Papa Francesco ha convocato l'intera Chiesa a riflettere su un tema decisivo per la sua vita e la sua missione, affermando che "È proprio questo cammino di sinodalità che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio". Sulla scia del rinnovamento ecclesiale proposto dal Concilio Vaticano II, questo cammino percorso insieme è visto come un dono e una responsabilità. L'obiettivo è discernere, illuminati dalla Parola di Dio e uniti nella preghiera, i processi necessari per cercare la volontà divina e seguire le vie che Dio chiama a percorrere.

Il Lancio del Cammino Sinodale
La Diocesi di Vallo della Lucania ha avviato il suo cammino sinodale nel settembre 2021. Il 7 settembre, il vescovo Mons. Miniero ha convocato il Consiglio dei Vicari per presentare l'impegno della chiesa locale in vista del Sinodo.
Preparazione e Strumenti
Nella settimana successiva alla conferenza stampa, la Diocesi ha inviato a tutti i Sacerdoti e Diaconi il testo del Vademecum per il Sinodo sulla sinodalità e una traduzione non ufficiale del documento "Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione". Martedì 28 settembre, l'Assemblea generale del Clero è stata convocata per la presentazione del Vademecum da parte di Mons. Miniero.
Durante il consiglio presbiterale dell'8 ottobre 2021, il Vescovo ha comunicato le modalità di preparazione alla prima fase del processo sinodale, incentrata sull'ascolto della Chiesa locale. Questo ascolto è concepito come uno spazio per ascoltare insieme lo Spirito Santo e guidare le aspirazioni a beneficio della Chiesa del terzo millennio. La partecipazione si fonda sull'idea che tutti i fedeli sono qualificati e chiamati a servirsi a vicenda attraverso i doni ricevuti dallo Spirito Santo.
Fasi e Attività del Cammino Diocesano
Nel mese di ottobre, il Vescovo Mons. Miniero ha incontrato personalmente i Consigli pastorali foraniali per promuovere, attraverso un percorso mediatico, l'impegno sinodale della Diocesi. L'obiettivo di questi incontri è stato coinvolgere le comunità, tramite i loro consigli pastorali, nell'esercitare un ascolto reciproco, profondo e rispettoso. Nelle settimane successive, è stata prevista la formazione di un'équipe con referenti dedicati alla fase di ascolto locale.
Apertura Ufficiale e Strutture Parrocchiali
Domenica 17 ottobre 2021, la Diocesi di Vallo della Lucania ha aperto ufficialmente la prima fase sinodale con una celebrazione presieduta da S.E. Mons. Miniero.
Il 18 ottobre, durante una riunione del Consiglio dei Vicari, il Vescovo ha presentato le prossime tappe del cammino sinodale diocesano. È stato illustrato il progetto per la formazione dell'équipe diocesana, composta da membri scelti nelle Commissioni foraniali. È emersa anche la necessità di costituire équipe parrocchiali in ogni parrocchia, con a capo un referente che si interfaccerà con l'équipe foraniale.

Momenti di Riflessione e Approfondimento
Il 24 ottobre 2021, il Vescovo ha guidato un ritiro spirituale per le religiose della Diocesi, focalizzato sul cammino sinodale attraverso l'icona biblica dei discepoli di Emmaus. Questa giornata è stata un momento di incontro e preghiera in preparazione all'impegno sinodale.
Il Convegno Diocesano di settembre, intitolato "Tenda di Speranza", ha evocato il concetto di provvisorietà e cammino. Le serate con il relatore don Mario Aversano hanno invitato a considerare la Chiesa come una casa che necessita di essere "scoperchiata" per accogliere chi ha bisogno di guarigione, sottolineando l'importanza di essere attenti ai "germogli" piuttosto che ai "rami secchi".
Al termine del convegno diocesano, è stato chiesto ai partecipanti di condividere le parole ascoltate con coloro che non erano presenti ma partecipano attivamente alla comunità parrocchiale. Il mese di ottobre è stato caratterizzato dal pellegrinaggio al colle del Buon Cammino, guidato da Maria, per percorrere la strada senza paure. Ora, le parrocchie e i gruppi hanno ripreso a pieno ritmo il cammino dell'anno pastorale.
Il Significato di "Cammino Sinodale"
L'intera Chiesa è chiamata a rimanere in cammino, guidata dallo Spirito, camminando insieme. Il termine "Cammino Sinodale" deriva dalle parole greche sùn odòs, che significano "strada insieme".
Il cammino delle altre chiese diocesane incoraggia e offre un quadro ricco e vivace di "germogli" che testimoniano la presenza del Risorto, evidenziando la necessità del contributo di ciascuno.
I vescovi della Sardegna hanno annunciato la prossima tappa del cammino sinodale regionale, che culminerà in un incontro tra tutte le diocesi sarde nel 2024. L'icona biblica proposta è la via di Emmaus: i discepoli, scoraggiati, accettano l'incontro con il Viandante, ascoltano la Parola, si aprono all'accoglienza e, allo spezzare del Pane, scoprono la Presenza del Risorto, venendo trasformati e spinti a condividere la loro gioia.
Sfide Attuali e Prospettive Future
Si vive un tempo di transizione e trasformazione, con cambiamenti negli orari, nelle abitudini, nella mentalità e nelle condizioni di vita quotidiana. Questo impatta sulla vita di preghiera, in particolare sulla partecipazione alla Santa Messa. La diminuzione del numero dei presbiteri e la minore frequenza dei fedeli portano a un minor numero di celebrazioni, creando un circolo vizioso. In un tempo in cui c'è un maggiore bisogno di pregare, i tempi della preghiera si riducono, specialmente nei giorni feriali. Una sfida emergente è garantire che, ogni giorno feriale, in tutte le parrocchie, anche con la presenza di poche persone, la comunità cristiana si riunisca per pregare per la comunità parrocchiale, per la Chiesa e per la pace, seguendo l'esempio di Emmaus.
La fase sapienziale del Cammino Sinodale si concentra sul discernimento comunitario "realistico", orientato all'individuazione dei mezzi per costruire una Chiesa più aderente al Vangelo.
Formazione e Corresponsabilità
Dalla fase narrativa è emersa la necessità di una particolare attenzione alla formazione integrale della persona, alla vita cristiana e alla formazione specifica di coloro che svolgono un ministero. Dal primo biennio di ascolto emerge la richiesta di valorizzare i contesti di vita, studio e aggregazione, e di ripensare la formazione dei ministri, in particolare dei presbiteri, in un'ottica sinodale.
È emerso anche il desiderio che le comunità assumano stabilmente uno stile sinodale, interrogandosi su come favorire una vera corresponsabilità ecclesiale a partire dal riconoscimento della comune dignità battesimale. La corresponsabilità nella Chiesa si configura come corresponsabilità nella missione dell'annuncio del Vangelo.
Ogni battezzato, indipendentemente dalla sua funzione o dal grado di istruzione della fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione. È inadeguato pensare a uno schema di evangelizzazione portato avanti solo da attori qualificati, con il resto del popolo fedele in posizione puramente recettiva. La nuova evangelizzazione richiede un nuovo protagonismo di ciascun battezzato. Questo si traduce in un appello diretto a ogni cristiano, affinché nessuno rinunci al proprio impegno evangelizzatore.
Tutti siamo chiamati a crescere come evangelizzatori, impegnandoci per una migliore formazione, un approfondimento dell'amore e una testimonianza più chiara del Vangelo. È necessario permettere agli altri di evangelizzarci costantemente, senza rinunciare alla missione evangelizzatrice, ma trovando modi di comunicare Gesù che siano adeguati alla situazione. Tutti siamo chiamati a offrire una testimonianza esplicita dell'amore salvifico del Signore, che, al di là delle nostre imperfezioni, ci offre la sua vicinanza, la sua Parola, la sua forza e dà senso alla nostra vita. Ciò che ci aiuta a vivere e ci dà speranza deve essere comunicato agli altri. La nostra imperfezione non deve essere una scusa; al contrario, la missione è uno stimolo costante a non adagiarsi nella mediocrità e a continuare a crescere.
Un chiaro segno dell'autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armoniosamente nella vita del popolo santo di Dio per il bene di tutti. Quanto più un carisma volgerà il suo sguardo al cuore del Vangelo, tanto più il suo esercizio sarà ecclesiale. È nella comunione, anche se costa fatica, che un carisma si rivela autenticamente e misteriosamente fecondo.
La Struttura del Sinodo
La parola greca synodos è composta da "syn" (con) e "hodos" (strada), indicando il concetto di "camminare insieme". Comunemente, si riferisce a una forma di convegno o adunanza, un'assemblea in cui i Vescovi sono chiamati a fornire consigli al Papa per il suo ministero. Il Sinodo può essere convocato su un argomento specifico o per area territoriale.
Il tema generale è "Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione". Il cammino sinodale si è aperto solennemente in Vaticano il 9 ottobre 2021 e proseguirà in varie tappe nelle Chiese locali, per poi concludersi nuovamente a Roma nell'ottobre 2024. Partecipano vescovi eletti dalle Conferenze episcopali, oltre a presbiteri, diaconi, consacrate e consacrati, laici e laiche nominati dal Santo Padre.

Il Ruolo del Vaticano II e l'Istituzione del Sinodo dei Vescovi
Sebbene il concetto di sinodalità non sia esplicitamente presente nei testi del Concilio Vaticano II, esso è al centro dell'opera di rinnovamento promossa dal Concilio. I testi conciliari riferiscono la parola synodus al Concilio in corso, rendendo l'evento ecumenico l'espressione più alta della sinodalità. Il Vaticano II ha riaperto il capitolo della conciliarità o sinodalità essenziale della Chiesa, incoraggiando la promozione di istituzioni come Sinodi e Concili provinciali.
In questo contesto si inserisce l'istituzione del Sinodo dei vescovi, voluta da Paolo VI tramite il motu proprio Apostolica sollicitudo del 15 settembre 1965. Questo Sinodo, rappresentando tutto l'episcopato cattolico, è un segno della partecipazione dei vescovi, in comunione gerarchica, alla sollecitudine della Chiesa universale.
La prima assemblea del Sinodo dei vescovi si tenne dal 29 settembre al 29 ottobre 1967, dedicata alla preservazione e al rafforzamento della fede cattolica. Seguirono diverse altre assemblee ordinarie e straordinarie, affrontando temi cruciali per la vita della Chiesa.
San Giovanni Paolo II considerava i Sinodi dei vescovi uno strumento privilegiato per l'esercizio del primato e incentivò l'accoglienza del Vaticano II e la preparazione del Grande Giubileo del 2000 attraverso una serie di Sinodi a vari livelli (generali, continentali, regionali, nazionali e diocesani). Nella lettera apostolica Tertio millennio adveniente (1994), sottolineò che il tema di fondo era l'evangelizzazione, basata sull'Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi di Paolo VI. La sinodalità divenne una categoria chiave dell'ecclesiologia postconciliare.
Benedetto XVI convocò tre assemblee sinodali, incentrate sull'Eucaristia, sulla Parola di Dio e sulla nuova evangelizzazione. Dopo le sue dimissioni, Papa Francesco ha pubblicato l'esortazione apostolica Evangelii gaudium (EG), focalizzata sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale e posta nella scia dell'Evangelii nuntiandi.
Francesco ha definito il Sinodo dei vescovi "una delle più preziose eredità del Concilio Vaticano II" e ha dato nuovo impulso a questa istituzione. La sua visione della sinodalità è influenzata dalla sinodalità latinoamericana, sviluppatasi attraverso le conferenze generali del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) a Medellín, Puebla, Santo Domingo e Aparecida. In particolare, il documento finale di Aparecida ha evidenziato l'opzione per i poveri e l'evangelizzazione come comunicazione della vita piena in Cristo.
La Sinodalità nell'Evangelii Gaudium
L'esortazione apostolica Evangelii gaudium è un testo di teologia pastorale che cerca di comprendere l'azione evangelizzatrice della Chiesa alla luce della fede. Il documento propone "alcune linee che possano incoraggiare e orientare in tutta la Chiesa una nuova tappa evangelizzatrice", concentrandosi su sette temi: riforma della Chiesa missionaria, tentazioni degli operatori pastorali, Chiesa come popolo di Dio evangelizzatore, omelia, inclusione sociale dei poveri, pace e dialogo sociale, motivazioni spirituali per l'impegno missionario.
Sebbene la sinodalità non sia esplicitamente elencata tra questi temi, essa ispira profondamente diverse sezioni del documento. Già nella sua prima intervista, Francesco aveva fatto riferimento alla sinodalità come alla strada che porta la Chiesa unita a "crescere in armonia con il servizio del primato", suggerendo la necessità di mutare la metodologia del Sinodo per renderla meno statica e valorizzando l'insegnamento degli ortodossi sul senso della collegialità episcopale e della tradizione sinodale.
La sinodalità permea la nozione di Chiesa espressa nell'Evangelii gaudium. Il primo capitolo, dedicato alla "trasformazione missionaria della Chiesa" e a un "improrogabile rinnovamento ecclesiale", richiama le diverse strutture ecclesiali in cui si attua la comunità cristiana: la parrocchia, le comunità di base, i movimenti, la Chiesa particolare diocesana, le Conferenze episcopali e le strutture centrali del papato. Queste strutture, a vari livelli di sinodalità, sono chiamate a una conversione pastorale e missionaria secondo il Vangelo, ispirandosi alla metafora di una "Chiesa in uscita". Una "Chiesa in uscita" è una "comunità evangelizzatrice", una "comunità di discepoli missionari che prendono l'iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano". Questo rappresenta l'essenza della vocazione sinodale del popolo di Dio: una "Chiesa sinodale" nella dinamica dell'esodo, del dono, dell'uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo.
CHE COS'È un SINODO? || Breve Spiegazione
Il Percorso Sinodale in Italia
Il primo Convegno nazionale della Chiesa italiana si è tenuto a Roma dal 30 ottobre al 4 novembre 1976. La XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema "Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione", è stata approvata da Papa Francesco il 24 aprile 2021, con un nuovo itinerario sinodale. L'apertura solenne è avvenuta a Roma il 9-10 ottobre 2021, e il 17 ottobre in ogni Chiesa particolare.
L'Assemblea è stata pensata in tre fasi, distribuite tra ottobre 2021 e ottobre 2023: la prima fase è stata diocesana, la seconda continentale e la terza universale. Questa metodologia, che prevede l'elaborazione di due Instrumentum laboris diversi, mira a coinvolgere tutto il popolo di Dio nel processo sinodale, le cui chiavi sono partecipazione, ascolto e discernimento.
Il cronoprogramma fissa le scadenze verso le Assemblee sinodali delle Chiese in Italia e per la seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2024). Il Regolamento approvato dal Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 25-27 settembre 2023, e l'Organigramma del Cammino sinodale delle Chiese in Italia sono documenti che guidano il percorso.
Il documento presentato rende conto del percorso compiuto nell'anno pastorale 2021-2022, dedicato all'ascolto e alla consultazione capillare del Popolo di Dio. Le varie sessioni, svoltesi dal 23 al 27 maggio 2022, hanno avuto come tema centrale: "In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio".
Il Card. Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e l'Arcivescovo Lazzaro You Heung sik, Prefetto della Congregazione per il Clero, hanno incoraggiato i sacerdoti di tutto il mondo ad accogliere l'invito di Papa Francesco a "mettersi in cammino, insieme". Le domande ispirate dall'interrogativo fondamentale del Sinodo universale hanno fatto da sfondo ai lavori della 75ª Assemblea Generale Straordinaria, svoltasi a Roma dal 22 al 25 novembre.
Il Manuale ufficiale per l'ascolto e il discernimento nelle Chiese locali è stato uno strumento fondamentale per la prima fase (ottobre 2021 - aprile 2022) nelle Diocesi e nelle Conferenze episcopali.
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