Non è necessario essere ferventi cattolici per confrontarsi con i tabù legati al sesso. La parola stessa, da sempre, genera contrasti e suscita reazioni. Ma tra la morale più bigotta e la lussuria sfrenata, quale percorso indica Dio per l'umanità? Giovanni Scifoni, nel suo spettacolo teatrale "Santo Piacere. Dio è contento quando godo", allestito al Teatro Sala Umberto di Roma a partire dal 7 dicembre, tenta di offrire una risposta.
Lo spettacolo, diretto dal regista Vincenzo Incenzo e impreziosito dalle performance della ballerina Anissa Bertacchini, ha riscosso un notevole successo nelle stagioni precedenti, subendo un'interruzione forzata solo a causa del lockdown. La sua prima rappresentazione risale al 2019.
Riguardo all'evoluzione dello spettacolo dal suo debutto, Scifoni sottolinea l'inevitabile influenza della vita e delle esperienze personali: "Per forza. Lo spettacolo risente tantissimo della vita e di quello che proviamo."
Recentemente, Papa Francesco ha affermato: "I peccati carnali non sono gravi". Questa dichiarazione viene interpretata da Scifoni come un'abile mossa strategica: "Il Papa ha alzato una schiacciata perfetta, da alzatore."
Il Rapporto dei Cattolici con la Sessualità
Spesso i cattolici vengono percepiti come sessuofobici. Scifoni ammette questa tendenza: "Ci sono. Abbiamo dei seri problemi anche noi cattolici." La centralità del sesso nella vita umana, l'ideologia che lo circonda, le aspettative e il senso di inadeguatezza ad esso collegati, lo rendono un elemento cruciale per l'accettazione sociale. Questa dinamica è particolarmente accentuata nella società contemporanea, dominata dall'immagine corporea, dove l'identità sessuale può arrivare a caratterizzare la personalità in modo predominante: "Oggi diciamo 'io sono omosessuale' o 'io sono eterosessuale' come se fosse l'elemento che più di ogni altro caratterizza la nostra personalità. Ma non è vero."

Oltre il Sesso: Altre Forme di Piacere e Connessione
In un matrimonio, per esempio, si scopre una vasta gamma di piaceri che trascendono l'atto sessuale, come l'allattamento. Scifoni cita un esperimento di laboratorio in cui una topolina, posta di fronte alla scelta tra ricevere cocaina o trovare un cucciolo da allattare, optava invariabilmente per quest'ultimo: "Alla fine la topolina sceglieva sempre il cucciolo rispetto alla cocaina." Viene inoltre sfatato il mito che la compagnia tra coppie anziane sia un mero ripiego, sottolineando il suo valore intrinseco: "Spesso si dice delle coppie anziane che si fanno solo compagnia, ma non è poco!"
L'Importanza del Dialogo Familiare sulla Sessualità
Affrontare il tema del sesso con i propri figli è fondamentale, poiché in assenza di un dialogo familiare, saranno altre fonti a colmare il vuoto. La famiglia Scifoni affronta questi argomenti apertamente, senza prevenzioni: "Ne parliamo molto in casa perché se non lo facciamo noi lo fanno altri. Abbiamo affrontato molti temi senza mai prevenire."
Il successo dello spettacolo porta a considerare l'estensione delle date: "Sì, il teatro mi ha chiesto di prolungare dal 26 al 31 dicembre."
Il Successo e la Produzione di "Santo Piacere"
Dopo il trionfo della stagione precedente, con sold-out al Brancaccino, Sala Umberto e Teatro Brancaccio, Giovanni Scifoni ritorna alla Sala Umberto con "SANTO PIACERE Dio è contento quando godo". Lo spettacolo, scritto da Scifoni con la supervisione artistica di Daniele Monterosi, vede la partecipazione della danzatrice Anissa Bertacchini e la regia di Vincenzo Incenzo. La produzione OTI Officine del Teatro Italiano ha venduto oltre 10.000 biglietti a Roma, principalmente grazie al passaparola sui social media, dove Scifoni vanta un vasto seguito grazie ai suoi video virali.

Tra Amore e Desiderio: Un Conflitto Eterno
"Non c'è sesso senza amore" è un semplice ritornello o una verità assoluta? Lo spettacolo interroga il VI Comandamento, invitando a fare i conti con la propria carne. L'eterno conflitto tra anima e corpo, mutando strategie nel corso del tempo, trova in Scifoni un protagonista che mira a porre fine a questa guerra. L'obiettivo è fare luce su una verità catartica in cui l'anima possa godere nel sesso e il corpo abbracciare l'amore puro, in grazia di Dio.
Attraverso un flusso di coscienza che mescola comicità e profondità, Scifoni intreccia riferimenti a papi, martiri, santi, filosofi, scimmie primitive e cardinali futuribili, epoche diverse e tentazioni. La figura femminile, interpretata dalla ballerina Anissa Bertacchini, incombe sulla scena a intervalli regolari, mettendo alla prova la "disintossicazione" del pubblico dal sesso. Liberandosi di pregiudizi e vestiti, Scifoni conduce lo spettatore a una conclusione sorprendente: un ballo lento di affetti e ricordi che, tra risate e commozione, riconcilia piacere e santità.
Giovanni Scifoni: Attore, Autore e Carisma
Noto al grande pubblico anche per le sue apparizioni televisive, Giovanni Scifoni dimostra una solida formazione attoriale in "Santo Piacere". La sua padronanza vocale e corporea, unita a una personalità da mattatore e a un innato carisma, catturano irresistibilmente l'attenzione dello spettatore.
Lo spettacolo affronta il complesso rapporto con il piacere erotico della generazione di mezz'età, toccando temi come l'educazione sessuale degli anni '80, il ruolo della religione e le dinamiche sociali. Nonostante alcune critiche che suggeriscono una superficialità nell'analisi, lo spettacolo raggiunge il suo obiettivo: il consenso del pubblico. La sala gremita ride ininterrottamente, applaudendo il beniamino televisivo.
Stagione 2019/2020 Giovanni Scifoni - SANTO PIACERE
L'Uomo tra Istinto e Fede
Scifoni esplora il rapporto tra sesso e amore, i dubbi e i desideri trasmessi dall'educazione e dalla religione. La difficoltà delle scelte mette costantemente in contrasto fede e godimento. Lo spettacolo tenta di riportare l'anima verso il corpo, facendola abbracciare l'amore puro come via per essere in grazia di Dio. L'uomo viene inizialmente rappresentato come un primate, a simboleggiare la ricerca primordiale dell'accoppiamento.
Prima dell'avvento della religione, il sesso era un fattore naturale legato alla procreazione e al piacere. Attraverso il dialogo con il pubblico, Scifoni evidenzia come il godimento sia spesso schiavo di una percezione religiosa distorta dalla volontà divina. La figura femminile, interpretata da Anissa Bertacchini, appare come una visione angelica, portando lo spettatore a interrogarsi sulla sua possibile natura divina.
Un Percorso tra Risate e Riflessioni
Sebbene concepito come uno spettacolo ilare, in molti quadri, soprattutto iniziali, "Santo Piacere" suscita più sorrisi che risate intense. L'apice emotivo si raggiunge nel quadro finale, commovente e incentrato sulla relazione uomo-donna, arricchito da affetti e ricordi che rendono la scena un riflesso dell'esperienza vissuta da ognuno.
Nonostante non sia uno spettacolo esilarante, offre una visione serena e riflessiva. Ironico, geniale, profondo e leggermente sovversivo, "Santo Piacere" è in costante dialogo con un pubblico che, dalla stagione precedente, riempie la Sala Umberto fino al sold-out. Giovanni Scifoni, partito dai teatri parrocchiali e arrivato alla viralità sui social con i suoi video, attraversa la coscienza umana, cercando un equilibrio tra le domande esistenziali che spesso rimangono inespresse.
Scifoni stesso, parlando del suo spettacolo, afferma: "'Santo piacere' nasce da una fortissima esigenza personale di capire che cosa avesse a che vedere Dio con il fatto che tutta questa energia sessuale che ho dentro e che vedo nel mondo determina così tanto le nostre scelte, le nostre pulsioni, i nostri desideri. Ognuno di noi desidera avere una vita sessuale felice e…non ce l’ha! E facciamo disastri! Allora che centra Dio con tutto questo?"
Le intuizioni più significative emergono da personaggi secondari come Rashid, l'amico musulmano e pizzaiolo, o don Mauro, che con la sua apparente debolezza guida il protagonista attraverso i dubbi esistenziali verso la libertà: "Ma tu Giovanni cosa vuoi? Cosa desideri?".
Scifoni condivide la sua visione del teatro come specchio della realtà: "Io spettatore - spiega - vado al teatro per sentirmi raccontare, cioè io voglio vedermi riflesso in quello che viene raccontato, e così allora posso ridere, posso piangere, rido di me e non di qualcun altro. Non rido perché viene preso in giro il politico o il mio avversario, rido di me, dei miei difetti, dei miei peccatucci." Citando Molière e il detto latino "Castigat ridendo mores" (corregge i costumi ridendo), Scifoni sottolinea come la risata sia uno strumento di auto-correzione.
Anche l'attore, secondo Scifoni, si identifica con il personaggio interpretato: "Ma è anche l'attore che si identifica con quello che fa, cioè non è vero che si trasforma e diventa qualcun altro. Diventa quel personaggio ma questo in qualche modo un po’ gli somiglia, questo qualcun altro che io interpreto in qualche modo mi racconta qualcosa di me, sennò non riesco a interpretarlo, sennò sono finto."