Il volume di Gianluca Marletta, L’Eden, la Resurrezione e la Terra dei Viventi, rappresenta un contributo fondamentale per la riscoperta del tesoro simbolico e metafisico della Tradizione in Occidente. In un mondo dominato dal materialismo e da un letteralismo religioso spesso riduttivo, l'autore propone una lettura capace di superare le interpretazioni più superficiali per indagare l'Origine e il Fine dell'esistenza umana.

La vera natura dell'Eden
La realtà dell'uomo edenico non è quella di un essere umano identico fisicamente all'attuale. L'Eden non è un luogo geografico rintracciabile su una cartina, bensì uno stato beatifico dell'essere. Esso si pone su un piano ben più alto e intangibile rispetto a quello terreno e temporale.
Nella tradizione ebraica e semitica, l'Eden è inteso come la "creazione primordiale", dove tutte le possibilità, sia corporali che sottili, coesistono simultaneamente. In questo stato non vi è la morte, poiché manca il divenire inteso nel senso mondano. Il rapporto tra la "Terra Vera" e quella attuale è paragonabile a quello esistente tra una realtà e la sua ombra.
Il corpo di Adamo e la materia primordiale
Secondo l'interpretazione proposta da Marletta, il "corpo di Adamo" differisce radicalmente dalle visioni materialistiche. Facendo riferimento alla Qabbalà e a studiosi come Antoine Fabre d’Olivet, si nota come il termine ha-adamàh non indichi la terra in senso grossolano, ma l'elemento adamico, la "materia prima" primordiale.
- Il termine adamàh contiene la radice dam (sangue/rosso), simbolo dell'elemento animico del mondo intermedio.
- Il corpo di Adamo, prima della caduta, era una realtà sottile, un "indumento etereo" che univa possibilità fisiche ed elementi psichici.
- Con la caduta e il rivestimento delle "tuniche di pelle", il corpo ha subito una degenerazione, diventando schiavo delle necessità biologiche.

Prerogative dell'uomo primordiale
L'uomo dell'Età dell'Oro possedeva prerogative che andavano oltre la semplice condizione umana attuale. Gaston Georgel, seguendo il pensiero di René Guénon, evidenzia come la posizione centrale dell'Adamo primordiale implicasse l'assenza di opposizioni interne.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Longevità | Assenza di morti premature e malattie; la vita era un ciclo armonioso. |
| Incombustibilità | La capacità di essere "impenetrabile" agli elementi contrari (fuoco e acqua) grazie all'equilibrio nell'Etere primordiale. |
L'Androgino primordiale e la dualità
Il concetto di Androgino primordiale, presente sia nella tradizione biblica ("maschio e femmina lo creò") che nel mito platonico, rappresenta l'essere anteriore alla differenziazione. La creazione di Eva non deve essere vista solo come una separazione, ma come il compimento della Creazione. Tuttavia, lo sdoppiamento dell'Androgine nelle polarità yang e yin - l'Adamo e l'Eva post-caduta - introduce la dualità e l'inizio del divenire storico.
Com’è Nato il Nostro Universo? Le Possibili Teorie
Il libro di Marletta si rivela uno strumento indispensabile per chiunque desideri intraprendere un cammino di Conoscenza. Analizzando temi come lo Shéol, gli stati intermedi, la Resurrezione e l'Ascensione, l'autore offre una "spada ben affilata" per comprendere se stessi e orientarsi tra le rovine del mondo moderno.