La Chiesa di San Martino a Mensola: Un Tesoro d'Arte e Storia tra Fiesole e Firenze

È uno dei mille gioielli nascosti nella campagna toscana. Anzi, la chiesa di S. Martino a Mensola, nel territorio di Fiesole, ad un passo da Firenze, è un autentico scrigno di tesori con una storia antichissima, tutt’ora oggetto di ricerca da parte di università prestigiose del mondo.

Foto panoramica della Chiesa di San Martino a Mensola immersa nella campagna toscana

Origini Millenarie e Sviluppo Architettonico

In epoca antichissima in questo luogo sorgeva un oratorio dedicato a San Martino. La sua origine è legata a tre grandi personaggi irlandesi del IX secolo: San Donato, vescovo di Fiesole, Sant’Andrea di Scozia e sua sorella Santa Brigida. Fu ricostruito nel IX secolo da Sant’Andrea Scoto, un giovane benedettino irlandese (in realtà di origine irlandese), poi arcidiacono della diocesi di Firenze, che si innamorò di questo posto e volle recuperare una chiesetta abbandonata, ormai in rovina. Sant'Andrea e Donato, monaci irlandesi (o “scoti”, come si diceva, da cui “di Scozia”), scesi in Italia in pellegrinaggio, erano arrivati a Fiesole nei giorni in cui la comunità stava cercando un nuovo vescovo.

Il suo aspetto rinascimentale, rimasto sostanzialmente intatto, è quello di metà Quattrocento. L’edificio venne costruito sopra un tempio già dedicato a S. Martino, preesistente da almeno 600 anni. L’edificio, già ristrutturato intorno al Mille, assunse le attuali forme architettoniche brunelleschiane dopo l’importante intervento nella metà del ‘400. La chiesa fu poi ampliata in fasi successive ed arricchita con interventi di pregevoli artisti. Infine, nel 1999, la chiesa è stata sottoposta a un restauro guidato dall’architetto Massimo Ricci, il cui lavoro di recupero ha riguardato sia la parte architettonica che le numerose opere d’arte ivi custodite.

Chiesa San Martino A Mensola

L'Architettura Interna: Armonia e Equilibrio

Nonostante le piccole dimensioni, lo spazio interno è scandito dalle classiche tre navate, divise da archi e colonne con capitelli di ordine ionico, che conferiscono all’ambiente un’elegante armonia ed un perfetto equilibrio compositivo. Lo sguardo è catturato dalle tre navate sovrastate da soffitti con capriate a vista e opere d’arte di grande valore.

Il Prezioso Patrimonio Artistico

Gli autori delle opere custodite sono di tutto rispetto: Neri di Bicci, Cosimo Rosselli, Zanobi Machiavelli (allievo del Beato Angelico) e Taddeo Gaddi (principale discepolo di Giotto).

Opere Principali e Dettagli

  • Sulla parete di fondo è adornata dall’opera del Maestro di San Martino a Mensola che raffigura La Madonna col Bambino e santi (1391), un maestoso trittico e la “pala” dell’altare maggiore.
  • Nella navata di sinistra spicca l’opera sublime dell’Annunciazione, attribuita al miniaturista del ‘400 Zanobi Machiavelli.
  • Nella navata di destra si trovano La Madonna col Bambino e due sante di Taddeo Gaddi (1350) e La Madonna col Bambino e santi di Neri di Bicci.
  • La chiesa ospita inoltre un prezioso organo ad armadio (400 canne) costruito da Pietro Agati nel 1803.

Il Crocifisso di Benedetto da Maiano

Alzando gli occhi ci colpisce un bellissimo crocifisso restaurato da poco (tredici erano le mani di vernice che lo ricoprivano), opera di Benedetto da Maiano. La plasticità del corpo di Cristo è davvero unica.

Dettaglio del Crocifisso di Benedetto da Maiano nella Chiesa di San Martino a Mensola

La Cripta e i Resti di Sant'Andrea Scoto

Da visitare anche la cripta, ricavata da un recente restauro, dove è visibile ciò che rimane della primigenia, antichissima costruzione. Nella parte inferiore sono presenti alcuni resti della chiesa del IX secolo che a loro volta sormontano rovine etrusche. In questa parte è conservato anche il busto di Sant’Andrea Scoto in legno dorato e contornato di pietre preziose. Le sue ossa, invece, sono custodite nel cassone reliquiario istoriato posizionato nella parte superiore della chiesa, sotto l’altare maggiore. L'urna contenente i resti di S. Andrea è un cassone ligneo finemente decorato, realizzato a fine Trecento.

L'Ambiente Esterno e Curiosità

All’esterno, infine, una loggetta settecentesca in facciata e l’ex convento, oggi appartenente all’Università di Harvard, così come la vicinissima Villa “I Tatti” che fu dimora del critico d’arte americano Bernard Berenson. Dalla tranquilla piazzetta si gode un magnifico colpo d’occhio: ci troviamo ai piedi del bosco di Vincigliata, di fronte alla collina di Settignano.

Curiosità Storiche

All’interno della sacrestia è conservato un banco sul quale sono ancora presenti dei solchi circolari: qui le suore preparavano dei dolcetti chiamati brigidini in onore di Santa Brigida, sorella di S. Andrea Scoto.

Come Raggiungere la Chiesa

Se siete in auto, il nostro suggerimento è lasciarla in via D’Annunzio, località Ponte a Mensola (subito dopo il centro sportivo di Coverciano), e proseguire a piedi: Via di Vincigliata e poi Via S. Martino. Una rilassante passeggiata di pochi minuti, all’ombra di maestosi cipressi lungo il ciglio del Torrente Mensola, passando davanti all’ingresso scenografico della Villa I Tatti in località Mugnaio e quindi alla casa - un tempo pertinenza della Villa medesima - dove visse l’infanzia e la prima giovinezza il celebre attore Giorgio Albertazzi.

Un Luogo Vivo di Ricerca e Conservazione

Perfino personaggi illustri, come la regina di Olanda, hanno visitato la chiesa con meraviglia. Principali promotori di questo rilancio sono stati l’Associazione culturale «La Mensola» e la «Compagnia di Sant’Andrea Scoto» che, insieme ai sacerdoti della Parrocchia, hanno operato a favore della sua conservazione, con l’auspicio che questo luogo riceva tutta l’attenzione e la visibilità che merita.

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