Il legame tra le sorgenti termali e i luoghi di culto rappresenta una costante storica che unisce l'antichità classica alla tradizione cristiana. In particolare, l'area del Bagno Grande e il Santuario della Madonna del Bagno offrono una testimonianza straordinaria di questa continuità millenaria.

L'eredità antica: il complesso santuariale di epoca romana
Se i “vasconi” del Bagno Grande caratterizzano l’omonima sorgente, oltre la siepe che li delimita si cela un sito di straordinario valore archeologico. Già tra il Seicento e il Settecento, gli antiquari descrivevano il luogo come ricco di meraviglie: “muraglie fortissime, colonne intiere, rotte, alcune lisce, altre scannellate, acquedotti di piombo, piedistalli, capitelli”. Ancora all’inizio del Settecento, si ipotizzava la presenza del Tempio di Apollo e di Bacco.
Gli scavi intrapresi dal 2019 hanno confermato queste intuizioni, portando alla luce un grande complesso santuariale di epoca romana: un edificio quadrangolare con al centro una vasca di travertino. Le strutture romane si innestano su preesistenze di epoca etrusca, a testimonianza di una frequentazione ininterrotta del sito.
Reperti e scoperte dagli scavi
La vasca sacra ha restituito materiali eccezionali, preservati grazie alla particolare composizione chimica dell'acqua e dell'argilla che hanno impedito l'ossidazione dei metalli:
- Altari con iscrizioni e bronzi votivi.
- Tesoro monetale di epoca romana perfettamente conservato.
- Orecchie in bronzo: ex voto che rappresentano la parte del corpo da guarire o un’invocazione all’ascolto, sacre alla dea Iside.
- Statua di Igea: emersa nel 2021, raffigura la personificazione greca della Salute (Salus o Valetudo) con un serpente avvolto al braccio.
- Testa di toro: scolpita a bassorilievo, richiama il mito di Zeus e la fondazione delle Terme Taurine.
- Piedi di piombo: ritrovati in serie all'interno di impronte scolpite nel travertino.

Il Santuario della Madonna del Bagno: un culto secolare
La devozione alla Madonna del Bagno affonda le sue radici molto più indietro di quanto i documenti ufficiali possano testimoniare. Sebbene il culto sia attestato con sicurezza sin dal 1500, la tradizione orale e i canti popolari suggeriscono origini medievali legate alla Fonte Miracolosa, il cosiddetto “Fuoss ‘e Vagne”.
Le origini della devozione
La nascita del santuario moderno è legata a un episodio del 1643. Un frate cappuccino, durante il cammino, rinvenne tra i sassi un frammento di ceramica raffigurante la Madonna col Bambino. Per evitare che venisse calpestato, lo depose su una quercia. In seguito, la guarigione miracolosa della moglie di un merciaio locale, Cristoforo, avvenuta dopo una preghiera davanti a quell'immagine, trasformò il luogo in una meta di pellegrinaggio.
Architettura e arte del Santuario
L'attuale edificio, in stile tardo barocco, sostituisce una chiesa più antica. La struttura si distingue per l'eleganza degli interni:
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Facciata | Imponente, con tre ampie fornici che danno accesso al pronao. |
| Presbiterio | Ricoperto di mosaici in marmo del Settecento; altare di fattura napoletana. |
| Decorazioni | Affreschi di Gaetano D'Agostino e Salvatore Postiglione. |
Gli ex-voto: una storia sociale in maiolica
La caratteristica unica del santuario è la presenza di quasi 800 formelle in maiolica, che illustrano grazie ricevute e miracoli. Questi reperti non sono solo oggetti di devozione, ma documenti storici che testimoniano l'evoluzione della lingua e della società: dalle guarigioni prodigiose alle sopravvivenze a guerre e incidenti. L'albero che diede origine al culto è oggi conservato come tronco secco, incastonato nell'altare maggiore.