La Bibbia è un libro straordinario e unico nel suo genere. Oltre tre miliardi di persone la considerano un testo sacro, e sebbene sia il libro più letto della storia, circolano molte idee sul periodo in cui fu scritta, specialmente per quanto riguarda le Scritture Ebraiche, spesso chiamate Antico Testamento.
Per il cristiano che crede che “tutta la Scrittura è ispirata da Dio”, è fondamentale considerare attentamente queste idee contrastanti. La Bibbia ci offre una prospettiva su chi sia Dio, quale sia il suo proposito e come possiamo costruire una relazione con Lui. È un messaggio eterno, in quanto Dio non è cambiato e non cambierà, e l'uomo, pur con tutti i progressi scientifici e tecnici, conserva ancora la stessa natura spirituale di Adamo: creato a immagine di Dio, ma incline alla ribellione, schiavo del peccato e bisognoso della grazia divina per la salvezza. Per questo motivo, il messaggio della Bibbia è oggi più che mai rilevante.
La Struttura e la Denominazione della Bibbia
La parola "Bibbia" deriva dal greco ta biblia, che significa "i libri" (plurale di to biblion, "il libro"). Il nome bibbia deriva dal greco biblìa, "libri (in forma di rotolo)".
Antico Testamento (Scritture Ebraiche)
L'Antico Testamento, o Bibbia ebraica, è la raccolta dei libri sacri degli Ebrei. Si compone principalmente di 39 libri, redatti soprattutto in ebraico (alcuni in aramaico) tra il XV e il V secolo a.E.V. Per i cristiani, la Bibbia si divide in Antico e Nuovo Testamento. Questa sezione contiene opere di genere assai diverso, scritte in un arco di tempo molto vasto, che espongono la storia del popolo d'Israele nell'antichità, le sue leggi e le sue idee religiose.
- Gli Ebrei chiamano la loro scrittura sacra Tanach, dalle iniziali delle parole ebraiche Legge, Profeti e Scritti.
Contenuto dell'Antico Testamento
L'Antico Testamento narra la storia di un Dio che si impegna a riannodare il rapporto spezzato dal peccato e a riaprire all'uomo le porte del regno. Questo avviene attraverso patti stabiliti, come quello con Noè (Genesi 9:9-17) e successivamente con Abraamo (Genesi 12:1-3; 17:1-21) e i suoi discendenti, che formeranno il popolo d'Israele.
I vari libri dell'Antico Testamento, ognuno secondo il proprio genere, raccontano la tumultuosa storia del rapporto tra Dio e il suo popolo. Essi annunciano anche la buona notizia del prossimo avvento del Messia, il quale ripristinerà definitivamente il rapporto tra Dio e gli uomini, e la conclusione di un nuovo patto.
- Pentateuco (Torah): I primi cinque libri della Bibbia, detti anche "I libri di Mosè". Qui si trovano il racconto della creazione, la storia degli eroi biblici della fede, i patriarchi (in particolare Abramo), le vicende degli Ebrei in Egitto e quelle di Mosè. I libri storici della Bibbia ci affermano che la Legge fu rivelata da Dio a Mosè sul monte Sinai, durante il viaggio dall'Egitto alla Palestina.
- Libri Storici e Profetici: I libri storici raccontano l'arrivo del popolo ebreo nella terra promessa e riportano la storia di Israele. Quelli profetici narrano le vittorie, le sconfitte e i rapporti problematici del popolo della promessa con il suo Dio. I profeti biblici, prima dell'esilio, predicavano l'adorazione di un unico Dio, la giustizia e la compassione per i più deboli, e condannavano le forme sbagliate di religione (Amos 4). Durante e dopo l'esilio, i profeti vogliono soprattutto dimostrare che Dio aveva punito gli uomini per i loro peccati, ma annunciano anche che presto li consolerà e li ricondurrà nella loro terra (Isaia 40, 1-11), per rifondare la comunità su basi nuove (Geremia 31; Isaia 55; Ezechiele 40-48), e che l'unico Dio sarà conosciuto e adorato da tutti i popoli della Terra (Isaia 56, 1-8; Zaccaria 14, 16-21).
- Libri Sapienziali o Poetici: Sono in generale i più recenti dell'Antico Testamento. Essi danno consigli pratici di vita (Proverbi 10-31; Siracide), descrivono poeticamente i principi della religione (Proverbi 1-9, Sapienza, Cantico dei Cantici) o discutono in forma polemica le idee religiose di altri autori (Giobbe, Qoelet).
La storia narrata nell'Antico Testamento non è storia in senso moderno, cioè basata su testimonianze antiche e su ricerche scientifiche: essa vuole mostrare il continuo intervento di Dio nelle vicende del popolo d'Israele. Gli studiosi moderni ritengono che quest'idea della storia sia nata al tempo dell'esilio in Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme e la fine del regno di Giuda (587 a.C.).
Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento è l'insieme dei libri sacri dei cristiani che narrano la vita, le opere e le parole di Gesù di Nazareth (Vangeli) e delle prime comunità cristiane (Atti degli apostoli) e che espongono la nuova fede (lettere di Paolo, di Giacomo, di Pietro, di Giovanni, di Giuda e lettera agli Ebrei) e rivelano il destino finale del mondo (Apocalisse di Giovanni). Il centro del messaggio del Nuovo Testamento è la vicenda di Gesù di Nazareth e la fede nella sua resurrezione dopo la morte. Il Nuovo Testamento, che i cristiani ritengono ispirato, consta di 27 libri, scritti in greco nel I secolo E.V.
Il Nuovo Testamento ci mostra che le promesse di Dio trovano pieno compimento in Gesù Cristo. In lui e per mezzo di lui Dio stabilisce un nuovo patto (già annunciato nell'Antico Testamento) che adempie e sopravanza il precedente.
I testi più antichi del Nuovo Testamento sono le lettere di un discepolo di Gesù, Paolo di Tarso, che si rivolge alle comunità cristiane. Gli studiosi ritengono che solo sette lettere del Nuovo Testamento (1 Tessalonicesi, 1 e 2 Corinzi, Galati, Filippesi, Filemone, Romani) siano state scritte da Paolo, mentre le altre (2 Tessalonicesi, Colossesi, Efesini, 1 e 2 Timoteo, Tito) sarebbero da attribuire ai suoi discepoli. Paolo sostiene che per ottenere la salvezza la fede in Cristo è più importante della Legge di Mosè: l'esposizione più completa del suo pensiero si può leggere nella Lettera ai Romani.
- Atti degli Apostoli: Sono la continuazione del vangelo di Luca e narrano le vicende della comunità cristiana dall'assunzione in cielo di Gesù all'arresto di Paolo e al suo arrivo a Roma.
- Apocalisse di Giovanni: Espone per mezzo di simboli una profezia sull'intervento di Dio nella storia, profezia che riguarda sia il presente della comunità cristiana sia il suo futuro ultimo.
Significato di "Testamento"
Il corrispondente sostantivo greco "diathêkê" ha un significato più ampio rispetto all'italiano, tra cui quello di "patto", "alleanza", "contratto". Questo termine è usato perché l'iniziativa parte da Dio che, entrato in relazione con l'uomo, fissa i termini del patto. Ciò avviene nell'Eden, dove Dio concede all'uomo l'usufrutto dell'intero creato. Nondimeno, affinché l'umanità non s'insuperbisca e non pretenda di essere come Dio, il Creatore gli impone un divieto: quello di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male (Genesi 2:17).
Datazione e Composizione della Bibbia
La Bibbia ebraica, o Scritture Ebraiche, contiene numerosi riferimenti cronologici, i quali indicano che i primi libri furono scritti al tempo di Mosè e Giosuè, circa 3.500 anni fa. Mosè terminò di scrivere Genesi nel 1513 a.E.V. Gli scritti di Samuele, Davide, Salomone e altri sono datati all'XI secolo a.E.V.
Dibattito sulla Cronologia Biblica
Uno dei motivi principali per cui viene messa in dubbio la cronologia della Bibbia è che quest'ultima afferma di essere ispirata da Dio. Secondo il prof. Walter Kaiser jr., chi la pensa così asserisce che "il testo [biblico] non è credibile proprio perché dice di avere origine divina, menziona miracoli e parla di Dio". Per un certo periodo fu usata la teoria darwiniana dell'evoluzione per spiegare che le religioni si sono evolute da forme semplici a forme complesse, dall'animismo al politeismo, fino a culminare nel monoteismo. Da allora la critica biblica ha assunto varie forme.
Anche se gli studiosi hanno idee diverse sulla datazione dei libri biblici, molti propendono per la teoria avanzata dal prof. Richard E. Friedman, che scrive: "Antichi scrittori produssero testi di poesia, prosa e legge nel corso di molti secoli. Successivamente alcuni redattori usarono questi documenti come fonti." Il libro Faith, Tradition, and History analizza sia teorie di questo tipo che altre ancora.
Prove Indirette a Sostegno della Datazione Biblica
I primi libri della Bibbia furono scritti su materiale deperibile. Non è quindi realistico aspettarsi di ritrovare gli scritti originali, oppure le prime copie risalenti al tempo di Mosè, Giosuè, Samuele o Davide. È possibile, però, studiare prove storiche indirette dalle quali si conclude che è ragionevole accettare, come fanno vari studiosi e archeologi autorevoli, le date riportate nella Bibbia stessa.
Testi scritti nell'antico Medio Oriente
Tremilacinquecento anni fa, quando come indica la Bibbia vissero Mosè e Giosuè, esistevano testi scritti nell'antico Medio Oriente. I popoli mesopotamici e gli antichi egizi producevano testi storici, religiosi, legali e letterari. Che dire di Mosè e degli israeliti? Il Dictionary of the Old Testament: Pentateuch risponde: "Abbiamo ogni motivo per credere che in Canaan esistessero testi scritti nella tarda età del bronzo [ca. 1550-1200 a.E.V.]". E aggiunge: "Considerata la pratica scrittoria antica, non c'è motivo di dubitare che i testi attribuiti a Mosè siano stati scritti quando sostengono; lo stesso vale per la maggior parte degli altri testi."
Fonti più antiche utilizzate
Sì, alcuni scrittori biblici si rifecero a ‘libri’, che potrebbero essere stati documenti ufficiali, registrazioni genealogiche, opere storiche e documenti tribali e familiari.
Mancanza di documenti biblici più antichi dei Rotoli del Mar Morto
La rivista Biblical Archaeology Review spiega: "Documenti su papiro e pelle non sono sopravvissuti nella maggior parte della Palestina, se non in regioni molto aride come l'area intorno al Mar Morto. In terreni umidi questi materiali si deteriorano. Il fatto che tali documenti non siano stati scoperti non significa quindi che non siano esistiti." Sono stati infatti trovati centinaia di sigilli d'argilla usati per sigillare documenti. I documenti su papiro e pelle sono andati distrutti a causa del fuoco o del terreno umido, ma non i sigilli d'argilla.
Copie o frammenti di questi libri biblici, eccezion fatta per il libro di Ester, si ritrovano nei Rotoli del Mar Morto. Nel 1947, nelle grotte di Khirbet Qumran vicino al Mar Morto, fu scoperto il nascondiglio per i libri sacri di una comunità religiosa, gli Esseni, che visse nelle vicinanze tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. I libri erano contenuti in giare di terracotta ed erano in forma di rotoli di pergamena, o frammenti di rotoli, scritti in ebraico, aramaico e greco. I Rotoli del Mar Morto erano avvolti in fasce di lino e conservati in giare.
I rotoli biblici più antichi giunti fino a noi sono quelli trovati presso il Mar Morto, che però contengono solo una parte dell'Antico Testamento. I migliori esemplari della Bibbia ebraica completa sono del X (codice di Aleppo) o dell'XI secolo d.C.

Preservazione dei manoscritti biblici
Il libro The Bible as It Was spiega: "Le narrazioni, le leggi, le profezie e i salmi giunti fino a noi oggi come parte della Bibbia devono quindi essere stati copiati più e più volte anche durante il periodo biblico. . . . Se questi testi vennero ripetutamente copiati durante il periodo biblico, fu perché venivano usati; avevano un loro ruolo nella vita quotidiana. . . . Nessuno si sarebbe preso la briga di copiare testi senza alcun motivo." Questo significa che i primi libri biblici vennero copiati più e più volte per quasi 1.500 anni fino al I secolo E.V.
Molti studiosi concordano che la mancanza di prove non dimostra che tali manoscritti non siano esistiti. Realisticamente, quanti testi scritti su materiale deperibile sarebbero potuti arrivare fino a noi?
L'opinione di Gesù sulla datazione
Coloro che rispettano la Bibbia potrebbero anche chiedersi: ‘Gesù come considerava la Bibbia ebraica?’ A quel tempo la questione della datazione non fu mai un argomento controverso. Gesù, come gli ebrei in generale, evidentemente accettava le informazioni cronologiche contenute nelle Scritture. Gesù fece riferimento agli scritti di Mosè. Per esempio, menzionò il "libro di Mosè" (Marco 12:26; Giovanni 5:46). Si riferì alle narrazioni di Genesi (Matteo 19:4, 5; 24:37-39), Esodo (Luca 20:37), Levitico (Matteo 8:4), Numeri (Matteo 12:5) e Deuteronomio (Matteo 18:16). Affermò: "Tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè e nei Profeti e nei Salmi dovevano adempiersi."
Tenendo conto della posizione critica di molti studiosi, delle informazioni fornite dalla Bibbia stessa, delle prove storiche indirette e dell’opinione di Gesù, le conclusioni mostrano che si è d’accordo con Gesù, che disse in preghiera a suo Padre, Geova Dio: "La tua parola è verità."
Lingue Originali e Traduzioni
Lingue originali
- L'Antico Testamento è scritto per la maggior parte in ebraico, una lingua semitica (cioè simile all'arabo e a lingue antiche come l'accadico e il fenicio). L'ebraico era la lingua parlata e scritta nel I millennio a.C. nel regno di Giuda; dopo l'esilio in Babilonia fu sostituita come lingua parlata dall'aramaico e poi dal greco, ma è sopravvissuta fino a oggi come lingua sacra e di cultura.
- L'aramaico fu in origine la lingua degli Aramei, un popolo nomade del Vicino Oriente che tra il II e il I millennio a.C. divenne sedentario.
- Il testo greco del Nuovo Testamento ci è stato tramandato da migliaia di manoscritti e da frammenti su papiro ritrovati in Egitto (il più antico è del II secolo d.C.).
Traduzioni
L'Antico Testamento fu tradotto dapprima in greco, poi anche in siriaco e in aramaico. Queste antiche versioni sono importanti per ricostruire il testo originale, perché traducono esemplari in ebraico più antichi di quelli a nostra disposizione. La versione greca dell'Antico Testamento, iniziata attorno al III secolo a.C. con la traduzione del Pentateuco, divenne la scrittura sacra dei cristiani e fu tradotta in molte lingue (latino, siriaco, copto, armeno, etiopico e altre). In Occidente prese il suo posto la traduzione latina di san Girolamo (la Volgata), fatta direttamente sul testo ebraico nel IV secolo d.C., che divenne con il tempo la versione ufficiale della Chiesa di Roma.
Il Nuovo Testamento, assieme all'Antico Testamento greco, fu presto tradotto nelle lingue dei vari paesi in cui si diffuse il cristianesimo. Anche in questo caso la Chiesa cattolica ha usato a lungo come testo ufficiale la traduzione in latino di san Girolamo.
Generi Letterari e Metodi di Lettura
Generi letterari
I vari libri di cui si compone la Bibbia appartengono a diversi generi letterari: storia, poesie, canzoni, letteratura sapienziale, codici, registri, profezie, epistolari, parabole, ecc.
Interpretazione della Bibbia
La Bibbia è un libro di fede, ma è anche un oggetto di studio per gli storici. L'interpretazione religiosa della Bibbia serve per capire cosa vuole dire Dio al lettore in qualsiasi momento della storia, mentre l'interpretazione scientifica vuole scoprire quale significato aveva il testo biblico per l'uomo che l'ha scritto, in un dato momento storico e all'interno di una determinata cultura.
La prima forma di interpretazione della Bibbia furono le aggiunte e le correzioni che vennero fatte ai testi. Gli esemplari più antichi di commentario biblico in ebraico si trovano tra i manoscritti del Mar Morto. Nel cristianesimo l'interpretazione dell'Antico Testamento fu fondamentale per la nascita della nuova religione.
Riferimenti alle Scritture nel Nuovo Testamento
- Con l'appellativo "la Scrittura" nel Nuovo Testamento si suole definire un passo dell'Antico Testamento (cfr. Marco 12:10; Luca 4:21; Romani 9:17; Galati 3:8); le parole di Gesù (Giovanni 2:22); un passo dello stesso Nuovo Testamento (vd., ad es., 1 Timoteo 5:18 in cui si cita Luca 10:7); la Bibbia nel suo insieme.
- Si indicano come "le Scritture" i passi veterotestamentari citati nel Nuovo Testamento (cfr. Matteo 25:54, 56); l'Antico Testamento nel suo insieme.
- "Insegnamenti, precetti, statuti, comandamenti, decreti, parola...". Il Salmo 119 evoca la Parola di Dio quasi in ogni versetto, ogni volta designando la legge di Mosè (e, in senso esteso, tutte le Scritture).
Nel Nuovo Testamento le citazioni della Bibbia (che all'epoca comprendeva solo l'Antico Testamento) erano frequentemente introdotte dalla locuzione "è/sta scritto". Questa era la formula che usavano, ad esempio, lo stesso Gesù (vd. Matteo 4:4, 6, 7, 10 ecc.), gli apostoli (vd. Atti 15:15) e l'apostolo Paolo.
Presentazione Fisica e Organizzazione

Chi apre la Bibbia per la prima volta si accorge immediatamente di trovarsi di fronte a un libro diverso dagli altri, non fosse altro che per la sua presentazione. In primo luogo, noterà la qualità della carta su cui è stampata, una carta leggera e sottilissima, simile a quella che avvolge le sigarette, che scricchiola fra le dita.
Oltre che sul tipo di carta, lo sguardo si soffermerà sulla veste grafica. Generalmente il testo si presenta su due colonne per pagina, simile a quello di un dizionario. Ciascun libro biblico è costituito da capitoli numerati ma, aguzzando la vista, si noteranno altri numeri su quasi ogni riga del testo. Si tratta di una numerazione specifica e assai elaborata che permette al lettore di trovare e consultare senza problemi un passo o una singola frase.
Capitoli e Versetti
Le edizioni moderne della Bibbia sono divise in capitoli e versetti. Dopo il nome del libro (intero o abbreviato, per esempio Gen. per Genesi) il primo numero indica il capitolo, il secondo (dopo la virgola) il versetto. I libri che compongono la Bibbia sono suddivisi in capitoli. Questo tipo di ordinamento non è molto antico: è stato introdotto da Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury, soltanto nel XIII secolo. Così nacquero i capitoli della Bibbia.
Bibbie da Studio
Chi si ritrova tra le mani una Bibbia da studio noterà ben altre particolarità: numerosissime note a margine (le colonnine a lato del testo), innumerevoli riferimenti incrociati (a lato o al centro delle colonne) e parecchie note a piè di pagina. La Bibbia è davvero il libro dei record!