La liturgia, insieme alla preghiera e al combattimento spirituale, rappresenta un mezzo fondamentale per la formazione della personalità del cristiano. Tuttavia, oggi molte persone non ne sono consapevoli. Questo aspetto è stato approfondito da Dietrich von Hildebrand nel suo libro "Liturgia y personalidad" (Madrid, 1963), scritto negli anni Trenta, le cui argomentazioni restano sorprendentemente attuali.

Lo Scopo della Liturgia e la Formazione della Personalità
Hildebrand sottolinea che lo scopo primario della liturgia non è la formazione della personalità, bensì la gloria e la lode di Dio e, di conseguenza, l'implorazione delle sue grazie. La liturgia, tuttavia, ci insegna a rispondere adeguatamente, anche con i nostri affetti - meraviglia e gratitudine, desiderio e gioia, entusiasmo e amore - a quei valori oggettivi (non "gusti") che ci vengono offerti nella Messa e negli altri sacramenti. Questi valori sono intrinsecamente legati a Dio e alle sue opere, come la creazione del mondo, la redenzione e la santificazione dell'uomo.
La differenza tra l'uomo egocentrico e quello teocentrico dipende proprio da questa capacità di risposta, che la liturgia è in grado di educare. L'egocentrico, nella sua versione più radicale, è dominato dall'orgoglio e dalla concupiscenza, risultando cieco, indifferente o ostile ai valori e soprattutto a Dio. Anche se possiede una certa spiritualità, la persona egocentrica tende a orientare le proprie azioni verso il proprio "merito" o la "perfezione personale", anziché darsi totalmente a ciò che ha valore in sé. Una buona educazione liturgica, invece, ci insegna a liberarci da quella che Papa Francesco definisce "mondanità" o "corruzione spirituale".
La Risposta ai Valori e la Liberazione dall'Egocentrismo
Chi è formato nello spirito della liturgia - attraverso le preghiere, le acclamazioni, i canti, i gesti e le parole - sarà portato a dare una risposta adeguata a tutto ciò che è prezioso: la bellezza della natura creata, la bellezza morale dell'amore del prossimo, come irradiazione della gloria di Dio. Questo avviene come un gioioso ringraziamento e una felice accettazione, non come una richiesta dolorosa o per egoismo, ma per amore. Un amore che si realizza nella comunione eucaristica, in virtù della promessa di Cristo: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui" (Gv 6,56).
Una buona educazione liturgica, attraverso un vero spirito di preghiera (ringraziare, chiedere perdono, unirsi alla volontà di Dio), ci insegna una gerarchia di valori, mostrandoci quanto valgono le diverse realtà (l'amicizia, la bellezza delle creature, ecc.) davanti a Dio e per amore di Dio. Ci insegna che, attraverso i valori della realtà, Dio ci chiama continuamente.

Oggi, la liturgia è spesso sconosciuta e sottovalutata, privando molti di questa educazione all'affettività e ai valori propri del cristiano. Il Concilio Vaticano II ha dichiarato che tutte le opere dei fedeli laici - le loro preghiere, le iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro quotidiano, il riposo, e persino le prove della vita sopportate con pazienza - se fatte nello Spirito, diventano sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo, e offerti al Padre nella celebrazione eucaristica.
Hildebrand afferma con chiarezza che "è proprio in questa conformità interna alla gerarchia oggettiva dei valori che risiede il mistero della vera personalità". Egli cita l'esempio evangelico del mercante che vende tutto per acquistare una perla di grande valore (cfr. Mt 13, 45-46), per sottolineare che non tutto ha lo stesso valore. La vera personalità si definisce in base a ciò che amiamo, ai beni da cui siamo attratti, alla capacità di sacrificare ciò che vale meno per ciò che vale di più; in ultima analisi, al desiderio di Dio, che rende tutti i valori pienamente significativi.
La Liturgia come Cuore dell'Essere Cristiani e la Trasformazione del Mondo
Come ha sottolineato Papa emerito Benedetto XVI, nella liturgia, oltre all'aspetto mistico (l'attualizzazione del mistero pasquale), va considerato l'aspetto esistenziale. Ricevendo l'Eucaristia, cessiamo di essere individui separati e diventiamo il Corpo di Cristo - la Chiesa: non siamo più tanti "io" separati, ma uniti nello stesso "io" di Cristo. Per questo la liturgia è il cuore dell'essere cristiani: aprendoci a Cristo ci apriamo agli altri e al mondo, rompendo il peccato originale dell'egoismo e diventando veramente giusti. La liturgia ci trasforma e con essa inizia la trasformazione del mondo che Dio desidera e di cui vuole che noi siamo strumenti.
L'Eucarestia: il centro della fede cristiana. prof. Luca Vergani
Papa Francesco ha ricordato che il compito dei catechisti consiste nella "comunicazione di un'esperienza e di una testimonianza di fede che accende i cuori, perché li fa desiderare di incontrare Cristo". E nell'insieme della vita cristiana, l'educazione alla fede "trova la sua linfa vitale nella liturgia e nei sacramenti". Cristo "si fa vicino a tutti coloro che lo ricevono nel suo Corpo e nel suo Sangue, e li rende strumenti di perdono, testimoni di carità verso coloro che soffrono, e parte attiva nel creare solidarietà tra le persone e i popoli". Così "agisce e opera la nostra salvezza, permettendoci di sperimentare fin da ora la bellezza della vita di comunione con il mistero di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo".
Sfide e Indicazioni per l'Educazione Liturgica dei Fanciulli e dei Ragazzi
Spesso, nei percorsi di catechesi per fanciulli e ragazzi, i momenti di preghiera sono brevi e non sempre riescono a favorire una relazione profonda con il Signore. Le celebrazioni proposte possono essere caratterizzate da segni inventati che richiedono lunghe spiegazioni, coreografie inopportune e un linguaggio eccessivamente infantile. Si dimentica che le esperienze celebrative dovrebbero essere in armonia con la liturgia e mirare alla partecipazione piena e attiva alla preghiera liturgica, in primis alla celebrazione eucaristica domenicale e, in futuro, alla Liturgia delle Ore. In caso contrario, questi fanciulli o ragazzi, da adulti, non si "riconosceranno" nella preghiera cristiana.
Consapevolezze Fondamentali per un'Educazione Liturgica Efficace
Per educare i fanciulli e i ragazzi alla preghiera liturgica è necessario avere due consapevolezze:
- «La liturgia è un mondo di vicende misteriose e sante divenute figura sensibile» (R. Guardini). La liturgia è un'azione simbolico-rituale che si compone di molteplici linguaggi (dell'arte), verbali e soprattutto non verbali: gesti, immagini, canto/musica, vesti, vasi sacri, statue, luci, l'aula della chiesa. Bisogna tener presente che ai linguaggi dell'arte si viene iniziati.
- «Coloro che hanno il compito di insegnare e di educare, debbono chiedersi se loro stessi siano disposti volontariamente all’atto liturgico. In termini più netti: se sappiano in assoluto che esiste questo atto, quale sia il suo profilo, e che non è un lusso, né una stranezza, ma qualcosa di essenzialmente costitutivo».
Criteri Pedagogici per l'Educazione Liturgica
1. Chiarezza del Punto di Partenza e di Arrivo
Il Direttorio per le Messe dei fanciulli indica che "perché non sia troppo accentuata la differenza tra le Messe per i fanciulli e quelle per gli adulti, non si faccia mai per i fanciulli un adattamento di certi riti e testi, quali le acclamazioni e le risposte dei fedeli ai saluti del sacerdote, il Padre nostro, la formula trinitaria della benedizione conclusiva della Messa". Questo significa che le celebrazioni e le preghiere durante la catechesi non devono essere "totalmente" diverse dalla liturgia della Chiesa.
2. Preparazione Accurata della Preghiera/Celebrazione
La preghiera è una "cosa seria" e richiede tempo e impegno, non improvvisazione. È bene scegliere con anticipo un breve testo della Sacra Scrittura, un'orazione, un canto; preparare un piccolo sussidio cartaceo ben ordinato, e provare i canti o eventuali spostamenti o gesti. Le indicazioni del Direttorio per le Messe dei fanciulli sottolineano l'importanza di una "accurata e tempestiva" preparazione, con le dovute intese con adulti e fanciulli che svolgono compiti particolari.
3. L'Importanza del Luogo
Il luogo della preghiera influisce sul nostro modo di disporci. Pregare in chiesa è diverso da pregare in un teatro o nell'aula di catechismo. In chiesa, sappiamo che il Signore è presente ed è il luogo di raduno dei cristiani per ascoltare la Parola, celebrare l'Eucaristia e i sacramenti. Non è necessario recarsi in chiesa per ogni breve preghiera, ma è essenziale preparare un angolo dedicato alla preghiera nella stanza dove si svolge l'incontro, per favorire un clima di raccoglimento.
4. Le "Cose" nella Preghiera
Il Direttorio per le Messe dei fanciulli evidenzia l'importanza di valorizzare gli elementi visivi nella liturgia, come l'adorazione della croce, il cero pasquale, le candele nella festa della Presentazione del Signore, la diversità dei colori e degli ornamenti liturgici. Nelle celebrazioni o preghiere con i fanciulli e i ragazzi, è fondamentale utilizzare "cose" che ritroveranno poi nella preghiera da adulti, per formarli alla partecipazione alla Messa e alla liturgia della Chiesa.
5. Utilizzo di un Linguaggio non Infantile
Il Direttorio raccomanda di "parlare ai fanciulli in modo da essere facilmente inteso, pur evitando ogni forma troppo puerile". Se a scuola si possono proporre ai bambini passaggi della Divina Commedia o poesie di Leopardi, con le necessarie spiegazioni, nella catechesi si dovrebbe evitare un linguaggio banale. Come potranno i fanciulli, da adulti, comprendere il senso di termini come "mistero" o "redenzione" se non avranno familiarizzato con essi fin da piccoli?

Il Ruolo della Liturgia nei Percorsi di Iniziazione Cristiana
Interrogativi cruciali riguardo al ruolo della liturgia nei percorsi di iniziazione cristiana, all'adeguatezza della formazione liturgica dei catechisti, alla capacità di educare alla celebrazione domenicale e allo spirito della liturgia, e alla percezione della preghiera come esperienza circoscritta, sono stati al centro di convegni e riflessioni. Spesso, la liturgia domenicale costituisce l'unico momento di "vita liturgica" per molti bambini, ragazzi e famiglie.
Dalle esperienze raccolte emerge che i catechisti non sempre hanno la possibilità, il tempo e gli strumenti per aiutare i ragazzi a cogliere il significato dei segni e dei simboli liturgici, portando a un senso di smarrimento e noia nei confronti della Messa. Anche la preghiera comunitaria e personale rischiano di essere percepite come un dovere o una ripetizione di formule, se manca un'adeguata introduzione alle molteplici espressioni con cui il credente si pone davanti a Dio.
La Liturgia Dimenticata: Tra Abitudine e Distrazione
La liturgia cristiana, in particolare la celebrazione eucaristica, è un luogo privilegiato per l'educazione all'attenzione. Tuttavia, paradossalmente, è spesso vissuta in modo distratto, superficiale e abitudinario. Molti giovani partecipano per obbligo o abitudine, senza comprendere ciò che vivono, senza lasciare che gesti rituali, parole antiche e simboli profondi parlino al loro cuore.
Questa situazione è tragica perché la liturgia, vissuta con attenzione autentica, offre un'esperienza umana e spirituale di straordinaria profondità. Essa educa alla lentezza in un mondo veloce, al silenzio in un mondo rumoroso, alla presenza in un mondo distratto. È una scuola di attenzione al mistero di Dio, alla comunità e a sé stessi. Il primo passo per recuperare questa dimensione è riconoscere le difficoltà che i giovani incontrano, ammettendo che molte celebrazioni sono poco coinvolgenti e il linguaggio spesso distante dalla sensibilità contemporanea.
Il Tempo Liturgico: Educare alla Durata
Una delle caratteristiche più significative della liturgia è la sua temporalità peculiare, un tempo dilatato che si prende il lusso di sostare, ripetere e celebrare senza finalità immediate. Questa lentezza rituale, che può irritare chi è abituato alla velocità, permette all'attenzione di stabilizzarsi e di entrare in profondità. Il calendario liturgico, con la sua ciclicità, offre un'educazione al tempo, permettendo di approfondire e scoprire nuove dimensioni nelle stesse feste.

I giovani necessitano di essere aiutati a entrare in questa temporalità liturgica, superando la percezione dell'ora di messa come un tempo da "sopportare". Se riescono a farsi portare dal ritmo liturgico, possono sperimentare una qualità di presenza molto diversa da quella quotidiana.
I Gesti Rituali: L'Attenzione Incarnata
La liturgia non è solo parola, ma anche gesto. I gesti liturgici (segno della croce, inchino, inginocchiarsi, battere il petto, scambio della pace, ricevere l'eucaristia) sono un linguaggio corporeo denso di significato, ma vanno riscoperti e vissuti con attenzione. Compiuti meccanicamente, perdono la loro ricchezza. Fatti con piena consapevolezza, rivelano la loro profondità, come il segno della croce che diventa preghiera incarnata o l'inginocchiarsi come gesto di verità e umiltà. Lo scambio della pace, se non ridotto a un saluto mondano, è un gesto di riconciliazione e comunione. Un'educazione liturgica attenta deve aiutare i giovani a riscoprire il significato di questi gesti e a viverli con consapevolezza corporea.
Il Silenzio Liturgico: Lo Spazio dell'Ascolto
Il silenzio è uno degli aspetti più preziosi della liturgia, spesso trascurato. I momenti di silenzio dopo le letture, l'omelia e la comunione non sono vuoti da riempire, ma spazi essenziali dove ciò che è stato ascoltato o ricevuto può risuonare e essere accolto in profondità. Il silenzio liturgico è abitato, condiviso e aperto all'ascolto, permettendo alla Parola di scendere dal livello intellettuale al cuore. Introdurre o recuperare questi silenzi è un gesto coraggioso e un servizio prezioso ai giovani, che hanno bisogno di sperimentare che il silenzio non è minaccioso, ma uno spazio per entrare in contatto con la propria profondità e ascoltare la voce interiore. Questi silenzi devono essere preparati e accompagnati da una spiegazione del loro senso.
L'Eucarestia: il centro della fede cristiana. prof. Luca Vergani
La Parola Proclamata: L'Ascolto Attento
La liturgia della Parola richiede e educa all'attenzione. Le letture bibliche sono Parola da ascoltare con tutto l'essere, una dimensione cruciale in un'epoca dominata dalla comunicazione visiva e scritta in cui l'arte dell'ascolto si è persa. La proclamazione liturgica della Parola può diventare una scuola di ascolto attento, a condizione che sia fatta bene, con voce chiara, ritmo adeguato e partecipazione emotiva. È importante creare condizioni ambientali favorevoli all'ascolto (silenzio, postura adeguata, assenza di distrazioni) e offrire strumenti per l'ascolto attento, come la condivisione di una parola o una frase su cui concentrarsi.
I Simboli Liturgici: Vedere Oltre l'Apparenza
La liturgia è ricca di simboli (acqua, fuoco, olio, pane, vino, luce, incenso), elementi materiali portatori di significati profondi. Per cogliere questi significati è necessaria un'attenzione particolare, quella "attenzione simbolica" che non si ferma all'apparenza immediata ma cerca il mistero che le attraversa. I giovani di oggi, abituati a una cultura letteralista e funzionalista, necessitano di essere educati a uno sguardo più profondo che sappia vedere nelle cose materiali segni di realtà spirituali. Educare all'attenzione simbolica richiede tempo e pazienza, permettendo ai simboli di parlare e di essere accolti nell'immaginazione e nel cuore prima ancora che nell'intelletto.
L'Eucaristia: Il Centro dell'Attenzione
L'Eucaristia, mistero centrale della fede cristiana, richiede la massima attenzione, intellettuale, emotiva e spirituale. Non si tratta di comprendere razionalmente la transustanziazione, ma di aprirsi con fede e stupore a questo dono. La preghiera eucaristica dovrebbe essere il momento di massima concentrazione dell'assemblea. Educare a questa attenzione significa spiegare la struttura e il significato della preghiera eucaristica, magari con incontri di approfondimento, e promuovere una partecipazione corporea ed emotiva (postura raccolta, seguire i gesti del sacerdote, rispondere alle acclamazioni, guardare il pane e il calice). Il momento della comunione richiede un'attenzione particolare come incontro intimo con Cristo, vissuto processionalmente e con preghiera silenziosa dopo il ricevimento.
La Liturgia Comunitaria: Attenzione all'Altro
La dimensione comunitaria della liturgia è essenziale e spesso dimenticata. L'attenzione liturgica non è solo verticale (verso Dio) ma anche orizzontale (verso i fratelli e le sorelle). Prestare attenzione agli altri significa riconoscere la loro presenza, accoglierli, percepire il respiro comune dell'assemblea e unire la propria voce. Questo impedisce una devozione individualista e favorisce il sentirsi parte di un corpo più grande. La liturgia educa all'attenzione all'altro, insegnando che tutti siamo uguali davanti a Dio. Gesti come lo scambio della pace, la preghiera dei fedeli, la raccolta delle offerte e la comunione sottolineano questa dimensione. Un'educazione liturgica attenta dovrebbe valorizzare questi momenti e creare occasioni di condivisione dopo la celebrazione.
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