Storia e architettura della Chiesa Parrocchiale di Valbrona

La storia religiosa e architettonica di Valbrona si snoda attraverso i secoli, vedendo come fulcro la Parrocchia dei Santi Apollinare e Materno. Questa istituzione ecclesiastica, inserita nella diocesi di Milano, risulta elencata tra le dipendenze della pieve di Asso fin dal XIII secolo. La "cappella" dei Santi Apollinare e Materno è attestata ufficialmente anche nel 1564 e, dal XVI al XVIII secolo, la parrocchia è stata costantemente documentata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi e dai delegati arcivescovili di Milano.

Nel contesto devozionale locale, la figura di San Michele riveste un ruolo significativo: oltre a essere stato un Santo guerriero, era anche il pesatore di anime, motivo per cui la sua dedicazione avveniva spesso in cappelle presso zone cimiteriali, proprio come nel caso di Visino. Oltretutto, non lontano da Valbrona, esiste la cittadina di Asso con la frazione di Scarenna, che condivide legami storici con il territorio valbronese.

Mappa storica della pieve di Asso e della zona di Valbrona con l'indicazione delle antiche rotte di pellegrinaggio

Evoluzione storica e demografica della parrocchia

Durante la visita dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli nel 1752, nella chiesa parrocchiale dei Santi Materno e Apollinare di Valbrona era attiva la confraternita dei Cinturati, sotto il titolo della Beata Vergine Maria della consolazione, di Sant'Agostino e Santa Monica. All'epoca, il numero dei parrocchiani era di 655, di cui 450 comunicati. Entro i confini parrocchiali esistevano già gli oratori di San Rocco di Maisano e quello della Beata Vergine dei sette dolori in Candalino.

Verso la fine del XVIII secolo, la chiesa possedeva fondi per 34.16 pertiche e il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era salito a 750. Un ulteriore incremento si registrò nel 1898, all'epoca della prima visita pastorale dell'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari, quando il numero dei parrocchiani raggiunse le 1300 unità. In quel periodo, oltre alle confraternite del Santissimo Sacramento e della Madonna della Cintura (fondata nel 1751), era censito anche l'oratorio di Santa Maria della Febbre, detta Madonna della Valle.

STORIA DELLA DIOCESI E DEI VESCOVI DI LANCIANO E ORTONA, parte 1 da Maccafani a Marini

Patrimonio artistico e la Pinacoteca di Brera

L'edificio parrocchiale conserva tesori d'arte di notevole rilievo. San Carlo Borromeo, durante i suoi passaggi, notò uno splendido tabernacolo in legno dorato e un’ancona lignea dipinta con varie immagini. Di eccezionale valore è la tela rappresentante la Vergine con Bambino situata nello scomparto centrale del polittico: si tratta di un'opera certa di Andrea Appiani, della quale è stata ritrovata anche la nota di pagamento originale.

L'arredo pittorico è arricchito da altre cinque tele distribuite su entrambi i lati interni della chiesa, concesse in deposito dalla Pinacoteca di Brera nel 1822. Queste opere raffigurano:

  • San Gaetano da Thiene
  • San Giacomo
  • Un santo cappuccino
  • Un evangelista
  • San Pietro
Illustrazione dettagliata del polittico con la Vergine con Bambino di Andrea Appiani

La Chiesa della Madonna della Valle

L'edificio della Madonna della Valle, con orientamento nord-sud, è collocato in corrispondenza dell’antica mulattiera che collegava Valbrona ad Onno ed è raggiungibile dalla frazione di Maisano. La chiesa venne costruita nel 1799 a seguito di un evento miracoloso e divenne subito meta di pellegrini, in particolare era venerata dagli arrotini della zona.

La facciata della chiesa è preceduta da un ampio portico con copertura a volta ribassata, caratterizzato da un portale d’ingresso con cornice modanata in pietra e due aperture laterali quadrangolari. Sul lato sud è presente un piccolo campaniletto posto in corrispondenza del corpo dell’aula. A partire dal 1940 vennero eseguiti alcuni interventi di restauro e nel 1945 venne realizzato il piccolo sagrato antistante, a seguito dell’acquisto del terreno.

Architettura interna e decorazioni

L’interno presenta una piccola aula quadrangolare sormontata da una cupola, decorata con motivi floreali a grisaille. Al centro della cupola si trova un pannello ligneo con la raffigurazione della Gloria di Sant’Alessandro, opera di Francesco Coghetti applicata nel 1947. Il presbiterio, con abside semicircolare, è delimitato da un gradino e dalle balaustre in pietra; qui l’altare ligneo conserva la piccola statua miracolosa della Madonna con Bambino in alabastro.

Sulla parete laterale sinistra è presente un piccolo altare addossato che ospita una tela del 1865 raffigurante la Madonna col Bambino in Gloria con i Santi Sebastiano e Rocco e due devote, opera del pittore Carlo Gerosa. Quest'opera fu commissionata a seguito di un lascito durante i lavori di restauro integrale dell'edificio iniziati nel 1865 e terminati nel 1870.

Schema architettonico della pianta quadrangolare e della sezione della cupola con decorazioni a grisaille

Nel corso del XIX e XX secolo, la parrocchia dei Santi Apollinare e Materno è rimasta legata al vicariato foraneo di Asso, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi che l'ha attribuita al decanato di Asso, nella zona pastorale III di Lecco.

tags: #valbrona #chiesa #parrocchiale