Il Tribunale della Rota Romana, meglio conosciuto come Sacra Rota, è un dicastero della Curia romana e rappresenta il tribunale ordinario della Santa Sede. La sua composizione include prelati, definiti uditori, che vengono nominati direttamente dal Pontefice e sono presieduti da un decano.

Competenze e Funzioni
Sebbene le cause di nullità matrimoniale costituiscano la maggior parte dei casi discussi presso la Rota, il suo campo di azione non si limita a queste. Il Tribunale della Rota Romana (lat. Tribunal Rotae Romanae) rappresenta il tribunale di appello, ovvero l'istanza a cui rivolgersi per contestare i giudizi emessi dai tribunali ordinari.
Le sue competenze si estendono sia alle chiese latine (secondo il CDC cc. 1443-1444) che alle chiese orientali (CCEO c. 1063).
- Can. 1443 - Il tribunale ordinario costituito dal Romano Pontefice per ricevere gli appelli è la Rota Romana.
- Can. 1444 - §1. La Rota Romana giudica:
- in seconda istanza le cause giudicate dai tribunali ordinari di prima istanza e deferite alla Santa Sede per legittimo appello;
- in terza o ulteriore istanza le cause già giudicate dalla stessa Rota Romana e da qualunque altro tribunale, a meno che la cosa non sia passata in giudicato.
- §2. Questo tribunale giudica anche in prima istanza le cause di cui al can. 1405 §3.
Origini Storiche
Il Tribunale della Rota Romana ebbe origine dalla Cancelleria Apostolica. Inizialmente, dopo il Cancelliere (in seguito Vice-Cancelliere), vi erano l'auditor contradictorum e i cappellani. A questi ultimi, dapprima in modo occasionale e poi in maniera stabile, veniva affidata l'istruzione delle cause (auditores causarum curiae domini papae). Fu Innocenzo III a conferire loro il potere di pronunciare la sentenza. Il nome "Rota" deriva probabilmente dal recinto circolare in cui gli Uditori si adunavano o sedevano per giudicare le cause.
Sisto IV, nel 1472, fissò a 12 il numero dei Cappellani Uditori. Benedetto XIV, attraverso la Costituzione Ratio iuris, determinò in modo definitivo la competenza del tribunale.

Nomina degli Uditori
L'elezione degli uditori è sempre stata riservata al Papa. Tuttavia, ad alcune Nazioni fu concesso il diritto di nominarne alcuni: la Spagna ne nominò due, mentre la Germania e la Francia ne nominarono uno ciascuno. Anche città come Bologna, Milano, Venezia, Ferrara e Perugia ebbero il privilegio di nominare un uditore ciascuna.
Alfonso de Segura (1447?)
Pedro Martín de Covarrubias (1451? - 1456?)
Girolamo dei Porcari (ottobre 1494?)
Marco Antonio Marescotti (?)
Alessandro Orsini (2 settembre 1696 - 31 ottobre 1698?)
Alessandro Falconieri (prodecano ?)
Giovanni Maria Riminaldi (1784 ?)
Pietro Giuseppe d'Avellà-y-Navarro (1846 ?)
André-Damien-Ferdinand Jullien, P.S.S.

La Formazione presso la Rota Romana
Presso la Rota Romana esiste uno "Studio" dedicato alla formazione degli Avvocati Rotali e dei futuri Giudici, Promotori di Giustizia e Difensori del Vincolo nel foro ecclesiastico. Questo "Studio" è sotto la direzione del Decano. L'intero corso, indispensabile per il conseguimento del titolo di Avvocato Rotale, ha una durata di tre anni (Decreto Nihil antiquius dell'8 giugno 1945, A.A.S., vol. XXXVII, pp. 114-126).
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Il Percorso di Studi per Avvocati Rotali
A livello globale, gli avvocati rotali superano le duecento unità. Per intraprendere questa carriera, dopo aver conseguito una laurea in Giurisprudenza civile, sono necessari tre anni di Licenza in Diritto canonico presso un'Università pontificia. Al termine di questo ciclo, sono richiesti ulteriori tre anni per ottenere il Dottorato in Diritto canonico, sempre presso un'università Pontificia, e tre anni di studio rotale svolti direttamente presso il Tribunale della Rota Romana. Il percorso di studi, che prevede la lettura, la scrittura e la conversazione in latino, culmina con un esame di 12 ore, dalle 9 alle 21, interamente condotto in latino.