Liviu Rebreanu: La "Confessione" e il Suo Amore nella Letteratura Romena

Liviu Rebreanu (1885-1944) è riconosciuto come uno dei maggiori scrittori romeni della prima metà del Novecento. La sua carriera letteraria, iniziata dopo un periodo di formazione in scuole militari, lo vide affermarsi come romanziere e traduttore. Approdato a Bucarest, collaborò attivamente con vari giornali e riviste, dedicandosi anche alla composizione di opere teatrali.

Ritratto di Liviu Rebreanu, scrittore romeno

Carriera e Opere Principali

Nel 1920, Rebreanu pubblicò il romanzo Ion, noto in italiano come La voce della terra, che ottenne un immediato successo. Nel 1922, diede alle stampe una delle sue opere più celebri, Pădurea spânzuraților (La foresta degli impiccati), premiata dalla Società degli Scrittori Romeni. Il romanzo Adam și Eva (Adamo ed Eva) apparve nel 1925. Dopo l’uscita di Ciuleandra nel 1927, Rebreanu assunse la direzione del Teatro Nazionale di Bucarest e ricevette il Premio Nazionale per la Prosa nel 1929. Sotto la sua guida, nel 1932, vide la luce la rivista “România literară”, e nello stesso anno fu pubblicato un altro suo grande romanzo, Răscoala (La rivolta).

La "Confessione": Una Dichiarazione d'Amore Leggendaria

Una delle dichiarazioni d’amore più belle e significative della letteratura romena appartiene proprio a Liviu Rebreanu ed è stata dedicata a colei che poi divenne sua moglie, Fanny Rădulescu. I due si conobbero alla “Terrazza Oteteleșanu”, un celebre caffè e ristorante dell’epoca a Bucarest, frequentato da numerosi artisti. Fanny, diplomata al Conservatorio di Arte Drammatica, era attrice e scrittrice, e venne presentata a Rebreanu da un caro amico, Emil Gârleanu. Rebreanu aveva già suscitato il suo interesse grazie ai racconti che pubblicava su alcune riviste letterarie.

Questa "Confessione", pubblicata per la prima volta nel 1912 nell’Almanacco della Società degli Scrittori Romeni, fu in realtà la sua "discreta" proposta di matrimonio. Il testo è un profondo monologo sull'amore, il sacrificio e la natura umana.

Il Testo della "Confessione"

Molti credono di lodarsi dicendo: “Ecco il mio cuore! Ve lo dono… non ne ho bisogno… non temo i tormenti della gelosia, io non sento i brividi freddi dell’amore! Mi guardo solo da una cosa: dall’essere banale! Vorrei soffrire, vorrei digrignare i denti, strapparmi i capelli e addormentarmi con le guance bagnate di lacrime! Oh, e io credevo di non poter amare, e pensavo che la colpa non fosse mia, ma loro, delle donne che non meritano di essere amate! Oggi tuttavia so e capisco che l’amore è fatto per gli umili, poiché gli orgogliosi non saranno mai in grado di amare… Gli orgogliosi pensano di non avere nessuna esigenza del cuore; non vogliono far altro che conquistare, e vincere sempre; essi credono, inoltre, che anche in amore il successo sia tutto. Poiché l’amore chiede sottomissione, una sottomissione cieca come la fede. Nell’amore non devi mai farti convincere, non ti devi aspettare mai delle prove. Tutto ciò che non è sottomissione e devozione non è amore. Devi vivere molto, devi soffrire molto, devi capire molto affinché il tuo cuore sia in grado di accogliere l’amore. La vita mi ha tormentato, mi ha umiliato; la vita ha placato la mia voce. Oggi anch’io vorrei non amare, vorrei essere orgoglioso, ambizioso, conquistatore… da ciò si vede che sono innamorato! Se sapessi suonare lo syrinx (flauto di Pan, N.d.T.), ti porterei in una radura scaldata dalla luce della luna, in una radura dove ancora non si sia radicata la superbia dell’uomo, e ti bisbiglierei all’orecchio il canto degli innamorati. Ti amo perché tu mi ami: è uno scambio, ma non è amore. Ti amo perché ti amo, e niente di più; ti amo solo perché ti amo; qui inizia l’amore. Ti ringrazio di cuore perché ti amo: questo è il canto dell’amore. Alcuni dicono che la poesia abbia falsificato l’amore. La poesia ha fatto canzoni, statue, versi dal sentimento puro e semplice che un tempo era l’amore, ha reso pazzi uomini che, d’altronde, erano già predisposti alla follia, ha reso golosi uomini che fino ad allora erano affamati. E tuttavia dico che non esiste poeta, musicista, pittore o scultore più grande di un innamorato. Affinché l’artista comprenda la poesia più grande della sofferenza deve innanzitutto essere stato innamorato. Non sono i poeti ad aver creato l’amore, ma è l’amore che ha creato i poeti! Colui che capisce la vita delle stelle capisce anche l’amore degli uomini! L’amore non conosce le parole fedele e infedele. Ami l’altro, vuol dire che io non ti amo: questo non è il canto dell’amore. L’uomo innamorato non dice mai: mi hai tradito. L’amore non ti chiede un rendiconto dei baci che hai dato o che non hai dato ad altri. L’amore non fruga nel tuo passato e non investiga sul suo presente. Il futuro è la sua speranza; il futuro è il suo egoismo. Ami, soffri, vivi: ecco il crocefisso dell’amore. I baci ti dissetano, ma le lacrime ti risvegliano nell’animo grandi dolori, massacranti e amorevoli, che nemmeno i baci possono alleviare. Una lacrimuccia, che tremola timidamente sulla guancia dell’amata, è un tesoro anche più prezioso dei baci e degli abbracci di tutte le donne del mondo… Oh, vanitas, vanitatum vanitas [vanità delle vanità, (tutto è) vanità, N.d.T.]! dice il profeta. Ogni sofferenza è vacua! ti bisbiglia una voce interiore.

Immagine romantica o letteraria d'epoca

Un Amore che Resiste al Tempo

Liviu Rebreanu e Fanny si sposarono nel 1921 e si amarono per il resto dei loro giorni. Lei non solo gli rispose con lo stesso amore, ma abbandonò anche la carriera, mettendo il marito e la famiglia al primo posto. A quasi due decenni dalla morte di Liviu Rebreanu, Fanny ricordò nel memoriale “Cu soțul meu” (Con mio marito) il significato profondo di questa "Confessione" come la loro prima, indimenticabile, "discreta" proposta di matrimonio.

Altri Aspetti dell'Opera e della Critica

Tra le altre opere significative di Rebreanu figura “Tutti e due - Enigma di duplice omicidio”, considerato il primo giallo della letteratura romena, in cui viene esplorata una società ossessionata dal denaro e divisa da classi sociali, origini e conflitti familiari. In questo contesto, emerge la figura di Solomia, protagonista del suo ultimo romanzo, un personaggio di profonda semplicità e tragicità, la cui essenza viene portata a compimento dal suo destino. Rebreanu, infatti, crea un’anima enigmatica attraverso atti riflessi, passione compressa e il simbolo di un tragico destino umano che prende forma in una modesta e semplice domestica di campagna.

Il volume "Tutti e due", insieme a un altro capolavoro di Rebreanu, "La Ciuleandra", tradotto in italiano, è stato presentato nell’ambito del programma della XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, nella sezione Salone Off, a testimonianza della sua persistente rilevanza. La critica letteraria ha dedicato grande attenzione all'opera di Rebreanu, come dimostra "Constructori ai romanului", un'opera del 1982 che lo consacra, insieme a Hortensia Papadat-Bengescu e Camil Petrescu, come un riferimento essenziale nella sintesi sull'arte del romanzo e le sue tecniche narrative moderne. L'arte rebreniana è stata descritta come capace di denudare le essenze sotto la crosta del grigio, rivelando la "poetica della sospensione" e del grottesco.

IL ROMANZO "LA CIULANDRA" LIVIU REBREANU, REDIVIVA 2020

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