La Blasphemy e le Dichiarazioni di Papa Francesco sulla Vergine Maria

La questione di quando l'esclamazione del nome di Dio o della Madonna possa costituire un peccato, in particolare mortale, è un tema di grande rilevanza spirituale. Spesso, in momenti di meraviglia o di stizza, si può essere portati a esclamare frasi come: "e vabbè Madonna però". Tale comportamento solleva interrogativi sulla sua natura peccaminosa, specialmente in assenza di una chiara intenzione di offendere. Sebbene l'intenzione di offendere la Santa Vergine non sia presente, la riflessione sulla gravità di tali espressioni è profonda.

La Natura e la Gravità della Blasphemy

La bestemmia si oppone direttamente al secondo comandamento: "Non nominare il Nome di Dio invano". Essa consiste nel proferire contro Dio - interiormente o esteriormente - parole di odio, di rimprovero, di sfida, nel parlare male di Dio, nel mancare di rispetto verso di lui nei propositi, nell'abusare del nome di Dio. San Giacomo disapprova coloro "che bestemmiano il bel nome (di Gesù) che è stato invocato" sopra di loro (Gc 2,7).

Illustrazione biblica del secondo comandamento o raffigurazione della Madonna in contesto spirituale

Peccato Mortale e Intenzione

È sbagliato giudicare la moralità degli atti umani considerando soltanto l'intenzione che li ispira, o le circostanze (ambiente, pressione sociale, costrizione o necessità di agire, ecc.) che ne costituiscono la cornice. Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale. Ciò include atti quali la bestemmia e lo spergiuro, l'omicidio e l'adulterio. Questo vale tanto se è contro l'amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro ecc., quanto se è contro l'amore del prossimo, come l'omicidio, l'adulterio, ecc. La proibizione della bestemmia si estende alle parole contro la Chiesa di Cristo, i santi, le cose sacre. È blasfemo anche ricorrere al nome di Dio per mascherare pratiche criminali, ridurre popoli in schiavitù, torturare o mettere a morte.

La Blasphemy come Atto di Fede Negativa

Un vero ateo non bestemmia, poiché non dovrebbe nominare ad ogni momento un Essere che secondo lui non esiste, sia pure per insultarlo. La bestemmia, a ben pensarci, implica una sua 'fede' nell'esistenza di Dio: ma una fede tutta negativa, tutta diabolica. Anche il diavolo crede in Dio (non potrebbe farne a meno); eppure lo bestemmia! Paradossalmente, il coro infernale delle bestemmie è una testimonianza indiretta che Dio esiste e che non può essere dimenticato dalle coscienze: o per rendergli lode, o per coprirlo di insulti.

🔵 LA BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO

Le Conseguenze della Blasphemy Secondo la Tradizione e i Santi

San Giovanni Maria Vianney afferma: "Nell'uomo ci sono due grida: quello dell'angelo e quello della bestia, cioè della preghiera e della bestemmia! ...È un miracolo straordinario che non sia sradicata dal fulmine e schiacciata da ogni sorta di mali la casa del bestemmiatore. State in guardia: se la bestemmia regna nelle vostre case... tutto andrà in rovina". San Bernardino da Siena aggiunge che "La lingua del bestemmiatore è una spada che trafigge il cuore di Dio".

Le conseguenze spirituali sono gravi: "Per la bestemmia vengono sulla Terra le guerre, le carestie, i terremoti, le pestilenze. Il bestemmiatore attira il castigo di Dio su se stesso, sulla sua famiglia e sulla società: Dio, per la bestemmia, spesso punisce gli uomini in generale, ma a volte punisce anche il singolo in particolare. Pur se nel corso della vita ci sono dei bestemmiatori che non vengono puniti dalla giustizia di Dio, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza: S. Paolo dice: 'Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato' (Galati 6,7)". "Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l’orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore. Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore."

La Depenalizzazione della Blasphemy in Italia

La bestemmia, purtroppo, è oggi considerata solo un illecito amministrativo, essendo stata depenalizzata con la Legge 25 giugno 1999, n. 205. Tale legge stabilisce: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309 [...]. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti". Quindi, oggi chi, senza rispetto, "pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità", è soggetto a una sanzione amministrativa.

La Blasphemy Contro lo Spirito Santo: Il Peccato Imperdonabile

Un aspetto particolarmente grave della bestemmia è quella contro lo Spirito Santo. Cristo stesso afferma che, "se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro" (Mt 12,31). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro. Papa Francesco ha ribadito questo concetto, spiegando che l'unzione sacerdotale di Gesù fu opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria. Bestemmiare contro questo significa bestemmiare sul fondamento dell'amore di Dio, che è la redenzione, la ri-creazione; bestemmiare sul sacerdozio di Cristo. Il Signore perdona tutto, ma chi dice queste cose (bestemmiando contro lo Spirito Santo) è chiuso al perdono e non si lascia perdonare.

Le Dichiarazioni di Papa Francesco sulla Vergine Maria

Nel dicembre 2019, in occasione della Messa serale nel giorno della Vergine di Guadalupe, Papa Francesco ha pronunciato un discorso che ha suscitato diverse interpretazioni e discussioni. Il Pontefice ha sottolineato il ruolo della donna nella Chiesa, definendo Maria con tre aggettivi: donna e Signora, madre e meticcia. Ha affermato che Maria è donna, Signora e discepola, madre del nostro popolo, della Chiesa e figura della Chiesa, madre del nostro cuore.

Fotografia di Papa Francesco che celebra la Messa della Vergine di Guadalupe

Maria "Meticcia" e la Controversia

L'affermazione più discussa è stata quella in cui Papa Francesco ha detto che Maria ha voluto essere "meticcia", ma non solo con Juan Dieguito, si è "meticciata" per essere madre di tutti, perché "meticciò" Dio. Secondo il Pontefice, questo è il grande mistero: Maria madre meticcia del vero Dio e vero uomo. Ha aggiunto: "Quando vengono con storie che bisogna dichiararla questo o quest’altro, bisogna darle nuove dogmi - ha detto il Papa - non perdiamo tempo in queste storie: Maria è donna, Signora, madre di suo figlio e della Santa madre Chiesa gerarchica, ed è meticcia, donna dei nostri popoli che ha fatto Dio meticcio".

Questa espressione ha generato dibattito. Tradizionalmente, i veri cristiani sanno che Maria è la piena di grazia. E in virtù di questa "gratia plena" che Dio Padre Onnipotente ha conferito alla Fanciulla di Nazareth fin dal principio, Maria in Dio tutto può. Per i veri cristiani Maria è l' "Immacolata"; la "sempre Vergine"; la "Madre di Dio"; l' "Assunta in Cielo"; la "Corredentrice", "Regina del Cielo e della Terra". Per alcuni, le parole di Bergoglio, come "madre di suo figlio" anziché "Madre di Dio", e "semplicemente donna, discepola", ridurrebbero la sua dignità. Il termine "meticcio", in senso antropologico stretto, significa "individuo nato da un genitore di razza bianca e da uno di razza diversa". Maria, essendo figlia di ebrei, non sarebbe "meticcia" in senso fisico antropologico. La stessa cosa varrebbe per Gesù. Tuttavia, in senso figurato, "meticcio" è talvolta sinonimo generico di "bastardo", il che ha alimentato le critiche. Già in passato, Papa Francesco aveva espresso idee come "Maria non è nata santa" o che "stava nel buio più fitto", negando implicitamente il dogma dell’Immacolata o ridimensionandone l'interpretazione comune. Aveva anche affermato che ai piedi della croce Maria si è sentita ingannata da Dio Padre Onnipotente, che Le avrebbe detto delle “bugie”; o che "Immacolata concezione significa che Maria è la prima salvata".

La Reinterpretazione di un'Imprecazione: Il Caso del "Cane"

Un altro episodio che ha suscitato discussioni riguarda un aneddoto avvenuto durante la preparazione di una messa privata in una piccola cappella Vaticana. Due operai stavano trasportando una pesante Madonna lignea, quando uno fu colto da un'improvvisa crisi di starnuti, facendo scivolare la statua che cadde su un piede dell'altro operaio. Quest'ultimo, non riuscendo a trattenersi, esplose in un'imprecazione rabbiosa utilizzando una parola fortemente volgare. Ne seguì un momento di silenzio, ma Papa Francesco si avvicinò all'operaio e gli sussurrò: "Caro fratello, hai accostato al nome di nostro Signore quello del miglior amico dell’uomo. Te ne sono grato, sarà per me un’occasione di riflessione."

Il Pontefice incaricò poi uno dei suoi consiglieri più fidati, il teologo German Moscones, di approfondire la liceità di tale imprecazione. I risultati suggerirono che, visto che da secoli si accosta il nome di Dio alla figura dell’agnello ("Agnello di Dio che togli i peccati dal mondo…") e che il cane ha almeno pari dignità, sarebbe discriminatorio non concedere lo stesso privilegio al quadrupede tanto amato dagli esseri umani. Pertanto, la bestemmia dell’operaio fu considerata teologicamente accettabile. Questo evento ha generato sconcerto nell'ala più tradizionalista della Chiesa, evidenziando una potenziale apertura teologica del Pontefice.

Riflessioni Finali sulla Blasphemy e il Rispetto

La bestemmia è un atto incivile, che contravviene al galateo, al senso democratico che vuole il rispetto per ogni convinzione, alla decenza e alla tradizione della maggioranza. Così che anche il non cristiano non dovrebbe dirla, pure l'ateo non potrebbe dirla senza sentirsene offeso. "Tacerà un giorno il Signore, il grande offeso, infinitamente buono ma anche giusto, quando poi giudicherà il nostro atteggiamento vile che non ha difeso Lui dagli oltraggi blasfemi, mentre non è stata spesa una parola buona di correzione per chi ha sbagliato?"

È un richiamo alla riflessione: "O credi o non credi. Se credi, e bestemmi, tu sei un vile balordo. Se non credi, e bestemmi, tu sei un imbecille. Scegli quel che vuoi". Le ragioni per cui si bestemmia sono spesso futili: collera, abitudine, problemi personali. Se io quando mi sento adirato incominciassi a dare a te che mi sei vicino, degli schiaffi, saresti tu soddisfatto se mi scusassi dicendo: Ho fatto così per collera? Se io per abitudine ti tirassi le orecchie e mi scusassi col dire: Lo faccio per abitudine, non parleresti? Ma come si può insultare chi ti ha creato, ti conserva la vita, ti dà l’aria da respirare, la terra che ti sostiene, il cuore che batte, la lingua? Che ti ha fatto Cristo Dio? Si è fatto uomo per te, è morto per te, ha istituito i sacramenti per te, ti vuol salvare coi meriti del suo sangue. Che ti ha fatto Maria Santissima? Ti ha amato qual tenera madre. Che ti hanno fatto i Santi? Hanno predicato Cristo, hanno esteso la Chiesa, hanno aperto gli ospedali, gli asili, hanno consolato gli afflitti, hanno fatto le opere di carità. E se è così perché bestemmi?

Il bestemmiatore si espone a un giudizio severo. "Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato, il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo eppure incomprensibile Nome di Dio in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore il nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ogni volta che ripeterai questa formula ferirai il mio Cuore d’amore. Tu non puoi comprendere la malizia e l’orrore della bestemmia. Se la mia Giustizia non fosse trattenuta dalla Misericordia, schiaccerebbe il colpevole verso il quale le stesse creature inanimate si vendicherebbero, ma io ho l’eternità per punirlo! Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una volta sola: O ammirabile Nome di Dio! Alla Vergine Maria ed ai Santi lode sia!"

Signore, Dio dell'Universo, Creatore dei Cieli e della Terra, nostra Eterna e Perpetua fonte d'infinita e d'immensa sapienza, Abbi pietà di noi. Sia fatta la Tua Sacrosanta Volontà, come in Cielo così in Terra, ma soprattutto in Terra, sopra noi peccatori. Giudicaci, sulla base dei nostri pochissimi, insignificanti meriti e dei nostri immensi ed infiniti peccati, ma abbi Pietà di noi e di queste nostre suppliche, ipocrite e sfacciate, che noi a te rivolgiamo dopo averti orrendamente bestemmiato, o dopo aver commesso altri gravissimi peccati che mai, invece, avremmo dovuto commettere. Sia invece sempre lodato e glorificato il Tuo Santissimo, Altissimo Nome e fatta la Tua Sacrosanta Volontà come in Cielo così in Terra, ma soprattutto in Terra, sopra noi peccatori. Amen.

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