Il 2024 segna una svolta significativa nella storia di Medjugorje. Sebbene il Dicastero per la Dottrina della Fede non si pronunci sulla natura soprannaturale delle apparizioni, semplicemente perché le apparizioni sono ancora in corso, riconosce gli abbondanti frutti spirituali legati alla parrocchia-santuario della Regina della Pace. Viene inoltre espresso un giudizio complessivamente positivo sui messaggi associati a questo luogo di pellegrinaggio, autorizzando ufficialmente il culto pubblico a Medjugorje. I fedeli possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale.

L'Autorizzazione dei Pellegrinaggi e il Discernimento della Santa Sede
Le autorità ecclesiastiche sono invitate ad apprezzare il valore pastorale di Medjugorje e a promuovere questa proposta spirituale. I fedeli sono incoraggiati a utilizzare il discernimento nell’approcciarsi ai messaggi e alle esperienze legate a Medjugorje, preferendo un approccio equilibrato, delicato e prudente al fenomeno.
La Libertà di Credere e il Focus Spirituale
Nessun fedele è obbligato a credere nelle apparizioni di Medjugorje. I pellegrinaggi dovrebbero concentrarsi sull'incontro con Maria, Regina della Pace, piuttosto che sui presunti veggenti. L'incontro con i veggenti è sempre una provocazione e insieme una tentazione. Tanti pellegrinaggi si sono vissuti senza incontrare i veggenti, e il pellegrinaggio è "riuscito" lo stesso. Quando c'è stata l'occasione di incontrarli, ci si è posti in atteggiamento di condivisione e ascolto delle loro parole, mai però come dinnanzi ad un guru o a persone con poteri soprannaturali, bensì come dinnanzi a chi con i propri occhi ha visto la Madonna. Ci possono raccontare come è, cosa dice, cosa fa e cosa significa per loro quel momento; possono consigliare come fare per vivere i Messaggi della Madonna, ma non sarà il veggente a guarire, consolare o fare il miracolo.
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Il Contesto Storico e l'Indagine della Chiesa
Medjugorje, dove il 24 giugno 1981 sarebbero iniziate le presunte apparizioni mariane, è ormai uno dei più famosi luoghi di culto cattolici del mondo, capace di attirare ogni anno più di due milioni di pellegrini. Un fenomeno che non sempre è stato visto di buon occhio da Roma e che solo lo scorso anno ha ottenuto il via libera per il culto pubblico, con qualche paletto. Benedetto XVI ha istituito una commissione d'inchiesta nel 2010, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, che ha completato il suo lavoro nel 2014 con un rapporto tuttora segreto. Il contenuto di questo rapporto non è mai stato reso pubblico.

I Passi di Papa Francesco
Il gesto più importante è stato compiuto da Papa Francesco quando ha tolto il potere al vescovo del luogo e lo ha affidato a un suo diretto inviato. Nel 2017, Roma ha inviato un visitatore apostolico che ha preso il controllo di Medjugorje, togliendo questo potere al vescovato locale, quello di Mostar, e ai francescani, essendo una parrocchia amministrata dai francescani. Nel 2019, per ordine di questo visitatore apostolico, Roma ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali. Questi tre gesti non possono essere scollegati: un'indagine, l'invio di un visitatore apostolico e, due anni dopo, l'autorizzazione dei pellegrinaggi.
La Posizione del Dicastero per la Dottrina della Fede
Dal Dicastero per la Dottrina della Fede è arrivato un via libera al culto pubblico. Nella nota presentata dal cardinale prefetto Víctor Manuel Fernández è stato scritto che «tramite il nihil obstat circa un evento spirituale i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione, sebbene questo non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale del fenomeno in parola». La nota
I Frutti Spirituali di Medjugorje
I luoghi legati al fenomeno Medjugorje sono meta di pellegrinaggi da tutto il pianeta. I frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede, in accordo con la tradizione della Chiesa. Si registrano abbondanti conversioni di persone che hanno scoperto o riscoperto la fede; il ritorno alla confessione e alla comunione sacramentale, numerose vocazioni, molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare.
L'Esperienza del Pellegrinaggio e il Ruolo di Maria
Bisogna menzionare che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i "veggenti" per presenziare alle presunte apparizioni. Si riportano pure numerosissime guarigioni. La parrocchia del piccolo paese dell’Erzegovina è luogo di adorazione, preghiera, seminari, ritiri spirituali, raduni di giovani e «sembra che a Medjugorje le persone si rechino soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete». Sono nate opere di carità che si occupano di orfani, tossicodipendenti, disabili e si registra anche la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani.

Il Messaggio di Pace e Conversione
La Nota continua analizzando gli aspetti centrali dei messaggi, a partire da quello della pace intesa non solo come assenza di guerra, ma anche in un senso spirituale, familiare e sociale: il titolo più originale che la Madonna attribuisce a se stessa è infatti «Regina della Pace». La pace di cui parla la presunta Madonna non è solo intesa come assenza di guerra, ma ha un senso spirituale più ampio, sottolinea la nota: «È frutto della carità vissuta, che è la virtù più grande e più bella. Si tratta dell’amore che si abbandona all’amore di Dio e si esprime nell’amore fraterno che evita i litigi, non giudica e perdona». Emerge con frequenza l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore: «Possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio».
Inoltre, l’intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona. Maria intercede, ma è Cristo che «ci dà la forza, pertanto, tutta la sua opera materna consiste nel motivarci ad andare verso Cristo». Altri messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo: «La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21 ottobre 1983). Nei messaggi si individua poi «un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo». Proprio la conversione sembra essere il fulcro del messaggio di Medjugorje.

Precisazioni e Sfide nei Messaggi di Medjugorje
La seconda parte del testo rimarca come «alcuni pochi» messaggi si allontanino dai contenuti fin qui elencati. E dunque «per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso, è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale».
Elementi da Valutare con Prudenza
Se si leggono parzialmente alcuni messaggi, essi possono apparire «connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» anche se qualche errore può non essere «dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno». In alcuni casi «la Madonna sembra mostrare una qualche irritazione perché non sono state seguite alcune sue indicazioni; avverte così su segni minacciosi e sulla possibilità di non apparire più». Ma in realtà altri messaggi offrono una giusta interpretazione: «Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione» (15 dicembre 1983).
Il Ruolo dei Veggenti e l'Autorità della Chiesa
Ci sono poi messaggi per la parrocchia nei quali la Madonna sembra desiderare un controllo su dettagli del cammino spirituale e pastorale, «dando così l’impressione di volersi sostituire agli organismi ordinari di partecipazione». Altre volte insiste sull’ascolto e l’accettazione dei messaggi, insistenza probabilmente provocata «dall’amore e dal generoso fervore dei presunti veggenti che con buona volontà temevano che le chiamate della Madre alla conversione e alla pace fossero ignorate». L’insistenza diventa più problematica quando i messaggi «si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie». In realtà è la stessa Madonna a relativizzare i propri messaggi sottomettendoli al valore della Parola rivelata nella Scrittura: «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12 novembre 1982).
Il "Piano" di Maria e la Centralità di Cristo
Nel documento vaticano si indicano come problematici quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni «il mio piano», «il mio progetto», che «potrebbero confondere. In realtà, tutto quanto Maria compie è sempre al servizio del progetto del Signore e del suo piano divino di salvezza». Come pure non bisogna erroneamente «attribuire a Maria un posto che è unico ed esclusivo del Figlio di Dio fatto uomo». Il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea invece un messaggio che può essere considerato come una sintesi della proposta del Vangelo attraverso Medjugorje: «Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito» (25 novembre 1991).

Le Posizioni dei Papi su Medjugorje
Nel corso degli anni, diversi pontefici hanno avuto un rapporto complesso con il fenomeno di Medjugorje, oscillando tra prudenza e riconoscimento dei frutti pastorali.
Giovanni Paolo II e il "Messaggio di Fatima"
Si dicono molte cose su Giovanni Paolo II. Una di queste è che egli disse in privato che non andava a Medjugorje perché era il Papa e non poteva, ma che se non fosse stato il Papa ci sarebbe andato per ascoltare le confessioni. Per Giovanni Paolo II, le apparizioni mariane non solo risvegliavano una certa religiosità nelle masse, ma avevano anche una strategia politica di unificazione contro i totalitarismi atei e la secolarizzazione che cancellava Dio dal discorso pubblico. Come dichiarò il vescovo slovacco Pavol Hnilica in un’intervista, Giovanni Paolo II credeva che Medjugorje fosse una «prosecuzione del messaggio di Fatima».

Papa Benedetto XVI e la Commissione d'Inchiesta
Papa Benedetto XVI ha istituito questa commissione d'inchiesta nel 2010 per studiare a fondo il fenomeno di Medjugorje. La sua prudenza rifletteva la volontà di un'analisi approfondita e oggettiva, prima di qualsiasi pronunciamento definitivo.
Papa Francesco: Prudenza e Valore Pastorale
Nel 2017, rispondendo ad una domanda sulle apparizioni in Bosnia-Erzegovina e premettendo di parlare «a livello personale», Bergoglio disse di credere «alla Madonna nostra Madre buona, non a quella capo di un ufficio telegrafico». Papa Francesco non mette la mano sul fuoco sulle apparizioni della Madonna a Medjugorje né sugli eventi soprannaturali. Ma non vieta la devozione nel paesino della Bosnia-Erzegovina, diventato meta di pellegrinaggi dal 1981. Papa Francesco, al contrario, non si esprime sul carattere soprannaturale, ma si limita a riconoscere i suoi significativi effetti: «La nota si sofferma sul messaggio e lo discerne - spiega Menozzi -. Perché in un momento in cui la chiesa avverte un momento di difficoltà, con un così alto abbandono delle pratiche religiose, constatare che la devozione a Maria in un luogo come Medjugorje abbia così tante risposte positive, è utile sul piano pastorale. Se il carattere soprannaturale viene messo da parte, quello pastorale diventa centrale nella mariofania di Medjugorje».
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Il Nulla Osta e i suoi Limiti
Sebbene questo «non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale» e ricordando che nessuno è obbligato a credervi, il nulla osta - emesso dal vescovo di Mostar-Duvno in accordo con la Santa Sede - indica che i fedeli «possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale e autorizza il culto pubblico». La Nota precisa inoltre che «la valutazione positiva della maggior parte dei messaggi di Medjugorje come testi edificanti non implica dichiarare che abbiano una diretta origine soprannaturale». E pur esistendo - com’è noto - diversi pareri «circa l’autenticità di alcuni fatti o su alcuni aspetti di questa esperienza spirituale, le autorità ecclesiastiche dei luoghi dove essa sia presente sono invitate ad apprezzare il valore pastorale e promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale».
Leone XIV e la Devozione Mariana
Come avvenuto nelle ultime due elezioni papali, anche questa volta c’è curiosità da parte dei fedeli affezionati a Medjugorje per sapere la posizione del nuovo Pontefice sulle apparizioni mariane di questi ultimi quattro decenni e in generale sul fenomeno che si è creato. Sebbene non ci siano dichiarazioni ufficiali, alcune notizie circolate su Leone XIV hanno reso ottimisti i tantissimi con un’esperienza spirituale legata alla Madonna che viene chiamata «Regina della Pace». Un sacerdote peruviano, Don Hugo Gabriel Sanchez, ha raccontato la sua esperienza con l’allora vescovo Robert Francis Prevost (attuale Leone XIV), il quale non solo gli diede il permesso di recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje, ma lo incoraggiò a fare altri pellegrinaggi. Il racconto lascia intendere che Leone XIV non sia ostile al culto pubblico. Si è diffusa la notizia che il Papa agostiniano avrebbe visitato il villaggio delle presunte apparizioni nel 2011 e nel 2012 per una concelebrazione con alcuni confratelli. Leone XIV è un uomo di profonda fede mariana e lo ha dimostrato nella sua prima uscita dal Vaticano vestito di bianco, recandosi al santuario di Genazzano per rendere omaggio alla Madre del buon consiglio, molto cara all’ordine agostiniano. In generale, una caratteristica degli agostiniani è proprio la devozione a Maria e forse è in quest’ambito che va ricondotto l’interesse che Prevost avrebbe dimostrato per Medjugorje.

I Documenti Ufficiali della Chiesa su Medjugorje
La posizione della Chiesa Cattolica su Medjugorje si è evoluta nel tempo, riflettendo un attento discernimento sui fenomeni e sui frutti spirituali.
Dichiarazione della Conferenza Episcopale dell’Ex Jugoslavia (1991)
Durante la seduta ordinaria della Conferenza Episcopale Italiana svoltasi a Zara dal 9 all’11 aprile 1991, è stata adottata la seguente dichiarazione: «Sulla base delle ricerche sin qui compiute, non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje, provenienti da vari luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere, hanno bisogno dell’attenzione e della cura pastorale, innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi, affinché a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l’insegnamento della Chiesa».
Disposizioni su Medjugorje (1996)
L’ultima dichiarazione dei vescovi cattolici jugoslavi su Medjugorje è il classico esempio della prassi millenaria di provata ragionevolezza della Chiesa. Dimostra che la Chiesa rispetta i fatti, misura attentamente le proprie competenze e tiene soprattutto al bene spirituale dei credenti. I vescovi dichiarano che «in base alle ricerche fino ad ora compiute non è possibile dare una conferma» sulla natura soprannaturale delle apparizioni, ma ribadiscono il dovere di assicurare una corretta assistenza pastorale ai pellegrini.
La Congregazione della Dottrina della Fede (1996 e 1998)
In una lettera del 23 marzo 1996, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non potevano essere organizzati né a livello parrocchiale, né diocesano, in quanto ciò sarebbe stato in contraddizione con la dichiarazione dei vescovi dell'ex-Jugoslavia del 1991. Analogamente, in una lettera del 26 maggio 1998, la Congregazione ha precisato che «non è norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta su supposti fenomeni soprannaturali», attenendosi a quanto stabilito dai vescovi dell'ex-Jugoslavia.