L'Insegnamento Pastorale di Monsignor Pierantonio Tremolada: Lettere e Riflessioni

Il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada, attualmente lontano da Brescia per curare una malattia del sangue in attesa di un trapianto di midollo previsto tra il 10 e il 15 luglio, continua a far risuonare la sua voce nella diocesi attraverso i suoi scritti e le sue omelie. La sua opera pastorale è ricca di spunti di riflessione sulla fede, sui sacramenti e sulla vita della Chiesa.

Ritratto fotografico di Monsignor Pierantonio Tremolada

La Lettera Pastorale 2022-2023: "Le vie della Parola"

Nonostante le sue condizioni di salute, la voce di Monsignor Tremolada risuona in diocesi attraverso la lettera pastorale per il 2022-2023, intitolata «Le vie della Parola. Come la scrittura incontra la nostra vita». Questa è stata presentata dal vicario generale monsignor Gaetano Fontana e dal vicario per la pastorale e i laici don Carlo Tartari.

Un Approccio Approfondito alla Parola di Dio

Biblista di formazione, Tremolada torna per il secondo anno consecutivo sul tema della Parola di Dio. Se l’anno precedente l’approccio era più metodologico, con la lettera «Il tesoro della Parola», per il 2022-2023 il vescovo approfondisce ulteriormente la relazione tra la Scrittura e la vita del credente. La lettera, pubblicata in un fascicoletto di un centinaio di pagine e data alle stampe il 16 giugno, solennità del Corpus Domini, include un riferimento autobiografico che le conferisce un valore quasi testamentario.

Monsignor Tremolada scrive: «È il dono che vorrei chiedere al Signore per la nostra Chiesa nel cammino dei prossimi anni: che la Parola di Dio ci raggiunga e ci conquisti, percorrendo le vie che ben conosce. Sia questa Parola di salvezza il principio della nostra forza e il motivo della nostra speranza. Sia soprattutto la sorgente della nostra gioia. È una richiesta che rivolgo al Padre di ogni consolazione pensando anche al momento che mi appresto a vivere, di incertezza per la mia salute. Qualunque cosa il Signore disporrà per il mio futuro, sarà molto importante che la Chiesa di Brescia perseveri in questo cammino assiduo della Parola di Dio».

Nella lettera, Monsignor Tremolada cita figure significative come papa Francesco e Benedetto XVI, e in modo ripetuto, il suo predecessore, monsignor Luciano Monari.

Il Tema dell'Omelia: Un Nervo Scoperto del Clero

La lettera sarà oggetto di discussione in quattro incontri zonali e nel convegno del clero di settembre, dove ci si soffermerà in particolare sul tema dell’omelia. Questo argomento è considerato un nervo scoperto del clero, soprattutto dopo le severe critiche emerse dal documento sinodale circa la qualità delle prediche nelle chiese.

Tremolada stesso ritorna su questo momento liturgico, definendolo «uno dei servizi più tipici e più preziosi che i ministri ordinati, in particolare i presbiteri, sono chiamati a svolgere per il bene della Chiesa». Il vescovo raccomanda che l’omelia rispetti tre fedeltà:

  • alle letture;
  • all’assemblea;
  • alla celebrazione.

Inoltre, sottolinea l'importanza della brevità: «Se si prolunga troppo, danneggia due caratteristiche della celebrazione: l’armonia tra le sue parti e il suo ritmo».

IL RUOLO DELL'EUCARESTIA NELLA FAMIGLIA (VIDEO)

Riflessioni dall'Omelia Crismale: L'Unzione e il Ministero

Un'altra significativa occasione in cui Monsignor Pierantonio Tremolada ha condiviso le sue riflessioni è stata la Messa Crismale in Cattedrale, durante la quale sono stati ricordati gli anniversari di ordinazione. Con il vescovo Pierantonio hanno concelebrato anche i vescovi Luciano Monari, Lorenzo Voltolini, Giovanni Battista Piccioli e Antonio Arcari.

Rivolgendosi ai presbiteri e diaconi, Tremolada ha espresso un affettuoso augurio per gli anniversari di ordinazione e un sincero ringraziamento per il bene profuso nel ministero a favore della Chiesa diocesana. Ha sottolineato come il cammino quaresimale conduca “ai piedi della santa montagna”, alla soglia del grande mistero della redenzione, che nella liturgia diventa un vivo memoriale della beata passione del Signore.

Il Valore della Santa Unzione

L’Eucaristia del Giovedì Santo è caratterizzata dalla benedizione degli oli, un rito che richiama l’unzione battesimale, culminata nella Confermazione, e l’unzione ministeriale. Monsignor Tremolada ha invitato a meditare sul significato di questa santa unzione, evidenziandone il valore e l’istanza che il dono ricevuto porta con sé, ritenendolo utile per la Chiesa e i ministri ordinati nel momento attuale.

L'Unzione di Gesù: Una Prospettiva Unica

Un punto di partenza per questa riflessione è il dato evangelico secondo cui il Signore Gesù non ha mai ricevuto un’unzione di tipo rituale, a differenza di Aronne e Davide. L’unico olio che il suo corpo ha ricevuto fu sparso sui suoi piedi da una donna a Betania (Maria, sorella di Lazzaro) e dalla donna peccatrice nella casa di Simone il fariseo (Vangelo di Luca).

Tuttavia, Gesù stesso ha parlato di una sua unzione all’inizio del suo ministero a Nazareth, leggendo dal rotolo del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è su di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio … a proclamare l’anno di grazia del Signore”. Questa antica profezia si riferisce al "servo del Signore", figura che compie una missione di salvezza attraverso l’umiliazione e il martirio, giungendo poi alla glorificazione.

L’unzione di cui parla il profeta consiste nell’effusione dello Spirito di Dio sul servo obbediente. L’evangelista Luca chiarisce che l’unzione di Gesù coincide con l’effusione dello Spirito Santo al momento del suo battesimo al Giordano. Dunque, la figura di riferimento per comprendere l’unzione di Gesù non è quella di Aronne o Davide, ma quella del servo sofferente e glorificato, che preannuncia la morte e risurrezione del Messia di Dio.

L'Unzione Battesimale come Fondamento

Nella liturgia cristiana, il rito dell’unzione con il crisma, parte del Battesimo e della Confermazione, deve essere compreso nell’orizzonte dell’invisibile effusione dello Spirito Santo. Questo atto liturgico scaturisce dal mistero eterno dell’amore trinitario rivelato nella Pasqua del Signore. Per opera dello Spirito Santo, si diviene partecipi della vita stessa del Figlio di Dio, servo obbediente, e della sua opera di redenzione. L’unzione battesimale, visibile nel rito, assume una valenza invisibilmente sacramentale, ponendosi come l'atto originario alla base della fede.

Questa unzione inaugura una nuova forma di vita, aprendo la via della salvezza a coloro che in Cristo Gesù hanno vinto il mondo, ricevuto l’adozione a figli, sono stati segnati dal sigillo dello Spirito e sono entrati nel Regno dei cieli. Essi sono gli uomini e le donne delle beatitudini, che hanno gustato il frutto dello Spirito: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà. In loro si accende una luce trascendente, rendendoli testimoni di un’invincibile speranza.

Nel semplice segno dell’unzione battesimale si cela la forma della vita in tutta la sua verità. Una potenza santificante investe il credente e, come l’olio che penetra e scompare alla vista, si trasforma in una sorgente interiore di grazia. L'apostolo Giovanni nella sua prima lettera scrive: “Quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mente, così state saldi in lui, come essa vi insegna (1Gv 2,27)”.

Monsignor Tremolada è convinto che il primo compito dei credenti oggi sia crescere nella consapevolezza del dono ricevuto con il Battesimo, fissando l’attenzione sull’essenziale della fede, come esortato da papa Francesco nella sua lettera apostolica Evangelii Gaudium.

L'Unzione Ministeriale e la sua Integrazione

Per presbiteri e diaconi, il ministero ordinato si innesta nella consacrazione battesimale, con il fine di renderla sempre più efficace nella vita di tutti i credenti. L’ordinazione avviene mediante lo stesso crisma del Battesimo e della Confermazione, indicando che la seconda unzione non si aggiunge alla prima, ma vi si integra in piena armonia.

I ministri ordinati non sono scelti per distinguersi o separarsi dal popolo di Dio, ma sono, come tutti, fratelli e sorelle nella Chiesa, discepoli del Signore, figli amati e redenti. Tutti insieme costituiscono il sacerdozio regale e la nazione santa. Il compito affidato ad alcuni discepoli, gli apostoli, è di spendersi affinché l’unzione battesimale si mantenga viva ed efficace in tutti i credenti. Come diceva Sant’Agostino: “Con voi sono cristiano, per voi vescovo”, e così ogni presbitero o diacono può aggiungere: “Per voi presbitero; per voi diacono”.

L’azione dello Spirito apre lo spazio di un ministero che riceve il sigillo di una seconda unzione, non separata dalla prima, come ricorda san Paolo ai Corinzi: “È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito Santo nei nostri cuori (2Cor 1,21-22)”. E aggiunge: “Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù” (2Cor 4,5).

I ministri non sono privilegiati con una dignità maggiore, ma l’onore di servire con l’autorità di Gesù viene dalla grazia e domanda la carità. Essi sono chiamati a abbassarsi per servire, come il Messia crocifisso e risorto, con l’obiettivo di far risplendere in ogni vita la luce della redenzione.

La Bellezza e la Grandezza della Chiesa

Tremolada sottolinea la consapevolezza della grandezza e della bellezza della Chiesa, intesa come comunione dei Santi, composta da persone che hanno dato meravigliosa testimonianza del Vangelo. È importante distinguere tra la Chiesa e gli uomini che le appartengono, riconoscendo le ferite e i comportamenti inaccettabili nella storia, ma non confondendoli con la sua essenza.

La Chiesa è il corpo vivo del Signore, la nostra casa, il tempio costruito con pietre vive, l’anticipazione storica della sposa dell’Agnello. In essa riposa e fruttifica il ministero. L'esortazione finale è al rinnovo della fedeltà, spendendo la vita per la causa del Vangelo, nella Chiesa del Signore, per la potente unzione dello Spirito, a salvezza propria e dell’intera umanità.

Mappa schematica della Diocesi di Brescia con i punti di incontro zonali

La Prossima Lettera Pastorale 2024-2025: Il Battesimo, Dono e Opportunità

Monsignor Pierantonio Tremolada ha deciso di dedicare la lettera pastorale 2024-2025 al tema del battesimo come dono e opportunità. Questa decisione nasce dalla constatazione di un calo dei battesimi: dal 2007 al 2023, la percentuale di battezzati sul territorio è passata dal 65% al 54%.

Tremolada annota nel prologo che c’è un’esigenza di chiarezza e consapevolezza che accomuna tutti riguardo al sacramento. La copertina della Lettera è stata scelta il fonte battesimale del Battistero di San Giovanni a Firenze. Oggi, in un contesto in cui la fede non è più scontata, è necessario ritornare all’essenziale, e il Battesimo è un dono e un’opportunità.

Il Battesimo: Scelta per una Vita Libera

Essere battezzati significa essere diventati cristiani, credere in Cristo. Le caratteristiche che emergono all’inizio del cristianesimo sono l’assenza di paura della morte e una nuova forma di vita. Con il Battesimo, per grazia di Dio, si è capaci di affrontare il senso della morte e dare alla vita una forma originale. Il Battesimo è una scelta libera per una vita libera, che introduce a caratteristiche particolari e mette la persona in condizione di sentirsi libera di decidere, superando condizionamenti esterni e interni.

A chi viene battezzato è data la possibilità di amare come Cristo e in lui. L’amore di Cristo ispira, incoraggia, purifica e conforta, diventando il vero motivo di gioia di ogni discepolo. Sentirsi amati da Dio in Cristo e amare i fratelli nel suo nome, anche nel percorso travagliato della vita di ogni giorno, porta a non poter non essere felici del proprio Battesimo.

Essere Figli di Dio e la Paternità Divina

La verità di essere figli di Dio è profonda. Il Battesimo avvia un’esperienza di Dio che riconosce la sua paternità, intesa come condivisione del sentimento che Gesù aveva nei confronti del Padre. Questo rapporto con Dio è sempre stato determinante per le civiltà, nonostante a volte si sia data un’immagine discutibile di Dio o si sia arrivati a negarne l’esistenza.

Il Battesimo e il Peccato Originale

La frase che il Battesimo toglie il peccato originale è centrale. Il peccato, inteso al singolare dalla Parola di Dio, è l’esito di un processo enigmatico in cui la libertà umana è condizionata da qualcosa di inspiegabile, come descritto da San Paolo: “si vede il bene, si desidera farlo, ma non lo si fa, si vede il male, non si vorrebbe farlo, ma lo si fa”. La dimensione originale del peccato rimanda a una complicità che accomuna tutti gli esseri umani.

La grazia è la vera risposta a questa propensione al male. Il Battesimo “toglie il peccato originale” attivando nel segreto del cuore un’esperienza di grazia, che, nella misura della libera disponibilità e fede, interviene a contrastare il peccato. Anche se il peccato resta possibile per i battezzati, non è ineluttabile e non avrà l’ultima parola.

Il Battesimo dei Bambini e il Suo Significato

Il Battesimo dei bambini è una scelta dei genitori, fondata sulla convinzione che sia un dono e un’opportunità preziosa. Ciò che si riceve ha una dimensione di grazia che trascende la comprensione umana e richiede un atto di fiducia. I suoi effetti sono positivi in diverse direzioni: nell’esperienza di Dio come Padre, nella liberazione dal male e nell’appartenenza alla Chiesa come testimone della vita nuova dei risorti. Questo diventa possibile anche senza piena conoscenza, ed è la ragione per cui un genitore offre questa opportunità a suo figlio.

Gli Elementi del Rito Battesimale

Il Battesimo non è solo una bella celebrazione. Monsignor Tremolada nella sua Lettera mette in luce gli elementi che costituiscono il rito: gesti e segni. Al centro c’è l’immersione nell’acqua (o l’aspersione nel rito romano), un’immersione nel mistero santo di Dio e nell’amore trinitario. L’acqua simboleggia la vita di Dio ricevuta per la potenza del Cristo risorto nello Spirito Santo e la purificazione che ne deriva. Si diventa figli di Dio adottivi, partecipi dell’umanità santa di Gesù, dei suoi pensieri e desideri. Nella Lettera pastorale vengono presentati anche altri segni significativi, come la veste bianca, il cero e l’unzione con il sacro crisma.

Esortazione per il Giubileo 2025

A conclusione della sua riflessione, Monsignor Tremolada rivolge un’esortazione, in particolare ai sacerdoti ma estesa a tutti, in vista del Giubileo 2025. Egli riprende le parole di papa Francesco, secondo cui il Giubileo “potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza”. Questa rinascita è il dono offerto con il Battesimo e un’opportunità da riscoprire continuamente.

Immagine del fonte battesimale del Battistero di San Giovanni a Firenze

Lettere Pastorali Precedenti: "Nutriti dalla Bellezza" e "Il Bello del Vivere"

Tra le pubblicazioni di Monsignor Tremolada, figura anche la seconda Lettera pastorale del vescovo di Brescia, dal titolo: “Nutriti dalla Bellezza. Celebrare l’Eucaristia oggi”, pubblicata a due anni dalla sua nomina. Nelle prime pagine, il vescovo evidenzia la continuità con la lettera dell’anno precedente, “Il bello del vivere”.

Nella sua lettera sull’Eucaristia, Tremolada invita a dedicare l’anno pastorale 2019/2020 a una riscoperta della celebrazione eucaristica, ponendo l'attenzione più sul modo in cui essa viene vissuta che sul numero dei partecipanti. Ha dichiarato: “Sono convinto che si debba rilanciare, puntando proprio sull’Eucaristia, sul suo valore, sulla sua grandezza e bellezza. Molto dipenderà da come la sapremo celebrare.”

Le 101 pagine della Lettera pastorale “Nutriti dalla Bellezza” sono strutturate in 6 capitoli:

  • Incanto: l’Eucaristia come liturgia;
  • Irradiazione: l’Eucaristia e il mondo;
  • Mistero: l’Eucaristia come sacramento;
  • Comunione: Eucaristia e Chiesa;
  • Celebrazione: l’Eucaristia celebrata;
  • Festa: l’Eucaristia e il Giorno del Signore.

Come già in “Il bello del vivere”, anche in questa Lettera pastorale sono state incluse sei video testimonianze, accessibili tramite QR code all'inizio di ogni capitolo. A questi "testimoni" è stato chiesto di raccontare nel loro quotidiano l’Eucaristia: la festa, la lettera a papa Francesco, i gesti, le parole e i sentimenti.

IL RUOLO DELL'EUCARESTIA NELLA FAMIGLIA (VIDEO)

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