Introduzione: Chi Era Isaia?
Il profeta Isaia, il cui nome significa: "Dio è salvezza", era il figlio di Amots, secondo quanto indicato nel primo versetto del primo capitolo del suo libro. Secondo un'antica tradizione giudaica, Amots sarebbe stato un fratello del re Amatsia. Isaia aveva accesso alla corte reale a Gerusalemme (Isaia 7:3; 38:1; 39:3). Era sposato e aveva due figli, i cui nomi erano Sear Iasub (in ebraico "un residuo ritornerà" Isaia 7:3) e Maher-Shalal-Hash-Baz, il cui nome significa "Affrettate il saccheggio".
Il servizio profetico di Isaia fu esercitato nel periodo dei seguenti re di Giuda: Uzzia, Iotam, Acaz ed Ezechia. Uzzia cominciò a regnare verso il 767 a.C. ed Ezechia morì intorno al 697 a.C.. Il ministero del profeta Isaia può essere pertanto collocato in questo periodo.

Il Libro di Isaia: Caratteristiche Generali
Il Libro di Isaia è il più lungo libro profetico dell'Antico Testamento, considerato tradizionalmente opera di Isaia e apprezzato per l'eleganza dello stile. Isaia occupa il primo posto tra i libri profetici, sia nelle attuali edizioni della Bibbia, sia nella Bibbia ebraica, dove è posto all'inizio degli "ultimi profeti". Da un punto di vista storico, Isaia non era certamente il primo dei profeti, ma il suo libro costituisce lo scritto profetico più lungo e più completo delle Sacre Scritture. Isaia è colui che fornisce i maggiori dettagli riguardo al Messia promesso (solo i Salmi hanno un carattere ancor più marcatamente messianico); questo spiega perché è soprannominato "l'evangelista tra i profeti". In tutto il libro lo stile e il linguaggio di Isaia sono molto espressivi.
Struttura del Libro di Isaia
Il libro di Isaia è composto da due parti principali (dal capitolo 1 al 35 e dal 40 al 66) e una sezione storica (Isaia capitoli da 36 a 39) che le separa. La prima divisione contiene la storia esteriore del popolo di Dio, mentre la seconda riporta la storia interiore.
Prima Divisione (Capitoli 1-35)
La prima parte (Isaia da capitolo 1 a 35) presenta, a grandi linee, delle profezie sugli ultimi tempi e le vie di Dio verso Giuda e Israele (Isaia capitoli da 1 a 12) e le nazioni con le quali i Giudei si trovano in contatto (Isaia capitoli da 13 a 27). I primi 12 capitoli contengono diverse profezie, numerose denunce di soprusi sociali e religiosi, episodi biografici, una parabola (5:1-7) e un canto di ringraziamento (12:1-6). I commentatori cristiani hanno attribuito le profezie contenute nei capitoli 7-12 al Messia riconosciuto in Gesù di Nazareth. I capitoli 13-23 sono rivolti contro le nazioni straniere e i nemici del regno di Israele e di Giuda, mentre i capitoli 24-27 contengono materiale apocalittico più tardo. I capitoli 28-33 si riferiscono al tentativo di Giuda di allearsi con l'Egitto contro l'Assiria (30:1-7, 31:1-3). La descrizione dello stato del regno millenniale fa seguito ai sei "guai" o maledizioni contenuti nei capitoli da 28 a 35. Una buona parte dei materiali nei capitoli 28-35 ci orientano verso una datazione esilica o postesilica, sebbene alcuni brani potrebbero venire dal tempo di Isaia (forse la fine del capitolo 32).
Sezione Storica (Capitoli 36-39)
Tra la prima e la seconda divisione si inserisce una sezione storica sulla vita del re Ezechia (Isaia da capitolo 36 a 39), che è parallela ai testi in 2 Re 18-20 e 2 Cronache 32. Essa parla dell’attacco degli Assiri contro Giuda, della loro disfatta e anche della guarigione di Ezechia dopo una malattia.
Seconda Divisione (Capitoli 40-66)
La seconda grande divisione (Isaia capitoli da 40 a 66) tratta della relazione del popolo di Dio con il Messia (Cristo) e termina con una descrizione del regno di Cristo nel Millennio. I capitoli da 40 a 48 presentano la liberazione da Babilonia e la condanna degli idoli, mentre i capitoli da 49 a 57 mostrano le sofferenze e la gloria del servitore dell’Eterno. Notevoli, in questa seconda parte, sono quattro passi del Deutero-Isaia che hanno uno speciale significato per i commentatori ebrei e cristiani fin dai tempi biblici. I capitoli da 48 a 66 contengono un riassunto dei pensieri e delle vie di Dio verso Israele, il Suo popolo terrestre. I capitoli 56-66, che appartengono all'Isaia più recente (Trito-Isaia), sono ritenuti opera composita per i frequenti mutamenti di tono, il carattere liturgico di certi passi e il riecheggiare di temi precedenti.
Il Dibattito sull'Autenticità e l'Unità del Libro
Per la prima volta, durante il Medioevo, alcuni commentatori portarono avanti l’ipotesi che non tutti i 66 capitoli del libro fossero imputabili a Isaia. Verso la fine del diciottesimo secolo, il periodo dell’Illuminismo, scettici e teologi moltiplicarono i loro sforzi per dimostrare che Isaia non poteva aver scritto tutto il libro. Alcuni iniziarono ad attribuire i capitoli da 40 a 46 ad un autore del sesto secolo a.C. (Deutero-Isaia). Nel 19° e nel 20° secolo i tentativi di smantellamento del libro proseguirono: i primi 39 capitoli furono a turno attribuiti a diversi scrittori e si imputarono i capitoli da 55 a 66 ad un "terzo Isaia" (Trito-Isaia), che avrebbe vissuto tra il sesto ed il quinto secolo a.C. Si cominciò a parlare della "critica del Deutero-Isaia" con la prima edizione nel 1892.
L'esame dettagliato degli attacchi portati dai critici biblici ci allontanerebbe dallo scopo che ci proponiamo. Tuttavia facciamo rimarcare che, in questo mondo, le differenze di temi e di stile sono proprie di quasi tutti gli autori, senza peraltro che la paternità dell’opera sia messa in dubbio. Non si può quindi invocare la poca omogeneità di stile tra le diverse parti del libro di Isaia. Questo tipo di argomento non è credibile. Soltanto negli ultimi anni del XIX secolo si cominciò a parlare della critica di Duhm e di altri studiosi protestanti. Per il movimento modernista, era un tempo poco propizio per lo studio storico della Bibbia. Oggi la maggior parte degli studiosi non accettano un unico autore per tutto il libro, ma vedono tre libri separati e indipendenti.
Per quanto riguarda la datazione, la prima parte del libro (capitoli 1-39) contiene testi pre-esilici, esilici e postesilici, e anche ellenistica, secondo alcuni. Anche se alcuni studiosi riducono drasticamente il contributo di Isaia nei capitoli 1-39 (per esempio il commentario di O. Kaiser), altri (come gli americani Hayes e Irvine) attribuiscono a Isaia quasi tutti i testi nei capitoli 1-39.
Panoramica: Isaia 1-39
Contesto Storico e Politico del Ministero di Isaia
Isaia visse ed esercitò il suo ministero durante un periodo difficile. Il re Uzzia (Azaria) di Giuda conobbe certamente un buon inizio, ma più tardi, il suo cuore si inorgoglì contro Dio. Il suo figlio Iotam fu, in una certa misura, un re pio, mentre il figlio di quest’ultimo, Acaz, era un idolatra. Tuttavia, Ezechia, suscitò un grande risveglio nel popolo. In questo periodo il regno di Giuda subì l’oppressione di nemici stranieri: Edom, la Siria, Israele e i Filistei.
I re empi del regno di Israele, a nord, si erano alleati alla Siria e attaccavano incessantemente Giuda (2 Re 15:37; 16:5-6; 2 Cronache 28:5-6). Invece di confidare in Dio cercavano soccorso presso gli Assiri (2 Re 16:7 e 2 Cronache 28:16); i re di Giuda non ottennero un vero aiuto (2 Cronache 28:20). Quando, sotto il re Ezechia, Giuda volle affrancarsi dalla dominazione degli Assiri, Dio gli venne in soccorso (2 Re 18:7; 2 Cronache 32).
Il ministero di Isaia può essere suddiviso in diverse fasi probabili: la sua chiamata profetica avvenne "nell’anno della morte del re Ozia" (6,1). La prima fase è legata alla guerra Siro-Efraimita (ca. 734 a.C.). Il tema principale dei suoi interventi allora sarebbe stato la critica sociale (cf. i brani pertinenti nei capitoli 2-3, 5 e 9,7-10,4). Alcune parti del capitolo 1 e 4 contengono profezie anteriori a questa guerra. La guerra aveva lo scopo di costringere Acaz a partecipare a una coalizione anti-assira. Isaia insisteva sulla necessità di fidarsi solo di YHWH, ma Acaz si rifiutò di credere e cercò aiuto presso il re d’Assiria, Tiglat-Pileser III. Isaia annunciò che il Signore avrebbe usato l’Assiria per punire re e popolo di Giuda (8,5-8). Questa fase si concluse con la fine del regno del Nord (presa di Samaria da parte degli Assiri nel 722/1 a.C.).
Una seconda fase dell'attività di Isaia si colloca forse tra il 716 e il 701 a.C. In questo periodo il profeta criticava la politica fili-egiziana del re Ezechia (con alcune eccezioni, cf. Is 18,1-6) e il tentativo di ottenere aiuto dall’Egitto. I suoi interventi riguardavano le alleanze politiche e la necessità di fidarsi solo di YHWH. Isaia adesso non veniva ascoltato, anzi veniva schernito (28,7ss). Poi i popoli ribelli al re assiro Sennacherib furono schiacciati dagli Assiri. Ma il re Ezechia si ritirò in tempo (forse anche a causa delle parole di Isaia?) e non venne punito dagli Assiri. Sennacherib continuò la sua politica aggressiva verso i popoli alleati con l’Egitto. Nel 701 a.C. si ribellarono i Filistei, Edom, Moab e Israele sotto la guida del re assiro Sennacherib, ed Ezechia di Giuda si associò con loro. Isaia intervenne (cf. diversi testi nei capitoli 28-32) criticando il tentativo di cercar aiuto in Egitto e riaffermando: "l’Egitto è uomo e non Dio, i suoi cavalli sono carne e non spirito" (Is 31,1-3). Questa fase si concluse con l’invasione assira di Giuda e l’assedio di Gerusalemme nel 701 a.C.

Temi Teologici Fondamentali
Il "Santo di Israele" occupa un posto particolare fra i diversi nomi attribuiti a Dio nel libro di Isaia. Esso viene riportato 26 volte: Isaia 1:4; 5:19, 24; 10:20; 12:6; 17:7; 29:9, 23 ("Santo di Giacobbe"); 30:11,12,15; 31:1; 37:23; 41:14,16,20; 43:3,14; 45:11; 47:4; 48:17; 49:7; 54:5; 55:5; 60:9,14. Si può notare che l’unità del libro di Isaia è confermata da questo nome di Dio: è citato 13 volte in ciascuna delle due grandi sezioni (capitoli 1 a 39 e da 40 a 66). Il titolo "Santo di Israele" implica che il Dio di Israele è separato da ogni forma di male, poiché Egli ha gli occhi troppo puri per vedere il male. È ciò che esprimono anche i Serafini in Isaia 6:3, quando esclamano davanti al trono: "Santo, Santo, Santo, è il Signore degli eserciti" (cfr. Apocalisse 4:8).
Un altro termine chiave del libro di Isaia è la parola "salvezza" o "liberazione" (in ebraico jschu’a rispettivamente jesca o teschu’a da cui deriva il nome Je(ho)schua, Josua, che equivale in Greco a Gesù). Anche se il profeta vedeva più spesso in questa salvezza le benedizioni del regno milleniale, numerose delle espressioni utilizzate sono applicate nel Nuovo Testamento alla salvezza eterna durante il tempo attuale (cfr. Atti 13:47; Romani 10:15; 2 Corinzi 6:2; Efesini 6:17).
Profezie Messianiche e Citazioni nel Nuovo Testamento
Nessun altro scritto dell’Antico Testamento, a parte i Salmi, contiene così tante profezie che concernono il Signore Gesù come il libro di Isaia. Sembra che il profeta avesse sempre Cristo davanti agli occhi (cfr. la Sua gloria: Isaia 9:7; 11:3,10; 25:8; 28:16; 32:1; 49:6; 52:15; 53:9,12; 55:3-4; 59:20-21; 61:1-3; 63:1-6).
Nel Nuovo Testamento il libro del profeta Isaia è citato circa settanta volte, più di tutti gli altri scritti dei profeti messi insieme. Ben ventotto citazioni provengono dai capitoli 40 a 66 e undici volte il nome di Isaia si trova menzionato espressamente (Matteo 3:3; 8:17; 12:17; Luca 3:4; 4:17; Giovanni 1:23; 12:38; Atti 8:28-33; Romani 10:16, 20, 21). Il passo maggiormente degno di nota a questo riguardo si trova nel Vangelo di Giovanni al capitolo 12 nei versetti da 38 a 41. In essi si trovano delle citazioni di Isaia, capitoli 53 e 6; il nome del profeta è menzionato 3 volte! Secondo Luca (4:16-30), Gesù recitò parte di Isaia 61 nella sinagoga di Nazareth, dando vita a una scena altamente drammatica.
Testimonianze Antiche e Moderne
Lo storico giudeo Giuseppe Flavio scrisse ("Antichità giudaiche" XI 1. 1,2) che Ciro il re di Persia lesse con stupore le predizioni di Isaia a suo riguardo, e che, poco dopo diede ai Giudei il permesso di ritornare a Gerusalemme (confronta Esdra 1:1-4). Un elemento che caratterizzava i profeti è proprio il fatto che lo Spirito di Dio comunicava anche delle cose che riguardavano l'avvenire. Per mezzo dei profeti Dio dichiara la fine fin dal principio (Isaia 46:10). L'uomo di Dio proveniente da Giuda, inviato a Geroboamo, pronunciò il nome di Giosia circa trecento anni prima della nascita di quest’ultimo (1 Re 13:2). Isaia ha pronunciato numerose profezie non soltanto su Ciro, ma anche riguardo al Messia: alcune si sono già realizzate, altre attendono ancora il loro compimento.
La scoperta dei manoscritti del Mar Morto costituisce un'altra chiara testimonianza in favore dell'unità del libro di Isaia. A Qumran nel 1947, si trovò in particolare un rotolo del II secolo a.C. di circa 7 metri di lunghezza con il testo integrale del libro di Isaia. Questo manoscritto è la copia più antica di un libro completo dell'Antico Testamento.

Passaggi Scelti dal Libro di Isaia
La Chiamata Profetica di Isaia
Isaia 6:1-12
1Nell’anno della morte del re Ozia, io vidi il Signore seduto sopra un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio.
2Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.
3L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!».
4E i cardini delle porte tremarono al risuonare di quella voce, e la casa fu piena di fumo.
5Allora io dissi: «Ohimè! Sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti!».
6Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare.
7Mi toccò la bocca e disse: «Ecco, questo ti ha toccato le labbra; la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato».
8Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».
9Allora disse: «Va’ e di’ a questo popolo: “Ascoltate pure, ma senza capire; guardate pure, ma senza discernere!”».
10Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendi duri i suoi orecchi e acceca i suoi occhi, perché non veda con i suoi occhi, non oda con i suoi orecchi, non intenda con il suo cuore, non si converta e non sia guarito.
11Io dissi: «Fino a quando, Signore?». Egli rispose: «Finché le città siano devastate e disabitate, le case siano senza gente e la terra sia ridotta in una desolazione completa.
12Finché il Signore non abbia allontanato gli uomini e la desolazione sia grande in mezzo al paese.
La Profezia dell'Emmanuele
Isaia 7:10-17
10Il Signore parlò ancora ad Acaz e disse:
11«Chiedi un segno al Signore, al tuo Dio: chiedilo o nelle profondità degli inferi oppure nell’alto del cielo».
12Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
13Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta forse di stancare gli uomini, che volete stancare anche il mio Dio?
14Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la giovane concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.
15Egli mangerà panna e miele, finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene.
16Poiché prima che il bambino impari a rigettare il male e a scegliere il bene, il paese di cui tu temi i due re sarà abbandonato.
17Il Signore farà venire su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre, dei giorni quali non vennero più dal giorno in cui Èfraim si staccò da Giuda: farà venire il re d’Assiria».
La Condanna degli Assiri
Isaia 10:5-19
5«Guai all’Assiria, verga della mia ira! In mano sua è il bastone della mia indignazione.
6Io la mando contro una nazione empia e le do ordine di andare contro il popolo del mio furore, per saccheggiarlo, per farne bottino e per calpestarlo come il fango delle strade.
7Ma essa non pensa così, e il suo cuore non la intende in questo modo; anzi, il suo intendimento è di distruggere, di sterminare non poche nazioni.
8Poiché dice: “I miei principi non sono forse tutti dei re?
9Calno non è forse come Carchemis? Hamat come Arpad? Samaria come Damasco?
10Come la mia mano ha raggiunto i regni degli idoli, i cui idoli erano più numerosi di quelli di Gerusalemme e di Samaria,
11come ho fatto a Samaria e ai suoi idoli, così non farò forse a Gerusalemme e ai suoi idoli?”».
12Ma quando il Signore avrà compiuto tutta l’opera sua sul monte Sion e a Gerusalemme, io punirò il frutto della superbia del cuore del re d’Assiria e la gloria dell’alterezza dei suoi occhi.
13Poiché egli ha detto: «Io ho agito per la forza della mia mano e per la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli, ho saccheggiato i loro tesori e, come un eroe, ho abbattuto quelli che sedevano sui troni.
14La mia mano ha preso, come un nido, le ricchezze dei popoli; e come si raccolgono le uova abbandonate, io ho raccolto tutta la terra; e non ci fu alcuno che muovesse un’ala, o aprisse il becco, o pigolasse».
15Si gloria forse la scure contro colui che se ne serve? O si vanta la sega contro colui che la maneggia? Come se la verga agitasse colui che la leva, o come se il bastone levasse colui che non è di legno!
16Perciò il Signore, il Signore degli eserciti, manderà la consunzione fra i suoi più robusti; sotto la sua gloria divamperà un fuoco, come il fuoco di un incendio.
17La luce d’Israele diventerà un fuoco e il suo Santo una fiamma; che consumerà e divorerà le sue spine e i suoi rovi in un solo giorno.
18Egli consumerà la gloria della sua foresta e del suo frutteto, dall’anima fino alla carne; sarà come un malato che deperisce.
19Il resto degli alberi della sua foresta sarà così scarso, che un bambino ne potrà scrivere il numero.
La Guarigione del Re Ezechia
Isaia 38:1-8
1In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amots, andò a trovarlo e gli disse: «Così dice il Signore: Metti in ordine la tua casa, perché tu morirai e non vivrai».
2Allora Ezechia voltò la faccia verso il muro e pregò il Signore:
3«Deh, Signore, ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechia pianse con grandi singhiozzi.
4Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia dicendo:
5«Va’ e di’ a Ezechia: “Così dice il Signore, il Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni.
6Ti libererò dalla mano del re d’Assiria, te e questa città; proteggerò questa città”».
7E questo ti sia il segno da parte del Signore che il Signore farà ciò che ha detto:
8«Ecco, io farò tornare indietro di dieci gradini l’ombra dei gradini, che è già scesa con il sole sull’orologio di Acaz».