La Liturgia Penitenziale e la Seconda Sessione del Sinodo dei Vescovi

Introduzione alla Seconda Sessione del Sinodo sulla Sinodalità

La seconda e ultima sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicata alla sinodalità, si terrà in Vaticano dal 2 al 27 ottobre. Questo percorso, iniziato nel 2021, giunge al suo termine alla vigilia dell’Anno Santo. Il tema centrale che farà da sfondo ai lavori è: "Come essere Chiesa sinodale in missione?", come indicato nell'Instrumentum Laboris.

Foto tematica del Sinodo dei Vescovi in Vaticano

Il Card. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e relatore generale, ha annunciato che l'elenco dei partecipanti non presenta grandi cambiamenti rispetto alla prima sessione. In totale, i membri sono 368, di cui 272 investiti dal munus episcopale e 96 non vescovi. A questi si aggiungono 8 invitati speciali, tra cui Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans, e 16 delegati fraterni (rispetto ai 12 della scorsa sessione).

Il Card. Mario Grech, segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo, ha confermato la presenza di due vescovi cinesi. Papa Francesco ha consentito di aumentare il numero dei delegati fraterni "visto il grande interesse che le Chiese sorelle hanno testimoniato nei confronti di questo cammino sinodale", evidenziando l'impatto ecumenico del Sinodo. Sono stati registrati 26 cambi nell'elenco dei partecipanti rispetto alla prima sessione, per motivi di salute o decisioni individuali.

La Veglia Penitenziale: Un Momento Centrale di Riconciliazione

Tra i momenti salienti del percorso sinodale, una particolare enfasi è posta sulla Veglia penitenziale presieduta dal Santo Padre nella basilica di San Pietro la sera del 1° ottobre, alle ore 18. Questo evento segna la conclusione del primo dei due ritiri spirituali previsti e precede l'apertura ufficiale dei lavori sinodali.

Foto di Papa Francesco che presiede una celebrazione penitenziale

La celebrazione, organizzata congiuntamente dalla Segreteria Generale del Sinodo e dalla Diocesi di Roma in collaborazione con l'Unione dei Superiori Generali (Usg) e l'Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg), è aperta a tutti, in particolare ai giovani, e potrà essere seguita in diretta sui media vaticani. Il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, ha descritto la veglia come un momento in cui "gli anziani, i padri, riconoscono i propri errori invocando la benedizione di Dio sulle nuove generazioni."

Testimonianze e Confessione Collettiva

La celebrazione penitenziale prevede un tempo di ascolto di tre testimonianze di persone che hanno subito il peccato in diverse sue manifestazioni:

  • Il peccato degli abusi.
  • Il peccato della guerra.
  • Il peccato dell'indifferenza di fronte al dramma presente nel fenomeno crescente di tutte le migrazioni.

Successivamente, si procederà con la confessione di alcuni peccati. Il senso di questo gesto non è "denunciare il peccato degli altri, ma riconoscersi parte di chi per omissione o azione diventa causa di sofferenza, responsabile del male patito da innocenti e indifesi." Chi esprimerà la richiesta di perdono lo farà a nome di tutti i battezzati.

Le Confessioni di Peccato Specifiche

Durante la veglia, verranno confessati pubblicamente diversi peccati, che si potrebbero definire "sociali" o che minano la testimonianza di una Chiesa sinodale. Questi includono:

  • Il peccato contro la pace.
  • Il peccato contro il creato, contro le popolazioni indigene, contro i migranti.
  • Il peccato degli abusi.
  • Il peccato contro le donne, la famiglia, i giovani.
  • Il peccato della dottrina usata come pietre da scagliare contro.
  • Il peccato contro la povertà.
  • Il peccato contro la sinodalità, intesa come mancanza di ascolto, comunione e partecipazione di tutti.

Al termine di queste confessioni, Papa Francesco rivolgerà, a nome di tutti i fedeli, la richiesta di perdono "a Dio e alle sorelle e i fratelli di tutta l'umanità".

Le Preghiere di Perdono

Nel contesto della liturgia penitenziale, si articola una profonda richiesta di perdono, espressa con umiltà e consapevolezza:

Perdono per la mancanza di coraggio e la violenza:

"Chiedo perdono a Dio Padre, provando vergogna per il peccato di mancanza di coraggio, del coraggio necessario alla ricerca di pace tra i popoli e le nazioni, nel riconoscimento dell’infinita dignità di ogni vita umana in tutte le sue fasi, dallo stato nascente alla vecchiaia, soprattutto i bambini, gli ammalati, i poveri, del diritto di avere un lavoro, una terra, una casa, una famiglia, una comunità in cui vivere libero, del valore che è il paesaggio e la cultura di ogni zona del pianeta. Per fare la pace ci vuole coraggio: per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. A nome di noi tutti i fedeli chiedo perdono a chi sta nascendo oggi e nascerà dopo di noi, alle generazioni del futuro che ci danno in prestito questo mondo e che hanno il diritto di abitarlo, un giorno, nella concordia e nella pace. Ancora più grave è il nostro peccato, se per giustificare la guerra e le discriminazioni, invochiamo il nome di Dio. Perdonaci Signore."

Perdono per i peccati contro il creato e la dignità umana:

"Chiedo perdono, provando vergogna per quello che anche noi fedeli abbiamo fatto per trasformare il creato da giardino a deserto, manipolandolo a nostro piacimento; e per quanto non abbiamo fatto per impedirlo. Chiedo perdono, provando vergogna, per quando non abbiamo riconosciuto il diritto e la dignità di ogni persona umana, discriminandola e sfruttandola - penso in particolar modo alle popolazioni indigene - e per quando siamo stati complici di sistemi che hanno favorito la schiavitù e il colonialismo. Chiedo perdono, provando vergogna, per quando abbiamo preso e prendiamo parte alla globalizzazione dell’indifferenza di fronte alle tragedie che trasformano per tanti migranti le rotte del mare e i confini tra nazioni da via di speranza a via di morte. Il valore della persona è sempre superiore a quella del confine. Sento in questo momento la voce di Dio che chiede a tutti noi «Dov’è tuo fratello; dov’è tua sorella?». Perdonaci Signore."

Perdono per gli abusi nella Chiesa:

"Chiedo perdono, provando vergogna, per tutte le volte che noi fedeli siamo stati complici o abbiamo commesso direttamente abusi di coscienza, abusi di potere, e abusi sessuali. Quanta vergogna e dolore provo nel considerare soprattutto gli abusi sessuali compiuti su minori e persone vulnerabili, che hanno rubato l’innocenza e profanato la sacralità di chi è debole e indifeso. Chiedo perdono, provando vergogna, per tutte le volte che abbiamo usato la condizione del ministero ordinato e della vita consacrata per commettere questo terribile peccato, sentendoci al sicuro e protetti mentre approfittavamo diabolicamente dei piccoli e dei poveri. Perdonaci Signore."

(Cardinale Seán Patrick O'Malley, O.F.M.)

Perdono per i peccati contro donne, famiglia e giovani:

"Chiedo perdono a nome di tutti nella Chiesa, soprattutto noi uomini, provando vergogna per tutte le volte che non abbiamo riconosciuto e difeso la dignità delle donne, per quando le abbiamo rese mute e succubi, e non poche volte sfruttate, specie nella condizione della vita consacrata. Chiedo perdono, provando vergogna per tutte le volte che abbiamo giudicato e condannato prima di prenderci cura delle fragilità e ferite della famiglia. Chiedo perdono, provando vergogna, per tutte le volte che abbiamo rubato la speranza e l’amore alle giovani generazioni, quando non abbiamo compreso la delicatezza dei passaggi di crescita, del travaglio della formazione dell’identità, e non siamo disposti a sacrificarci per il loro diritto di esprimere talenti e professionalità trovando un dignitoso lavoro e ricevendo un giusto salario. Chiedo perdono, provando vergogna per tutte le volte in cui abbiamo preferito vendicarci, anziché impegnarci nella ricerca della giustizia, abbandonando chi sbaglia nelle carceri e ricorrendo all’uso della pena di morte. Perdonaci Signore."

Perdono per la povertà spirituale e materiale:

"Chiedo perdono a nome di tutti nella Chiesa, provando vergogna per quando abbiamo girato la testa dall’altra parte di fronte al sacramento del povero, preferendo adornare noi stessi e l’altare di colpevoli preziosità che sottraggono il pane all’affamato. Chiedo perdono, provando vergogna per l’inerzia che ci trattiene dall’accogliere la chiamata a essere Chiesa povera dei poveri e che ci fa cedere alla seduzione del potere e alle lusinghe dei primi posti e dei titoli vanagloriosi. Chiedo perdono, provando vergogna, per quando cediamo alla tentazione di nasconderci al centro, protetti dentro i nostri spazi ecclesiali malati di autoreferenzialità, resistendo a uscire, trascurando la missione nelle periferie geografiche ed esistenziali. Perdonaci Signore."

Perdono per le offese alla verità e alla dottrina:

"Chiedo perdono provando vergogna per tutte le volte che nella Chiesa, in particolare noi pastori ai quali è affidato il compito confermare i fratelli e le sorelle nella fede, non siamo stati capaci di custodire e proporre il Vangelo come fonte viva di eterna novità, forse “indottrinandolo” e rischiando di ridurlo a un cumulo pietre morte da scagliare contro gli altri. Chiedo perdono, provando vergogna per tutte le volte che abbiamo dato giustificazione dottrinale a trattamenti disumani. Chiedo perdono, provando vergogna per quando non siamo stati testimoni credibili del fatto che la verità libera, per quando abbiamo ostacolato le diverse legittime inculturazioni della verità di Gesù Cristo, il quale percorre sempre i sentieri della storia e della vita per farsi trovare da coloro che vogliono seguirlo con fedeltà e gioia. Chiedo perdono, provando vergogna per le azioni e le omissioni che hanno impedito e ancora rendono difficile la ricomposizione in unità della fede cristiana nella nostra vita, e l’autentica fraternità di tutto il genere umano. Perdonaci Signore."

Perdono per gli ostacoli alla sinodalità:

"Chiedo perdono, provando vergogna per gli ostacoli che frapponiamo all’edificazione di una Chiesa veramente sinodale, sinfonica, consapevole di essere popolo santo di Dio che cammina insieme riconoscendo la comune dignità battesimale. Chiedo perdono, provando vergogna per tutte le volte che non abbiamo ascoltato lo Spirito Santo, preferendo ascoltare noi stessi, difendendo opinioni e ideologie che feriscono la comunione in Cristo di tutti, attesi alla fine dei tempi dal Padre. Chiedo perdono, provando vergogna per quando abbiamo trasformato l’autorità in potere, soffocando la pluralità, non ascoltando le persone, rendendo difficile la partecipazione alla missione della Chiesa di tanti fratelli e sorelle, dimenticando di essere tutti chiamati nella storia, per la fede in Cristo, a divenire pietre vive dell’unico tempio dello Spirito Santo. Perdonaci Signore."

Altri Momenti di Preghiera e Eventi

Oltre alla liturgia penitenziale, il calendario della sessione sinodale prevede altri importanti momenti spirituali e di riflessione:

  • Ritiro Spirituale Iniziale: Come lo scorso anno, l'inizio del Sinodo sarà preceduto da un ritiro spirituale di due giorni.
  • Messe di Apertura e Chiusura: Si terranno rispettivamente mercoledì 2 e domenica 27 ottobre.
  • Celebrazione Ecumenica: La sera dell'11 ottobre si ripeterà l'esperienza di una preghiera ecumenica in piazza dei Protomartiri (lo spiazzo tra la basilica di San Pietro, il camposanto teutonico e il palazzo della sacrestia). La celebrazione, alla presenza del Pontefice, dei delegati fraterni e di vari altri rappresentanti di Chiese e comunità ecclesiali presenti a Roma, è in collaborazione con la Comunità di Taizé. La data è simbolica, poiché segna l'anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962), ed è un'occasione per "rendere grazie per tutti i frutti ecumenici che si sono sviluppati nello slancio del Concilio".
  • Canonizzazione di alcuni Beati: Domenica 20 ottobre è in programma una cerimonia di canonizzazione.
  • Ritiro Spirituale Finale: Il 21 ottobre è prevista una nuova giornata di ritiro spirituale, in vista del discernimento sulla bozza del Documento finale.

«L'ecumenismo base del dialogo interreligioso»

Struttura dei Lavori Sinodali

I lavori sinodali saranno suddivisi in cinque Moduli, ciascuno dei quali prevede sessioni in Assemblea plenaria (Congregazioni Generali) e nei Gruppi di lavoro, che si alterneranno. Ognuno dei primi quattro Moduli avrà un focus tematico specifico, costituito da una Sezione dell'Instrumentum Laboris (IL).

Infografica sulla struttura dei moduli del Sinodo

Il Modulo conclusivo sarà dedicato alla discussione e approvazione del Documento finale da sottoporre all'attenzione del Santo Padre, "a cui spetta decidere le modalità con cui rilanciarlo alla Chiesa intera", come ha ricordato padre Giacomo Costa, segretario speciale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Spetta all'assemblea indicare i passi da compiere per crescere come Chiesa sinodale relativamente alle tematiche proposte dall'Instrumentum Laboris.

L'Impatto Ecumenico e i Forum Aperti

Nonostante permanga l'obbligo della riservatezza riguardo ai lavori sinodali, come nella sessione precedente, alcune iniziative mirano ad aumentare la trasparenza e il coinvolgimento del pubblico:

  • Forum Teologico-Pastorali: Il 9 e il 16 ottobre, dalle 18 alle 19.45, si svolgeranno quattro "forum teologico-pastorali", ossia riunioni aperte al pubblico. Durante questi forum, saranno presentati, da diverse prospettive, alcuni aspetti di quattro temi rilevanti per il percorso dell'Assemblea. Questa novità nasce dalla richiesta dei partecipanti al Sinodo per meglio comprendere le questioni sinodali e offre al pubblico l'opportunità di approfondire le questioni e le diverse prospettive teologiche.

L'apertura di questi forum e l'aumento dei delegati fraterni sottolineano un "forte impulso ecumenico e penitenziale" che caratterizza questa sessione, trasformando il Sinodo dei vescovi sempre di più in un'assemblea ecclesiale che mira a una maggiore partecipazione e comprensione.

«L'ecumenismo base del dialogo interreligioso»

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