Le sofferenze di Padre Pio da Pietrelcina

Il 23 settembre la Chiesa celebra San Pio da Pietrelcina, figura tra le più note della storia religiosa moderna. In questa data ricorre anche l'anniversario della sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968. Proclamato santo nel 2002 da Papa Giovanni Paolo II, Padre Pio è un esempio di profonda fede e incommensurabile sofferenza, che lo ha reso simile a Gesù Crocifisso.

La sua vita è stata segnata da un'esperienza unica e dolorosa: per cinquant'anni portò impresse sul proprio corpo le stimmate, i segni della passione e morte di Gesù. Queste ferite, sempre vive e sanguinanti, erano fonte di dolori lancinanti e continui. Ogni movimento del corpo comportava fitte acute, giorno e notte. La scienza medica non trovava spiegazioni, poiché una piaga o guarisce o diventa cancrena. Di fronte a questa realtà, Padre Pio è ricordato come un esempio di sofferenza accettata per "collaborare" con Gesù alla salvezza e alla redenzione dei suoi fratelli.

stimmate di Padre Pio

Tuttavia, le stimmate non furono l'unica fonte di sofferenza nella vita del santo. Pochi sanno che Padre Pio fu tormentato per tutta la vita da continui e misteriosi malanni.

Le malattie misteriose di Padre Pio

Il dottor Michele Capuano, medico e amico di Padre Pio per quarant'anni, fu chiamato a far parte della "commissione storica" del processo di beatificazione del cappuccino. Il suo compito specifico era studiare, da un punto di vista medico, le stimmate e le numerose malattie del santo. Dopo anni di studio, il dottor Capuano poté affermare di avere una visione completa dei malanni che afflissero Padre Pio.

Secondo il racconto del dottor Capuano, le malattie di Padre Pio ebbero inizio fin dall'infanzia:

  • A sei anni fu colpito da una grave enterite che lo costrinse a letto per un lungo periodo, guarendo poi in maniera inspiegabile.
  • Durante un soggiorno a Venafro nel 1911, trascorse un lungo periodo a letto, nutrendosi per 21 giorni solo della Comunione ricevuta al mattino.
  • Negli anni giovanili fu colpito da bronchite asmatica, che lo tormentò fino alla morte, con crisi talvolta così gravi da togliergli il respiro.
  • Soffrì di una grave calcolosi renale, con coliche frequenti e dolori talmente forti da costringerlo a piegarsi in due.
  • Una dolorosa gastrite cronica, che si trasformò in ulcera, si manifestò negli anni giovanili. Nei giorni di crisi, non poteva né mangiare né bere, vomitando tutto.

L'alimentazione di Padre Pio fu sempre parca, insufficiente rispetto alle sue innumerevoli ore di lavoro e preghiera. La gastrite non lo abbandonò mai.

Un'altra preoccupazione per Padre Pio fu la sordità, che temeva potesse impedirgli di svolgere la sua missione di confessore. Pregò Dio affinché gli togliesse piuttosto la vista, piuttosto che l'udito, nonostante sapesse quale tormento fosse la cecità, avendo sofferto più volte di periodi di cecità assoluta.

Le malattie di Padre Pio risultavano spesso inspiegabili ai medici per la loro origine e il loro decorso. Si manifestavano e scomparivano con una rapidità sconcertante, a volte tanto gravi da far temere per la sua vita, per poi risolversi improvvisamente. Non erano malattie immaginarie, ma oggettive, riscontrabili clinicamente, eppure refrattarie alle cure.

Schemi medici che illustrano patologie

Interventi chirurgici e altre patologie

Padre Pio fu anche sottoposto a diverse visite per controllare il suo stato psichico. Fu visitato anche dal professor Amico Bignami, medico di fama internazionale, ordinario di Patologia Medica all'Università di Roma, che non era credente e non attribuiva origine mistica alle stimmate.

Nel 1925, Padre Pio subì un intervento chirurgico per un'ernia inguinale, con la sola anestesia locale.

Successivamente, si formò sul collo una grossa cisti che gli impediva di muovere il capo e di dormire la notte.

Un terzo intervento chirurgico lo subì all'orecchio per un epitelioma, un tumore della pelle, che a quei tempi era considerato incurabile.

I suoi superiori erano molto preoccupati per la sua vita. I medici ordinarono terapie a base di radiazioni, ma Padre Pio si sottopose solo a due sedute.

Nel maggio 1956, Padre Pio fu colpito da una grave pleurite essudativa con versamento nel sacco pleurico, una condizione molto seria.

Negli anni della vecchiaia, fu tormentato dall'artrite e dall'artrosi, con articolazioni bloccate e dolori acuti ad ogni movimento. Per alzare il braccio, quando dava la benedizione, doveva farsi aiutare da un confratello.

Le febbri inspiegabili: un caso unico

Uno dei fenomeni fisici più misteriosi che si manifestavano nel corpo di Padre Pio erano le ipertermie, febbri altissime, definite "da cavallo", che rappresentano un caso unico nella storia della medicina e sono note in campo mistico in figure come San Giovanni della Croce, Santa Teresa d'Avila e Santa Margherita Alacoque.

I primi ad osservare queste febbri furono i medici dell'ospedale militare di Napoli, dove Padre Pio fu chiamato a prestare servizio militare alla fine del 1915, all'età di 28 anni, data la sua salute già malandata.

Scoprirono che il giovane religioso era soggetto a febbri altissime, che nessun termometro in dotazione riusciva a misurare. La sua fronte scottava, gli occhi erano lucidi e il polso galoppava. La febbre era una compagnia abituale per Padre Pio, come si evince dalle lettere che scriveva al suo direttore spirituale.

Il primo a misurare con esattezza la temperatura fu un medico di Foggia. Dopo aver distrutto vari termometri, il medico ricorse a un termometro per misurare la temperatura dell'acqua. Misurò la febbre a Padre Pio e la colonnina di mercurio si fermò a 48 gradi. Il medico non credeva ai propri occhi, ma riprovando ottenne lo stesso risultato.

Grafico che illustra temperature corporee anomale

Lo studio scientifico di queste febbri fu ripreso dal dottor Giorgio Festa nel 1920. Misurando la temperatura di Padre Pio con metodo, due volte al giorno, e chiedendo al superiore del convento di fare altrettanto in sua assenza, ottenne risultati incredibili.

Il fenomeno era scientificamente inammissibile. Il dottor Festa fece una ricerca nella storia della medicina, trovando che Julius Friedrich Cohnheim, nel suo "Trattato di patologia generale", menzionava temperature straordinarie (42,5 - 43 e persino 44 gradi) in casi di attacchi epilettici ed uremici, e nel tetano. Tuttavia, anche in questi casi estremi, si era lontani dai 48 gradi registrati in Padre Pio.

La sofferenza come cammino spirituale

Padre Pio interpretava la sua sofferenza non come una condanna, ma come una partecipazione alla Passione di Cristo e un mezzo per la salvezza delle anime. La sofferenza, sia fisica che morale e mistica, era vista come una prova, una crisi che poteva portare a un rinnovato cammino spirituale.

Nella sua corrispondenza con i direttori spirituali, Padre Benedetto e Padre Agostino, Padre Pio esprimeva un profondo desiderio di soffrire per amore di Gesù e per il bene delle anime. Scriveva:

"Credete pure, padre mio, che delle sofferenze me ne fo una felicità. Gesù stesso vuole le mie sofferenze; ne ha bisogno per le anime."

Per Padre Pio, il dolore era "la parte migliore" di ciò che la vita potesse offrire, poiché in esso sperimentava una maggiore vicinanza del Signore. Questa sofferenza, vissuta senza conforto, era offerta come vittima per alleviare i dolori di Cristo e contribuire alla salvezza umana.

Il Santo vedeva la sua sofferenza nella luce della Croce di Cristo. Accettava le prove, i tormenti del demonio, le afflizioni del mondo e delle persone care, perché permessi da Dio per i suoi alti fini. La sofferenza, se vissuta per amore di Dio, non poteva sopraffarlo.

Gesù stesso insegnò a Padre Pio che "Sotto la croce s’impara ad amare" e che la sofferenza è dono per le anime più care. Il cristiano, dunque, deve vedere nella sofferenza un segno di amore particolare del Signore, che la permette affinché l'uomo, sostenuto dalla grazia, possa essere più simile a Cristo.

Il dolore e la sofferenza di Padre Pio

La sua vita fu un continuo esempio di come accettare la propria croce, ciò che significa sofferenza, per seguire il Signore. Non si trattava di soffrire meno degli altri, ma di soffrire in un modo nuovo, con Cristo e in Cristo, per poi partecipare alla sua gloria.

La vita dedicata alla preghiera e alla carità

Padre Pio fu innanzitutto un uomo di preghiera. Ogni giorno dedicava lunghe ore alla preghiera personale, alla Messa, alla confessione e alla recita del rosario, che definiva la sua arma contro il male.

La sua Messa era un'esperienza spirituale intensa, che poteva durare diverse ore, durante le quali riviveva in spirito la Passione di Cristo. Il suo ministero della confessione era altrettanto centrale: passava dalle 10 alle 12 ore al giorno a confessare i fedeli, offrendo consigli spirituali e mostrando un dono speciale nel discernimento dei cuori.

Oltre alla sua vita mistica, Padre Pio fu profondamente impegnato nella carità. Nel 1956 fondò la Casa Sollievo della Sofferenza, un moderno ospedale per alleviare le sofferenze fisiche e spirituali dei malati, un riflesso della sua convinzione che la carità cristiana dovesse manifestarsi in atti concreti di servizio.

Nonostante le critiche e i dubbi sollevati da alcune autorità ecclesiastiche riguardo all'autenticità dei suoi fenomeni mistici, Padre Pio rimase umile e obbediente. La sua fede incrollabile e la sua devozione silenziosa alla fine prevalsero, portando al suo pieno riconoscimento come santo.

Morì il 23 settembre 1968, lasciando un'immensa eredità spirituale fondata sull'umiltà, la preghiera, la sofferenza accettata e la carità. La sua figura continua a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo, testimoniando la grazia divina all'opera e incarnando una delle più alte espressioni di santità nella Chiesa contemporanea.

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