacolo sono inseparabili, almeno in linea di principio. Separare dall'altare il Sacramento a celebrazione conclusa crea per sé qualche disagio, sia all'altare, come se improvvisamente si spegnesse, sia al tabernacolo, come se la sua vita passasse all'altare. Anche il tabernacolo, dunque, subisce un danno dalla separazione dall'altare.

Orientamenti Moderni sulla Collocazione

L'Institutio generalis del Messale Romano del 1970 raccomanda vivamente che il tabernacolo in cui si conserva la santissima Eucaristia sia collocato in una cappella adatta alla preghiera e all'adorazione privata dei fedeli. La Chiesa, oggi, sceglie quindi come posto ideale per il tabernacolo una cappella distinta dalla chiesa, degna e adatta alla preghiera personale dei fedeli. Nelle chiese di nuova costruzione, sarà facile realizzare con le qualità necessarie la cappella del Santissimo Sacramento.

Questa disposizione, tuttavia, ha provocato qualche difficoltà in quanto il Santissimo Sacramento è stato posto in linea con le devozioni e così privato della sua centralità e della sua unicità. In molte chiese, il grande tabernacolo dell'altare maggiore rimane ancora vuoto e il Santissimo Sacramento giace in un tabernacolo laterale e dimesso. Ciò ha contribuito al collasso della pietà eucaristica nei fedeli e ha ridotto la portata dogmatica dell'Eucaristia e la sua assoluta preminenza nella chiesa.

In relazione all'importanza della custodia eucaristica e dell'adorazione e riverenza nei confronti del sacramento del Sacrificio di Cristo, il Sinodo dei Vescovi si è interrogato riguardo all'adeguata collocazione del tabernacolo all'interno delle nostre chiese. La sua corretta posizione, infatti, aiuta a riconoscere la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento. È necessario pertanto che il luogo in cui vengono conservate le specie eucaristiche sia facilmente individuabile da chiunque entri in chiesa, grazie anche alla lampada perenne.

A tal fine, occorre tenere conto della disposizione architettonica dell'edificio sacro:

  • Nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione e adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante.
  • Nelle nuove chiese, è bene predisporre la cappella del Santissimo in prossimità del presbiterio; ove ciò non sia possibile, è preferibile situare il tabernacolo nel presbiterio, in luogo sufficientemente elevato, al centro della zona absidale, oppure in altro punto ove sia ugualmente ben visibile.

Conviene quindi che il tabernacolo sia collocato, a giudizio del vescovo diocesano, o in presbiterio, non però sull'altare della celebrazione, nella forma e nel luogo più adatti, non escluso il vecchio altare che non si usa più per la celebrazione. La prassi della celebrazione rivolta al popolo, infatti, non consente di avere il tabernacolo sulla mensa dell'altare, soprattutto se esso è di carattere monumentale. Tali accorgimenti concorrono a conferire dignità al tabernacolo, che deve sempre essere curato anche sotto il profilo artistico.

schema della collocazione ideale del tabernacolo in una chiesa moderna

L'Ostia Eucaristica: Forma, Significato e Cura

Dopo la consacrazione, ogni piccola parte dell'ostia deve essere trattata con profondo rispetto, poiché al suo interno è presente il Cristo. Col passare del tempo, si è radicata l'usanza di offrire ai cristiani solo il pane, sotto forma di ostia, mentre il vino viene bevuto esclusivamente dal sacerdote. Anche per questo motivo, il pane ha rivestito nel tempo un valore sempre più profondo, tanto da diventare un oggetto di adorazione anche al di fuori della celebrazione eucaristica.

È questo che rende miracoloso l'atto della comunione: una piccola cialda di pane azzimo, semplicemente preparata con acqua e farina, uguale nella forma a quella che viene usata in cucina per preparare dolci, grazie alla Consacrazione, diventa il Vero Corpo di Cristo.

Tipologie e Manipolazione delle Ostie

Esiste una piccola differenza tra l'ostia sacerdotale e le particole più piccole che vengono offerte ai fedeli durante la celebrazione eucaristica. L'ostia, una cialda di pane azzimo lavorata in forma circolare, viene consacrata dal sacerdote e solo lui la consuma nel corso dell'Eucaristia. Le particole, invece, sono ostie più piccole, riservate ai fedeli che si presentano all'altare per ricevere la comunione.

Per questo motivo, è necessario che entrambe, sia le ostie che le particole, vengano maneggiate con estrema cura e rispetto. A tal proposito, le modalità di assunzione dell'ostia hanno creato nel tempo numerose discussioni. Quando si riceve la Prima Comunione, il sacerdote appoggia la particola sulla lingua del bambino. Dopo aver ricevuto il primo sacramento, i fedeli possono scegliere se continuare così oppure farsi posare la particola sulla mano sinistra per poi portarla alla bocca con la destra.

Le ostie sacerdotali sono più grandi di quelle offerte ai fedeli. Oggi ne esistono di tipologie diverse che variano per diametro in base all'utilizzo, se servono per la messa comune in chiesa oppure per celebrazioni più grandi e solenni, come in grandi piazze all'aperto. Ci sono anche ostie diverse per consistenza, croccantezza o spessore, potendo essere più o meno sottili. Allo stesso modo, anche le particole sono disponibili in versioni diverse in base alla croccantezza e allo spessore.

Trattamento delle Ostie Danneggiate

Se l'ostia o la particola sono danneggiate o sporche in modo irrecuperabile, dovranno essere raccolte, poste nell'acqua del vasetto dell'abluzione e lasciate lì a sciogliersi. A questo punto, l'acqua verrà versata nel sacrario della chiesa, un luogo sacro deputato allo smaltimento rispettoso delle specie eucaristiche.

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