Le Prime Parole dei Bambini: Sviluppo e Significato

La parola non è l’unico modo che abbiamo per comunicare. Gesti, mimica facciale e sguardi permettono di esprimere con grande efficacia sentimenti e stati d’animo. Ed è proprio attraverso il linguaggio corporeo che il neonato dialoga con i genitori nei primi mesi di vita, accompagnato da vocalizzi non articolati e dal pianto. Questi sono i suoi primi strumenti per attirare l’attenzione di mamma e papà e per comunicare le sue necessità.

Bambino che interagisce con i genitori attraverso gesti e espressioni facciali

La Comunicazione nei Primi Mesi di Vita

Proprio come accade per lo sviluppo motorio, non c’è un’età esatta in cui il bambino acquisisce la capacità di lallare, cioè di pronunciare sillabe formate da vocali e consonanti, come ma-ma-ma o pa-pa-pa, e di produrre le prime parole di senso compiuto.

Nei primi mesi il bambino non comunica in modo intenzionale e quando piange oppure tende le manine verso qualcosa che desidera sta semplicemente esprimendo i suoi bisogni sfruttando le competenze che ha già raggiunto. Ma la mamma o il papà, reagendo alle sue richieste, rinforzano nel bambino la certezza che le sue azioni ottengono sempre una risposta e quindi, gli insegneranno man mano a compiere gesti intenzionali (o deittici), rivolti cioè ad un altro essere umano. Il bambino stenderà il braccio aprendo e chiudendo la manina per dire che desidera qualcosa.

Intorno ai 6 mesi molti bambini sono in grado di capire il significato di alcune parole che sentono ripetere più spesso in contesti specifici, per esempio “acqua” mentre gli viene offerto il biberon.

L'Acquisizione del Linguaggio Verbale

Il bambino ha una predisposizione innata al linguaggio, ma per esprimere al meglio il suo potenziale, ha bisogno di essere immerso in un “bagno sonoro”, non solo parole, ma discorsi, rumori, canti, risate. Egli non imparerà a parlare passivamente ascoltando monologhi di adulti o assistendo a dialoghi tra adulti su uno schermo. Tanto più sarà stimolato e sollecitato ad intervenire a sua volta, tanto più rapido sarà il processo di apprendimento.

Consigli per Stimolare lo Sviluppo Linguistico

  • Assegnare un’etichetta sonora a specifici oggetti ed enfatizzarla (ad es., “vvrr” per la centrifuga della lavatrice, “tin” per il suono del microonde, “bum” per la chiusura di un armadietto).
  • Proporgli diversi generi musicali (classica, jazz, country, ecc.); non fargli ascoltare solo “musica per bambini”.
Genitori che leggono un libro a un bambino piccolo, stimolando il suo linguaggio

Dalle Prime Imitazioni alle Frasi Compiute

Tra 1 anno e 1 anno e mezzo, generalmente i bambini iniziano a imitare il linguaggio degli adulti e a riprodurre, timidamente, qualche prima parola, come ad esempio «Mamma», «papà», «nonno» e via così. Ovviamente, per i primi tempi il risultato è frutto di esperimenti sonori, più che di una vera e propria competenza linguistica.

È solo intorno ai 2 anni che i bambini iniziano a godere di un vocabolario abbastanza ampio e a 2 anni e mezzo a formulare le prime frasi. «Mam-ma», «pa-pà»: le prime parole dei bambini sono dei veri e propri esperimenti vocali. Solo intorno ai 2 anni e mezzo i piccoli iniziano ad avere una padronanza abbastanza buona delle loro capacità oratorie per iniziare a formulare qualche semplice frase.

Miti da Sfatare e Variazioni Individuali

Tuttavia, è sempre bene ricordarci che i bambini non sono tutti uguali, ognuno è unico e irripetibile. C’è chi inizia a borbottare e a formulare frasi in anticipo e chi invece se la prende un po’ più comoda, senza alcuna differenza futura nel rendimento scolastico e lavorativo. La leggenda vuole che le bambine siano più propense a sviluppare capacità linguistiche precoci rispetto ai coetanei maschi. Si tratta, ovviamente, solo dell’ennesimo mito da sfatare.

Certo è che più un bambino vive in un ambiente stimolante, chiacchierato e interessante da ascoltare, più possibilità avrà di immagazzinare dentro di sé gli schemi del linguaggio naturale. Partendo quindi da questa consapevolezza, possiamo comprendere l’importanza di rivolgersi ai bambini con un linguaggio adeguato, pronunciando le parole nel modo più chiaro possibile e formulando frasi corrette sotto i punti di vista grammaticale e sintattico.

Le tappe dello sviluppo del linguaggio

L'Approccio Baby Signs: Comunicare Prima di Parlare

Senza dimenticarci che lo sviluppo del linguaggio non deve mai essere forzato nei bambini, in nessun caso. Possiamo considerare degli approcci e delle attività che aiutano i piccoli a comunicare con gli adulti ancora prima di iniziare a immagazzinare vocaboli e a strutturare frasi. Da alcuni anni, Istituto Cortivo ha avviato una partnership con Baby Signs Italia, un’ulteriore conferma della validità di questo approccio innovativo per aiutare i bambini durante la delicatissima fase dello sviluppo del linguaggio.

Parliamo in particolare dell’approccio introdotto da Baby Signs attraverso anni e anni di studi e di ricerche universitarie negli USA. L’approccio è ormai molto conosciuto anche nel nostro Paese attraverso il programma certificato ufficiale Baby Signs Italia.

Per quanto incredibile possa sembrare, Baby Signs permette di comunicare con i neonati attraverso semplici gesti del corpo e delle mani, facilitando loro semplici richieste come ad esempio «fame», «sete», «freddo», «ancora», «sonno», eccetera. Incoraggiare i bambini a comunicare con gli adulti fin dai primi mesi di vita, seppur attraverso un linguaggio non verbale, li aiuta a sviluppare un vocabolario molto più ampio e a facilitare notevolmente l’apprendimento degli schemi linguistici.

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