Percorsi di Fede, Comunità e Ruolo Femminile nella Chiesa

Il motto ricorrente di questi ultimi anni dedicati al Cammino Sinodale della Chiesa universale, e di quella Italiana in particolare, è "Camminare insieme". Questa è la semplice, ma concreta traduzione del termine di origine greca Sinodalità. La Chiesa di Gesù, come ricorda Papa Francesco, è per sua natura sinodale. È il popolo di Dio, composto da tutti i battezzati che, per continuare la missione di annunciare al mondo il Vangelo della vita nuova nella Pasqua di Cristo, si ritrova convocato continuamente per ascoltare la voce dello Spirito Santo che è la vera guida della Chiesa.

Questo "camminare insieme" è sinonimo del cammino della Chiesa, della sua missione evangelizzatrice e del discernimento comunitario che è chiamata a fare sulla storia che vive, a servizio del mondo in cui è inserita. Tutti siamo invitati a farne esperienza non solo nei gruppi di riflessione e di confronto, o nei consigli di partecipazione ecclesiale, ma anche nella quotidiana esperienza di vita comunitaria e di relazione fraterna. Anzi, proprio queste occasioni predispongono e preparano il terreno adeguato per un cammino condiviso di Chiesa.

Rappresentazione artistica di una comunità ecclesiale che cammina insieme in un contesto moderno

Le Radici Bibliche del "Camminare Insieme" e il Ruolo Femminile

Le scritture offrono numerosi esempi di incontri e percorsi comunitari. Dopo l’annunciazione, viene il racconto della visita di Maria a Elisabetta, e il cantico del Magnificat: avendo ricevuto l’annuncio della salvezza, Maria si alza e si mette in cammino per verificare che la notizia dell’angelo a proposito di Elisabetta corrisponda alla realtà e appurare se davvero la sua parente (cugina?) sia in dolce attesa, dopo aver perduto la speranza di concepire. Maria non è stata ripudiata, perché un angelo del Signore ha annunciato a Giuseppe che la sua gravidanza è opera dello Spirito Santo. Contrariamente alle usanze, quando nasce il bimbo, è Elisabetta, e non Zaccaria, a imporgli il nome di Giovanni (“Dio ha esaudito” o “dono di Dio”).

La Sacra Famiglia stessa è un modello di cammino: Maria e Giuseppe si recano al Tempio per consacrare il loro primogenito e tornano dall’Egitto, perché re Erode è morto e non costituisce più una minaccia. La sacra famiglia si è recata a Gerusalemme al Tempio, ma quando giunge il momento di rientrare Giuseppe e Maria scoprono che Gesù non è con loro. Tornano indietro e lo trovano seduto in mezzo ai dottori. In un'altra occasione, Maria e Gesù sono invitati a una festa di nozze a Cana, dove Gesù farà il primo miracolo trasformando l’acqua in vino. Un giorno Maria va con gli altri figli a trovare Gesù (che sta predicando, forse in una sinagoga), perché gli vuole parlare.

Altre figure femminili bibliche emergono per la loro fede e il loro impegno. La donna liberata da Cristo dalla condanna a morte, di cui non si conosce né il nome né la condizione, riceve l'ordine di cambiare vita con la grazia per farlo. E ancora, alla donna di grande fede, Gesù risponde: “Donna, grande è la tua fede!”. Un'altra figura significativa è Marta, alla quale il Signore rispose: ‘Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno.’ Viene anche menzionata Maria moglie di Clèopa; quest’ultimo potrebbe essere un fratello di Giuseppe oppure uno dei due discepoli di Emmaus. Priscilla, un'italiana a Corinto, è un ulteriore esempio di donna attiva nella prima comunità cristiana.

Icona raffigurante l'incontro di Maria ed Elisabetta

Il Cammino Sinodale e l'Incontro tra Generazioni

Il tempo estivo è per tutti e ciascuno tempo propizio per “camminare insieme” nella condivisione con i fratelli e le sorelle, vivendo momenti brevi o più lunghi di incontro e di comune esperienza. Ne sono occasione i cammini e i pellegrinaggi che si possono fare, come la Via di Francesco in Umbria, che attraversa le diocesi di Città di Castello e Gubbio, scendendo verso Assisi o salendo verso La Verna. Anche i giorni del riposo e della distensione possono rivestire un tale significato, se vissuti insieme, piccoli e grandi, in semplice fraternità, con spirito di condivisione e di solidarietà reciproca, concedendosi tempo per l’ascolto e la contemplazione dei doni della creazione. Anche questo è un “camminare insieme” che ci fa crescere e maturare verso una rinnovata esperienza di comunità.

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Le iniziative educative per i più giovani proposte dalle comunità, oratori, associazioni e movimenti sono un altro esempio irrinunciabile di questo cammino condiviso. Tra queste emerge la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), che si celebra a Lisbona e vedrà la partecipazione di tanti giovani anche dall’Umbria e dalle diocesi sorelle. Il tema della III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, “Di generazione in generazione la sua misericordia” (Lc 1,50), ci riporta all'incontro tra la giovane Maria e la sua anziana parente Elisabetta. Lo Spirito Santo benedice e accompagna ogni fecondo incontro tra generazioni diverse, tra nonni e nipoti, tra giovani e anziani.

Dio desidera che, come ha fatto Maria con Elisabetta, i giovani rallegrino i cuori degli anziani, e che attingano sapienza dai loro vissuti. Il Signore desidera che non si lascino soli gli anziani, che non li si releghi ai margini della vita, come purtroppo oggi troppo spesso accade. La vicinanza tra la celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e quella della Gioventù, con il tema della “fretta” di Maria nel visitare Elisabetta, porta a riflettere sul legame tra giovani e anziani. Il Signore spera che i giovani, incontrandoli, accolgano la chiamata a custodire la memoria e riconoscano, grazie a loro, il dono di appartenere a una storia più grande. L’amicizia di una persona anziana aiuta il giovane a non appiattire la vita sul presente e a ricordarsi che non tutto dipende dalle sue capacità. Per i più anziani, la presenza di un giovane apre alla speranza che quanto hanno vissuto non vada perduto e che i loro sogni si realizzino.

La visita di Maria ad Elisabetta e la consapevolezza che la misericordia del Signore si trasmette da una generazione all’altra rivelano che non possiamo andare avanti - e neppure salvarci - da soli e che l’intervento di Dio si manifesta sempre nell’insieme, nella storia di un popolo. È Maria stessa a dirlo nel Magnificat, esultando in Dio che ha operato meraviglie nuove e sorprendenti, fedele alla promessa fatta ad Abramo. Per accogliere lo stile dell’agire di Dio, il tempo va abitato nella sua pienezza, perché le realtà più grandi e i sogni più belli non si realizzano in un attimo, ma attraverso una crescita e una maturazione: in cammino, in dialogo, in relazione. Il progetto di amore di Dio attraversa passato, presente e futuro, abbraccia e mette in collegamento le generazioni. Questo progetto va oltre noi stessi, ma nel quale ciascuno è importante e chiamato ad andare oltre. I giovani sono chiamati ad andare al di là dell’immediato nel quale ci confina la realtà virtuale; gli anziani a non soffermarsi sulle forze che s’indeboliscono e sui rimpianti del passato. Nell’incontro tra Maria ed Elisabetta, tra giovani e anziani, Dio dona il suo futuro.

Si rinnova l'invito a tutti - diocesi, parrocchie, associazioni, comunità - a celebrare la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, mettendo al centro la gioia di un rinnovato incontro tra giovani e anziani. Ai giovani che si preparano per la GMG si raccomanda di visitare i propri nonni o un anziano solo, perché la loro preghiera proteggerà e la benedizione di quell’incontro rimarrà nel cuore. Agli anziani si chiede di accompagnare con la preghiera i giovani della GMG, poiché sono la risposta di Dio alle loro richieste e il frutto di quanto seminato. La benedizione dell’abbraccio tra Maria ed Elisabetta è invocata per colmare di pace i cuori. Il documento porta la data di Roma, San Giovanni in Laterano, 31 maggio 2023, Festa della Visitazione della B.V.

Figure Femminili e Nuove Forme di Vita Consacrata nel Laicato Cattolico

La storia dell’Italia unita è segnata da un arcipelago di realtà religiose che riguardano le multiformi esperienze di vita cristiana vissuta, soprattutto le associazioni laicali. La fondazione di queste realtà è avvenuta in stragrande maggioranza per opera di laici, o con il loro determinante concorso. Anche quando sacerdoti o religiosi le hanno avviate, lo hanno fatto per realizzare una specifica vocazione laicale, ritenuta non ancora sufficientemente valorizzata nella Chiesa. Molti gruppi e opere hanno cercato anche il riconoscimento civile dallo Stato italiano per meglio inquadrarsi normativamente. Sui 75 istituti secolari che compongono l’assemblea della conferenza italiana, quasi la metà sono nati per iniziativa di laici dopo l’Unità d’Italia.

La maturazione che ha portato a riconoscere le nuove esperienze vocazionali come modalità concrete di vivere il Vangelo in un mondo in profonda e continua trasformazione è stata significativa. La Chiesa ha accompagnato questo fiorire di carismi e intuizioni, valutando la peculiarità delle proposte che miravano a incarnare un ideale di perfezione senza la necessità di abbracciare la vita conventuale o monastica. I laici fondatori hanno così aperto nuove strade ai cristiani comuni per servire la Chiesa.

Rappresentazione storica di laiche cattoliche in Italia, esempio di inizio '900

Non a caso, molte realtà associative hanno avuto a capo figure carismatiche femminili, alle prese con la definizione del ruolo della donna nella comunità ecclesiale, stante l’inaccessibilità del sacramento dell’ordine. Diverse fondatrici laiche nel corso del Novecento hanno cercato d’incarnare l’ideale della contemplazione nell’azione e della consacrazione religiosa all’interno di una vita pienamente secolarizzata. Le loro opere rappresentano soluzioni alle diverse istanze di partecipazione dei laici alla missione della Chiesa e di difesa dei valori cristiani nella società secolarizzata.

Esempi di Istituti e Congregazioni Femminili

  • Le Figlie di Nostra Signora di Lourdes, fondate da Giovannina Mazzone a Casale Monferrato, rappresentano un’esperienza vocazionale laicale che abbraccia due secoli, collegata alla devozione mariana e al modello di spiritualità di santa Bernadette Soubirous. La fondatrice, giovanissima, diede vita a un oratorio femminile e a numerose altre iniziative.
  • Il primo istituto secolare femminile riconosciuto dalla Chiesa fu quello fondato da Elena da Persico e denominato Filiae Reginae Apostolorum. Attivo nel Nord-Est, fu eretto canonicamente nel 1931 e approvato dalla Santa Sede nel 1954. Le Figlie della Regina degli Apostoli sono una proiezione del carisma di Elena da Persico, consacratasi a Dio come ‘vergine nel mondo’, che diresse per oltre quarant’anni «Azione muliebre», un periodico cattolico femminile. Le donne consacrate appartenenti al sodalizio decisero di posporre al loro nome la sigla Fra. Oggi la Villa da Persico di Affi è il centro delle attività e sede della Fondazione Elena da Persico.
  • A Elisabetta Seneci si deve l’istituzione della prima congregazione del Terz’ordine carmelitano, sorta a San Pietro in Castello, in provincia di Brescia, nel 1875. Questa associazione femminile di perfezione nel mondo, ispirata ai valori della tradizione spirituale carmelitana, eresse una seconda sezione per donne sposate nel 1930. Dopo il Concilio Vaticano II divenne una Pia unione, assumendo la denominazione di Cenacolo Carmelitano.
  • Un’esperienza decisamente importante è quella che ha avuto come ispiratori e fondatori padre Agostino Gemelli e Armida Barelli, e che va sotto il nome di Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo. La Barelli, consacratasi nel 1910, fu spinta da Gemelli a cercare la via della perfezione e della santificazione rimanendo laica. Su quest’idea si costruì nel 1927 l’inquadramento giuridico delle Missionarie, che divennero un pio sodalizio. La fondazione delle Missionarie fu un tassello fondamentale nel progetto di costruzione dell’Università Cattolica. Il motto dell’Opera della Regalità scelto da Gemelli era il monito paolino «oportet illum regnare» (1 Cor 15, 25).
  • Alla spiritualità francescana si deve anche la nascita, nel 1929, di un altro istituto femminile fondato dall’insegnante bresciana Vincenza Stroppa e denominato Piccola famiglia, cui si sarebbe poi aggiunto nel 1935 l’aggettivo ‘francescana’.

Queste realtà, che non si possono racchiudere in una categoria singola (istituti di perfezione, movimenti religiosi, congregazioni laicali, opere di misericordia, enti benefattori), hanno spesso superato momenti di difficoltà con un ripensamento dell’intuizione originaria, e molte hanno travalicato i confini nazionali, trovando salvezza nella diffusione nei paesi di missione. Sebbene negli anni successivi al Concilio Vaticano II, con l'espansione dei nuovi movimenti ecclesiali, gli spazi strategici degli istituti secolari si siano ridotti, queste esperienze continuano a mantenere un valore significativo per le chiese locali.

Lo Sviluppo del Laicato Organizzato

Il processo di fondazione della Società della gioventù cattolica nell’Italia unita, tra il febbraio e il giugno 1867, ad opera di Mario Fani e Giovanni Acquaderni, fu significativo. Essi elaborarono un programma educativo fondato sull’istruzione religiosa dei battezzati, dando vita ai circoli di Gioventù cattolica, dediti alla diffusione della buona stampa e della devozione verso il papa. L’Azione Cattolica, con la sua caratteristica forma organizzativa, ha monopolizzato il laicato cattolico per larga parte del Novecento. Accanto all’Azione Cattolica, per l’importanza nella formazione giovanile, va annoverata la fondazione dell’Associazione scout cattolici italiani (Asci) nel 1916 per opera del conte Mario di Carpegna. Lo scautismo italiano, sebbene non accolto inizialmente con grande favore, fu accettato come ripiego necessario. Nel 1974 i rami maschile e femminile furono uniti nell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), che introdusse la coeducazione, una minore caratterizzazione confessionale e un distacco dall’impegno politico.

Tradizioni e Appuntamenti della Fede Locale

Le comunità locali sono animate da un ricco calendario di celebrazioni e appuntamenti spirituali. Le missionarie dell’Immacolata, ad esempio, preparano il Triduo per la solennità della Madonna delle Grazie, patrona di Città di Castello e della Diocesi, che avrà inizio mercoledì 23 agosto. I tre giorni sono animati da celebrazioni liturgiche e momenti comunitari di preghiera, presieduti da padre Luca M., docente di Teologia Fondamentale e Antropologia Teologica presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”.

La venerata immagine della “Madonna delle Grazie”, dipinta da Giovanni di Piamonte nel 1456, rappresenta la Vergine Maria nell’atto di indicare al Figlio, che tiene fra le braccia, Città di Castello, invocando così la benedizione divina sugli abitanti; ai lati della Vergine con il Bambino sono raffigurati i santi Florido e Filippo Benizi. La chiesa che la custodisce, edificata a partire dal 1306 dai frati Servi di Maria, è divenuta parrocchiale il 1 gennaio 1963 ed è oggi retta dal clero diocesano.

Un altro evento è la celebrazione annuale della festa liturgica del Beato Carlo Liviero da parte delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, preceduta da un triduo di preparazione. Parallelamente, si svolgono appuntamenti culturali e turistici come l’apertura serale estiva del Campanile cilindrico, un atteso appuntamento per cittadini e turisti per godere della vista notturna dall’alto. Infine, il 6 luglio si tiene la veglia di preghiera con il crocifisso di santa Veronica per la pace e l’unità dei cristiani, seguita dalla festa in onore della Santa il 9 luglio, con diverse messe celebrate e animate dal clero diocesano e dalla Schola cantorum “Anton Maria Abbatini”.

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