Donne, Guerra e Memoria: Testimonianze dalla Valtellina

La storia e la memoria della guerra, con le sue molteplici sfaccettature, continuano a essere temi centrali per la comprensione dell'identità europea e per la riflessione sul presente. Dalle figure femminili che hanno sfidato i ruoli tradizionali in tempo di conflitto, fino ai percorsi educativi e artistici volti a conservare la memoria di tragedie come la Shoah, la Valtellina emerge come un territorio attivo in questa importante opera di commemorazione e trasmissione.

Figure Femminili nella Storia della Guerra: Caterina Scanagatta

La storia annovera esempi di donne che, con coraggio e determinazione, hanno preso parte attiva ai conflitti, spesso superando le convenzioni sociali del loro tempo. Un esempio significativo, legato al territorio, si trova negli scritti di Ercole Bassi nel suo volume "La Valtellina" del 1890.

Secondo Bassi, una certa Caterina o Elisabetta Scanagatta, di Berbenno, viene descritta come un'intrepida donzella. Si narra che si sia arruolata sotto Napoleone I al posto di un fratello giudicato pusillanime. Per parecchie campagne, prese parte a molte battaglie, distinguendosi a tal punto da raggiungere il grado di capitano. La sua vera identità di donna fu scoperta solo dopo essere stata ferita; fu quindi congedata, ma carica di onori, per il suo valore dimostrato sul campo.

Ritratto immaginario di Caterina Scanagatta in uniforme napoleonica

La Memoria della Shoah e il Sistema Concentrazionario

Il sistema concentrazionario fa parte della complessa storia della costruzione dell’identità europea e riguarda tutti noi ancora oggi. Gli scenari attuali pongono l'intera società di fronte alla complessità delle mutazioni sociali che hanno portato a sentire in modo meno netto la memoria collettiva. Spesso, questa memoria si focalizza sulla Shoah, centrando la dimensione del ricordo sulla figura delle vittime, senza comprendere e tramandare adeguatamente l’esperienza di senso comune antinazista e antifascista dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale.

La proliferazione degli strumenti di comunicazione social, la rete di internet e la miriade di siti e di gruppi hanno consentito l’accesso a una mole di documenti e testimonianze multimediali inedita e ineguagliabile finora. Riflettendo e facendo tesoro dei mutamenti negli scenari e dei soggetti attivi in questo processo, si sono sviluppati percorsi di approfondimento e di fattiva esperienza.

Il Progetto "Sguardi di Memoria": Arte, Scuola e Testimonianza a Tirano

L'Inaugurazione e il Contesto Attuale

A Tirano, in provincia di Sondrio, si è concretizzato un importante progetto dedicato alla memoria. Giovedì 24 febbraio, a Palazzo Foppoli, è stata inaugurata la mostra “Sguardi di Memoria” dell’artista Georges de Canino, uno dei più importanti artisti ebrei contemporanei, che ha dedicato gran parte del suo percorso artistico alla promozione dei valori della Memoria e della Resistenza. All'evento hanno partecipato il Sindaco Franco Spada, l’assessora alla Cultura Sonia Bombardieri, l’artista Georges de Canino, le autorità militari e Rossana Russo, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Balilla Pinchetti”, insieme al corpo docente.

La mostra, inaugurata in un momento drammatico per l’Europa intera con l’avvio di una guerra all’interno dei suoi stessi confini, assume una connotazione ancora più forte come “azione attiva della memoria” per riaffermare i valori della convivenza pacifica, fondata sul rispetto dei diritti umani, delle minoranze, degli “altri” e in definitiva di tutti noi. Il Sindaco Franco Spada ha sottolineato come la collocazione della mostra, in quella che fu la sede dell’Ufficio dell’Emigrazione e, fino all’avvento del fascismo, della Società Umanitaria di Tirano presieduta dall’allora Sindaco Bernardino Mazza, rafforzi il valore comunicativo di questa esposizione.

L'Arte di Georges de Canino

L'esposizione presenta venti opere dell’artista Georges de Canino, che ritraggono i volti di bambini, giovani uomini e donne. Le opere sono state realizzate con diverse tecniche di pittura e collage, impiegando matita e forbice, immagine fotografica e decolorazione, pennellate e parole in libertà, dalla resa molto suggestiva e impattante.

Opere della mostra

Il Ruolo di Simone Evangelisti e delle Istituzioni Scolastiche

Il Prof. Simone Evangelisti ha illustrato la dimensione nazionale del progetto “Sguardi di MeMoria”, da lui avviato e curato con gli studenti dell’Istituto Pinchetti di Tirano, insieme a due altri Istituti scolastici di Arcore e Pomezia. Ha espresso ringraziamento alla Prof.ssa Deborah D’Auria dell’Istituto “Largo Brodolini” di Pomezia, iniziatrice del progetto, ricordando quanto sia “importante “fare memoria” insieme ai giovani, perché quando avviamo questo percorso, i giovani ci seguono, sono recettivi”.

L’assessora Sonia Bombardieri ha sottolineato il “fondamentale contributo attivo della Scuola nel processo di recupero della Memoria per evitare il rischio della retorica”, evidenziando come “in questo processo il linguaggio dell’arte è capace di esprimere quello che parole da sole non riescono a dire dell’indicibile tragedia della Shoah”.

Esempi di Solidarietà in Valtellina

La vicesindaca ha ricordato anche il ruolo di molte figure, anche militari, che furono protagoniste di episodi di aiuto agli ebrei, contravvenendo agli ordini del governo fascista a rischio della propria vita, come il finanziere Claudio Sacchelli e l’agente di polizia Mario Canessa. In mattinata, il Maestro de Canino ha voluto fare visita e omaggiare con il ricordo i luoghi della memoria di due importanti figure degli eventi valtellinesi di solidarietà agli ebrei: don Cirillo Vitalini e don Giuseppe Carozzi. In serata, presso il Local Hub, è seguito un appassionato incontro con Georges de Canino sulla memoria del Ghetto di Roma e le vicende degli ebrei in Italia.

Shoah, giornata memoria all’Onu. L’intervista a Napolitano

Percorsi Educativi e la Trasmissione della Memoria

Riflettendo e facendo tesoro dei mutamenti negli scenari e dei soggetti attivi in questo processo, la proposta di un percorso di approfondimento e di fattiva esperienza si è concretizzata nell'anno scolastico corrente con la partecipazione degli studenti delle classi 5^A SSAS e 5^B IAMI dell’Istituto di Istruzione Superiore “B. Pinchetti” di Tirano, guidati e accompagnati dai loro insegnanti e sostenuti dalla Dirigente Scolastica Rossana Russo.

Con loro, in una rinnovata veste organizzativa che cambia dal treno ai pullman, ben 12 dai diversi territori della Lombardia, con la partecipazione di più di 550 persone, ridefinendo la meta da Auschwitz a Mauthausen, Gusen e Harteim (Austria), ha viaggiato anche un gruppo di sindacalisti e lavoratori, oltre a uno storico locale. Lunedì 20 marzo 2023, alle ore 11:40, presso l’IIS B. Pinchetti, si è tenuto un ulteriore evento di approfondimento a testimonianza di questo percorso.

Studenti dell'Istituto Pinchetti durante un viaggio della memoria

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