Lorenzo La Rocca: Cosmographia e il Sacro Cuore tra Arte e Scienza

Il percorso espositivo "Cosmographia" di Lorenzo La Rocca, ospitato presso la Fondazione Rivoli2 di Milano, rappresenta la prima personale dell'artista (Firenze, 1977) in uno spazio privato. L'esposizione si articola su tre livelli, esplorando il concetto di labirinto come punto di incontro tra cielo e Terra e metafora dell'esistenza umana. Il piano terra funge da livello intermedio, introducendo il visitatore al tema centrale dell'opera.

Schema concettuale della mostra

Il primo piano e il seminterrato sono dedicati rispettivamente al cielo e al sottosuolo. Il primo ospita sette opere grafiche che rappresentano i pianeti, mentre il secondo collega i corpi celesti ai simboli dei sette metalli considerati anticamente i più importanti per il loro legame con messaggi mitologici. Attraverso precise corrispondenze alchemiche, citate nelle opere, che indicano una relazione tra metalli e pianeti, si chiude il cerchio tra cielo e Terra.

Attraversando le sale di "Cosmographia", si ha l'impressione di entrare in una dimensione diversa, dove la capacità di decifrare il nesso tra simboli e immagini si discosta da quella abituale. Si avverte la presenza di ulteriori indizi celati dietro ogni elemento visibile. La suggestione principale per La Rocca proviene da antiche stampe di pianeti in versione antropomorfa, osservate durante una visita all'archivio del Warburg Institute di Londra. L'artista rilegge non solo questi documenti storici, ma l'intero bagaglio mitologico e scientifico che essi portano con sé, attraverso tecniche artistiche e uno sguardo contemporanei.

La Rocca invita lo spettatore a partecipare a questa ricerca multiforme e millenaria, che non ha un punto d'arrivo definito. L'artista si inserisce in questo contesto con i propri mezzi d'indagine, muovendosi liberamente tra passato, presente e le loro inedite possibilità d'incontro.

Lorenzo La Rocca: Tra Arte e Sacro Cuore

Il nome di Lorenzo La Rocca emerge in contesti artistici che spaziano dalla contemporaneità a riferimenti storici e scientifici. La sua opera "Cosmographia" si inserisce in un panorama più ampio di esplorazione della conoscenza umana, collegando arte, scienza e mitologia.

Sebbene il testo fornito non contenga riferimenti diretti alla storia del "Sacro Cuore" in relazione a Lorenzo La Rocca, il tema della spiritualità e della ricerca interiore è spesso implicito nell'arte contemporanea che affronta temi cosmologici e filosofici. La Rocca, attraverso la sua esplorazione di antichi saperi e simbolismi, potrebbe indirettamente toccare corde legate alla dimensione spirituale dell'uomo.

Illustrazione che evoca la connessione tra i simboli alchemici, le rappresentazioni dei pianeti e l'idea di un viaggio cosmico, in linea con il tema

San Lorenzo in Campo: Una Storia Millenaria

Il testo include ampi riferimenti storici e artistici legati a San Lorenzo in Campo, una località che custodisce un patrimonio di notevole importanza. La storia di questo luogo si intreccia con vicende monastiche, feudali e artistiche.

L'Abbazia e le sue Opere d'Arte

L'Abbazia di San Lorenzo in Campo è descritta come uno dei più bei monumenti romanico-gotici delle Marche. Costruita tra il VII e il IX secolo sui resti di un tempio pagano, fu elevata a basilica nel 1943. La sua maestosa costruzione a tre navate presenta arcate a tutto sesto sorrette da colonne di granito egiziano. La copertura è a capriate scoperte, con una parte centrale costituita da tre absidi, la più antica. Sotto si trova una cripta riportata alla luce nel 1940.

All'interno dell'Abbazia si conservano opere di pregio, tra cui due crocifissi in legno del '600. Degni di nota sono la tela del Ramazzani di Arcevia raffigurante "Madonna e Santi" con scene della Passione, la Tavola dell'Agabiti (1530) con San Demetrio e San Lorenzo, e la grande tela di Terenzio Terenzi detto il "Rondolino" (fine '500) con la Madonna con il Bambino e santi.

Vista esterna dell'Abbazia di San Lorenzo in Campo, evidenziando l'architettura romanico-gotica.

La Chiesa del SS. Crocifisso e la Scultura Lignea

La storia della chiesa del SS. Crocifisso è strettamente legata alla scultura lignea del Santissimo Crocifisso, opera di fra Innocenzo da Pietralia. Nel 1650 il consiglio comunale decise l'acquisto di un terreno adiacente a una piccola cappella per costruire un edificio più ampio che potesse accogliere degnamente il Crocifisso, attribuito a facoltà miracolose. La chiesa fu ultimata nel 1680-81.

Nel 1922, il prof. Diomede Catalucci decorò la navata centrale del santuario con sei grandi quadri raffiguranti i quattro evangelisti nei pennacchi della cupola e figure di angeli. Nella navata sono presenti scene sull'infanzia di Gesù, mentre due medaglioni ovali ai lati dell'altare furono donati dall'Abbate Alberti.

Palazzi Storici e Musei

Il testo menziona diversi palazzi storici che testimoniano la ricchezza architettonica di San Lorenzo in Campo.

  • Palazzo della Rovere: Ospita il Museo archeologico del territorio di Suasa, che illustra l'evoluzione dell'ambiente e del popolamento umano della Valcesano.
  • Palazzo Amatori: Definito la "Rocca Laurentina", risale alla seconda metà del '400 e conserva bastioni e parte delle mura castellane. Originariamente sede del presidiato di San Lorenzo in Campo, oggi è una casa di cura per anziani.
  • Palazzo Ruspoli: Nasce nello stesso periodo del Palazzo della Rovere e fu dimora della nobile casata dei Ruspoli.
  • Palazzo Duranti: Trasformato in fortezza durante la battaglia del "Ponte Rotto" nel 1797, conserva una cappella al primo piano.

Il Museo delle Terre Marchigiane ospita la Collezione Straccini, risultato di un lungo lavoro di ricerca e conservazione.

Interno del Museo Archeologico del Territorio di Suasa, con reperti che illustrano la storia della Valcesano.

Gastronomia Laurentina

La cucina tradizionale di San Lorenzo in Campo è fortemente legata alla civiltà contadina. Tra i piatti tipici si annoverano:

  • Fave llesse: fave secche lessate e condite.
  • Crescia: impasto di pane cotto sulla graticola, con varianti dolci, con formaggio o con grascelli.
  • Maritozzi: dolci a base di farina, uova, zucchero e lievito, arricchiti con uvetta.

La Cipolla di Suasa è un prodotto tipico coltivato nell'areale di Castelleone di Suasa e San Lorenzo in Campo.

Vini del Territorio

La zona di produzione del vino Pergola D.O.C. è una delle più giovani della provincia pesarese. Tra gli altri vini laurentini si segnalano il Verdicchio, il Bianchello o Biancame, il Garofanata (bianchi), il Sangiovese, la tipica "Vernaccia" e "Lo Schioppetto" (rossi).

Sono inoltre menzionati il "Vin-brulè", bevanda calda invernale, e il "Dondomé", un intruglio di liquori.

Bottiglie di vino locale della zona di Pergola D.O.C.

Castiglione Olona: Uno Scrigno Quattrocentesco

Castiglione Olona viene definita da Gabriele d'Annunzio "l’isola di Toscana in Lombardia", un borgo che conserva l'atmosfera di un prezioso scrigno quattrocentesco.

Il Complesso Museale della Collegiata

Il complesso museale comprende la Chiesa e il Battistero, affrescati da Masolino da Panicale. Il Museo, riallestito nel 2013, espone dipinti, manoscritti, oreficerie e sculture. Il giardino, un tempo occupato da un chiostro, offre scorci panoramici sulla Collegiata e il suo campanile.

La Collegiata, edificata 600 anni fa dal cardinale Branda Castiglioni, insieme al battistero, alla canonica e a un castello di cui restano pochi resti, è al centro di un'importante campagna archeologica. Gli scavi, diretti dalla dott.ssa Daniela Locatelli, stanno portando alla luce rovine e reperti che narrano la storia del luogo.

Vista della Collegiata di Castiglione Olona, con il suo campanile.

Eventi e Iniziative Culturali

Il Museo della Collegiata è teatro di eventi benefici, come la presentazione del vino "Il Collegiata", il cui ricavato è devoluto a "Progetto DDD ETS" per la ricerca su malattie renali. L'iniziativa è legata alla rinascita della vigna sul pendio della Collegiata, curata da Francesco Nutricati, che coniuga rispetto per la natura e solidarietà.

Percorsi guidati sono organizzati per scoprire l'iconografia dei santi, attraverso attributi specifici, e per ammirare da vicino le scene della vita dei santi Stefano e Lorenzo, affrescate da Paolo Schiavo e Vecchietta. Eccezionalmente, è possibile accedere alla zona presbiteriale per osservare la tomba del fondatore della Collegiata.

In occasione del Sesto Centenario della Collegiata, sono in programma visite speciali dedicate agli angeli, tra cui la Pala Rigoli, capolavoro di Alesso di Benozzo Gozzoli. Altri percorsi narrano il racconto del Natale attraverso le opere del Museo.

La collaborazione scientifica con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano mira a esplorare le vicende antiche del colle della Collegiata. L'archeologia indaga il passato di Castiglione Olona con visite al cantiere archeologico.

Particolare attenzione è dedicata all'accessibilità, con visite guidate per famiglie che includono un interprete di lingua dei segni (LIS) e la distribuzione di pubblicazioni in linguaggio EASY TO READ.

Affresco di Masolino da Panicale nella Collegiata di Castiglione Olona.

Opere d'Arte in Mostra

Tra le opere esposte, spiccano:

  • L'Adorazione del Bambino di Biagio d’Antonio Tucci, ospite speciale per il Sesto centenario.
  • La Pala Rigoli di Alesso di Benozzo Gozzoli, eccezionalmente in esposizione.
  • Due opere attribuite a Neri di Bicci, affiancate alla sua "Crocifissione".
  • La Resurrezione di Willem van Herp, un olio su rame restaurato.

Le visite consentono di accedere a zone solitamente precluse, come la zona presbiteriale, per ammirare da vicino affreschi e opere d'arte.

Rosola: Un Borgo Medievale

Rosola è un borgo del Comune di Zocca, ben conservato e raccolto attorno alla Torre Rangoni Machiavelli. Anticamente denominata Muzzano, Rosola è passata dai Bolognesi agli Estensi, diventando possedimento dei Montecuccoli verso la fine del '300. Nel 1454, Borso d'Este la infeudò ai Conti Rangoni, alla cui famiglia rimase fino ai giorni nostri.

Torre Rangoni Machiavelli

La Torre Rangoni Machiavelli è l'unica testimonianza rimasta dell'antico Castello di Rosola, databile al '200. La torre, presentandosi mozzata, è senza dubbio l'edificio più antico della zona. Il paramento murario, realizzato con pietre sbozzate di arenaria, conserva ancora l'ingresso originario alla torre, all'altezza del primo piano. Una volta a botte copre l'alto vano, sotto il quale si accedeva unicamente da una stretta botola.

Da questo luogo proviene un tesoretto ritrovato nell'800, costituito da un boccale verde contenente oltre milletrecento monete d'argento databili tra il IX e l'XI secolo.

La Torre Rangoni Machiavelli a Rosola.

Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Limosino

Oltre alla Torre, il borgo di Rosola ospita la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Limosino, la cui facciata richiama vagamente le chiese romaniche. Secondo gli studi di don Giovanni Ricci, la chiesa, inizialmente situata al centro del castello, nel 1577 venne riedificata più in alto e divenne parrocchia, accentrando a sé la chiesa di Monte Questiolo.

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