Liturgia del Giorno: Celebrazione Eucaristica e Insegnamenti Spirituali per il 19 Giugno

La liturgia del giorno 19 giugno, pur potendo variare a seconda del calendario liturgico specifico dell'anno, offre un ricco panorama di letture e riflessioni. Il presente testo raccoglie spunti e passaggi biblici che, in diverse configurazioni, possono illuminare questa giornata, con una forte enfasi sulla Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini), tema preminente nei testi forniti, integrato da altri insegnamenti fondamentali sulla preghiera, l'amore fraterno e l'apostolato.

Tematica foto: calice e ostia eucaristica illuminati in chiesa

La Solennità del Corpus Domini: Il Dono del Corpo e Sangue di Cristo

La celebrazione del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, più nota come Corpus Domini, è un momento di profonda adorazione della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia. Questa solennità ci invita a meditare sul dono immenso di Cristo, che si rende presente nella comunità riunita per celebrare e rimane nell'ostia consacrata per unirci a sé e comunicarci la sua vita divina. L'Agnello immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione.

Prima Lettura: La Prefigurazione di Melchisedek (Gen 14,18-20)

Nel libro della Genesi, incontriamo la figura misteriosa di Melchìsedek, re di Salem. Egli era sacerdote del Dio altissimo e offrì pane e vino ad Abramo, benedicendolo con le parole: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». In risposta, Abramo gli diede la decima di tutto.

Melchisedek, nonostante sia citato poche volte nella Sacra Scrittura, ha un'importanza grandissima. Nella sua funzione sacerdotale, egli è una prefigurazione della missione di sacerdote del Figlio di Dio, un aspetto che sarà ripreso nel Nuovo Testamento dalla lettera agli Ebrei. Il suo gesto semplice e solenne di offrire pane e vino è stato interpretato dalla tradizione patristica come un'anticipazione dell’Eucaristia. Già dalla notte dei tempi, la Santissima Eucaristia era stata annunciata in vari modi e sotto diverse immagini, ma solo con l’Incarnazione il progetto di Dio è venuto alla luce.

Salmo Responsoriale

Le risposte del salmo invitano alla lode e alla fiducia in Dio:

  • R. Ti loderò fra i popoli, Signore.
  • Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Il salmista esprime la sua ferma devozione: «Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore. Voglio cantare, voglio inneggiare: svégliati, mio cuore, svegliatevi arpa e cetra, voglio svegliare l'aurora. Ti loderò fra i popoli, Signore, a te canterò inni fra le nazioni: grande fino ai cieli è il tuo amore e fino alle nubi la tua fedeltà. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, su tutta la terra la tua gloria.»

Seconda Lettura: L'Istituzione dell'Eucaristia (1Cor 11,23-26)

San Paolo Apostolo ai Corìnzi ci trasmette ciò che ha ricevuto dal Signore riguardo all'istituzione dell'Eucaristia: «Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.»

Le parole di San Paolo hanno una portata eccezionale, rivelando come la fede della Chiesa delle origini abbia centrato la sua attenzione sull’importanza del sacrificio eucaristico. Celebrare l’Eucaristia riporta immediatamente al sacrificio della croce e al dono del corpo spezzato e del sangue versato dal Figlio. È il contenuto della nostra fede. Tuttavia, l'Apostolo esorta a non cadere nella stanca abitudine, ma a comprendere che l'Eucaristia è il dono più grande che Dio ci ha fatto, e a essere consapevoli della responsabilità che ne deriva.

Tematica foto: affresco dell'Ultima Cena

Vangelo: La Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci (Lc 9,11b-17)

Il Vangelo di Luca narra un episodio significativo: «In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: “Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta”. Gesù disse loro: “Voi stessi date loro da mangiare”. Ma essi risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente”. C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: “Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa”. Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.»

Questo brano evidenzia l'accoglienza e la condivisione di Gesù. Egli si prende cura dei "stanchi, poveri e malati" che lo seguono, insegnando, guarendo e saziando la fame. Gesù è il vero pastore che non lascia indietro nemmeno una pecora, trasformando un insieme informe di persone in un popolo unito intorno a un'unica mensa. Di fronte al bisogno, il Maestro risponde benedicendo il poco che abbiamo e sfamando ogni fame con un pane che non si esaurisce mai: il pane eucaristico, attraverso cui il Signore resta in mezzo a noi. È importante non solo nutrirsi di questo pane, ma anche fermarsi in devota adorazione, poiché è lì che avviene il miracolo più grande: quello della nostra conversione. Gesù si è fatto pane per noi e ci chiede di accogliere e vivere questo atto d'amore, un compito alto che siamo chiamati a vivere ogni giorno.

Illustrazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci

Preghiera dei Fedeli per l'Eucaristia

Invitiamo a pregare insieme, dicendo: Donaci, Signore, il tuo pane di vita.

  • Perché la Chiesa sappia sempre accogliere la povertà umana e, attraverso la tua Parola, sappia trasformarla in abbondanza.
  • Perché guardando il nostro corpo ci ricordiamo sempre che tu ne hai avuto uno uguale.
  • Perché la nostra fede non si limiti a una sterile adesione formale, ma si incarni in ricchezza spirituale.
  • Perché la coscienza del tuo sacrificio si trasformi in coraggio di fronte ai nostri.

O Padre, tu ci hai redenti col corpo e il sangue del tuo unico Figlio. L'immensità di questo amore resta per noi un mistero. Aiutaci a non ammirarlo soltanto, ma a viverlo, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.

Altre Letture e Riflessioni Spirituali

Oltre alla solennità eucaristica, la liturgia del 19 giugno può includere altre letture che arricchiscono la nostra comprensione della fede e della vita cristiana.

Dagli Atti degli Apostoli: Il Concilio di Gerusalemme (At 15,22-31)

Negli Atti degli Apostoli, viene descritta la decisione degli apostoli e degli anziani, con tutta la Chiesa, di inviare Giuda, chiamato Barsabba, e Sila ad Antiochia insieme a Paolo e Bàrnaba. Attraverso di loro, fu inviato uno scritto che chiariva la posizione della Chiesa riguardo ai fratelli provenienti dai pagani:

«Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!»

Questo passaggio mostra l'unità della Chiesa primitiva e la sua guida dello Spirito Santo nel dirimere questioni importanti per la vita dei credenti.

Vangelo secondo Giovanni: Il Comandamento dell'Amore (Gv 15,12-17)

Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.»

Questo brano sottolinea l'importanza suprema dell'amore fraterno e l'amicizia profonda che Gesù offre ai suoi discepoli. Egli li chiama amici, non servi, rivelando loro la volontà del Padre e costituendoli per portare frutto duraturo.

Un'antifona associata recita: «Alleluia, alleluia. Vi ho chiamato amici, dice il Signore, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.»

Rappresentazione di Gesù che insegna ai discepoli

Vangelo secondo Matteo: La Preghiera Sincera (Mt 6,7-15)

Gesù istruisce i suoi discepoli sulla preghiera: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.»

Come osservava Sant'Agostino, "Verbo crescente, verba deficiunt" - quando il Verbo di Dio cresce, le parole dell'uomo vengono meno. Gesù ci invita a reimparare il silenzio e l'ascolto interiore per far abitare Dio in noi. Un cuore attento, silenzioso e aperto è più importante di tante parole. Dio ci conosce nell’intimo e ci ama, e questo dovrebbe essere sufficiente. Questa preghiera converte la nostra, ponendoci in condizione di "esaudire Dio" prima ancora di chiedergli di esaudirci. La preghiera inizia con domande rivolte a Dio: "Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà".

Vangelo secondo Matteo: La Giustizia nel Segreto (Mt 6,1-6.16-18)

Gesù ammonisce i suoi discepoli a non praticare la giustizia per essere ammirati dagli uomini: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.»

Questo brano invita a un'autentica pratica della fede, dove le opere di bene, la preghiera e il digiuno siano motivati da un cuore sincero e rivolti unicamente a Dio, che "vede nel segreto" e ricompensa con giustizia.

Seconda Lettera di San Paolo ai Corìnzi: La Difesa dell'Apostolato (2Cor 11,1-11)

San Paolo, con una "gelosia divina" per i Corinzi, difende la purezza del Vangelo che ha loro annunciato: «Fratelli, se soltanto poteste sopportare un po’ di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta. Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. Infatti, se il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, o se ricevete uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. Ora, io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi “super apostoli”! E se anche sono un profano nell’arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a voi. O forse commisi una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunciato gratuitamente il vangelo di Dio? Ho impoverito altre Chiese accettando il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. E, trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno, non sono stato di peso ad alcuno, perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedònia. In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire. Cristo mi è testimone: nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acàia! Perché? Forse perché non vi amo?»

Paolo rivela il suo zelo per la comunità di Corinto, temendo che possano essere sviati da falsi insegnamenti. Egli sottolinea la gratuità del suo annuncio del Vangelo e la sua dedizione disinteressata, a testimonianza del suo amore per loro.

Un salmo responsoriale alternativo a questa lettura afferma: «R. Le opere delle tue mani sono verità e diritto. Oppure: R. Amore e verità è la giustizia del Signore.» E ancora: «Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, tra gli uomini retti riuniti in assemblea. Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano. Il suo agire è splendido e maestoso, la sua giustizia rimane per sempre. Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie: misericordioso e pietoso è il Signore. Le opere delle sue mani sono verità e diritto, stabili sono tutti i suoi comandi, immutabili nei secoli, per sempre, da eseguire con verità e rettitudine.»

L'antifona associata ricorda: «Alleluia, alleluia. Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».»

L'Importanza della Generosità (2Cor 9,6-11)

Il principio della generosità è espresso chiaramente: «Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: “Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno”. Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.»

Questa esortazione invita i credenti a donare con gioia e liberalità, fiduciosi che Dio ricompenserà ogni atto di generosità e farà fruttificare le opere di giustizia.

Il Salmo Responsoriale (Sal 111/112) che segue recita: «R. Beato l’uomo che teme il Signore. Beato l’uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre. Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s’innalza nella gloria.»

La prova della generosità

Antifone di Riferimento Liturgico

Diverse antifone accompagnano le celebrazioni:

  • Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
  • Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
  • Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
  • Una cosa ho chiesto al Signore; questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 26,4)
  • Dice il Signore: «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi».
  • Ascolta, o Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto: non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
  • Ecco il servo fedele e prudente, che il Signore ha messo a capo della sua famiglia, per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)
  • «Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo», dice il Signore.
  • Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano: piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. (Sal 91,13-14)
  • La bocca del giusto medita sapienza e la sua lingua esprime verità; la legge del suo Dio è nel suo cuore.
  • Padre santo, custodiscili nel tuo nome, perché siano, come noi, una cosa sola.

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